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Biancaneve senza nani, ma con tanta droga!

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Dopo la sirenetta nera arriva Biancaneve senza nani e, a film ancora in produzione, già si sentono i primi ululati alla luna. Ma come sarebbe a dire, se i sette nani sono protagonisti indiscussi della storia?


Biancaneve non è nata con Disney!

Giusto per mandare dallo psicologo un po’ di gente cresciuta con la fiaba di Biancaneve: nossignori, il film del 1937 non è la vera storia della ragazza con la matrigna cattiva e la morte per avvelenamento perché era già stata scritta una fiaba simile da Giambattista Basile nel 1634, la schiavottella (la schiavetta) dove però a far andare praticamente in coma la ragazzina è stato un pettine, e non una mela; in quella storia non è la matrigna ma la zia cattiva a maltrattare la protagonista e non ci sono altri eroi a parte lei e suo zio che poi le troverà un marito.

Invece la fiaba di Biancaneve e i nani compare nel 1812 dai Fratelli Grimm; teniamo a far notare che, la versione di cui abbiamo fornito il link dal sito Grimm Stories, non è l’originale.

Se adesso ci si lamenta per ogni rivisitazione di un racconto perché “oh dio il politically correct, oh dio la cancel culture”, abbiamo una notizia: la Biancaneve pubblicata su Grimm Stories è la versione edulcorata.

Grimm Stories descrive che la regina vuole dal cacciatore il fegato, cuore e polmoni di Biancaneve per mangiarseli (la versione Disney chiedeva solo il cuore) senza specificare altro; come l’originale, finisce con la regina cattiva costretta a ballare al matrimonio di Biancaneve col principe, in un paio di scarpe infuocate.

Viene però cambiata una scena molto cruda: il principe necrofilo! Nel podcast In compagnia del lupo dove Carlo Lucarelli spiega l’origine delle fiabe, il principe ordina ai servitori di portare la bara di Biancaneve accanto a lui in ogni momento sia mentre mangia sia mentre dorme.

Alla fine però uno dei servi si stanca di portare la bara avanti e indietro, la apre e scuote il corpo della ragazza finché lei sputa il boccone di mela avvelenata e si riprende.

Già a suo tempo hanno sentito l’esigenza di cambiare le storie per farle reggere ai bambini, così la scena del corpo di Biancaneve viene trasformata col servo che inciampa su una radice trasportando la bara, questa si apre, il corpo ruzzola per la discesa e sputa la mela. Quindi niente baci.

Purtroppo non abbiamo trovato la versione crudele, non in italiano almeno, per cui al momento ci limitiamo a citare il podcast di Carlo Lucarelli “in compagnia del lupo” come fonte.

In più, sia nella pubblicazione edulcorata sia nell’altra, ci sono effettivamente i nani solo che vengono descritti come fossero un gruppo unico che chiede a Biancaneve di fare le faccende domestiche in cambio dell’ospitalità.

Disney invece ha creato i personaggi dei nani associando loro un nome e delle caratteristiche specifiche per ciascuno.

Il podcast di Lucarelli riferisce che Biancaneve sia stata ispirata dalla storia vera di Margaretha Von Waldeck (1533-1554), fatta uccidere dall’imperatore Carlo V perché egli non gradiva la storia d’amore che suo figlio Filippo aveva intrapreso con lei.

Altra ispirazione, una ragazza nata in Baviera – Maria Sophia Margaretha Catherina Von Erthal – con una matrigna che le faceva subire ogni tipo di sopruso.

Margaretha e Sophia, due storie vere finite nel peggiore dei modi ma rappresentative di donne che a loro modo, nel limite delle loro possibilità, hanno cercato di opporsi alle convenzioni dei loro tempi e al volere di famiglie che le costringevano a una vita infelice.

L’altra Biancaneve: facciamo morire quelli del politically correct

Giobbe Covatta, un comico in voga negli anni 90, ha pubblicato un libro satirico “pancreas – trapianto del libro cuore” dove ha riscritto molte fiabe in versione parodia, roba che se i vari perbenisti le leggono adesso gli viene un infarto invece noi ci siamo cresciuti e siamo ancora vivi. Guarda un po’.

Non condividiamo tutta la storia perché se no non c’è gusto a leggere il libro (chissà se lo si trova ancora?) Ma i punti salienti:

Biancaneve: “ti prego non uccidermi cacciatore, farò qualsiasi cosa… Qualsiasi, capisci a me.”

La regina: “Cacciatore! Hai preso il cuore?” “No, maestà, ho preso l’herpes.”

