America, Bugliano e Marte: ma siamo sempre noi!

ChaserNucleus e Hunter, impegnati nella loro missione all’estero, non sanno che a Bugliano qualcuno ha fatto perdere le proprie tracce…


America, ChaserNucleus: il fattore tempo

Una soddisfazione che la Terra mi concede, e su Marte invece è proibita: girarsi dall’altro lato quando suona la sveglia.

Ogni Maschio Alfa o presunto tale è costretto ad alzarsi immediatamente dopo il suono perché le sveglie marziane sono esseri viventi capaci di saltare e correre finché non le acchiappi e le rassicuri della tua presenza; purtroppo la femmina non ha il potere di tranquillizzarle, anzi con lei la sveglia urla e si agita ancora di più!

“Incredibile”, mi sorride Hunter staccandosi malvolentieri dal mio abbraccio.

Ormai non abbiamo più paura uno dell’altro e lui ha capito che per dimenticare le sue delusioni sentimentali, la soluzione chiodo scaccia chiodo tutto sommato è quella migliore. Non gli importa delle mie radiazioni, né io mi faccio più problemi se lui è positivo e ignora chi sia stato a dargli l’HIV.

“Pure su questo pianeta c’è una sveglia con le rotelle, sai? Si chiama Clocky, la sveglia che corre e dicono sia molto efficace. Io però non l’ho mai vista in funzione dal vivo!”

Solita storia: noi dallo Spazio inventiamo le cose, e loro credendosi gli esseri più intelligenti dell’universo ci copiano spudoratamente salvo poi, sui media, raccontare che i marziani non esistono.

Con due gesti, Hunter ha silenziato la suoneria e mi ha abbracciato di nuovo: “ma sì, Radioactive, una ventina di minuti poi ci alziamo! Forse.”

Una cosa non capisco di come viene gestito il tempo sulla Terra: venti minuti sono passati in un attimo, sotto le coperte in piacevole compagnia. Ma quando insieme a Floyd Turnpike ho atteso il risultato del mio test HIV, sono durati un’eternità e lui, pur essendo il mio gifter, non è riuscito a spiegarmi perché.

“Quando sei ansioso il tempo sembra fermarsi però in realtà va avanti comunque”, mi risponde Hunter dirigendosi verso il bagno. “E a proposito, io mi vado a dare una rinfrescata così poi facciamo colazione prima che chiudano la sala.”

Sento il telefono suonare con insistenza e mi basta leggere sul display il nome del chiamante per decidere di rispondere al volo; col fuso orario sette ore in anticipo rispetto a Bugliano non so mai a che ora farmi sentire senza essere inopportuno, ma la disperazione di chi è dall’altra parte mi è sufficiente per capire di aver esagerato coi silenzi.

Quanto vorrei avere un teletrasporto e correre a Bugliano per aiutare chi è in grave difficoltà, invece sono qui ad aspettare Hunter che ancora non vuole uscire dal bagno! Ora è il suo smartphone a squillare e guardando il suo schermo mi rendo conto che dobbiamo muoverci tutti.


Bugliano, Tatiana: sensi di colpa

Il trasferimento a Chicago di Nucleus e Hunter sembrava un’ottima scusa per me: avrei fatto le valigie e sarei tornata nel luogo in cui ho trascorso la mia infanzia e adolescenza, dove ho vissuto tanta gioia e tanto dolore.

Dopo la partenza di Adri sentivo di non avere più nulla qui a Bugliano e forse accordandomi con Floyd Turnpike avrei potuto organizzare il trasloco anche per mio padre, ma il poliziotto è stato irremovibile: l’America, per me e Freddie, sarebbe rimasta un sogno fino a data da destinarsi; qui siamo, e qui rimarremo.

Probabilmente è destino, sono nata sola e resterò tale fino alla morte. Stavo riflettendo su come gestire l’ennesima sconfitta quando ChaserGiulia è corsa da me in lacrime: “tu, hai notizie di Siria per caso? Da almeno tre giorni non l’ho più vista qui al campus! e al telefono non risponde!”

