Bugliano Pride: primo giorno

Bugliano Pride, la manifestazione più attesa e gioiosa di tutto il Comune. Per prevenire disguidi il Consiglio Studentesco IBUOL ha deciso di anticiparlo a fine maggio e stavolta ci sarà Zach Nolan, anzi Freddie, che si esibirà sul palco!


Le anticipazioni

“Dai Freddie, che quest’anno canterai sul palco!” Sono mesi che la mia nuova famiglia del CampusIBUOL mi fa una testa così sul Bugliano Pride; un evento a cui nessuno può mancare, dovevano farlo a metà giugno ma il Consiglio Studentesco ha deciso di anticiparlo onde evitare che il Rettore ci crei problemi e oggi è stato il primo giorno, quello in cui dovevo effettivamente esibirmi.

La manifestazione è partita bene, con noi POSITIVI a cantare We are the champions, mentre i NEGATIVI intonavano il loro inno: “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è”; lasciamoli orgogliosi della propria inutilità, d’altronde il PRIDE è di tutt➕➖🦠☣🌈 .

Addirittura si erano portati uno zainetto con un altoparlante così i più stonati, o chi non sapeva il testo del brano, poteva riprodurre la canzone originale di Raf! Alla fine quelle scatole vuote mi fanno pena, chi sarei io per distruggere anche quel loro giocattolo, unica soluzione per riempire il loro vuoto?

Ero orgoglioso di guidare la sfilata, per cui ho deciso di accettare gli abbracci da tutti i partecipanti senza pormi il problema del loro status accogliendo anche una lettera da uno di loro, che mi ha pregato di leggerla sul palco prima di esibirmi.

Il profiler Adri, sempre rimasto con me tutto il tempo, voleva controllarla perché a lui quel tizio dallo sguardo non ispirava fiducia ma io ho rifiutato: per quale ragione aver paura, il dissanguatore non si sarebbe certo fatto vivo in un raduno di quella portata!

C’era pure l’agente Floyd Turnpike, insieme ad altri poliziotti più o meno conosciuti qui a Bugliano quale pericolo avrebbe potuto esserci? Mi sono messo la lettera in tasca, e chiuso il discorso. L’avrei letta in pubblico e nel caso avremmo provveduto dopo.

Prepararsi all’esibizione

Costasse quel che costasse avrei cantato le mie migliori hit su quel palco interagendo col pubblico come una volta, sarei tornato il FREDDIE di sempre, avrei cercato di coinvolgere anche il mio virus nello show ma l’imprevisto è sempre in agguato.

Pregustando il momento, ho preso il microfono in una mano e la lettera nell’altra ma mi è bastato leggere le prime righe per perdere tutto l’entusiasmo, così anziché iniziare lo spettacolo ho mi sono rivolto al pubblico del Pride:

Freddie contro chi copia su Internet!

Scusatemi, non me la sento di esibirmi. Dentro e fuori Bugliano sono presenti degli individui scorretti che attribuiscono a se stessi i contenuti creati da altri su Internet.

Come le malattie gli artisti del copia incolla non guardano le persone in faccia, è una disgrazia che potrebbe accadere a qualsiasi di noi.

Pertanto chiunque non abbia qualcosa di positivo da trasmettere, si impegni a riempire il vuoto in qualche modo oppure in alternativa accetti il proprio posto nel mondo senza sfruttare la creatività altrui.

Allora, per solidarietà con gli amici colpiti dagli scopiazzatori, io ho preso una decisione: resterò fuori dalla vita pubblica fino a quando il fenomeno non sarà definitivamente eradicato.

Scopiazzatori, se non canto sul palco è colpa vostra!”

Coda di paglia?

“Perdonami Freddie scusami tanto!” Tra la folla si è distinta la voce lamentosa di un ammiratore che è riuscito, non so come, a convincere Floyd e Adri a farlo avvicinare a me. “Dammi il microfono Freddie ti prego!”

Sempre in mezzo come il prezzemolo, Anthony Flynn. Lo scrittore di quei miseri thriller con l’assassino seriale PozDrinker; perché in ogni evento pubblico lui deve infiltrarsi a far casino?

“Il messaggio che hai lanciato mi ha colpito”, ha raccontato levandomi il microfono dalle mani. “E visto che siamo al Bugliano Pride voglio uscire allo scoperto.”

Questo è solo un bug chaser invadente, come farà il prof Bruckner a sopportarlo! Santo subito!

“Ecco, sono qui per PozDrinker.”

“ANCORA!” Tutti insieme abbiamo manifestato la nostra disapprovazione, Benjamin Bruckner e Adri per primi. “Non puoi approfittare della nostra festa per farti pubblicità, piantala Flynn!”

“Insomma, il serial killer non è un personaggio mio. Le iniziali del suo autore vero sono sempre A. F., ma non so come dirvelo, ho copiato le bozze da Antonio Falco. PozDrinker è suo e non vado affatto fiero delle mie azioni!”

