Cittadini onesti al Campus IBUOL!

Adri ha dovuto interrompere la vacanza perché uno dei tanti cittadini onesti ha bisogno del suo aiuto…


Una mail indesiderata

Al centro benessere Meraviglie dello Spirito, il massaggio per me è diventato una presenza fissa; dopo un primo incontro parecchio difficile io e la signorina Eliana abbiamo trovato una bella intesa. Lei mi offre le sedute gratis e non mette Right here waiting nella selezione musicale, io cerco di darle il virus senza alcuna condizione.

Anche con Alison le cose vanno meglio, è solo lo stress ad avermi fatto perdere il senno e amplificare i problemi. Fra il mio amico Valentino ucciso da un killer ancora a piede libero e la presenza di Hunter col tatuaggio dello scorpione a insidiare l’autentico HIV di Bugliano, mi sono sentito incapace di proteggere Ali e il nostro bambino come meritano. Dopo mettiamoci pure l’incidente aereo che per poco non c’ha ammazzati e siamo a posto!

Quella di oggi doveva essere una giornata di relax come tutte le altre: Ali impegnata con la ginnastica in piscina e poi un giro al centro commerciale qui vicino, io con Eliana all’insegna dei massaggi e a prendere il sole; invece a sconvolgere i miei piani è arrivata una notifica sul telefono di lavoro, quello che devo tener sempre acceso anche di notte per qualunque evenienza.

E meno male che sono stato sollevato dall’incarico sul serial killer! O il mio capo ha cambiato idea, oppure dev’esser questione di vita o di morte per convincere Floyd Turnpike a inoltrarmi una mail pur sapendo che sto in ferie.

Sarà l’esperienza, ma ho imparato a sentire da lontano quando arrivano i problemi e questo segnale inopportuno poco prima del massaggio puzza decisamente di guai grossi.

“Sono una persona onesta. Ho appena trovato un borsello pieno di soldi, chiunque l’avesse smarrito mi contatti in privato in modo che possa restituir Loro il pacchetto di sigarette, dato che non fumo.”

Caspita, l’ultima volta che al Campus è stata rinvenuta una borsa era quando durante l’International Condom Day Alison ha trovato quella di Arianna Preziosi, la donna scomparsa nel 2014; non c’erano soldi in quell’occasione, ma per me è automatico pensare a un altro guaio. Un altro morto.

Chiamo Floyd, è l’unico modo per chiarire tutto. Vorrei solo levarmi questa faccenda dai piedi e correre giù a rilassarmi da Eliana però sembra che Turnpike non sia dello stesso parere:

“Adri, Gifter, ti devo chiedere un favore personale. C’è bisogno di te al Campus, Alison può stare in vacanza e provvederò io a lei ma tu vieni qua subito. Urgentissimo.”

Cosa? Dovrei tornare al CampusIBUOL per un pacchetto di sigarette? Di chi sono tutti quei soldi? E lo scorpione, è andato via o gira ancora mezzo nudo per le stanze?

Floyd nemmeno mi ascolta: “ehi ragazzo, forse non sono stato abbastanza chiaro. Io non voglio il profiler, ho bisogno del mio gifter qui accanto a me! Ti do mezz’ora, no, facciamo un’ora di tempo per farti trovare in Aula Posifunzionale. Intesi?”

Affanculo, Turnpike!

Ho un desiderio irrefrenabile di mandarlo a quel paese e far finta di nulla, poi il senso del dovere ha il sopravvento: l’avessi lasciato negativo Floyd sarebbe solo il mio capo e a quest’ora sarei già sdraiato sul lettino con Eliana, e il telefono di lavoro casualmente avrebbe la batteria scarica. Adesso però ha il mio virus e devo prendermi la responsabilità fino in fondo perché contravvenire alle regole della mia stessa comunità non è decisamente la scelta migliore.

Provo a telefonare a Eliana per dirle che non sarei stato presente al massaggio, col solo risultato di sentire la voce metallica: “l’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”. Pazienza, glielo vado a dire di persona!

Portando con me solo i miei pochi effetti personali nello zaino, corro in direzione della sala massaggi che di solito, quando non ci sono sedute in corso, ha la porta accostata; questa volta invece è chiusa.

Eliana mi ha sostituito con un altro? No, impossibile. L’istinto mi dice che qualcuno sta poco bene, perché dall’interno non sento provenire musica.

Senza farmi troppi scrupoli a bussare, apro con discrezione la porta ed entro in punta di piedi chiudendomela alle spalle. Cerco di non fare rumore e mi accorgo che il silenzio non è l’unico campanello d’allarme: nemmeno si sente il profumo di oli essenziali! Niente massaggio per nessuno, evidentemente.

Al suo posto c’è uno sgradevole odore di medicinali e sudore. Non posso crederci, Eliana è distesa sul lettino profondamente addormentata e Alison, seduta su una sedia accanto a lei, tiene in mano un tablet che blocca frettolosamente appena si accorge di me.

“Gifter devi scusarci”, si giustifica Ali parlando piano. “Eliana ha la febbre alta e io voglio starle vicino.”

