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L’enigma del distributore

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Giorni fa il distributore automatico, anziché la merendina, ha lasciato a Tatiana un enigma che nemmeno il suo virus è riuscito a sbrogliare. Ma HIV di Bugliano non è l’unico bravo coi giochi di parole perché all’occorrenza Adri viene sempre in aiuto.


Giornata tranquilla

Oggi finalmente posso scrivere in tranquillità dopo giorni di fuoco, nel vero senso della parola: prima l’influenza, ora Tatiana che si mette nei guai e disobbedisce a ogni raccomandazione. Non le è bastato il messaggio di Sa6Ta6Na6 nel distributore automatico?

Quando Raymond Still mi ha dato l’incarico di proteggerla credevo bastasse tenerla d’occhio col GPS, speravo che da adulta quale è avesse la capacità di riconoscere le persone di cui non fidarsi e si regolasse di conseguenza; invece appena provo a lasciarla libera contando sulla sua brillante intelligenza, è la volta che si mette in pericolo con le proprie mani.

Ammetto di non aver capito io per primo cosa voglia esattamente il tanto discusso mitomane dissanguatore, ma intuisco che sia un ospite del CampusIbuol perché altrimenti come potrebbe accedere al distributore senza doverne violare la chiusura? O è uno dei manutentori, vorrei tanto saperlo, poi fargli un gran culo.

Unico problema: coi suoi enigmi il criminale sta dimostrando di non essere un personaggio da sconfiggere con le armi, bensì con l’astuzia e io devo farmi ancora tanta esperienza in merito. Durante la febbre, Tatiana mi ha dato da leggere un libro chiamato 101 anagrammi zen spronandomi ad acquisire la conoscenza dell’enigmistica ma inizialmente lo consideravo una perdita di tempo; che utilità ha spostare le lettere delle parole, creando frasi di senso compiuto dai nomi di personaggi famosi o dai titoli dei giornali?

Faticavo a comprenderlo, eppure grazie alle conoscenze acquisite con quella lettura, il messaggio apparentemente insensato recuperato nella macchinetta delle merendine ha una sua logica e, contrariamente a Tatiana, ho risolto l’enigma pur essendo un principiante!

L’enigma del distributore

Siamo qui, io e lei, nella nostra stanza con la musica spenta e il messaggio di Sa6Ta6Na6 in mano; devo dirlo, chi l’ha costruito ha un’ottima manualità perché tutti questi ritagli di giornale incollati assieme col nastro adesivo non si sono mai staccati uno dall’altro, anche se l’abbiamo preso in mano, srotolato, ancora arrotolato decine di volte. Abbiamo disquisito per un po’ ipotizzando quale studente o studentessa, qui in IBUOL, si applichi nei collage o puzzle ma nessuno in particolare ci viene in mente.

ChaserGloria ha una buona mano senz’altro, ma lei ama ricamare nel poco tempo libero che il marito le lascia.

Non ci resta che insistere leggendo nuovamente il messaggio del distributore così com’è:

“Canterei col sesso del re gentile”.

Osservo la scritta da un lato, poi dall’altro, poi girandola al contrario, niente; non riesco ad andare lontano: chi può essere il re gentile e poi cosa c’entra il sesso con la musica? Salvo un doppio senso volgare sul microfono, ho zero idee.

Anche perché nessuna lettera o parola qui dentro si riferisce a palco o microfono. Ma è Tatiana con una battuta ad aprirmi la strada: “Quale segreto si nasconde qui dentro?”

Segreto, segreto. Sì! Gli anagrammisti di professione tirano fuori sempre una parola chiave dalle frasi, da cui poi ricavano i messaggi subliminali. Sia mai che anche questo…

“Il segreto del”. Ecco, provo a ricostruire la frase partendo da qui.

Ho mal di testa a forza di provarci e riprovarci, appoggio le dita sulle lettere per nascondere quelle che non mi convincono: “Il segreto delle”.

La combinazione che è rimasta, apparentemente è priva di senso: “c a n erei c sso nte”

Dannazione, ce l’ho davanti! Eccola!

IL SEGRETO DELLE CENERI NASCOSTE!

“Canterei col sesso del re gentile” significa in realtà “il segreto delle ceneri nascoste.”

“Sai Adri”, mi dice Tatiana con nonchalance. “Le uniche ceneri nascoste di cui io sia a conoscenza, sono quelle di Freddie Mercury. Morto da trent’anni e nessuno sa dove sia il corpo; niente ceneri niente morto, non credi?”

Appunto, ragazza. Appunto. E dopo dici che dovrei lasciarti libera di andare in giro? Adesso un’informazione che dovevamo sapere solo io, te e Ray, è in mano di Sa6Ta6Na6. Renditi conto di cosa stiamo rischiando tutti, specialmente la persona che ora conosci alla perfezione. Per cui con la prossima cazzata che farai anzi farete, dovrai cavartela da sola perché prima di te, dovrò salvare lui.


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Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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