Siria, anche lei come Giulia arrivata da Bergamo; non ci ho stretto facilmente amicizia perché è sempre stata un cane sciolto: già un’altra volta l’abbiamo data per dispersa e lei era in vacanza al papero offeso perciò più di tanto non mi sono preoccupata quando tre giorni fa è uscita senza più tornare.

Aveva tutto il diritto di prendersi un periodo in relax, il giorno prima della liberazione le sono stata accanto facendole anche la predica, a dire il vero: godercela piace a tutte e su questo Adri non si è mai tirato indietro, ma dobbiamo proteggerci a modo!

Per fortuna nel caso di Siria il test di gravidanza era risultato negativo, altrimenti a quest’ora sarebbero stati guai. Ma visto che ultimamente Adri si sta comportando da stronzo con tutti, non posso escludere alcuna ipotesi.

Chiamare lui e chiedergli se l’ha sentita o vista? Nel caso le abbia fatto del male sicuramente non me lo direbbe! Floyd Turnpike? Ha troppo da fare, quando è al CampusIBUOL non ha mai tempo di fermarsi a parlare con noi. Mi è rimasto solo da chiamare Nucleus, pur sapendo che dall’America può fare ben poco.

Se solo avessi accettato di condividere la stanza con Siria, esserle amica veramente ignorando che non ha il ceppo Biohazard come me, adesso starebbe qui al campus a leggersi un libro o cucinare una delle sue ricette orientali preferite.

Colpa mia se ha deciso di andarsene, e anche Hunter, se mi avesse amato veramente non avrebbe accettato di partirsene con Nucleus.


America, Hunter: insolita colazione

La sala è vuota e non vediamo il titolare né sua moglie, probabilmente siamo davvero scesi troppo tardi e hanno già smantellato l’area colazione. Il nostro solito tavolo però è apparecchiato e Nucleus corre al self service; non abbiamo molto tempo di chiederci se è rimasta la torta della signora Rita, anzi, ammetto di non voler proprio vedere quella donna che mi ha preso in antipatia dal primo istante. Farà anche dei dolci strepitosi, ma se Nucleus è trattato coi guanti, io per lei sono peggio di una bestia e sono sempre più convinto che sia mia madre biologica. Non ho il coraggio di chiederglielo però, meglio lasciarla navigare nel suo brodo di inspiegabile antipatia nei miei confronti.

“Oh, ragazzi, buongiorno!” Il signor Liam Montgomery si presenta con due caffè bollenti, sorridendo più del solito. “Siete fuori tempo massimo!”

“Colpa mia”, si scusa Nucleus. “Non ho sentito la sveglia.”

“Scherzavo, Nuclear! Per te e i tuoi amici la porta è sempre aperta. Piuttosto, prima Floyd… Cioè il signor Turnpike ha chiamato e cercava Hunter. Vi conviene telefonargli, era pure abbastanza incazzato.”

A posto siamo! Neanche il tempo del caffè! E come mai Liam sembra conoscere molto bene il nostro capo?

“Siamo amici da anni, Hunter. Quando la sua compagna è sparita senza lasciar più traccia io l’ho incoraggiato a combattere, Arianna non si sarebbe mai uccisa lo sapevamo tutti.”

Arianna Preziosi, Nucleus mi ha raccontato la storia durante la prima notte qui negli Stati Uniti; se siamo qui è perché Floyd vuole farci indagare su di lei ma non so da dove partire, io mica sono un poliziotto!

“Neanch’io”, mi incoraggia Liam. “Però credimi, solo noi possiamo capire chi l’ha uccisa e perché. Sapessi come era bella! Quanto avrei voluto essere il suo gifter.”


