Vecchio amico

Per GifterAdri, Stare in mezzo alla neve in un paese sconosciuto e con la macchina in panne è tragico se non fosse che un amico d’infanzia arriva al momento giusto…


Ostaggi della neve

A raccontarle, certe situazioni sembrano inverosimili! Sono sicuro che a sentirmi chiunque mi riderebbe in faccia però intanto eccomi qui in mezzo al niente, con l’unica compagnia del virus HIV. Già è stato complicato per me accettare che lui comprenda il mio linguaggio e io il suo, ma in questo momento trovarci da soli in questo luogo orribile ci ha posto una serie di imprevisti da affrontare per la prima volta insieme.

Senza contare che, visto l’orario, cosa dirò agli altri? Al CampusIbuol mi avevano pregato di essere puntuale oggi a pranzo perché c’era la commemorazione di John Lennon assieme a Tatiana e Zach Nolan, cioè Freddie, e mi sono perso l’evento; stamattina pure ho saltato la Immacolata Colazione tradizionale dell’8 dicembre al Papero Offeso, unico giorno in cui Raymond Still abbandona le sue fissazioni per il cibo sano e si dà alla pazza gioia col nutriaburger versione gigante. Non me lo perdonerò mai, sono consapevole che queste saranno le ultime feste invernali per Ray e non ho potuto stargli vicino!

Il virus mi ha fatto capire che fosse stato per lui, ce ne saremmo rimasti tranquilli a guardare serie tv sul divano invece di uscire in mezzo alla neve. Io però cosa posso farci, il lavoro è lavoro e quella telefonata anonima in cui si parlava di una ragazza morta con la gola tagliata rinvenuta in centro a Scivolate sull’Oglio, ha avuto la priorità sulla mia pigrizia per cui ieri non sapevo davvero con chi prendermela quand’ho visto che non c’era alcun cadavere ma solo un giocattolo radiocomandato a forma di disco che scriveva Sa6ta6na6 sul terreno. Era chiaro come il sole, qualcuno si era preso anzi si sta prendendo ancora gioco di me!

“Avrei voluto alzarti la febbre per impedirti di uscire ma sono bloccato”, si era giustificato il virus. “Fino a che prendi quei maledetti farmaci antivirali io non posso proteggerti come vorrei. Neanche da te stesso.”

Ovvio, il suo punto di vista è differente ma io guardo prima la salute e so bene che avere la quantità di HIV non rilevabile nel mio sangue, è la scelta giusta per tutelare me stesso e gli altri. Me l’hanno raccomandato i medici e anche il mio superiore, Floyd Turnpike dell’FBI, secondo cui avendo la carica virale alta non potrei proseguire con la missione sotto copertura! E ora il virus si ritiene un mio amico, sostiene di volermi proteggere e dopo mi mette nei guai? Davvero non mi resta altro che fidarmi dell’HIV, sono messo così male?

Con l’auto bloccata

Bella domanda, in vita mia ho dato fiducia solo a tre persone e tutte le volte mi sono sbagliato di grosso. Penso al mio passato mentre, affamato come pochi, cerco di azionare per l’ennesima volta l’auto sperando di potermene tornare al campus almeno per la cena; ormai ha smesso di nevicare ma i fiocchi hanno coperto le impronte Sa6Ta6Na6 lasciate dal disco saltatore così anche l’idea di fotografarle è fallita. Guardo il mio cellulare col cinquanta per cento di batteria, zero di segnale! Scivolate sull’Oglio è acerrimo nemico di Bugliano in tutto e la rete Bugliatel qui non prende! Chissà se un giorno questa guerra finirà?

Niente, HIV, ci toccherà stare qua io e te anche stanotte sperando di non morire stavolta. Ci fosse almeno un locale in zona dove fermarci a prendere qualcosa di caldo!

“Beh dai profiler, almeno non siamo finiti nel whamhalla. Un altro giorno sopravvissuti a whamageddon come i fieri combattenti che siamo!”

Arriva qualcuno!

Si vede proprio che noi umani e i virus abbiamo diverse priorità; lui non sente la fame, ha le mie difese immunitarie di cui nutrirsi ed è fortunato che coi medicinali gli impedisco di svuotarmele. Apro la portiera almeno per prendere un po’ di fiato e sento in lontananza il suono di un motore; nascondo il mio medaglione biohazard sotto la giacca, non si sa mai! Con quel segno di rischio biologico appeso al collo spaventerei chiunque.

Un imponente fuoristrada si sta avvicinando lentamente e io ne approfitto per mettermi in bella mostra, col pollice alzato. Si è fermato proprio a un paio di metri dalla mia auto!

Ne esce un tale che, se possibile, è più grosso della sua macchina. Chiuso in un giaccone impermeabile somigliante a un’armatura medievale, viene verso di me e mi guarda. Anch’io lo guardo e vorrei farmi piccolo piccolo nel mio metro e 90; dovrei chiedere aiuto a lui? Proprio a quella persona lì?

