One year of love

Tempo di lettura: 6 minuti

“Just one year of love, is better than a lifetime alone”…

One year of love. A volte basta una semplice canzone dei Queen per far comprendere quale sia la pista da seguire in un’indagine complessa. Anche se la verità non è sempre a portata di mano e lo sa…


Il pacco dalla Russia

Quando ieri e mi hanno mostrato il pacco trovato in aula di musica, le ho liquidate in malo modo; cosa potevo fare io di una tutina risalente a una vita fa? Ho detto loro di lasciarmela perché l’avrei buttata nell’indifferenziato alla prima occasione, non si facessero troppi film in testa su indagini, omicidi e quant’altro!

Appena se ne sono andate però, ho chiamato subito il medico legale nonché mio fidatissimo amico dottor Salvo Segapiedi e gliel’ho portata: se la fortuna ci dice bene, nella tutina si è conservato il DNA della bambina o, se abbiamo proprio tanto tanto culo, addirittura quello della madre; gli ho anche dato i capelli di Tatiana, per prenderli c’è voluto nulla perché essendo in stanza assieme posso avere quanti campioni voglio anche all’insaputa di lei.

Mi auguro solo di riuscire a togliere in tempo dal pericolo in cui si stanno cacciando sia Tatiana sia Ali, mai mi perdonerei se facessero la fine di .

Freddie sui social

Ora comunque la difficoltà più grossa è , che dopo aver accusato per troppo tempo me e di avergli rubato l’identità, da poco prima di Natale ha ripreso a farsi chiamare Zach Nolan; maledetto me quando gli ho dato lo smartphone! Per l’intera mattina è rimasto seduto sul divano a digitare senza degnarci della minima attenzione quando io e Tatiana l’abbiamo chiamato per far colazione insieme, a pranzo si è sbucciato un’arancia senza buttare i resti nel cestino fra l’altro, pare che il mondo gli stia scorrendo attorno come se non lo riguardasse.

Solo quando gli faccio capire che sto indagando per avere notizie della sua amata Sunshine, si arrabbia e mi risponde di sapere già tutto ciò che gli serve. Allora perché se gli chiedo di condividere le informazioni, si chiude in se stesso peggio di prima?

Mai avrei pensato di trovarmi in una situazione simile, temo si sia invischiato in una brutta dipendenza da Internet che prima riesco a sradicargli, meglio è; solitamente gli studi affermano che questa condizione può colpire tutti ma la vulnerabilità più grande è di chi è nuovo nel mondo tecnologico e non ha abbastanza strumenti per gestirlo, o di chi lo conosce troppo bene e abbassa la guardia. Basta avere fragilità psicologica e Freddie ne ha tantissima, pur mostrandosi una forza della natura quando stava sul palco.

Preso con le mani nel sacco!

Lo osservo sorridere a un mondo in cui non mi è permesso entrare e azzardo una battuta: Sembri innamorato, sai Freddie? O Zach, se preferisci? Annuisce e blocca il telefono, finalmente si alza e si allontana senza guardarmi. Grazie al cielo si stacca dalla rete almeno per andare in bagno, certi soggetti con questa dipendenza si mettono addirittura il vasetto per fare i bisogni così non abbandonano Internet!

Ne approfitto e prendo in mano il suo dispositivo. Bloccato col codice. E chi lo sa, ora non posso rischiare di disattivarglielo dopo aver inserito una password sbagliata per tre volte di fila! Calma profiler, calma, una soluzione ci dev’essere.

One year of love

Inavvertitamente, posando sul tavolo lo smartphone di Freddie, ho premuto Play avviando la riproduzione di un brano: One year of love! Il volume è al 2% e io, bastardo come pochi, dalla schermata di blocco riesco a cambiare la sorgente audio e la canzone si accende su tutte le casse del campus, bagni compresi!

“Chi è stato!” Freddie esce dal bagno in accappatoio ancora tutto bagnato e corre verso di me, afferrando lo smartphone. Guarda il display e spegne la musica più velocemente possibile, ma io mi sono già attrezzato e ho acceso One year of love sul mio!

“Spegni quel coso, non voglio sentire questa canzone!”

Senza ascoltarlo, alzo il volume e gli leggo il testo:

Solo un anno d’amore è meglio di una vita da soli. Un momento di tenerezza tra le tue braccia, è una stella cadente che mi attraversa il cuore…

“Basta, basta, finiscila!” Freddie è vicino a me e vorrebbe togliermi il telefono di mano, io però a differenza sua ho impostato il mio con la massima sicurezza per poter essere l’unico ad avere il controllo sulle funzioni, musica compresa; “Tutto quello che posso fare è arrendermi”, lui canta l’ultimo verso del brano e vedo una lacrima scendergli.

Ti faccio una domanda a bruciapelo, Freddie. E non mi importa se vuoi esser chiamato con l’altro nome: ti rendi conto o no della passione che avevi in questo brano? L’hai dedicato al tuo ex marito Jim Hutton? Anzi no, è per quella Sunshine, scommetto!

Lui batte un pugno sul tavolo: “No! No! No! Quel brano è stato scritto da John Deacon, il nostro bassista! Io non c’entro era lui coi problemi d’amore!”

