Comune di Bugliano: inutile burocrazia per cambiare cognome!

Burocrazia inutile nel Comune di Bugliano. Possibile che a Tatiana per cambiare cognome ci possano volere anni?


Isolamento ingiustificato

Bugliano fa, Bugliano distrugge. Risiedo qui dall’età di 19 anni e sono sempre più convinta di volermene andare; ci sarà un altro posto dove io possa godermi un’esistenza tranquilla insieme a mio padre biologico ora che finalmente ci siamo trovati? A parte lui, qui, non ho più niente!

Tutti mi hanno isolata dopo l’ordinanza del Comune secondo cui sono vietati rapporti sentimentali e sessuali con cittadini russi; quante volte ho dovuto ripetere che io sono nata in Russia ma il mio DNA è metà buglianese e metà zanzibar! Non ne posso più, è ora di cambiare aria.

D’accordo con Freddie ho deciso di cambiare cognome: lui mi ha riconosciuto come figlia sua e anche dal DNA la paternità è confermata, so anche l’identità della mia defunta madre e non c’è più alcuna ragione per tenermi il nome che mi porto dietro dall’infanzia: vorrei che Tatiana Sputnik Brown fosse solo un lontano ricordo, io sono Bulsara Solari Mercury e devono rispettarmi come tale!

La reazione di Kevin Brown

Come si è incazzato mio padre adottivo dopo aver saputo che non mi sarei più chiamata col suo cognome! Gli devo molto perché ha avuto cura di me da quando avevo 11 anni, prima di conoscere Freddie senz’altro lo adoravo; ultimamente però ha mostrato un lato di sé che non mi aspettavo e lo sto gradualmente allontanando, per quanto difficile sia stato rendermi conto della sua follia.

Spesso e volentieri noi donne tendiamo a giustificare chi amiamo anche di fronte alla peggiore evidenza e difatti ho sottovalutato la situazione quando papà Kevin mi ha accusato di aver appeso, tempo fa, un cartello Il campus nella sierofobia sulla porta della sala break. Non c’entravo con quello, né tanto meno con la scomparsa di Valentino e quella volta se il mio virus non faceva svenire me e Adri davanti a tutti, chissà come sarebbe andata a finire.

Peggio ha fatto quando gli ho mostrato il documento ufficiale sul mio nuovo nome! Quello era il regalo per il mio trentacinquesimo compleanno, arrivato alla fine del Freddie Mercury Tribute Concert; Kevin ha perso la testa e si è messo a inveire contro l’agente Floyd Turnpike fregandosene del fatto che fino allo scorso anno erano colleghi. Per fermarlo c’è voluto Elias, l’ultimo dei nuovi studenti arrivati al campus. Gran conoscitore di arti marziali e dotato di un sangue freddo che non mi sarei mai aspettata, ha finto di allearsi con Kevin Brown e cogliendolo di sorpresa l’ha riempito di cazzotti.

Cambiare cognome a Bugliano: burocrazia creata ad arte

Solo negli ultimi giorni il comune di Bugliano ha allineato le regole per cambiare cognome per rispettare le nuove leggi dello Stato, ma a quanto pare sono valide solo per i figli che devono ancora nascere; quando ho avviato io le pratiche, oltre ad aver atteso un sacco di tempo ho dovuto subire tante umiliazioni: alcuni volevano attribuirmi un cognome russo, altri scrivevano Sara e non Bulsara, altri ancora Tania anziché Tatiana finché era intervenuto Freddie! Un paio di autografi alle impiegate del Comune e guarda caso le carte sono pronte!

Mancava l’ultima firma di Freddie, che ha aspettato il 20 aprile giorno del mio compleanno per concludere la procedura in municipio e infine consegnarmi la busta.

Questo avrebbe dovuto porre fine all’isolamento forzato cancellando definitivamente la Russia dalle mie carte? Ci speravo, fino a che una telefonata oggi a pranzo ha di nuovo messo tutto in discussione.

“Signorina Brown sono spiacente”, mi aveva detto una voce femminile al telefono. Strano che il centralino del Comune squillasse a mezzogiorno perché di solito quella è l’ora in cui tutti i dipendenti pubblici sono in pausa!

Brown, ancora utilizzare il vecchio cognome? Possibile che non abbiano aggiornato i computer?