Bel colpo, dieci giorni dal primo incontro e questa è già in conversione? Supportarla ora sarebbe il mio dovere se Turnpike non mi avesse costretto a tornare in quello stramaledetto campus. Non vorrei lasciarvi da sole, per nulla al mondo.

“So tutto, cioè sappiamo tutto”, mi tranquillizza Ali. “Mi ha chiesto Floyd di stare con Eliana mentre tu sei distante. Vai, ti prego, che all’università c’è bisogno di te.”

Ritorno al campus

Non mi hanno lasciato altra scelta: ormai le due ragazze sono sorelle di virus, in fondo è pure giusto che una aiuti l’altra! Eliana nemmeno si scompone quando mi avvicino e le appoggio una mano sulla fronte, in effetti è caldissima! A malincuore le saluto e prendo la macchina in direzione campus.

La prima ad accogliermi è Evelyn sloan, tutta sudata. Si capisce da lontano che è stata al caldo o ha fatto una corsa, e senza parlare mi guarda dall’alto al basso come fossi un estraneo.

“Sei venuto qui senza medaglione biohazard? Cosa ti succede profiler?”

Neanch’io so come mi stia trasformando, quel ciondolo è sempre stato una parte di me esattamente come l’HIV. Un regalo del defunto Raymond Still ma che però negli ultimi giorni è diventato una scocciatura da lasciare nel cassetto. Mi sforzo di sostenere lo sguardo di Evelyn e tranquillizzarla, è solo questione di parlare con Floyd poi tornerò al centro benessere da Alison.

In aula Posifunzionale sono tutti seduti al tavolo grande e in silenzio, nessuno si azzarda a dire una parola. Solo Floyd Turnpike si alza per lasciarmi il posto, appena mi vede arrivare e ne approfitto per rompere il ghiaccio. Non ditemi che ci è scappato un altro morto, vi prego!

Cittadini onesti?

“Secondo me è stato lui”, sussurra ChaserGiulia all’orecchio di Camilla seduta accanto a lei. “L’ha messa incinta e poi l’ha fatta fuori.”

“Quanto siete pettegole”, le rimprovera Benjamin Bruckner, e Floyd gli fa eco. “Tutto è vero fino a prova contraria non ve l’ha spiegato nessuno?”

“Quel bastardo la pagherà e se non lo arresta lei pensiamo noi a farlo fuori ha capito agente Turnpike? O deve ancora leccargli il culo per chissà quale motivo?”

Non serve essere un profiler per capire che si stanno riferendo a me, io però non voglio dar loro soddisfazione, ma almeno capire cosa sta succedendo sarebbe un mio sacrosanto diritto.

“Noi siamo stati cittadini onesti e abbiamo raccolto la borsa, tu e Alison invece siete scappati. Guarda caso appena è successo tutto, avete spento i cellulari e chi vi ha visti più?”

Specie da Giulia che dice tanto di volermi bene, non mi aspettavo un simile atteggiamento e la ignoro platealmente finché è Floyd a prender la parola, mostrandomi la borsa.

“Adri ascoltami bene: se io ti ho chiamato è per chiederti un favore personale, qui stanno capitando eventi a dir poco inquietanti e ti consiglio di non dar retta a questi negativi che parlano per dar fiato alla bocca, è meglio per tutti. Questa borsa è stata rinvenuta nel laghetto della centrale nucleare ed è uguale a quella di Siria…”

Già, Siria. Ho saputo della presunta scomparsa nel podcast true crime che ultimamente va di moda, ma non penso valga la pena dare ascolto a una voce filtrata e anonima che parla giusto per ottenere visualizzazioni sui social; quella ragazza è tutta per conto suo, bisogna prenderla quando viene e lasciarla quando va perché se ora ha nel sangue il nostro autentico virus buglianese il merito è mio e della dottoressa Sloan, col ceppo dello scorpione che aveva prima è stata fortunata a non dover scappar via dal campus a calci nel culo.

Il confronto

“Stavolta la questione è seria”, interviene Ben Bruckner posando sul tavolo una grossa cartellina. “Floyd voleva arrangiarsi, ma gli ho chiesto io di chiamarti perché, insomma, valuta tu il materiale che ho qui.”

Tra citazioni in latino sulla morte e una bozza di un libro attribuito ad Anthony Flynn, non sto capendo più niente. Cosa c’entra Siria e la sua borsa con tutta questa merda?

“Gifter Adri te lo chiedo per favore”, mi supplica Anthony seduto accanto a Benjamin. “Io non avrei mai scritto quella roba te lo giuro, parola di bug chaser! A costo di rimanere negativo per altri vent’anni.”

Turnpike ha in mano un libro e lo appoggia fra me e Anthony: “L’orologiaio. PozDrinker, la nascita di un eroe”. Per carità, quella secondo me è carta inutile anche per far fuoco, ma non ho alternativa e inizio a leggere:

“Ore 02:00. Mi svegliai di soprassalto allo squillo del telefono e risposi. Ma non era la chiamata che temevo, dall’altro capo del filo una voce sconosciuta pareva quasi sorridere. ‘Hai fatto un favore al mondo, Peter! Altrimenti chissà quanto sarebbero ancora andati avanti gli stupri. Grazie a Dio solo una delle vittime è risultata sieropositiva guarda… Decisamente hai fatto un po’ di ordine, amico!’