Ha detto Herpes, sì, ma una biancaneve positiva in futuro non sarà da escludere. Giobbe Covatta si è contenuto su Biancaneve comoda comoda con sette piselli e un materasso solo, ma visto che noi non dobbiamo render conto a un editore, possiamo anche fare di peggio.

E cosa dice Giobbe sul principe?

[…] Su un cavallo bianco comparve il Principe sontuosamente vestito: calzamaglia a rete, pantaloncini hotpants, giubbino plissé, maniche coi revers, guanti lunghi, caschetto biondo, giarrettiere e tacchi a spillo, una specie di Renato Zero travestito da Raffaella Carrà, così elegante e raffinato che si era guadagnato il nomignolo di Samantha (come la mutanda di Biancaneve).

[…] Il Principe vide i nani ed esclamò: « Che carini! Piccoli ma proporzionati, veramente una bella famigliola! » Poi vide Biancaneve e riesclamò: « Uhuuuuu, voglio assolutamente baciare quel merluzzo che sta nel pirex ».

Potevamo crescere diversamente da come i nostri lettori ci conoscono, essendoci goduti questo tipo di libri in adolescenza? Noi però a differenza del mondo odierno credulone, siamo cresciuti sapendo perfettamente quale fosse il tono usato dal libro in questione.

Biancaneve senza nani? Davvero?

Dai, non scherziamo: dopo tutto il clamore tirato fuori con la sirenetta ci daranno un po’ di tregua, sì o no?

Evidentemente a più di qualcuno avanza tempo, e anziché usarlo per impegnarsi nel volontariato cosa fa? Scrive stupidaggini tipo che la Disney per il “politicamente corretto” ha deciso di fare Biancaneve senza nani e senza principe, coi nani rappresentati da creature di diverse forme ed etnie “per non offendere nessuno” quando in realtà “i sette nani” si ispiravano ai bambini che a quel tempo lavoravano nelle miniere, con conseguenti malformazioni; altro che tutela dei minori e legge 81 sulla sicurezza sul lavoro. Lasciamo stare.

Detta così, cruda come la regina che balla dentro le sue pantofole roventi fino a morire, non vogliamo perdere troppo tempo su Biancaneve senza nani sapendo che la notizia in questione arriva dal Daily Mail, tabloid inglese non nuovo alla pubblicazione di notizie false o manipolate; però comunque, facendo finta che sia al 100% vero, l’esigenza di modernizzare una storia c’è sempre stata anzi vorremmo essere una moschetta e ascoltare quando nel 1934 Walt Disney ha stravolto la fiaba dei Grimm e iniziato a lavorare nel suo primo Biancaneve attribuendo ai singoli nani un’importanza che nella trama del 1812 era solo marginale.

Sarebbe stato bello essere lì con le antenne ad ascoltare mentre decidevano di cambiare la scena col principe che dorme col morto, per non offendere i bambini! Ammazza , quanti popcorn avremmo dovuto mangiarci!

Provando a lavorare con la nostra fantasia, noi immaginiamo i nani vestiti da paninari e che cantano la versione di “hi ho – whistle while you work” di Bruce&Bongo.


Bruce & Bongo – hi ho – whistle while you work

E il principe? Che cosa dire se fosse confermata la storia di Biancaneve in grado di salvarsi da sola?

In merito a questa eventuale trama siamo un po’ meno d’accordo, sempre facendo finta che sia vero; dove sta scritto che una storia debba finire sempre nel solito modo? Il tema di una donna che si salva da sola è già ampiamente approfondito nella figura di Ariel, la famosa sirenetta; ma Biancaneve di suo non è un simbolo dell’autodeterminazione femminile, al netto delle ispirazioni su Margaretha von Waldeck questa fiaba è una condanna al sentimento dell’invidia che sovrasta anche l’amore tra familiari, se vogliamo renderlo contemporaneo potremmo mettere che al posto dello specchio c’è lo schermo di un dispositivo elettronico.

Per non offendere?

Stentiamo a credere che dietro a mosse come quelle di Disney ci sia una vera volontà di “includere” o “non offendere”, che sia puro marketing è chiaro come il sole; tuttavia senza contare il pensiero pro o contro la modernizzazione di una fiaba, per avvicinarsi al successo del primo Biancaneve la sceneggiatrice incriminata, Greta Gerwig, come minimo dovrebbe studiare dei personaggi con una simpatia pari degli altri. Qualcosa che possa far dire “sì, vale la pena adottare questo cambiamento.”

