Bugliano cold: rubato anello a Jessika Filibui

Il servizio di casi irrisolti Bugliano Cold non si ferma di fronte agli attacchi informatici; forse un giorno il Segugio Sega capirà chi lo vorrebbe morto ma per adesso ha ancora la coda alta, il naso all’insù e le orecchie tese per rispondere alle ingiustizie dell’intera città. Specie quando si tratta di Jessika Filibui, che gestisce il Ristorante Papero Offeso.


Trascrizione Bugliano Cold Soft: l’anello di Jessika

  • [Conduttore]:

Enorme disgrazia accaduta alla titolare del Ristorante il Papero Offeso, Jessika Filibui: il prezioso anello di brillanti regalatole dal suo amato prima di sposarsi, è stato rubato in circostanze misteriose.
Il ristorante da lei gestito è conosciuto in tutto il mondo per le specialità a base di nutria autoctona buglianese e gli eventi celebrativi più disparati: feste religiose o laiche, anniversari relativi alla storia italiana e dell’ex Unione Sovietica, capodanno e carnevale all’insegna della buona musica dal vivo.

  • [Jessika Filibui, registrazione]:

“Ce l’avevo al dito stamattina quando mi sono cambiata, di solito non lo tolgo mai. A ora di pranzo ho dovuto sostituire la cuoca perché è stata colta da un attacco di dissenteria e per impastare i dolci alla Nutriella mi sono sfilata l’anello ma ricordo perfettamente di essermelo messo di nuovo, quand’ho finito!”

  • [Conduttore]:

La sorella di Jessika, avvocato Samantha Filibui, ha mosso una vera e propria task force coinvolgendo il Comando Carabinieri di Bugliano e la polizia scientifica per setacciare il Papero Offeso dentro e fuori, persino il laghetto della centrale nucleare è stato rivoltato da cima a fondo ma senza alcun risultato.
Dopo due ore di ricerche infruttuose, Jessika è uscita dal locale insultando tutti. Un fedele ascoltatore ha inviato la registrazione delle parolacce ma per decenza abbiamo scelto di non pubblicarla, il Segugio Sega lavora a modo e gli improperi di chi subisce ingiustizie non danno alcun contributo interessante al caso.

  • [Samantha Filibui, registrazione]:

“Mi avevano sconsigliato in molti di parlarne però l’avvocato sono io e alla peggio mi difendo da sola. A rubare l’anello sicuramente è stato il signor Luca Piero, non si capisce quale sia il nome e quale il cognome. Egli ha gestito in società con mia sorella il ristorante per un po’ di tempo ma l’abbiamo cacciato via perché frequentava dei brutti giri. Tipo quel discutibile pseudo criminologo col segno del rischio biologico appeso al collo, tale Adriano La Scala.
A dimostrazione di quanto il soggetto sia inaffidabile nonostante la presunta esperienza all’FBI addirittura, ho provato a contattarlo per indagare sul furto ma nulla da fare. L’utente da Lei chiamato, è al momento irraggiungibile.”

  • [Conduttore]:

L’Avvocato dovrebbe sapere che non si possono diffamare le persone in pubblico, ma rispondere a tono non è il mio compito: il Segugio Sega svolge indagini, non butta benzina sul fuoco!

  • [Ascoltatore anonimo, e-mail]:

“Gentile Segugio Sega, Le scrivo perché credo di aver risolto autonomamente il caso di Jessika Filibui: io sono passato verso metà pomeriggio per consumare uno spuntino presso il Papero Offeso e mi sono stupito di non aver trovato i sigilli della polizia; in ogni caso quando Jessika seppure scossa mi ha accolto col solito NutriaBurger doppio, le ho guardato le mani: anziché indossarlo sull’anulare sinistro, l’anello era sulla mano destra!”

  • [Conduttore]:

Tutto è bene quel che finisce bene, il Segugio Sega ha contattato le sorelle Filibui per verificare la notizia ricevuta dall’ascoltatore ma nessuna delle due ha voluto rilasciare dichiarazioni; Jessika si è limitata soltanto a offrire un pranzo gratuito a condizione che il Segugio riveli la propria identità. no, non si può fare!