Chi era quell’uomo, e perché sapeva il mio nome? Ma non ci volle molto a capire di cosa stesse parlando: l’immagine di due settimane prima continuava a occupare tutti i miei incubi. Il gran botto e quel ragazzo a terra, un’enorme pozza di sangue che gli usciva dalla testa e si allargava sull’asfalto. Cosa potevo fare ormai, se mi fossi fermato mi avrebbero messo in galera per guida in stato di ubriachezza e mia madre in fin di vita sarebbe rimasta sola; tanto valeva scappare, continuare come sempre e sperare nella sorte.
I sensi di colpa mi stavano devastando, lo sconosciuto al telefono però sembrava pensarla in modo diverso. Che senso aveva farsi del male, se la persona che avevo investito, in fondo tanto stinco di santo non era?”

Positivo all’HIV e stupratore. Come ha fatto un libro così pieno di cliché a diventare un best seller io non lo capisco, ma sono stato in silenzio vedendo gli occhi di Anthony brillare mentre leggevo.

Sì, posso prenderlo in parola e lasciarlo negativo anche per una vita, finché scrive questa immondizia il mio virus certamente non avrà il coraggio di avvicinare il grande scrittore!

“Vorrei sapere cosa ne pensi di questo”, mi chiede Benjamin con la presunta nuova bozza in mano. “Conosco Anthony e posso scommettere la mia carica virale che certi contenuti non sono roba sua.”

“… Bisogna affinare la tecnica, l’ultima volta se n’è sprecato parecchio e ha imbrattato i miei vestiti. L’HIV è un bene prezioso e quando alla preda si apre la giugulare o l’arteria femorale, il sangue zampilla velocissimo …”

Decisamente non è lo stile del vero PozDrinker, ma per me il killer dissanguatore non avrebbe motivo di clonare l’indirizzo mail di uno scrittore famoso in tutto il mondo e attribuirgli i propri omicidi. Poi perché rischiare esponendosi così? Tanto vale stare nell’ombra come ha sempre fatto!

“Io temo che voglia sfidarci”, mi risponde Floyd. “Ci ha dato tempo qualche giorno prima di ucciderla, ammesso che Siria davvero sia nelle sue mani.”

Fosse intenzionato a un reale contatto con noi, non scriverebbe “ci daremo qualche giorno di gioia la farò mangiare bene per darle energia”. Se volesse ammazzarla, ci direbbe che abbiamo tre, quattro, quello che è, giorni per rispettare determinate condizioni prima di iniziare a farci recapitare i suoi capelli o qualcosa di peggio.

E le frasi in latino composte coi ritagli dei libri, appese sulla lavatrice come ha raccontato Benjamin? Ho i miei seri dubbi che il dissanguatore sia così acculturato anche se lo ammetto, alcune potrebbero benissimo avvicinarsi al pensiero di un omicida seriale.

“nessuno è felice prima di morire”, “la morte è un bene perché libera dai mali della vita”, “morto io il mondo potrebbe anche bruciare”. Ma per il resto secondo me è un depistaggio bello e buono.

“Scusami Adri, posso dirti un attimo la mia?”

Fatico a decifrare lo sguardo di Anthony: spaventato, curioso, o ci sta godendo per l’indagine a cui deve assistere suo malgrado?

“Per me è un diversivo, hai ragione. Da come la ho conosciuta, Siria non fuma e nella borsa ci sono le sigarette. Probabilmente è stata proprio lei a lasciarcela qui perché ha paura e vuole scappare.”

Ipotesi decisamente poco sensata! Andrò a vedere al Papero Offeso se è andata a nascondersi nei sotterranei come ha già fatto per saltare le feste di Natale.

“Il podcast Bugliano Cold”, suggerisce ChaserGiulia. “Io fossi in voi invierei la storia della borsa a loro! Hanno già risolto tanti misteri e questa sarebbe un’ottima opportunità, che dite?”

Neanche morto, chi mi garantisce che dietro all’anonimato non si nasconda proprio il dissanguatore? Ho sentito anch’io la puntata dove l’assassino diceva a tutti, “prima ho scherzato e ora faccio sul serio”. Anzi indagherò io in prima persona fino a che la testa di cazzo non uscirà allo scoperto e si prenderà tutte le responsabilità del caso. Diffamazione nei miei confronti compresa, poi te lo do io il segugio!

“Prima dovrai passare sopra il mio cadavere!” Floyd Turnpike stavolta si mette a urlare: “il podcast è una risorsa, questi ci stanno aiutando e tu vuoi ostacolarli? Gifter, il tuo cervello è attaccato al medaglione Biohazard che hai lasciato in vacanza? Altrimenti il tuo comportamento non si spiega.”

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