Risultato

“Ho una bella notizia per te, sei risultato positivo.” Se a dirtelo è un insegnante dell’università OK, ma se è un esame medico?

[A cura di: Adriano]

Io e Raymond Still siamo seduti alla scrivania del suo ufficio, con l’esito dei miei esami di fronte. “E beh? Era quello che volevi!”, mi dice perplesso. Ray guarda il risultato poi si gira di nuovo verso di me: “La vita inizia adesso, profiler! Puoi solo accettare la tua condizione, prenditi il tempo che ti serve.” Appoggio lo smartphone sul referto, quasi a voler nascondere la verità dai miei occhi; la situazione adesso è reale, è tutto scritto nero su bianco ma soprattutto nel mio sangue. “Positivo al test HIV”. E ora?

In silenzio, l’insegnante apre un cassetto della scrivania e dopo una breve ricerca mi arriva alle spalle. Rimango al mio posto senza il coraggio di muovermi o parlare, né di guardare cosa stesse facendo e in pochi secondi mi accorgo di avere un pendente al collo!

“Questo è il biohazard e non te lo devi mai togliere”, mi avverte. “Chiunque farà parte della tua comunità avrà questo simbolo come tatuaggio su un lato del collo o dovunque non sia possibile nasconderlo, ma visto che tu hai paura degli aghi per te ho scelto il medaglione.”

Il simbolo di rischio biologico, con scritto “PlusBrothers il mondo positivo”. Ma che cretinata è? Tentato di levarmelo, giro il ciondolo fra le dita e penso subito alla pubblicità anni 90 col malato di AIDS circondato da un alone viola. Non esiste, sono un poliziotto e con lo stigma che c’è sull’HIV esporre questo affare significa perdere la reputazione.

Perché proprio a me! Non sono mai andato a letto con qualcuno in vita mia apposta per non cedere alle peggiori fantasie di bug chaser; in passato ho risposto all’annuncio di Ray in rete sperando che l’iniezione virale di Freddie Mercury fosse tutta una sua invenzione, mi sono fidato di lui perché è il mio più caro vecchio amico, e adesso mi trovo nei guai. Fino al collo.

“Te lo ho detto”, continua ad insistere lo scienziato. “Hai in corpo un virus di gran valore e tu lo disprezzi? Cosa penseranno loro di te?”

Loro? Lei! Tatiana! Se racconto in giro dell’HIV la accuseranno di avermelo passato essendo io e lei compagni di stanza, chi spiega a quei negativi sierofobici che in realtà con quella ragazza non ho mai combinato niente? Ma non posso più nascondere l’evidenza, c’è pure Zach Nolan nel #CampusIbuol ed io sono uno dei pochi ad averlo visto senza maschera. Lui e la ragazza, le persone che Ray mi ha chiesto di proteggere. Ormai è tardi per rinunciare all’incarico!

Quanto vorrei un’arma, ammazzare Still e spararmi. Devi morire, prof? Bene! Acceleriamo i tempi e finiamola qui. Rivolgo a Raymond il gesto delle dita a pistola e lui, serafico come sempre, esce dall’ufficio lasciandomi nuovamente da solo col risultato positivo e il medaglione biohazard appeso al collo.

Torna dopo pochi minuti, con una scatola sigillata in mano invitandomi ad aprirla. “Da ora in poi decidi tutto tu, Adri. Impara a convivere col tuo nuovo status!” Bastardo di un Ray, mi conosce davvero bene e sa come quella di decidere sulla vita o morte altrui sia una fantasia letteraria e sessuale, che mi accompagna da sempre.

Lui si siede al proprio posto di fronte a me, a braccia conserte, e mi guarda aprire la scatola. Maledizione, un revolver! Ma è quello usato al corso di criminologia per finalità didattiche!

“Calibro 22, a tamburo”, mi istruisce Ray. “8 camere di scoppio, ho caricato due proiettili apposta per te… Per noi. Sei pronto?”

Roulette russa! Impugno l’arma e la guardo, accorgendomi subito di provare eccitazione anziché spavento! La punto verso di me e Ray mi ferma: “Sbagliato, Adriano. Questa è un’altra versione della roulette. Tu spari a me, io sparo a te.” Sì, certo, e se muori subito?

Primo giro: prendo la mira sulla tempia di Ray, incrocio il suo sguardo chiedendogli se era davvero certo. “Sì, almeno se devo morire sia grazie ad un amico come te, e non al cancro.”

Niente, andato a vuoto. Lui mi prende l’arma di mano e si ripete lo stesso rituale: “Non vorrei farlo, Adri, ma me l’hai chiesto tu! Mi spiace solo perché ci rimette anche il tuo povero HIV.” Altro colpo fallito.

Ancora il mio turno: un altro passo verso la fine del mio migliore amico, testimone delle mie più grandi gioie e dolori. Un altro colpo mancato.

La medesima sorte accade a me, per la seconda volta. Il fato ci sta offrendo un’altra chance! Ce ne sarà una terza? Niente, anche il quinto e sesto colpo sono vuoti!

Ora però siamo agli sgoccioli e la mia adrenalina è a livelli astronomici, questi che mancano sono certamente i colpi in canna! Chiedo a Ray, ancora una volta, se è sicuro e gli punto l’arma contro. Un inspiegabile dolore mi blocca il dito sul grilletto ma voglio andare fino in fondo. Premo e non succede niente… La pistola sembra inceppata!

“Ecco la seconda chance”, mi sorride Ray. “Io sono uomo di scienza e non credo al fato, però mi sa che ho torto! Forse non è ancora il mio momento, Adri. Perciò adesso vediamo se è il tuo, impugna il revolver e usalo.”

Decidere sulla morte altrui è un conto, però quando si tratta della mia? Il pensiero immediato è per Tatiana, vorrei prendere il telefono e chiamarla; ma per dirle cosa? Niente, lascio perdere e mi limito a scriverle: “Se non torno, vai in stanza con Zach. Adri.” Non è il massimo degli addii però sono totalmente incapace di mandare certi messaggi, neanche in questo momento sono riuscito ad ammettere di volerle bene.

La fitta al dito è sempre più intensa e quasi la pistola mi cade mentre la punto alla mia tempia, sotto lo sguardo di Ray che non versa una lacrima, né vuole far nulla per fermarmi. Un potente colpo di tosse e il docente si asciuga l’ennesima goccia di sangue passata dalla gola alla mano in pochi secondi, facendomi spaventare sul serio! “Non farci caso Adri, ormai sono abituato a conviverci.”

Il revolver è sempre più pesante nella mia mano, ormai il dolore si sta diffondendo fino alla spalla; così provo ad afferrarlo con la sinistra ottenendo il medesimo risultato; com’è possibile che non ho mai avuto crampi in vita mia? Questo sembra arrivato improvvisamente senza che io abbia compiuto eccessivo sforzo fisico! A 35 anni i reumatismi? Possibile? Oppure è un effetto precoce dell’HIV? Da quanto so, l’AIDS conclamato per manifestarsi può impiegare un decennio!

“Sì, Adri, questo è un effetto dell’HIV ma non quello che credi tu!” Ray sempre misterioso come al solito, anche se stai male. Com’era quella storia, l’HIV modificato di Freddie Mercury che trasmette le emozioni?

“Questo dolore improvviso è il virus che ti sta aiutando ad evitare un pericolo imminente. Come vedi, tu lo disprezzi e lui ti ha tolto già dal primo guaio. Ti conviene imparare a conoscerlo, vedrai che sarete in sintonia molto presto!”

Allora è vero! Pure Tatiana racconta certe storie quando si mette nei guai. Era svenuta a ferragosto, poi durante l’evento Day One al negozio dei telefoni cellulari, e ultimamente pure quando è andata a conoscere i genitori della sua amica Gloria. Però levami una curiosità, Ray: come fa l’HIV a individuare i pericoli!

“Perché conosce gli esseri umani da millenni, amico mio, e i loro punti deboli. Capisce quando la persona che lo ospita stringe amicizia con qualcuno di inaffidabile, e cerca di evitare il peggio. Poi alcuni capiscono e altri no! Ma ti sei mai chiesto perché il dissanguatore non ha ancora preso di mira Tatiana e lui… insomma, Zach? Finora tra me e HIV siamo riusciti a proteggerli ma la faccenda è sempre più complessa.”

Effettivamente Nolan è sempre rinchiuso e ha la maschera, ma la ragazza non ha mai nascosto il virus agli altri. Anzi, potrebbe essere un bersaglio facilissimo! E ora che mi ci fai pensare… Ha il tatuaggio col biohazard sul collo però non ho mai avuto il coraggio di chiederle spiegazioni.

“Gliel’ho fatto io, quello”, mi spiega Ray. “Quando al suo diciottesimo compleanno le ho prelevato il sangue e ho potuto certificare ufficialmente che è la figlia di…”

Un colpo di tosse interrompe di nuovo il discorso e Ray prende l’ennesimo fazzoletto. “Scusami tanto, Adri, oggi va così. Lunedì inizio il nuovo ciclo di terapie chissà che vada bene! Tu, intanto…”

Osservo meglio il ciondolo sul mio collo e solo ora individuo la scritta posizionata sotto il disegno: Gifter Adri. Maledetto a te, Ray, quella parola significa persona intenzionata a diffondere malattie sessualmente trasmissibili, ma ti pare?

Senza rispondermi, tira fuori dalla tasca un badge identico a quello usato per aprire la mia stanza ma che, al posto del nome “Adriano La Scala”, ha incisa la stessa dicitura del pendente. Gifter Adri. “Usalo in sostituzione all’altro, il tuo è smagnetizzato.”

Fra poco io ti smagnetizzo il culo, Still! Non avevo intenzione di comunicare la mia positività in giro, però se era cambiato il badge significava che l’informazione era ormai nota a chiunque compreso il rettore. Anzi, peggio, tutti lo sapevano e io sono stato l’ultimo a conoscere il mio risultato!

“Hai una gran responsabilità amico mio, adesso devi fare il bravo e usare le tue conoscenze da profiler per selezionare attentamente i tuoi chaser. Mi raccomando però, tutti consenzienti e niente trasmissioni a tradimento!”

Chaser? Trasmettere? Non esiste, io ho intenzione di assumere i farmaci regolarmente finché la mia carica virale sarà azzerata. Non rilevabile, così da evitare qualsiasi incidente. Sempre ammesso che poi voglia avere contatti sessuali con qualcuno, non ci giurerei!

“E chi ti dice niente!” Stavolta Ray si mette a ridere. “Per le trasmissioni non c’è Black Friday che tenga quindi sii puntuale con le medicine, i chaser aspetteranno. Prenditi il tuo tempo e chiama il tuo capo, Floyd Turnpike ti dirà qual è il secondo step, cosa dovrai fare da ora in poi!”

Gifter Adri e dopo non rilevabile, quanta confusione! Come sarebbe questa storia? Vi siete tutti messi d’accordo, questo è un complotto contro di me!

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