America, ChaserNucleus: essere all’altezza

Non mi piace come Hunter si stia confidando con Liam, ed è facile intuire il motivo per cui Turnpike ce l’abbia con lui: diffondere informazioni su un’indagine in corso quando dovrebbero essere tutelate dalla massima riservatezza, in un paese civile porterebbe come minimo alla rimozione del trasgressore da ogni incarico; io e Liam ci conosciamo da una vita e so che persona è, ma Hunter dovrebbe stare al proprio posto ed evitare di spettegolare su affari che, al momento, non lo riguardano.

A salvarmi dalla discussione arriva il provvidenziale squillo del telefono: Floyd Turnpike mi sta cercando!

“Finalmente Nuclear, cazzo è tutta la mattina che ti chiamo!”

Tutto pare, tranne arrabbiato. Preoccupato sì, ma la sua voce ha il solito tono calmo e deciso del gifter che conosco. Anche lui mi racconta che a Bugliano è scomparsa una certa Siria, io però cosa potevo saperne? Già è tanto se ci siamo salutati quando sono arrivato al campus.

“Hunter è lì con te, vero?”

Glielo confermo, parlandogli anche di Liam. “Bene, allora state in buone mani! Siete già andati al negozio dei tatuaggi?”

Uniamo l’utile al dilettevole: ci andiamo oggi così ci facciamo disegnare il biohazard tutti e due!

“Non esiste ragazzi, io vi ho pagato vitto e alloggio per lavorare. Per lo stemma penserete dopo se avanza tempo, forse. Dovrete parlare con la signorina Kelly Hunter e dirle che vi mandano Turnpike e Sloan.”

Intuisco che Floyd vorrebbe dirmi altro, ma grazie alle mie antenne sento che non è solo. Parlerà quando potrà, mi limito solo a chiedergli notizie sul mio compagno Ryan.

“Lui sta qui ed è in ottima salute, Nuclear. Negativo come sempre. Te lo dico ancora una volta: fidati di me, non te lo porterò via ma ora devi concentrarti solo sul lavoro. Niente relazioni o trasmissioni di virus! Intesi? Passami il fancazzista che hai là a fianco!”

Hunter mi strappa il telefono dalla mano e toglie il viva voce. Resta lì seduto, a guardare la tazza del caffè ormai vuota, senza parlare. Era chiaro che invece Floyd gli stava dicendo qualcosa di importante. “Non credo di essere all’altezza sai? Troppo tempo è passato da allora, non so dirti proprio.”

Qualunque cosa gli abbia detto, io sono certo che il mio nuovo partner sia in grado di superare ogni difficoltà; dovrei solo insegnargli ad allenare di più l’autostima altrimenti da soli o insieme non andremo lontano.


America, Hunter: Wind City Tattoo

Piove e c’è vento, pagherei l’oro del mondo per essermene rimasto a letto abbracciato a Nucleus. Turnpike però ha parlato chiaro, persa questa occasione non ci sarà più speranza per la comunità intera e il nostro prezioso HIV sarà destinato a estinguersi.

Il mio capo è catastrofista? Probabile, ma da quando lo conosco ogni sua previsione si è avverata e io ho il dovere di fare il possibile per il bene del virus, ora che so di appartenere al ceppo Biohazard come tutti gli altri.

Rispondo a un messaggio di papà Benjamin preoccupato dal mio silenzio, cercando intanto di stare più possibile riparato grazie all’ombrello che il signor Liam ci aveva gentilmente prestato appena siamo usciti.

Non c’è anima viva per la strada, mi sembra di essermi perduto in mezzo al deserto eppure credevo di ricordare dove fosse localizzato il negozio Windy City Tattoo; dovrebbe essere qui più avanti ma ho l’impressione di aver sbagliato tutto e il navigatore GPS non mi aiuta, anzi, questo nome sembra non essere elencato come punto di interesse in tutti i servizi di mappa on line.

Avrò l’opportunità di mettere alla prova le capacità intuitive del mio HIV, se davvero sono un biohazard lui è capace di superare qualunque ostacolo. Mi concentro appoggiando la schiena al muro, stringendomi al mio partner per non vanificare il riparo sotto quell’ombrello troppo stretto per noi due.

“Hunter, temo che l’abbiamo già passato”, mi avverte Nucleus facendo segno verso un negozio pochi metri più indietro, con le serrande abbassate. “E mi sa che dovremo star fuori ad attendere sotto la pioggia!”

Dietrofront, e ci troviamo davanti a un cartello: “Positive beauty, apre alle ore 9:30”. Floyd mi aveva indicato di suonare il campanello malgrado la serranda, così non mi faccio scrupoli anche se l’orologio segnava le 8.

Pochi minuti di attesa e la porta si apre sul volto sorridente di una ragazzina che mostrava sì e no 16 anni.

Va bene la pioggia, la stanchezza, tutto quanto ma davvero mi sembra di essere tornato a quasi vent’anni fa! La sconosciuta è identica spiaccicata a Callie Leeson, la mia fidanzatina dell’adolescenza prima ancora del mio incontro con Tatiana.

Callie, la piccola dolce Callie e la sierofobia dei suoi genitori. Colpa loro se la storia è naufragata ancora prima di cominciare veramente, e come se non bastasse gli amorevoli mamma e papà avevano parlato del mio virus a tutta la scuola. Io e lei eravamo stati intimi solo una volta, facendo tutte le attenzioni del mondo per non trasmetterglielo eppure non importava, per Amber e Steven Leeson ero una spazzatura.

“Oh Dio”, esclama lei guardando Nucleus. “E quello cos’è? Un alieno?”

“Mi chiamo ChaserNucleus, io e il mio amico cercavamo il negozio Wind City Tattoo e la signora Kelly Hunter.”

“Sono la figlia”, si presenta lei tendendoci la mano. “Joleen Hunter. O ChaserJolly, se preferite.”

Ho evitato di presentarmi come “GifterHunter” solo perché non ho ancora idea di quanto misuri la mia carica virale, ho sospeso gli inibitori solo da un paio di settimane e non posso permettermi di raccontare una cosa per un’altra. “Venite, venite pure avanti. Mamma è dentro, vi accompagno!”

“Joleen”, sento urlare dall’interno del negozio. “Se è il tipo strano col simbolo della radioattività fallo entrare subito!”

Lascio andare avanti Nucleus: preferisco stare un passo indietro! Tutto sommato di questo negozio non è cambiato molto, l’arredamento e i colori sono rimasti quelli del 2006 ma non c’è più la squallida bacheca dove Zach il tatuatore inseriva le migliori fotografie dei suoi lavori. Al suo posto Kelly ha messo le immagini proprie, di Joleen e altre persone più o meno vicine.

“Benvenuto Radioactive”, lo saluta la signora. “Io sono Kelly Hunter, o ChaserKelly, scegli tu.”

La donna si muove lentamente verso di me e mi guarda. Anch’io ricambio l’occhiata ma mantengo una debita distanza, travolto dai ricordi: l’ho riconosciuta e l’immagine del suo abbraccio nel lontano 2004 mentre eravamo sul letto a casa sua dopo esserci amati quella prima e unica volta, riemerge come se non fosse passato un giorno.

“Hunter, tu, Hunter Novotny Bruckner! Alla fine sei arrivato anche tu!”

Sei proprio tu, Callie Leeson! Non posso crederci, dopo tutto questo tempo!

“Kelly Hunter”, mi corregge lei. “Ho cambiato nome e cognome appena ho compiuto i 18 anni e mi sono trasferita qui. Joleen era piccolissima all’epoca, e porta anche lei il mio nuovo nome.”

Guardandola meglio mi accorgo che è pallida e magra, però non ho il coraggio di porle domande; le faccio solo capire di essere qui mandato dalla dottoressa Sloan.

“Evelyn, sì, certo. Mi ha detto che Nucleus sarebbe venuto e allora mi sono preparata col materiale da consegnargli.”

