Bugliano: terribile risveglio al campus

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Qualcosa di terribile scuote Bugliano: una strana sensazione colpisce i residenti al campus, il serial killer si è fatto vivo un’altra volta? ne è sicura.


Ospedale di Bugliano

“Lei è una parente?” Freddo, distante, al mio mesto diniego il medico non vuole lasciarmi passare. Per quelle persone conta poco il tuo dolore, ti consentono di vedere un tuo caro solo se tra voi c’è un legame di sangue.

E io a quest’ora potevo anche avere con lui una connessione biologica, se solo fosse rimasto con me altri cinque minuti. Anzi probabilmente neanche sarebbe stato coinvolto in tutto questo disastro.

Come vorrei chiedergli scusa, dirgli che lo amo fin da quando eravamo in terza media e che avevo capito quali sentimenti nascondesse dietro alla corazza di bullismo che sfoggiava in pubblico.

Ora invece sono in piedi, davanti al reparto grandi ustionati dell’ospedale buglianese e non c’è verso di sapere se lui sia cosciente o no, un gruppo di persone fra medici e infermieri corre concitato da una stanza all’altra impedendomi di guardare al di là del vetro.

Lo immagino immobile, pieno di garze e tubi, col monitor cardiaco pronto a emettere il lungo segnale della morte da un momento all’altro. Non si sopravvive di frequente a un incidente simile, è inutile prendersi in giro e anche dovesse farcela non sarà mai più l’uomo che conoscevo. Forse è meglio andarmene, ancora una volta la vita mi sta ricordando che io al mondo sono sempre l’ultima a poter parlare, e soprattutto amare. Chiudo gli occhi e volto le spalle al reparto, ormai non c’è più nulla da fare, saprò la notizia dai giornali è inutile stare qui.

Una notizia terribile

“Dai, Giulia, non piangere!” Sento una voce maschile e l’odore inconfondibile del caffè; chi può essere stato così gentile in un momento come questo? E perché conosce il mio nome? Apro gli occhi, e mi accorgo di essere al CampusIbuol! Anzi meglio, sono seduta al tavolo della sala break, la cosiddetta aula Posifunzionale che però non ha più la musica in sottofondo.

Devo essermi addormentata per qualche minuto, o forse mezz’ora non ne ho idea; sarà davvero tutto un incubo? La musica è spenta, sì, ma qualche giorno fa c’è stato un sabotaggio! Avranno sicuramente staccato gli altoparlanti a partire dagli uffici del rettore onde evitare nuovi attacchi.

Mi guardo intorno e in effetti un uomo è seduto accanto a me, tiene in mano un giornale aperto sulla prima pagina e sta facendo il possibile per nascondere le lacrime.

“Sto male anch’io, credimi, però piangere non risolve il problema. Nessuno di loro ti vorrebbe vedere così, the show must go on! Ricordi? La vita va avanti!”

, è lui! Ricordo i pianti che mi sono fatta coi suoi ultimi video risalenti al 1991 sapendo come era morto e come probabilmente sarebbe finita la ragazza a cui volevo bene, . Gli stringo forte le mani, calde, robuste. Quello non era il corpo di un morto, Freddie Mercury stava di fronte a me e ricambiava il mio contatto! Forse davvero niente è come sembra?

“Ti senti così perché sei negativa, Giulia. Non puoi controllare fino in fondo la situazione e io in questo momento posso fare ben poco. Trasmettere non mi è consentito almeno per ora, e soprattutto non a te. Dobbiamo rispettare le volontà dei nostri ragazzi!”

Vorrei posarmi sulla sua spalla e piangere tutte le lacrime che ho in corpo ma lui è troppo concentrato sull’articolo:

Tragedia all’aeroporto di Bugliano: un aereo diretto a Parigi si è schiantato poco dopo il decollo. Più di 100 le vittime, nessun superstite.

