Tutta colpa dello scrittore?

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e suo figlio sono gli unici a essere rimasti positivi dopo il black out e la colpa è da attribuire a una sola persona: lo scrittore.


Uno scrittore mediocre

Vent’anni ho perso dietro a lui, venti dannatissimi anni. Forse quella sera in cui avevo rifiutato di dargli il virus non stavo seguendo i dettami del Mondo Negativo; era HIV mio a farmi allontanare da quel ragazzo e indurmi a tornare a casa perché la mia famiglia mi aspettava, e io non riuscivo ancora a comprendere quanto il virus avesse ragione.

“Fossi in te amore, gli darei una seconda possibilità!” mi aveva detto mio marito quando gli avevo mostrato il nome tra gli studenti al corso di scrittura. “Chiunque lo merita!” Michael riesce sempre a convincermi sulla scelta più opportuna da compiere e anche in quell’occasione l’avevo ascoltato.

Del resto, era già passato tempo dall’episodio dell’HIV così avevo lasciato perdere ogni vecchio conflitto, accettando di seguire Anthony. Il suo corso però procedeva a rilento, faceva metà degli esercizi che gli assegnavo allora ho rischiato il tutto e per tutto chiedendogli di scrivermi un’opera degna di un successo planetario, poi forse avremmo potuto combinare qualcosa.

Ero assolutamente certo della sua mediocrità come scrittore e soprattutto come uomo, gli stavo chiedendo l’impossibile perciò mai e poi mai l’HIV sarebbe passato dal mio al suo corpo. Le sue esercitazioni, guarda caso, sono iniziate da allora ad arrivare più frequenti e sempre migliori, prendeva forma il suo personaggio PozDrinker e ne ero rimasto affascinato. Quasi facevo il tifo per tale eroe di fantasia, magari fosse esistita una persona reale con quelle caratteristiche… Avrei addirittura voluto essere io nei suoi panni.

Lo scontro con la realtà

Troppo bello per essere vero, mi stavo godendo la più grande soddisfazione professionale fino a che in tutto il mondo sono arrivate notizie di strane morti: da San Pietroburgo a Chicago, poi a Roma, Venezia, e infine qui a Bugliano… Uomini e donne più o meno giovani trovati morti per dissanguamento. E di ognuno in seguito si scopriva un punto in comune. Erano positivi all’HIV.

Mi sentivo immensamente in colpa, vuoi vedere che il dissanguatore aveva preso spunto da PozDrinker? Salvo poi ricredermi perché la prima vittima fu trovata nel 1988 e Anthony all’epoca era molto piccolo, quindi, casomai, era successo il contrario. Forse il mio allievo prendeva ispirazione dai veri omicidi, su questa ipotesi avevo riflettuto parecchio ma alla fine era stata inevitabile la decisione di incentivarlo. Chissà, era già accaduto che uno scrittore portasse un’intuizione alle forze dell’ordine fino ad arrivare a una collaborazione diretta con loro. Jessica Fletcher e Richard Castle non saranno mica gli unici!

Il prosciutto negli occhi

Lo so, lo so. Avrei dovuto accorgermene subito; uno scrittore mediocre non diventa bravo da un giorno all’altro, né esiste la bacchetta magica; PozDrinker era un autentico capolavoro ricco di emozioni rispetto alla fredda scrittura che Anthony mi mandava in ogni singola esercitazione. Tutt’ora a ripensarci guardo i suoi lavori iniziali, e il cambiamento radicale che ha avuto pochi giorni dopo il nostro patto. “Sarò il tuo se mi porti a casa un best seller. Mettiti d’impegno o niente HIV!” La fame di virus che perdurava da vent’anni poteva aver scatenato in lui un talento nascosto? Non essendo io mai stato un la risposta è stata un sì, adesso però mi pento amaramente di aver sopravvalutato una persona immeritevole dei miei complimenti, del successo e naturalmente anche del resto.

“Sono giorni che stiamo leggendo questa spazzatura, papà dacci un taglio!” Hunter mi toglie i libri e la stampa delle e-mail dalle mani. “Quel che è stato è stato, ora dobbiamo pensare solo a far sentir bene il virus! Che si riprenda, perché il suo malessere è anche il nostro”.

Sicuramente è così ma sapendo che il prosciutto negli occhi è il mio, non riesco ad accettare che Anthony abbia rubato l’opera a una persona con disabilità facendola cadere in depressione. Non sarei violento di natura però di fronte a simili situazioni, mi verrebbe da strangolare chi nuoce a persone vulnerabili specie quando avrei, in qualche modo, potuto capirlo e fermare in tempo uno scandalo vergognoso. .

“Te lo ripeto, papà Ben. è forte e tra non molto tornerà fra noi, io non credo che abbia tentato di uccidersi per questo”.

E il reggaeton? Di chi è la colpa?

Forse ha ragione Hunter: malgrado la disabilità visiva, la persona in questione è stata capace di mandare in blocco i sistemi informatici del CampusIBUOL e riprendersi con la forza ciò che Anthony gli aveva portato via; ma è in ospedale da giorni e non può essere quel ragazzo l’autore della lettera firmata “A. F.” ricevuta da all’apertura del Pride. Anthony in quell’occasione ha anche pubblicamente ammesso la propria colpa in merito a Pozdrinker, e allora? A. F. non può essere Antonio Falco, né Anthony Flynn! Quest’ultimo si sarebbe dileguato qualora avesse combinato qualcosa, mai più avrebbe azzardato a esporsi così!

“Appunto”, mi rimprovera Hunter. “Tu ce l’hai con lui perché ha tentato di fregarti usando il nostro virus! Lo so, è un comportamento abominevole ma qui stiamo rischiando grosso. Siamo isolati, papà Ben! E gli unici a poter parlare con HIV. Sfruttiamo quest’opportunità per fare davvero qualcosa!”

Hunter mio, e la sua mania di salvare il mondo. Se solo io avessi notato prima le divergenze fra gli esercizi, a quest’ora sarei l’orgoglioso gifter di Falco e nessuno sarebbe dentro tutto questo casino. Reggaeton compreso.

Già, il reggaeton. Anthony trova stupida quella musica, è privo delle competenze informatiche per mandare all’aria un sistema centralizzato di altoparlanti… Una spiegazione alternativa ci dev’essere per forza.

“E non sono neanche stato io”, ci tiene a precisare mio figlio. “Finalmente anche mio fratello… Insomma , si è deciso a credermi.”

Ci mancava pure quella questione. Io e Adri abbiamo un solido legame virale dopo che ha deciso di essere il mio gifter adottivo quando siamo caduti in acqua assieme il giorno del bungee jumping e ora come facciamo, devo considerare anche lui come fosse mio figlio?

“E a me lo chiedi? Parliamone col mio gifter… Cioè, mio padre biologico che è avvocato. Io ne so meno di te. Non vedo l’ora di presentarli tutti e due a papà Mikey domani quando arriva!”

Come è questa storia! Mio marito viene a Bugliano e si accorda con nostro figlio senza dirmelo?

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