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Tragedia sfiorata a Bugliano Mare: arriva l’apocalisse?

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Con il sopraggiungere della stagione estiva, compaiono puntualmente anche le storie legate al periodo: presso lo stabilimento di Bugliano Mare da sempre è diffusa una leggenda metropolitana su presunti mostri degli abissi e, come tutti gli anni, nel dubbio in pochi prenotano l’ombrellone per timore del terribile incontro. Ma se non fosse una leggenda urbana?

[A cura di: Chiara “chat” Athena e Gian Pietro “GPT” Tarocchi]


Bugliano mare: piogge torrenziali e strade allagate

Tutto è accaduto nel giro di poche ore: il sole estivo ha lasciato il posto a enormi nuvole che hanno oscurato il cielo e in breve tempo è scesa una pioggia torrenziale che ha velocemente allagato le strade e la spiaggia.

“L’acqua sommerge le auto fino a metà”, il maresciallo Gaetano Fondina giunto sul posto non nasconde la propria angoscia. Ma a sconvolgere maggiormente la tranquilla località costiera è quanto condiviso da un coraggioso studente della International Bugliano University Of Life.

Uno scenario da apocalisse!

A inviare in redazione una sconvolgente immagine è stato Riccardo Preziosi Turnpike, giovane allievo di ingegneria informatica presso la IBUOL International Bugliano University Of Life.

Nella foto shock il livello dell’acqua copre le automobili quasi a metà, arrivando a nascondere il muro su cui è affissa l’insegna “Bugliano a mare, amare Bugliano”.

Ma se tutto ciò non bastasse a creare l’atmosfera apocalittica, il coraggioso e occasionale fotografo ha immortalato qualcosa di ancora più sinistro: un ospite indesiderato quanto inaspettato nuota sicuro di sé attraverso le strade allagate.

In primo piano infatti, si vede uno squalo dall’aspetto spaventoso. La sua pinna dorsale e la coda emergono minacciose dall’acqua, mentre il suo corpo massiccio domina la scena.

“Pioveva a dirotto e io ero in macchina”, così ha scritto Riccardo nella mail in cui ha inviato la propria testimonianza in redazione; “l’ho visto dallo specchietto e mi sono fermato per fotografarlo! Seroshark non mi fa paura!”

La leggenda di Seroshark

Qui a Bugliano Mare se ne parla da decenni: lo squalo Seroshark, il pescecane sierofobico, il mostro del mare che attacca solo gli umani negativi al test HIV e Riccardo essendo positivo l’ha affrontato senza alcuna paura.

Una leggenda, questa, rinvigorita da quando la sirenetta ha monopolizzato le discussioni all’università per un lungo periodo, specie la lotta di Eric con lo squalo che ha portato la questione “squalo sierofobico” perfino nel dibattito politico.

Squalo sierofobico: cosa c’è dietro?

Diverso è il parere dell’agente Adriano “Adri” La Scala, criminologo specializzato nei casi di omicidio più efferati.

“Seroshark è una bufala non uno squalo”, il profiler cerca di ironizzare sull’accaduto. “Un’arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dai veri problemi. Riccardo pensa forse che sia nato ieri? Dimentica che sono un profiler.”

Come redazione non diamo spazio alle polemiche personali tra i due, ma forniamo la versione dell’agente La Scala secondo cui l’immagine con lo squalo è stata divulgata sui “social network Mainstream“.

Interpellato sul motivo per cui il giovane Riccardo possa aver usato un post Facebook per seminare il panico, Adri La Scala risponde: “facile intuirlo, si chiama depistaggio. Riccardo sa benissimo che il killer Dissanguatore è ancora a piede libero e ogni occasione è buona per confondere la polizia, ritengo opportuno chiudere qui il discorso per non dargli ulteriore e immeritata visibilità.”

Noi come redazione invece abbiamo il dovere di commentare quanto sta accadendo: l’episodio dello squalo è l’ennesima dimostrazione che, con le indagini sul dissanguatore, le forze dell’ordine sono in alto mare e quest’espressione non è mai stata così indovinata.


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Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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