Vecchio amico

“Non ci posso credere! Tu sei… Sei Adri Culo!” Ecco appunto, mi ha riconosciuto e rinfacciato immediatamente il soprannome che meritavo. Era a scuola con me questo qui, alle medie e superiori, il mio bersaglio preferito delle prese in giro perché io sono alto e magro, al contrario di lui. Il materasso ad acqua, l’orso, la palla di lardo, e soprattutto nell’ora di ginnastica mi prendevo gioco del suo nome Valentino: non potevano chiamarti diversamente, vista la tua mole è difficile che tu vada veloce!

Perciò ho potuto far ben poco quando lui ha deciso, a scuola, di chiamarmi a quel modo. “Ho solo sostituito il nome scientifico con quello corrente”, aveva spiegato davanti al professore di lettere. “Di una ragazza dici che bel culo, non che bell’ano. Quindi chiamarti Adriano non ha proprio senso!”

Continuiamo a fissarci senza parlare ancora per qualche minuto finché decido di rompere il ghiaccio: cosa ci fai qui, Valentino, in mezzo al nulla?

“Non mi chiamo più così!” Offeso, si allontana da me e io gli tendo la mano; non lo vedo da 15 anni e posso soltanto chiedergli scusa, mortificato.

“PozVale”, risponde stringendomi la mano. “Così mi chiamo dal 2018 in poi.”

“Poz whale”, penso tra me. Si tratta di cambiare qualche lettera per farti identificare come la balena che sei! Accenno un sorriso e vorrei mostrargli il mio biohazard. So alla perfezione che “poz” è un modo per dire “positivo all’HIV”, sono tentato di presentarmi come GifterAdri ma è meglio di no. Dopo averlo bullizzato per anni non posso più permettermi figuracce, almeno non in questa situazione!

Per cui mi limito solo a chiedergli di darmi un passaggio fino a Bugliano, non c’è tempo per altri convenevoli.

“Veramente non so se fidarmi, la regola del mio gruppo è non offrire passaggi a chi è sommerso o, peggio ancora, negativo.”

Era la conferma che aspettavo, e gli mostro con orgoglio il mio medaglione; dopo averlo guardato mi sorride e mi batte il cinque. “Bella lì, fratello! Positivo da quanto? E che numeri hai?”

Figuriamoci se ci tengo a fargli sapere i miei valori della carica virale e le difese immunitarie, allora gli spiego il motivo per cui porto il pendente col biohazard al collo.

“Hai sempre la fifa degli aghi tu, come a scuola! Io invece ho un tatuaggio che mi copre tutta la schiena ma non posso mostrartelo, per ovvi motivi. E andando avanti decorerò tutto il corpo in quanto il disegno cresce con l’aumento dei miei numeri. Conquiste, trofei, chiamali come vuoi.”

Alla faccia, quanto spenderà per tutti quei disegni? Allora coi “numeri” intendeva qualcos’altro! Non voglio indagare oltre, evidentemente sarà un campione nei videogiochi, o più probabilmente nelle gare di chi mangia più hot dog. Meglio lasciar perdere, sorrido ancora e salgo accanto a lui. Che strano, il fuoristrada ha le cinture che non funzionano! Come cazzo si fa a muoversi così?

Da Scivolate a Bugliano

“Mai paura, nessun vigile sanziona PozVale. Qui a Scivolate almeno, basta che sentono Poz e scappano terrorizzati; lascia il biohazard in vista così nessuno ci ferma!”

Ah, ecco! Tutto torna! Mi metto il cuore in pace allora, è la sierofobia a causare i conflitti fra Bugliano e Scivolate! Inutile anche sperare che la situazione cambi in meglio.

Neanche si è posto il problema della mia povera macchina abbandonata in mezzo al niente, io vorrei scendere almeno per chiamare il carro attrezzi invece Valentino accelera senza curarsi degli spruzzi di neve che alza. “Dai ti porto a Bugliano così poi raggiungo le mie figlie!”

Quindici anni sono trascorsi e pare una vita! Gli chiedo ulteriori dettagli su quanto mi ha appena detto ma cambia subito discorso: “Ti va un po’ di musica, Adri? Sentiamo cosa fanno alla radio!”

Sono un profiler, il mio istinto mi suggerisce che qualcosa non va: troppo surreale che in uno spazio abbandonato in mezzo ad un paese semideserto come Scivolate, proprio il mio ex compagno di scuola si sia offerto di aiutarmi. E che guarda caso anche lui abbia il mio stesso virus; certamente si vuole vendicare di tutte le prese in giro a cui l’ho sottoposto da ragazzo e avrebbe pure ragione! Allora evito di comunicargli la mia partecipazione a whamageddon, vada come vada accendiamo la radio e sentiamo che succede!

Una, due, tre tracce. Tutto materiale di John Lennon e io racconto a Vale della commemorazione che si tiene a Bugliano ogni anno; cantiamo insieme Imagine, give peace a chance, e perché no anche Happy Christmas fino a che riesco a vedere le prime case di Bugliano! Mancheranno ancora tre o quattro chilometri ma mi sento già a casa, pregusto le coperte sul mio letto e chissà, magari questa è la sera in cui Tatiana si degna di trattarmi un po’ meglio del solito. Mi sono scocciato di essere solo il suo compagno di stanza! Eccoci davanti al Ristorante il Papero Offeso e chiedo a Valentino se vuole fermarsi a mangiare qualcosa.

“Quanto cazzo te lo devo ripetere, devo andare dalle mie figlie!”

OK, OK, scusa, come non detto. Me le presenterai prima o dopo, saranno carine? Lui continua a non darmi ascolto, concentrato sul semaforo fra via Padule Morto e via Stalin sempre rosso nei momenti meno opportuni: ci tocca fermarci; PozVale impreca in una lingua che non conosco e improvvisamente anche la radio inizia a emettere strani suoni.

Salvato in corner

Sembrano le scariche di quando una stazione è disturbata, impossibile per una radio moderna come quella! Il mio ex compagno di scuola è sempre più spazientito, prova a spegnerla ma il pulsante non risponde al comando! Altro giro di imprecazioni e se non gli tenevo ferma la mano avrebbe dato un pugno al vetro!

Aggressività repressa, spero non sia stato il mio bullismo a causargliela!

“Scendi, Adri, svelto scendi!” A parlarmi è il virus e io non posso condividere questo particolare con Valentino. Positivo anche lui, ma se mi prende per pazzo? Il rosso del semaforo persiste e dietro di noi c’è una coda di automobilisti inferociti. “Scendi, Adri, veloce, scendi!” Ora le sento, disturbate all’inverosimile sembrano le prime note di Last Christmas; neanche voglio tentare io di zittire la radio, sono a pochi centimetri dal #whamhalla e la scelta è una soltanto.

Perdonami PozWhale … Oops, PozVale. Ma ho troppa fame ed è meglio se mi lasci qui. Senza esitare scendo e incurante di quanto fosse pericoloso, attraverso correndo la strada fino a raggiungere il Papero Offeso.

Ritorno a casa

Luca, uno dei gestori, mi saluta con un abbraccio per accompagnarmi subito al primo tavolo: “Stavo chiudendo, ma per te questo ed altro! Sapessi oggi ti sei perso uno spettacolo indimenticabile!”

Cos’avrà combinato Freddie? Non dirmi che si è messo a cantare? Lui si limita ad annuire e mi offre un Nutriaburger. “Tieni, questo l’ho lasciato per te da stamattina, se vuoi ho pure il croissant al salame di nutria!” Gli svuoterei il locale se potessi! Dopo un giorno che non mangio niente, una cena sostanziosa mi sembra il minimo sindacabile.

Mi spiace amico non poterti dire dove son stato; ma in pochi minuti ho rischiato di morire prima col #whamhalla poi investito dalle auto!

“Beh, sì, temo che tu abbia rischiato grosso e non solo per quel che dici tu!” Il sorriso sparisce dal suo volto e mi guarda con aria preoccupata. “Devi stare più attento alle tue frequentazioni. Nel fuori strada su cui sei arrivato, stamattina è salita una ragazza del CampusIbuol e non è più tornata.”

Sarà uno dei soliti miti raccontati da Gloria? La segretaria della centrale nucleare è fissata coi rapimenti di ragazze e bambine, ogni giorno ne ha uno nuovo ma stavolta Luca appare molto, molto serio. “Dovresti indagare profiler, cerca di capire cosa succede prima che lo sappiano i media.”

A forza di chiacchiere e cibo si è fatto davvero tardi, sono le 23 passate e io dovevo prendere gli antivirali alle 21! Lascio 50 euro a Luca come conto e super mancia e corro fuori. Sento silenzio provenire dal locale adiacente, House In Virginia, quando solitamente c’è musica ma il mio interesse è raggiungere il campus prima possibile. “Ehi, attenzione!” Sento qualcuno parlarmi. “Adri, sono stato io a mettere Last Christmas nello stereo del fuoristrada. Era l’unico modo di farti scappar via!”

HIV, ancora tu, interferisci con la mia vita e coi giochi a cui prendo parte?

“Ascolta amico, finché sei non rilevabile il #Whamhalla è l’unica mia possibilità per avvertirti dei pericoli. Ma tra un po’ #whamageddon finirà e io non avrò più mezzi. Aiutami ad aiutarti, sai come fare!”

Eccomi finalmente nella mia stanza, Tatiana dorme come un ghiro; sono le 23:15 e il flacone degli antivirali sta sul comodino. Lo guardo, lo prendo in mano… Ma sì, continuo la terapia almeno fino alla fine di #whamageddon. Poi si vedrà.

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