“Purtroppo non possiamo associarle i nuovi dati perché servirebbe la firma di sua madre”.

Certo, Evelyn Sloan era accanto a me e felicissima di liberarmi da quest’ultimo peso. Siamo pronte fra mezz’ora, tempo di finire il pranzo.

“No, sua madre biologica. Maria Sole Solari. Ci sarebbe bisogno della sua firma altrimenti non possiamo procedere!”

Anche Freddie era al mio fianco e posandomi una mano sui capelli mi ha convinto a non lanciare all’impiegata una serie di maledizioni. “Adesso vieni con me, andiamo in comune e risolviamo tutto insieme.”

Passeggiata risolutiva

Sa sempre come gestire i miei brutti momenti, lui; d’altronde è mio padre e anche se lo conosco da pochi mesi ha già capito come prendermi se non sto bene. Dall’incidente aereo in cui ho perso uno degli amici più cari, mi sento sempre più sola e ho assoluto bisogno di poter contare su qualcuno.

Le nostre passeggiate per il centro di Bugliano sono all’ordine del giorno ora che non deve più indossare la maschera. Il nostro inviolabile spazio in cui cantare i successi dei Queen ignorando platealmente chi si ferma, ci guarda e gli chiede autografi o, peggio, di farsi un selfie.

C’è anche qualcuno tipo la giornalista del gossip che sui social più volte ha scritto “Freddie Mercury ha l’amante giovanissima” ma solo noi sappiamo la realtà e presto la signorina Tracy Romeo dovrà rendercene conto.

Oggi però non abbiamo cantato, a passo svelto ci siamo diretti al Municipio arrivando persino in anticipo e Freddie pareva agitato, sempre a guardare l’orologio come se attendesse qualcuno.

Solo quando l’ho visto correre verso un’auto appena arrivata ho capito: voleva presentarmi dei suoi amici e il municipio era una scusa per farmi uscire, ma allora? Chi era la donna al telefono che parlava dal centralino del comune?

Mi sono messa ad ascoltare i discorsi tra gli occupanti dell’auto e Freddie, e ho capito che ero coinvolta fino al collo in una situazione poco chiara: doveva essere qui un certo Andrea che poi forse ha tirato pacco, parlano di un volo preso e un altro caduto, l’incidente. Il mio più caro amico e fratello virale è morto in quella tragedia e io adesso cosa c’entro? Mica mi vorrete mettere in galera! Ho urlato, era insopportabile sentire mio padre complottare alle mie spalle.

“Non volevamo fartelo sapere così”, mi spiega Freddie guardandomi negli occhi. “Ma su quel volo c’era Andrea Lorenzo, il fratello di tua madre Maria Sole. Ecco, tuo zio si è sacrificato per salvare Alison e Adri. A proposito è un’idea loro quella delle carte, una scusa perché non volevano tornare al campus.”

Troppe domande e nessuna risposta: chi è questo Lorenzo Andrea? E a quale pro Adri e Ali non hanno smentito la notizia della loro morte quando è uscita sul Giornale di Bugliano? Ma soprattutto: per quale motivo crearmi problemi inutili con la burocrazia? Effettivamente quella del centralino mi pareva la voce di Alison, ma non volevo crederci!

Senza neanche un abbraccio o un saluto, Adri si piazza davanti a me in tutto il suo metro e 95 di altezza. “Senti Bulsara, non fosse per te e Freddie io avrei approfittato dell’incidente per portare la mia Alison e nostro figlio lontano da qui. Ora senza Andrea Lorenzo siamo nella merda più totale e dobbiamo fare una scelta.”

Che grandissimo stronzo, e io a fidarmi di lui tanto da condividerci La mia prima volta. Ora mi trovo a compiere sacrifici perché lui non è in grado di gestirsi una bug chaser incinta? Ci avesse pensato prima, tenendosi i pantaloni chiusi e l’HIV bloccato coi farmaci. Comodo essere un gifter e poi dare le responsabilità agli altri!

“Fra me e te non cambia niente”, insiste lui incurante di me e Freddie. “Torniamo al campus e riprendiamo tutto come prima. A patto che mandi via Hunter! Non voglio più vedere quello scorpione girare mezzo nudo per le stanze, intesi?”

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