The Show must go on!

DAL REALE: 14 ottobre 1991: esce il singolo dei Queen “the show must go on“, tratto dall’album Innuendo – ultimo disco realizzato dal gruppo quando Freddie Mercury era ancora in vita.
Anche se il testo viene attribuito all’intera band, l’autore principale è Brian May che racconta lo stato d’animo di Freddie Mercury, in estrema difficoltà ma intenzionato ad andare avanti fino in fondo.
DA BUGLIANO: sebbene Adri non abbia ancora ottenuto un incarico ufficiale da poliziotto, un’e-mail anonima con l’oggetto “the show must go on” cambierà la sua esistenza per sempre…

[A cura di: Adriano]

Ancora non sono riuscito a sbloccare il cellulare di Tatiana: sempre la scritta “NEGATIVO” col segnale di accesso vietato, e non lo butto dalla finestra solo per evitare di dover giustificare con lei un casino ulteriore. Lo chiudo nella confezione originale e prendo il mio smartphone perché vorrei chiamarla e restituirle quell’oggetto inservibile oggi stesso, ma una notifica attira subito la mia attenzione: mail urgente. Anonima.

The show must go on

Adri, manca poco alla fine. Vieni immediatamente, troviamoci nel laboratorio dell’università IBUOL. Ti aspetto.

Un messaggio del genere con una canzone dei Queen nell’oggetto? Più che una minaccia sembra una dolorosa richiesta di aiuto da parte di una persona che conosce bene le mie passioni musicali; così, senza pensarci troppo, prendo l’auto e corro all’università; mi sono infilato in tasca un coltello perché non si sa mai, ma quando raggiungo la facoltà di scienze trovo i corridoi deserti e il solito cartello di divieto affisso all’entrata del laboratorio. “NEGATIVI OFF LIMITS”; sono sempre stato un inguaribile ottimista quindi non può riguardarmi una scritta simile! Nessun problema, busso e quando la porta si apre, un uomo in maschera con la voce irriconoscibile mi chiede: “Password?” Lo vedo che si muove a fatica, all’apparenza è molto malato eppure ha ancora voglia di mettere le persone in difficoltà. Non conoscevo parole d’ordine per entrare in laboratorio, allora decido di usare la mia intuizione. Se il messaggio anonimo aveva come oggetto The show must go on, ci sarà forse un motivo? Guardo il tale che si regge con una mano allo stipite e lo affronto, sicuro di me: “The show must go on!”

Rivelazione

Lo sconosciuto mi porge la mano e quando gliela stringo, sento la disperazione nelle sue dita calde mentre in silenzio mi conduce all’interno del laboratorio e chiude la porta accettando di farsi sorreggere da me. Decisamente è stanco pover’uomo, ma nonostante una sedia a pochi centimetri da noi, a passi lenti mi guida fino all’ultimo angolo in fondo alla stanza dove si trova un grande letto. E’ evidente che ci sia una persona sdraiata, ma una tenda non mi permette di vederla! Invitandomi a voltare le spalle al misterioso paziente, si toglie la maschera e mi guarda dritto negli occhi.

Ray. Raymond Still, effettivamente ha il volto scavato e temo non gli resti molto da vivere; lui, il mio meraviglioso insegnante di scienze i primi anni dell’università, diventato un vero confidente capace di incoraggiarmi nelle scelte importanti. Lui che quando gli ho espresso i miei dubbi sul suicidio di mio padre ha sempre creduto in me promettendo di stare al mio fianco; Raymond, che per ragioni a me sconosciute trent’anni fa ha lasciato un centro di ricerca importante a Chicago preferendo insegnare qui all’università di Bugliano. “Cancro ai polmoni”, mi confida. “Se va bene, tra un anno non ci sarò più.” Lo lascio parlare e sfogare, ora tocca a me dargli sostegno, lo stringo in un abbraccio interminabile trattenendo il pianto ma lui mi respinge: “abbiamo poco tempo, vieni con me. Sarai tu a dover continuare il mio lavoro!” Lo vedo indossare dei guanti ed avvicinarsi al letto del paziente misterioso, si nasconde dietro la tenda sussurrandogli qualcosa poi torna verso di me, senza togliere i guanti.

La missione

Sono terrorizzato quando mi mostra una siringa piena di un liquido sospetto; a vederlo sembra sangue, ma è già sufficiente l’ago a paralizzarmi; fin da piccolo ho la fobia delle iniezioni e adesso mi trovo uno dei miei più cari amici a volermene praticare una? E per quale finalità? Ad ogni domanda che gli pongo, Ray scuote la testa ed evita accuratamente di rispondermi. “Devi accettare il tuo destino, Adri. Quando raggiungerò tuo padre in Paradiso vorrei dirgli che sono fiero di te. Ora hai una missione, devi proteggere il Gifter universale e sua figlia ma per poterlo fare hai bisogno di una modifica nel tuo DNA.”

Cioè? Quella parola, “gifter”, non mi è nuova; devo occuparmi di una persona che trasmette volontariamente l’HIV a un sacco di innocenti compresa la propria bambina? Avanti così e perderò qualsiasi opportunità di diventare poliziotto! Mi tengo ben strette le maniche della giacca per non lasciare le braccia esposte a quello scempio ma Ray è svelto, già è dietro di me e mi cerca una vena sul collo. “O ti lasci fare, oppure ti narcotizzo!” Sento la tenda aprirsi e l’uomo che prima stava sdraiato sul letto, si è alzato. Mi sorride e lo riconosco al volo. Provo a scuotermi credendolo un sogno invece no, lui sta di fronte a me, in persona. “Ascolta i consigli di Ray”, mi supplica. “Fai quello che ti chiede perché io non posso muovermi da qui. Tu però non mi hai mai visto, per il mondo io sono morto; intesi? The show must go on!” Mi sfiora la mano e ritorna a sdraiarsi dove era prima.

Sconvolto da quella visione mi accorgo troppo tardi della siringa sempre più vicina, e Ray continua a parlarmi: “Io ti ho scelto perché tuo padre l’avrebbe voluto, il povero Ben La Scala non ha avuto il tempo di collaborare con la nostra leggenda creando la comunità positiva nel proprio negozio di dischi, adesso tu hai il dovere di portare avanti il suo sogno.” Così dicendo mi infila l’ago e devo ammettere che ha la mano delicata! Non ho provato il minimo fastidio dall’iniezione, fossero tutti i medici e infermieri come lui! “Preparati all’evenienza di alcuni giorni ammalato”, mi avverte Raymond. “Un paio di settimane e ti salirà la febbre. Alloggia nel campus della IBUOL, così ti potrò stare io accanto! Resterò in questo mondo finché tutto sarà andato al suo posto. Ancora una volta ricorda: lo spettacolo deve continuare e sarai tu a permetterlo; the show must go on!”

Fammi capire, Ray: il malato sei tu e mi dici che devi prenderti cura di me? Cosa sarebbe poi questa comunità positiva, e cosa c’entra The show must go on? Capisco sempre meno, ho intuito solo che sto per perdere il mio più caro amico nel momento in cui forse la mia vita cambierà per sempre, anche se attualmente non so nemmeno come. Ho un segreto da mantenere, due persone da proteggere, decisamente l’incarico alla polizia di Bugliano non ci vuole proprio.

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