Cold Hard: attacchi informatici al CampusIBUOL

  • [Conduttore]:

Nessuno può considerarsi esente da attacchi informatici, neanche l’Università di Bugliano. Nell’ultimo periodo il Campus ha perso il controllo degli altoparlanti, anziché le playlist dei Queen partivano improbabili versioni di I want it all e i docenti ricevono dagli allievi mail che questi ultimi non hanno mai spedito.

“Ciao Segugio, non voglio usare il tuo spazio per promuovere i miei libri ma il personaggio della mia saga PozDrinker è un super eroe giustiziere che acquisisce poteri bevendo il sangue di vittime con l’HIV. I suoi bersagli sono i criminali ma qualcuno ha stravolto la trama facendogli compiere il salto e rapire una persona innocente. Sono entrati nel mio indirizzo di posta e hanno modificato la mia bozza, io mi sento violentato. Umiliato intimamente. L’attacco informatico si può anche risolvere ma quando colpiscono la tua arte, vieni pugnalato al cuore.”

  • [Conduttore]:

Brutta storia quella di Anthony e purtroppo non sarà l’ultima.
Per onore di cronaca dobbiamo verificare una segnalazione con l’aiuto di chi ci segue: pare che nel poliambulatorio di Bugliano si siano verificati strani episodi nelle sale d’attesa. I pazienti seduti ad aspettare vengono sempre accompagnati da buona musica accuratamente selezionata dallo staff, per stemperare l’ansia dovuta alle loro questioni di salute.
Negli ultimi giorni però una canzoncina è partita a ripetizione negli altoparlanti in sala d’aspetto così tutti si sono messi a canticchiare e saltellare sulle note di questa melodia che non è più uscita dalle loro teste.
Ma se all’inizio il motivetto era piacevole, a lungo andare i dottori hanno cominciato a non lavorare più e i pazienti più gravi sono rimasti senza assistenza.
In esclusiva, per capire se quanto raccontato corrisponde al vero, mandiamo in onda la canzone che tanto ha fatto scalpore nel poliambulatorio: “always look on the bright side of life“. Guarda il lato LUMINOSO della vita; giustamente, il Poliambulatorio non può dire POSITIVO perché ogni test HIV che esce da là è sempre negativo.
Questa pure, è una situazione da verificare perché non è matematicamente possibile, almeno non qui a Bugliano ma di questo il Segugio non è certo di potersi occupare, sono in ballo troppi dati sensibili che nessuno vuole tirar fuori.
Comunque state sereni voi che ascoltate, il Segugio ha tutte le carte in regola per proteggersi dai crimini informatici e non permetterà ad anima viva di intromettersi nel podcast, come già in passato qualcuno ha provato a fare senza però alcun risultato.
Bisogna comunque prenderne atto, il malintenzionato fa sul serio. Basti pensare che addirittura l’insegnante di inglese è stato preso di mira quando gli hanno contaminato il cellulare con una suoneria di musica russa.
Il professor Ryan John non ha mai fatto male a una MOSCA e tutti all’Università vogliono capire la ragione per questo atto di bullismo ingiustificabile.
Cosa dite? Fare male a una MOSCA? Sì, il doppio senso è una provocazione voluta. Ti conviene uscire allo scoperto, pirata informatico, prima che ti trovi il Segugio Sega!

Cold hard bonus: la scomparsa di Siria

  • [Conduttore]:

Da quando il Segugio ha riportato la scomparsa dell’amatissima Siria molte e-mail e messaggi vocali sono arrivati dall’intera università: chi l’ha vista in chiesa, chi al centro commerciale, chi ancora nella taverna del Papero Offeso a fare festa. Sfortunatamente ognuna di queste segnalazioni si è rivelata un buco nell’acqua e di lei non c’è alcuna notizia rilevante.

  • [Ascoltatore anonimo, registrazione]:

“Ciao Segugio! Vuoi notizie su Siria? Esami del sangue regolari, carica virale HIV sopra le diecimila copie. C’è ancora da lavorarci su. Non è incinta. Ancora per un paio di settimane non le accadrà nulla, la sua vita è nelle mani di Adriano La Scala.”

  • [Conduttore]:

Sempre lui protagonista, l’agente Adriano La Scala. Prima o poi il Segugio lo intervisterà questo è poco ma sicuro ma prima indagheremo su che ruolo ha nel nostro cold case hard.

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