Con noi dentro, la figlia di Kelly richiude il negozio e torna nel magazzino a mettere ordine tra colori, inchiostri e utensili sterili. Possibile che una persona intelligente come Kelly sfruttasse la propria figlia di quindici anni se è tanto? Senza pagarla un centesimo, magari.

“Ha 17 anni”, mi spiega lei. “Quasi 18 a dir la verità, l’ho avuta che ero giovanissima ai tempi della scuola e se non fosse stato per suo nonno Bruno che ci ha aiutate, io e Joleen saremmo in mezzo a una strada. Ora va a scuola e poi viene qui a guadagnarsi la sua paghetta.”

Osservo una fotografia incorniciata appesa al muro, dove Kelly e un uomo sono ritratti sorridenti mentre stringono le mani di una bambina sui tre anni. Parli di questo signore qui? Io so che si chiama Liam Montgomery, è il titolare dell’albergo con lo stesso nome.

“Cazzo Hunter”, mi rimprovera Nucleus. “Quando imparerai a tenere la lingua a freno? Tu non sei capace di rispettare i segreti altrui.”

“Tanto prima o poi doveva accadere”, sospira rassegnata Kelly affidando un volantino illustrato a Nucleus e una chiavetta USB a me. “Io ho pochi mesi di vita ed è giusto che la verità venga fuori. Consegnate questa memoria rimovibile a Evelyn e Floyd, ma prima inviate all’indirizzo mail del volantino i documenti contenuti qui dentro, ve ne prego.”

Bugliano Cold, il canale true crime sui casi irrisolti gestito da Il Segugio. Che roba è!

“Non ho capito, Kelly. Ma se stai morendo Joleen resta sola? Avrà un padre, oppure?”

Dopo sono io quello che muove la lingua a sproposito; quando Radioactive si mette, davvero è peggio di una bomba atomica e in effetti la donna si avvicina a me camminando a fatica, si vede lontano un miglio che sta soffrendo e posso solo allungare le braccia per sorreggerla.

“Joleen ha suo nonno, e suo padre. Mia figlia, nostra figlia, è fortunata. Sì, Hunter. Nostra, hai capito bene e in quanto a Liam, insomma Bruno Maggio, non ti posso svelare molto altro.”

Quella volta avevamo usato il preservativo, sono passati quasi vent’anni ma ricordo alla perfezione che era stata proprio Callie, o Kelly come si chiama ora, a tirarne fuori uno, mettermelo poi alla fine togliermelo; e non mi sembra che ci fossero stati incidenti di percorso.

“Hai detto bene, non ti sembra! Io so come si pratica lo stealthing”, mi spiega lei. “Ho cercato il tuo HIV bucando il preservativo ma sono rimasta negativa e al suo posto è arrivata Joleen, senza virus anche lei.”

Le ginocchia mi cedono ed è solo merito di Nucleus se non sono finito per terra. Perché mi ha tenuto nascosta la gravidanza? Ah, sì, già, i suoi genitori. E ora si spiega anche il cambio di nome insieme a tutto il resto. Poi se suo padre si chiama Steven Leeson, perché Bruno o Liam è il nonno di Joleen?

“Mi raccontava Evelyn che non è ancora la fine”, continua Kelly. “Se uno di voi due ha il ceppo Biohazard e me lo può trasmettere, è possibile che il virus consenta al male di retrocedere.”

E magari! Potrei anche adesso, il negozio è chiuso e c’è la postazione dei tatuaggi libera. Lungi da me approfittarne, ma se miracolo dev’essere, miracolo sia!

“Non è il momento! Portate a termine l’incarico che vi ho dato e poi ne riparliamo. Joleen positiva solo quando il dissanguatore sarà fuori gioco, e vale anche per me. Conversione solo quando saremo tutti liberi!”

Nessun problema. Intanto mettiamoci al lavoro, torniamo da Liam che dovrà darci un sacco di spiegazioni.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: