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A kind of magic

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MONDO REALE, 02 giugno 1986: viene pubblicato l’album dei Queen “A kind of magic”, sfruttato dal regista Russell Mulcahy per le musiche del film HighLander L’ultimo immortale, il cui brano forse più conosciuto è Who wants to live forever utilizzato anche nel 2018 in Bohemian Rhapsody, come sottofondo della scena in cui a Freddie viene diagnosticato l’AIDS.

Al disco seguirà il Magic Tour, ultima tournée dei Queen prima che il loro leader si ammalasse.

MONDO POSITIVO: sentendosi ancora colpevole per il black out informatico e virale del Campus, Freddie vuole a tutti i costi arrivare al mitomane e provvede Who wants to live forever a fargli mettere insieme un altro paio di dettagli…


Cambio di programma!

Con questa fantastica giornata di sole avevamo organizzato una bella gita fuori porta, tanto senza connessione internet né possibilità di contatti sessuali dove altro si poteva andare? L’università si era organizzata per partecipare all’evento commemorativo sulla Repubblica italiana presso il Comune di Bugliano, il rettore ci teneva in modo particolare ma dopo la sua idea di chiudere il campus la nostra intenzione era di disertare e andarcene in massa al centro benessere Meraviglie dello Spirito e rilassarci un po’.

invece all’ultimo momento abbiamo dovuto rinunciare perché dal Comune di Bugliano sono arrivate notizie di violenze e caos, ma risolvessero le loro divergenze politiche senza coinvolgere tutto il paese!

A sentire questi individui il Bugliano Pride è osceno, poi fanno i teatrini minacciando di buttarsi dai palazzi e chiamano i carabinieri sperando di attirare l’attenzione solo perché un pagliaccio ha voluto mettere dei fiori davanti a un monumento; RIDICOLI!

A proposito, devo ancora passare al cimitero di Bugliano per lasciare un fiore sulla tomba di Raymond Still, ma questa è un’altra storia.

A kind of magic

Odio i cambiamenti di programma repentini a causa della stupidità altrui perciò mi sono girate davvero le scatole e ho risposto male a Floyd e Adri quando mi hanno chiesto di raccontare qualcosa in più sul mitomane, così in mancanza di sistemi migliori ho proposto di usare un vecchio lettore CD e ascoltarci l’album A kind of magic, che il 2 giugno del 1986 ho pubblicato coi Queen.

Decisamente profetico realizzare la colonna sonora di un film sull’immortalità! All’epoca non sapevo di avere un ospite dentro di me, ma a questo punto ha ragione Adri: sebbene inconsapevoli l’uno dell’altro, tra me e il virus stava già nascendo una simbiosi tanto che l’HIV mi ha persino mandato in AIDS pur di farsi notare!

Io, da sempre abituato ai gatti che al massimo sporcano o graffiano, non avevo la minima idea di quanto una creaturina miliardi di volte più piccola rispetto a loro, potesse fare un tale casino.

Tutti mi ascoltano e guardano in silenzio: nessuno di loro ha mai trascurato il virus, né è finito in AIDS! Pareva quasi mi considerassero colpevole per la malattia, ma ci siamo chiariti subito. Qualcuno, a me, l’ha trasmesso senza che io ne fossi al corrente e questo ha reso il mio rapporto iniziale col virus molto più complicato.

Posso solo restare concentrato sulla musica senza domandarmi quali fossero le mie origini virali: è ovvio che non saprò mai chi sia il mio Gifter, allora tanto vale prendere coscienza che dal 1987 in poi sono io l’origine di tutte le generazioni di virus, perché se i miei amici di Bugliano mi stanno ringraziando, per come è andata con me io avrei solo qualcuno da odiare e non è decisamente il caso.

Eccola lì, who wants to live forever, a provocarmi il solito mal di testa insopportabile che ogni volta mi fa sbagliare le parole mentre canto i testi della mia stessa band.

“Bisogna lasciarlo fare!” Tatiana sorride; mia figlia ormai ha imparato a conoscermi e cerca di tenere calmo Adri, che già è in pre-allarme sapendo alla perfezione cosa vuol dire quando canto a sproposito

Terribile ricordo

Però nel mio cervello la canzone ha già lasciato il posto alle parole che in quel lontano 1987 pronunciò il medico: “Mi spiace, hai l’AIDS. Possiamo tentare con delle cure, ma non sono così efficaci. Hai capito?”

Quel giorno uscii devastato dall’ambulatorio e pensai di sparire, era appena stata scritta la mia condanna a morte ma un ragazzo nelle mie stesse condizioni mi spronò a non rinunciare a vivere, comunque andasse.

“Grazie”, mi disse il giovane di cui non ho mai saputo il nome. “I tempi corrispondono, sei tu il mio gifter…”

Passai la notte a casa sua, finché la mattina a colazione mi pregò di nascondermi quando il suo compagno tornò prima del previsto. Dal ripostiglio in cui mi ero chiuso, sentii la coppia litigare e la voce del nuovo arrivato mi sembrò decisamente familiare nella sua aggressività, così rimasi immobile finché l’atmosfera tornò calma e mi venne permesso di andarmene.

“Mark me, Gifter! Mark me forever!” Ecco, il fidanzato del ragazzo incontrato alla clinica, aveva la stessa voce del matto che mi perseguitava anni prima ai concerti!

Dannazione, spero solo che il bastardo non abbia abusato del partner: etero o gay, con gli uomini violenti non si può mai sapere cosa può succedere.

“Il matto dei concerti?” Mi ha chiesto Adri, sfogliando una cartellina piena di foto; “forse abbiamo capito chi è!” Mi ha dato in mano la foto di un gruppo di ragazzi, fra cui la mia amatissima, defunta, Maria Sole.

Accidenti quanto assomigliava a nostra figlia! Come minimo la fotografia risale al 1985, se non prima. Ma nel gruppo c’era anche qualcun altro, un volto ben noto e presente: Floyd Turnpike e sembrava molto amico del violento Mark Wilson e il suo partner, loro tre seguivano me e Maria Sole come fossimo le loro prede.

“Freddie sapessi”, mi racconta Floyd. “Quell’uomo non era a posto con la testa, capisci? All’epoca ero giovane e ingenuo, non si può tornare indietro e cancellare i propri sbagli. Lui era malato di mente io però ero scemo! E tutt’ora non sono stato in grado di evitare che Mark si uccidesse in prigione.”

Se c’è di mezzo una disabilità mentale non mi sembra giusto stigmatizzare e l’ho rimproverato, ma il poliziotto mi spiazza ancora una volta:

“Mark non è stato più lo stesso da quando il suo compagno è deceduto per AIDS; fino ad allora, era affamato di virus e addirittura ha sempre detto che tu l’hai rifiutato in malo modo ancora a inizio anni ’80 lasciandolo negativo, e ti sei portato via il suo partner. Evidentemente al contrario di me avevi capito di che pasta fosse!”

Inevitabile per me ricordare il concerto nel 1980 dove cantai Imagine per salutare John Lennon ucciso il giorno prima, quando un tale piantò in asso il proprio partner violento e venne con me; e anni dopo il ragazzo anonimo incontrato all’ospedale, poteva essere veramente la stessa persona?

Floyd recupera dal telefono una foto dove due giovani uomini stavano uno accanto all’altro in un terrazzo.

“Lui è il povero Andrew, per gli amici Andy. All’epoca di questa immagine non stava ancora male ed era un super bono; devo ammettere che Wilson aveva degli ottimi gusti!”

Non avevo mai saputo il suo nome ma vedendo il suo volto l’ho riconosciuto al volo: era proprio il tizio incontrato quando morì John Lennon e anni dopo all’ospedale, cavoli se è piccolo il mondo!

Mi sento in colpa adesso, avessi invitato anche il suo compagno la prima volta in occasione del concerto, forse non saremmo a questo punto, non avrei uno stalker che mi odia e perseguita!

“No, no, Freddie, non ti rimproverare.” Adri cerca di tenermi tranquillo. “Dammi retta, l’avresti lasciato negativo comunque perché già dalle foto Wilson aveva uno sguardo perfido e nessun virus gradisce avvicinarsi a una persona del genere. L’ho pure conosciuto prima della sua morte, guarda, quel Mark era un autentico bastardo non ci pensare! Lascia perdere! Piuttosto cerchiamo di informarci sugli amici e familiari del suo defunto fidanzato.”

E adesso cosa dovrei fare? Domande in incognito finché trovo i familiari di Andy? Ma davvero? Per finire tra le braccia dello stalker?
Ci sarà pure un altro modo!


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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