“Non ha senso rimanere qui, Giulia!” Freddie mi prende per mano e mi accompagna nel parco adiacente al campus, dove tutto il resto del gruppo è seduto in silenzio. Non sapevo dove fossero diretti per la loro vacanza, ma se in quell’aeroplano c’erano e Alison? Io avrei perso il mio possibile per sempre! La mia testa continua a rimuginare su immagini di corpi carbonizzati recuperati fra i rottami, e Adri portato via d’urgenza in elicottero perché mal ridotto ma in grado ancora di respirare. Devo farmi forza, pensare positivo, forse lui è sopravvissuto, si è buttato dall’aereo col paracadute, è un poliziotto e sa benissimo quali siano i protocolli di emergenza!

, seduta di fronte a me, è già al quinto fazzoletto che butta via in cinque minuti; neanche Freddie riesce a consolarla! No, impossibile, la negatività non c’entra, un incidente di una simile portata avrà sconvolto di sicuro anche il loro HIV.

Tre voli in partenza

“Alison era anche incinta”, si dispera Tatiana stringendosi a Freddie. “Io non penso sia stato un incidente! Più volte le ho detto di non ficcare il naso in certi casi di cronaca e lei sempre avanti, testarda come un mulo!”

“Secondo me state esagerando”, interviene il professor anche lui seduto con noi. “Sinceramente dubito si tratti di sabotaggio. Anche mio figlio è partito ieri con l’aereo e io sono tranquillo! Mi preoccupa il suo lavoro ma certamente non la sicurezza in cielo perché a dirsela tutta, in auto si rischia di più.”

Nessuno vuole aggiungere altro: Benjamin ha ragione, le macchine sono molte più degli aerei eppure la sensazione che il mio futuro Gifter fosse proprio in quel velivolo non mi abbandona.

Senza curarmi degli altri, mi faccio un segno della croce: se il cielo in qualche modo si è preso Adri e Alison, almeno chi lassù abita e ha creato il mondo potrà darmi una risposta o, se non altro, aiutarmi a elaborare il lutto! Chi l’avrebbe mai immaginato qualche tempo fa, io e la fede cristiana abbiamo avuto sempre un rapporto conflittuale e adesso mi pare l’unico appiglio possibile.

“ChaserGiulia, posso?” Alle mie spalle arriva , lo scrittore che tempo addietro io stessa ho invitato per l’evento Serial killer super eroi a Bugliano; “c’erano tre voli in partenza ieri mattina da quel che so, non hai pensato che forse Adri può essere andato in ferie altrove?”

Ecco il tuttologo, quanto mi danno fastidio certi atteggiamenti! Benjamin però gli dà man forte: “io e Anthony dovevamo partire per Pittsburgh in questi giorni ma poi la faccenda di Tatiana e mio figlio ha sconvolto i piani. Te lo ripeto Giulia, io sono certo che Adri e Alison a quest’ora si stanno godendo le vacanze in qualche isola tropicale, altro che Parigi!”

Allora perché fino a poco tempo fa li si sentiva scimmiottare il francese maccheronico? Stento a pensare che volessero fare il verso alle elezioni presidenziali avvenute proprio il giorno prima della loro partenza.

“Se vuoi vedere complotti ovunque fai pure ma sappi che il tempo ha sempre la ragione dalla sua parte!” Benjamin taglia corto e si alza intenzionato ad andarsene, mentre io continuo a osservare il gruppo di quelli che stavo iniziando a ritenere amici. Probabilmente non ci sarà un complotto, ma mancano due persone sempre presenti a ogni riunione ufficiale del campus. Dove sono andati l’agente e il prof di inglese, Ryan John? Come mai una tragedia di questo livello non li ha minimamente sfiorati?

Il treno

Chiudo gli occhi per concentrarmi, quando la mia testa rimbomba come un treno è meglio che mi isolo dal mondo. La prima occasione in cui ho provato un simile stato d’animo era quando mi sono innamorata di Siria e mi sono precipitata da lei, solo per essere buttata via come spazzatura.

All’epoca ho deciso di tagliarmi le vene senza riuscire a uccidermi, ma adesso cosa sta succedendo? Penso ancora al coltello che ieri mattina avevo in mano prima che Adri partisse, e inevitabilmente torna il ricordo della cicatrice sulla mia mano, testimonianza del taglio che mi sono procurata anni prima sperando di convincere la mia amata Siria a darmi il proprio HIV.