Inevitabile per noi riflettere sul futuro del Mondo Positivo: fermo restando che se fra le persone con HIV qualcuno si sente offeso dai nostri personaggi, non cambieremo la storia né cancelleremo un protagonista, anzi probabilmente si aggiornerebbe il disclaimer e stop! E se a indignarsi fosse un omofobo, razzista o sierofobico non ce ne fregherebbe di meno anzi si rincara la dose perché i bersagli della nostra satira sono proprio loro.

Quindi, come già specificavamo parlando di Giobbe Covatta, non avendo (né volendo) alcun limite editoriale, ci prendiamo la libertà di inventarci i personaggi che vogliamo sempre nel margine del rispetto: troppa volgarità e turpiloquio anche no!

E se un domani il virus HIV non ci fosse più sul pianeta terra? Momento che aspetta il mondo intero, certo, ma a quel punto probabilmente troveremo un altro virus con un altro papà umano.

Ci porremo il problema quando e se accadrà, per adesso il Mondo Positivo senza Freddie e senza HIV di Bugliano sarà soltanto il sogno erotico di chi ci odia e che noi non abbiamo alcuna voglia di realizzare. Volete un Mondo Positivo senza Freddie e HIV, e senza poliziotti? Createvelo e non date fastidio a noi.

Piuttosto, sappiamo di non essere inclusivi per quel che riguarda le culture diverse da quella occidentale: i lettori provenienti da altri contesti portino pazienza, ma noi non abbiamo la conoscenza di ogni contesto. Come le persone dall’Asia piuttosto che dall’Africa o il Sudamerica vivono l’amore, l’amicizia, la fiducia, lo stigma, non abbiamo la minima idea e preferiamo limitarci a sfruttare le nostre conoscenze; per il resto non abbiamo attribuito descrizioni fisiche o colore della pelle ai personaggi in modo tale che ogni lettore potrà immaginarli come meglio crede e a noi se anche uno volesse farci un Freddie nero o giallo con gli occhi a mandorla a noi frega poco perché il nostro personaggio nulla ha a che fare con Mercury realmente esistito.

I nani e la droga

Due storie singolari legano i nani alla droga, precisamente la cocaina: la prima riguarda uno studio che ha girato in Internet per qualche tempo, dove un insegnante di nome Mitchell Stephens ha ipotizzato che Disney abbia dato i nomi ai personaggi associandoli agli effetti della droga.

  • Biancaneve (snow white) eufemismo per indicare la “polvere bianca”.
  • Cucciolo (Dopey): sfatto/intontito: sensazione provata la prima volta che si tira di coca.
  • Brontolo (Grumpey): irritabile. Uno dei segni da astinenza.
  • Eolo (sneezy): starnutisce in continuazione, prurito al naso dovuto all’azione costante di tirare droga.
  • Mammolo (bashful): timido, schivo. Una caratteristica di chi fa uso di cocaina.
  • Gongolo (Happy): felice, rappresenta l’euforia da droga.
  • Dotto (Doc): usato anche per indicare sapiente. Senso di onnipotenza… Da cocaina, ovvio!
  • Pisolo (sleepy): addormentato. La dipendenza da cocaina arriva all’ultima fase.

Oh! Insomma, abbiamo solo letto e riportato, nessuno tra noi due si è mai drogato quindi ci fidiamo sulla parola senza alcuna intenzione di provare. Dopo, se questo Stephens che insegna storia della televisione abbia ragione o torto, noi non lo sappiamo abbiamo solo considerato questa storiella divertente da raccontare; ennesima dimostrazione di come in ogni circostanza la malizia è negli occhi di chi guarda.

L’altra vicenda relativa a nani e droga è una diceria propagatasi negli anni in merito a Freddie Mercury.

Secondo le leggende metropolitane esistevano dei nani, pagati dai Queen, che portavano la droga alle feste di Freddie su un piatto posato in testa ma Peter Freestone, uno fra gli amici più intimi di Freddie, l’ha smentita senza mezzi termini.

Allora noi, com’è nostro solito, rispondiamo a tono a entrambe le fantasie: Freddie, se hai preso i nani a Biancaneve e li usi per farti portare la coca, lasciali liberi e consenti loro di tornare in miniera perché Biancaneve senza nani è incapace di stare!

Per lei è stato difficile abituarsi al principe dopo aver passato anni con 7 piselli e un materasso solo, quindi, per favore nani tornate da lei che a Freddie pensiamo noi. Grazie.


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