Bugliano, attentato Reggaeton al CampusIBUOL

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La lettera che Freddie ha ricevuto a proposito della chitarra rubata non è l’unico sabotaggio ai suoi danni: per arrivare a lui, qualcuno ha seriamente manomesso gli altoparlanti del Campus e sembra non esserci alcun rimedio…


Maledetto mitomane

Tutto avevo previsto al Bugliano Pride, tranne di subire un ricatto: un tale mi aveva abbracciato da dietro e messo in mano la lettera chiedendomi di leggerla sul palco, per dileguarsi subito tra la folla! Nemmeno l’ho visto bene in faccia! Rimpiango di non aver ascoltato , quel foglio doveva tenerlo lui e farlo analizzare, così io non avrei più pensato alla mia chitarra smarrita nell’86.

Tutti mi hanno dato dell’irresponsabile, imprudente, o qualcosa di peggio e si aspettavano di essere tormentati dai giornalisti agguerriti per arrivare primi con l’articolo “ Mercury è ancora vivo”; invece niente di tutto ciò è accaduto; forse Adri si è davvero lasciato suggestionare dal proprio lavoro? Siamo tutti seduti al tavolo grande dell’Aula Posifunzionale per discutere come muoverci di fronte alla nuova minaccia, quando improvvisamente parte la musica a tutto volume sugli altoparlanti dell’intero CampusIBUOL.

Insolita playlist

“Freddie, hai messo tu questa robaccia?” Mi chiede Benjamin, disgustato. “Spegni subito, ti prego!”

Non ci riesco; da poco mia figlia con tanta pazienza ha provato a insegnarmi come usare il controllo delle casse tramite smartphone, senza però troppo successo. Anche ai tempi d’oro dei Queen se dovevo fare musica era un conto, ma per ascoltarla lasciavo sempre mettere i dischi agli altri. “Ma è semplice”, mi prende in giro Adri. “Dammi il tuo telefono e provo io!”

Niente da fare: col suo, col mio, la musica non vuole spegnersi né è possibile cambiare brano. Anche e ci stanno provando, nulla di nulla anzi neanche il volume si può abbassare!

Reggaeton, il peggio della musica spazzatura; un mix di 22 minuti è partito e noi dobbiamo stare lì, a sorbircelo senza poter muovere un dito.

“Almeno adesso avrete capito che a sabotare non sono io!”

Quasi piange Hunter e io mi avvicino per abbracciarlo: non può essere colpa sua, né comprenderò mai fino in fondo l’accanimento verso quel ragazzo! Alla fine però anche Adri e Turnpike si arrendono all’evidenza, qualcuno ci ha violato il nome utente e la password usati per governare la musica. Abbiamo perduto i permessi di amministratore, come si chiamano in informatica. E adesso?

Bugliano sotto attacco?

Dopo quasi mezz’ora di questo schifo uno alla volta ci siamo sentiti male e abbiamo dovuto coricarci a letto, anch’io faccio tutt’ora fatica ad alzarmi; non ho la febbre però mi sento proprio come fossi svuotato di ogni energia.

Gli unici a non star male sono stati Benjamin e Hunter, suo figlio adottivo che sono rimasti giù in sala comune per tenere la rete del campus sotto controllo. C’è solo da sperare che il pirata informatico non abbia messo fuori uso pure il condizionatore e il termostato.

C’è solo una persona da sentire, ! La dottoressa arriva di corsa dal suo laboratorio e solo guardandoci ha dato a tutti noi una notizia spaventosa: “Avete gli stessi sintomi della , la febbre del passaggio. Nessuno ha ricaricato il vostro HIV con uno più potente, vero?”

NO! Non ci risulta! Figurarsi! Insomma, per verificare l’accaduto ci ha sottoposti uno per uno a un test HIV anticorpale rapido.

Impossibile da credere anche per noi ma il test anziché le due linee come ci aspettavamo ne ha mostrata una sola. Tutti NEGATIVI compresa la dottoressa, Ben e Hunter sono gli unici ad avere il segno positivo!