La ribellione del virus

In silenzio abbiamo accerchiato Flynn e tenendoci per mano ci siamo stretti sempre più intorno a lui: io, Adri, Floyd e Benjamin, quattro gifter massicci e incazzati contro un negativo mingherlino fra l’altro.

“Fermi, lasciatelo vivere!” Il nostro HIV è intervenuto senza il bisogno di farci provare dolore fisico; malgrado i rumori della folla siamo riusciti a sentirlo comunicare con noi. “Tranquilli voi, Anthony è destinato a restare negativo com’è anche se per la sua conversione vi organizzaste in quattro.”

“Questo lo vedremo”, ha sussurrato Benjamin. “Gli ho tolto la profilassi post-esposizione da diverse settimane e ora potrei anche riuscire ad aggiornargli lo status; la scienza è scienza e chissà che almeno da positivo la smetta di crear problemi al mondo intero!”

“NO! Se io non voglio entrare in un corpo, voi potete fare carte false per quell’umano e resterà sempre negativo! Il consenso vale anche per me, non è una regola solo vostra. Chiaro così? Voi dite quello che vi pare ma alla fine per la conversione conta solo ciò che decido io. Intesi?”

“Ti dovresti vergognare Flynn”, ha urlato Benjamin prendendo il microfono. “Rubare i testi a una persona non vedente che si fidava di te, se ora lui sta in ospedale tra la vita e la morte la colpa è solo tua. Spera solo di avere soldi sufficienti per risarcire i danni a lui ma anche a me, per tutto il tempo che ho perso.”

“Io desideravo solo il vostro virus ed ero sicuro di aver vinto la scommessa, perdonami anche tu, Gifter Ben! Cosa avevi detto? Conversione solo se pubblicavo un best seller. Adesso però non so più come scusarmi…”

Vuole pure farsi perdonare questo testa di cazzo, per fortuna il nostro virus ha preso posizione perché fossi stato io al posto di Benjamin, a quest’ora Anthony sarebbe sul tavolo delle autopsie.

Scambio equo

A quel punto ho preso per un braccio lo scrittore facendolo girare verso la folla che stava iniziando già piano piano a diradarsi. Mi dispiaceva per loro, aspettavano di sentire me cantare e si sono trovati questo cretino?

Umiliarlo davanti a tutti era l’unico modo per dargli una lezione: il problema non siamo noi ragazzo, è l’HIV che non ti vuole e se in vent’anni continui a restare negativo dovresti farti qualche domanda.

“Prima leggi la lettera che ti hanno dato all’inizio, Freddie”, mi ha affrontato sprezzante. “Poi vedremo chi sarà il mio gifter.”

Cos’è questa storia? Come poteva sapere della lettera? Non era stato lui a darmela durante gli abbracci, altrimenti l’avrei riconosciuto! Per sicurezza ho chiesto agli altri tre gifter di non allontanarsi da me e mi sono rassegnato a leggere il foglio a voce alta:

“Mio amato Freddie,
ti scrivo per soddisfare il desiderio del mio povero padre, venuto a mancare dopo una lunga malattia lasciandomi in eredità un oggetto straordinario: una chitarra telecaster bianca appartenuta a te; ci ho riflettuto diversi anni, potevo metterla in vendita e farci i bei soldi sfruttando la tua morte, ma avendo appreso che risiedi qui a Bugliano ho deciso di cogliere l’opportunità al volo.
Sarò al Pride, apposta per te; non appena finirà la tua esibizione ci troveremo e verrai all’hotel dove ho prenotato, che i tuoi amici vogliano o no; ti dirò dove la tengo ma non ti permetterò di andare a prenderla. Ora fai una scelta: o mi dai il tuo prezioso virus, o puoi dire addio alla tua altrettanto preziosa chitarra. Scambio equo, semplice.
A presto, A. F.”

L’ho consegnata a Floyd, che l’ha chiusa in una bustina trasparente. “Ma possibile, che faccia tosta ha questo qui! Sai cosa significa questa lettera, vero?”

Sì, ahimè lo sapevo bene: il MITOMANE era ancora in giro, anzi, di fronte a me. Avrebbe anche potuto uccidermi, ma per quale motivo non lo aveva fatto?

“Perché non è stato lui”, mi spiegano Adri e Floyd. “Questo è una pedina come tutti gli altri ma portiamolo via in ogni caso, prima che il dissanguatore riesca a condizionarlo del tutto.”


Bugliano Pride, nota degli autori: la telecaster bianca di Freddie

MONDO REALE: La storia della chitarra Telecaster bianca appartenuta a Freddie Mercury è vera; ovviamente il ricattatore è una nostra invenzione ma sembra che lo strumento sia stato rubato dopo l’ultimo tour della band. Scomparso improvvisamente.

La chitarra venne suonata nel 1985 durante l’esibizione “Crazy little thing called love” al Live Aid.


Crazy little thing alled love, Live Aid 1985

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: