BPSE Bugliano Positive Space Explorer

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Seguiamo in diretta la partenza dell’astronave BPSE – Bugliano Positive Space Explorer, progettata al CampusIbuol e pronta a partire verso Marte.

Di: Alison Grant


Missione spaziale: da Bugliano a Marte!

Sono le 23:00 ora buglianese, 28 febbraio 2022 e la redazione sta seguendo in diretta la partenza di BPSE, Bugliano Positive Space Explorer, l’astronave attrezzata con sistemi di sopravvivenza umana e virale di ultima generazione costruita grazie al fondamentale aiuto di Radiant Farm e Centrale Nucleare di Bugliano nonché i preziosi ingegneri usciti da IBUOL – International Bugliano University Of Life.

C’è una ragazza a bordo del BPSE e siamo in apprensione per lei, coraggiosa esploratrice che dalle poche indiscrezioni in nostro possesso è virale da quand’è nata, e ha rifiutato di diventare una GIFTER per rincorrere il sogno di portare il proprio virus nello spazio.

Finalmente c’è riuscita e noi vorremmo ci concedesse un’intervista ma lei preferisce rimanere anonima perché, parole testuali sue, “questo è un lavoro della comunità e non mio”.

Ore 23:14, Bugliano Positive Space Explorer

sulla rampa di lancio la nostra esploratrice è ai posti di comando. Tutte le tecnologie presenti nella nave spaziale sono in funzione anche se lei tiene le mani sulle ginocchia e resta immobile; non ci risulta che alla Radiant avessero inventato qualcosa a comando vocale, da lì non è possibile captare le voci però questa posizione è sospetta, sembra stia dormendo…

23:17: abbiamo mandato via a calci nel didietro un paio di maschi non rilevabili frustrati, che hanno apostrofato la cara astronauta con insulti sessisti: “una donna nello spazio, e dorme ancora prima di partire, chissà che su Marte trovi qualcuno in grado di darle quanto sulla terra non trova, la vedi com’è brutta, che esploda insieme a tutto questo ferro vecchio…”

L’invidia quando si è gifter mancati è incredibile, quelli sono stati cacciati pure dalla IBUOL, riempirli di pasticche è stato il minimo sindacabile; in realtà la ragazza e il virus hanno agito in simbiosi, dividendosi perfettamente i compiti e per questo il lancio non sta avendo alcun tipo di problema; poi, quale operazione sia merito dell’essere umano e quale dell’HIV, saranno loro a dircelo noi non siamo in grado di supporre alcunché.

23:20: il conto alla rovescia è arrivato a zero e finalmente l’astronave ha lasciato la Terra! Con grande sorpresa, riusciamo a vedere perfettamente la scia chimica prodotta da questo capolavoro tecnologico…

Meraviglioso! Non è una scia! C’è il biohazard ☣ nel cielo!

23:30: tutto sta procedendo per il meglio e la scia chimica ha cambiato scritta: “Vediamoci su Marte!”

La domanda però sorge spontanea:

e se nel pianeta rosso la popolazione incontrata sarà tutta di negativi, incompatibili col virus nostro? O peggio: se addirittura saranno in grado di ucciderlo, da soli o con un virus peggiore di questo?

Cercando invece di essere ottimisti, anzi POSITIVI, se il virus marziano fosse migliore di quello buglianese, cosa si fa? Il dilemma è atroce: rinunciare al ceppo originale di Freddie Mercury per convertirsi tutti con un virus di qualità più alta? Nessuno per ora azzarda l’idea di inocularlo direttamente a Freddie, ma forse nell’eventualità potrebbe essere il compromesso migliore.

Auguriamoci che la ragazza dello spazio sappia compiere la scelta più opportuna!

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