“No, puttana la miseria, non può essere! Facci rifare il test!” Il più incazzato è Adri: proprio lui NEGATIVO, quando aveva la carica virale di milioni fino a un minuto prima?

Diagnosi infausta

La Sloan non ha usato tanti giri di parole per dircelo: “avete vissuto un particolare trauma, il vostro virus è stato sottoposto a un forte shock nell’ultimo breve periodo?”

Il reggaeton, sì, ma può aver creato uno sconvolgimento così grave dentro di noi? Io per primo che ho scritto e cantato musica per anni dico che quella roba fa schifo ma è sempre musica, sono artisti anche gli autori dei brani in questione e meritano rispetto. Basta non ascoltarli e risolto il problema! Cosa c’entra l’HIV nostro?

“Purtroppo ogni ipotesi è da considerare, ma sulla violazione informatica mi cogliete impreparata; l’unico suggerimento che posso darvi è staccare la connessione Internet, poi rimanere in astinenza da contatti sessuali e musica per almeno un paio di settimane sperando che HIV si riprenda da solo. Il trauma per lui è stato forte e non è escluso che il reggaeton possa averlo fatto morire, mi spiace. Solo il tempo darà le risposte, a questo punto!”

“Ma perché cazzo Benjamin e Hunter sono rimasti positivi?” Chiede Adri, ancora sconvolto. “Potresti iniettarci il loro sangue o, ecco, non serve che ti faccia il disegno. Ci siamo capiti!”

“Non se ne parla! Così fareste solo peggio. Lasciatelo che riacquisti le forze da solo, il vostro HIV è forte, avete superato insieme enormi difficoltà e l’unica è sperare che si rialzi anche da qui.”

E allora perché i virus di Benjamin e suo figlio stanno ancora bene?

Prima di andarsene, Evelyn ci lascia un’ulteriore raccomandazione: “Attenti, non diffondete la notizia sui social network o altrove perché altrimenti i miei colleghi dottori dei poteri forti potrebbero adottare il Reggaeton come farmaco a basso costo, inibitore dell’HIV.

“Se i nostri amici non hanno avuto problemi, è perché la loro carica virale era fino a poco fa; sono gli unici a preservare il virus integro, quindi per loro l’astinenza è assolutamente obbligatoria.”

Tutta colpa mia, dovevo leggere la lettera sul palco ed esibirmi ugualmente, fregandomene di quel disgraziato che me l’aveva lasciata! Mi sono comportato da vigliacco e ora i nostri piccoli innocenti e indifesi virus stanno pagando le conseguenze della mia ingenuità.

Guardo ancora il mio test negativo; pensare che trent’anni fa l’avrei considerato un miracolo! Adesso vorrei solo tornare indietro, fosse qui ! Forse lui avrebbe la soluzione.

“Non ti sentire in colpa Freddie”, mi incoraggia Benjamin. “Evelyn sa il fatto suo perciò fino a che non è riuscita a scoprire cos’è accaduto davvero, meglio seguire il suo consiglio. Niente contatti, né musica, per due settimane.”

Io ho causato il problema, io devo risolverlo! Mi avvicino al dispositivo che gestisce la connessione a Internet di tutto il campus, ho già il dito pronto a spegnerlo ma dagli altoparlanti una voce palesemente contraffatta riecheggia in tutte le stanze:

“Se non è mio, non sarà di nessun altro! Dite addio al vostro virus, stronzi!”

Sai che c’è, mitomane? Questa volta non te la faccio passare liscia; a costo di rimanere per anni senza musica né contatti con qualcuno, lui si riprenderà, dopodiché insieme a HIV nostro ti staneremo, bastardo, così la pagherai per questa, e anche per quelle di prima. Intesi?

E tu virus non temere, siamo qua, non devi morire adesso. Dacci tempo di spegnere questa spazzatura musicale, resisti qualche minuto in più!

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