Sangue, tanto sangue, mi pare di sentirne anche l’odore perché il dissanguatore è vicino, la verità è terribile! Ryan John parla di frequente a bassa voce con Turnpike, viene alle riunioni ufficiali ma non ha mai confidenza con noi allievi, rifiuta le ripetizioni individuali di inglese anche se a pagamento, il criminale indubbiamente è uno di loro due!

Sono ancora negativa, grazie al cielo! Alla fine se Adri è morto è stata un’opportunità di salvarmi la pelle, certamente senza HIV al serial killer non interesso! Ho ancora il tempo di correre dalla dottoressa Sloan e farmi ripristinare la .

Mi alzo dalla panchina e corro, corro più veloce possibile. Attorno a me sono tutti spariti, già li immagino sdraiati uno in fila all’altro con la gola tagliata; devo muovermi se non voglio fare la stessa fine!

Ma appena mi avvicino alla sala break, sento una voce familiare provenire dal bagno, a pochi passi dall’ingresso. Sta parlando in inglese al telefono e non mi è difficile riconoscere chi sia:

“Sei scemo, no, sei completamente pazzo! Cioè siete pazzi tutti quanti! Non sei più da solo! Macché pochi giorni, cazzo io così ho passato trent’anni! Neanche per idea, non te lo permetterò anche a costo di rischiare io. Ecco, appunto, Tatiana. Chiedi a lei come cazzo si sente! Stronzo, vigliacco ed egoista, questo penso di te.”

In inglese ho sempre ottenuto risultati mediocri a scuola, però è stato semplice origliare cosa l’uomo dal bagno stesse dicendo e il suo tono incollerito; peccato non aver capito con chi parlasse!

Neanche ho avuto il tempo di nascondermi dietro la bacheca posizionata all’ingresso, perché Freddie è uscito dalla toilette e a quel punto non ho potuto evitare il confronto!

“Devi andare tu, Giulia? Scusami, mi ero chiuso qui solo per parlare liberamente.”

“Scappa Freddie, scappa, sei in pericolo!” Se solo i miei pensieri fossero diventati parole avrei potuto salvarlo e salvarmi. Invece siamo tornati fuori nel parco, seduti sulla solita panchina rivolgendo gli occhi al cielo.

“Giulia, mia piccola negativa. Dovresti farti meno film mentali, dammi retta! Stai rendendo il tuo corpo inospitale al virus te lo dico io.”

Ci manca solo Freddie Mercury che vuol farmi da psicologo, ammettendo sia veramente lui; con chi stava parlando al telefono? Non ho il coraggio di chiederglielo, preferisco sedermi sulle sue ginocchia in silenzio.

Io così spregiudicata? La giovane Giulia impaurita dall’AIDS non esiste più, ora sto seduta in braccio a Freddie Mercury augurandomi che qualcosa presto o tardi accada fra noi.

“No, Giulia no! Così no! Sei un’incosciente, non posso farlo. Tu hai un gifter, e finché non torna io ho il dovere di preservare il tuo così com’è.”

Adri avrebbe dovuto darmi il virus ma è morto in aereo, qui non c’è anima viva, nessuno dirà qualcosa se non parliamo noi; dove sta il problema? E se proprio è imbarazzante la panchina del parco, entriamo nella mia stanza e chiudiamo a chiave!

“Io non porto via i agli altri, mi è vietato trasmettere! Quante volte devo ripeterlo?”

Pazienza! Come si chiama quella pratica di farsi convertire a forza fingendosi protetti, l’aveva più volte menzionata Adri scherzando con Alison. Verse stealing, inverted stealing? Qualunque nome abbia, che importanza ha? Proviamola, o la va o la spacca!

Sono in profilassi, Freddie. Sarebbe impossibile rendermi positiva anche volendo. E sono convinta che Adri mi vorrebbe attiva, non certo chiusa a lutto! Poi l’avevi detto tu pocanzi: the show must go on!

“Bene, ChaserGiulia. Forse ti ho giudicata troppo in fretta e ho perso tempo, ma non pensavo arrivassi a tanto. Oltre a farti castelli in aria credi di fregarmi col reverse stealthing? Sei pazza più del tuo gifter!”

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