Sarà, però intanto quando cantavi il cuore era il tuo. Forse è una delle canzoni in cui si capisce meglio chi sei veramente, al di fuori di quel palco.

“Adriano, sei peggio di Paul Prenter! Lui è morto ma secondo me voi due eravate fatti della stessa pasta.”

Cosa? Prenter è stato il presunto amico fidato che ha raccontato la vita privata di Freddie al giornale Sun nel lontano 1984 e non ci sto a essere paragonato a un infame come quello! Vorrai pur sapere chi è la madre di tua figlia Tatiana, sì o no?

“Ho già tutto quello che mi serve, ti ho detto. Mi basta lei!”

Fatico a capire se stia parlando di Tatiana o abbia in mente qualcun altro, ma non voglio demordere: sul mio smartphone apro la foto della ragazza al concerto che gli avevo mostrato durante il film Bohemian Rhapsody passando da “One year of love” alle canzoni del Live Aid: possibile che non ti ricordi proprio chi sia questa Sunshine? Ci sei stato a letto evidentemente, poi sostieni di amarla senza saperne il nome? Non ti credo.

Gli faccio leggere le parole scritte accanto alla foto, a cui il giorno del film non avevo dato peso:

Ci sono tante cose che non ci siamo detti, e al momento posso solo arrendermi. Solo arrendermi. Nessuno mi aveva raccontato che l’amore facesse soffrire così tanto, sì, fa soffrire… Il dolore è così vicino al piacere e io non posso che arrendermi, solo arrendermi…

Le parole di “one year of love” sulla foto di questa ragazza. Freddie, non prendermi in giro, ti prego! Questo brano è uscito il 25 ottobre 1986 e il live aid è stato un anno prima. La foto è del magic tour, Wembley 1986!

“Perché ti interessano i miei rapporti sessuali? Sei peggio di Prenter, te lo dico ancora una volta! Basta e lasciami in pace, sto chattando non vedi?”

Le notifiche della messaggistica istantanea gli arrivano incessanti sullo smartphone, ma le opzioni sulla riservatezza da me stesso impostate prima di insegnargli a usare l’app, mi impediscono di vedere i mittenti. Almeno dammi il codice però, Freddie! Se non vuoi dividere i tuoi segreti con me, dai a Tatiana l’opportunità di sapere chi è sua madre. Vedi anche tu come le somiglia questa cazzo di Sunshine!

“Non usare certe volgarità su di lei! Potrò avere un po’ di privacy? A questo punto stavo meglio quando tutti mi credevate morto, trovami le prove che quella Tatiana sia mia figlia se no andate all’inferno dal primo all’ultimo!”

Intanto non mi ha risposto su Wembley e io lo prendo per un sì: Tatiana è del 1987 quindi, se la matematica non sbaglia, il concepimento può esser stato il giorno di quell’ultimo concerto! Fingo di allontanarmi e lo spio da dietro la libreria; il suo dito punta il sensore delle impronte digitali e il telefono si sblocca, peccato che da lì mi sia impossibile vedere oltre!

Lo so, Freddie tecnicamente sarebbe il mio e per regolamento della comunità dovrei aver piena fiducia in lui, ma si sta comportando davvero male! Mi fido più di Ray Still visto che è stato lui a iniettarmi il virus…

Già, come ho fatto a non pensarci! Perché HIV non mi rivela chi ha spezzato il cuore a Freddie e gli ha fatto perdere il senno in questo modo?

Impossibile che lui non lo sappia, vive nel suo corpo da molto più tempo di quello passato con me. Lo smartphone, l’impronta digitale… Mi sa che dovrò sedare Freddie per sbloccare il suo dispositivo, è l’unica soluzione; al momento giusto un sonnifero nel caffè o l’acqua, e fine del discorso.

Scendo in parcheggio per prendere l’auto e andare a far la spesa, quando mi si fa incontro Alison Grant. Sarà pure la nipote di Raymond, e adesso la mia prima , ma è sempre una giornalista che si mette in mezzo nei momenti meno opportuni!

“Ehi Gifter, hai visto la mail che ti ho mandato ieri?”

Intanto non chiamarmi così, è vietato finché tu sei negativa e io , in più al momento non ho ancora deciso come equando darti il virus. Poi, quale mail? Se riguarda la tutina lascia perdere che l’ho buttata dove meritava di stare.

“No, no, riguarda il caso irrisolto su cui sto lavorando! Una ragazza di Bugliano morta all’estero, Maria Sole Solari. L’assassino è ancora in giro e ha colpito di nuovo, ne sono certa.”

Va bene, va bene Alison; dopo i medici e scienziati laureati all’università dei social network vediamo cosa dice la giornalista che si improvvisa detective! Però se non ti occupassi di questa storia sarebbe molto meglio per tutti.

“Ascoltami Adriano, è LA la causa di tutto. Se capisci capisci, se no amen! Quando leggi l’e-mail sai dove trovarmi!”

La sierofobia, sì, in effetti è la causa di molti problemi ma cosa c’entra? In che dannato guaio si sta, e mi sta, mettendo Ali? Non bastava Freddie coi suoi casini delle chat?

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