Coming out day: la figlia del questore

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Nicola “Nic” Bianco, il questore di Bugliano, ha una figlia iscritta al Campus IBUOL. Una ragazza a cui il padre ha negato ogni libertà fin da piccola e che ora non ne può più. Quale occasione migliore per uscire allo scoperto? L’11 ottobre è stato il Coming Out Day e il Giornale di Bugliano è orgoglioso di darle voce.

Dobbiamo dirlo, ha avuto un coraggio enorme per rivolgersi alla nostra Redazione sfidando le minacce del padre! Significa una cosa soltanto: è abbastanza matura e autonoma per liberarsi definitivamente di lui. O ha le spalle coperte. Ma da chi?


Bugliano, 11 ottobre: la lettera

Gentile redazione,

sono una delle nuove entrate al Campus IBUOL verso la fine del 2021. Mi chiamo Eleonora Bianco. Anzi no.

In realtà il mio nome è un altro: Enola Gay, e non voglio più che sia un segreto; poi se chi è abituato vuole continuare a usare il diminutivo Lola può farlo, ma sappia almeno come mi chiamo per davvero.

La storia del mio nome era già uscita durante la giornata internazionale della donna quando mi hanno regalato le mimose promettendo che avrei avuto presto il virus ma alla fine sono rimasta negativa perché il Consiglio Studentesco si è opposto alla mia e a dire di tutto il campus io per essere idonea avrei dovuto smettere di vergognarmi della mia vera identità. Ma quale?

Figlia del questore?

Se la faccenda del nome Enola Gay e relative prese in giro sulla bomba atomica è superabile, quello che non ho mai accettato è avere come padre un uomo violento come Nicola Bianco, il quale ha voluto far credere a tutta Bugliano che io sia sua figlia ma in realtà sono figlia di, figlia di, Loredana! E la canzone non c’entra; mamma si chiamava effettivamente così e purtroppo un incidente me la ha portata via. Evento anche quello di cui ho molti dubbi e nessuno fin dall’adolescenza mi ha mai consentito di andare in fondo a tutta la storia, né tanto meno chiedere informazioni.

Incontro inaspettato

Per anni ho lasciato perdere la mia sete di giustizia, sicura che il tempo mi avrebbe dato ragione prima o poi. Finché qui al Campus un giorno ho visto una creatura con le antenne, uno studente marziano che si è presentato come dal quale papà e gli insegnanti mi dicevano di stare lontana perché è pericoloso, si nutre di radiazioni ed è nocivo anche a toccarlo; ma se all’inizio davo retta a quegli avvertimenti, trovarmelo ovunque andassi mi ha costretto a parlargli se non altro per invitarlo a smettere di darmi il tormento.

Coming out day, ritorno alle origini

L’alieno con le antenne ha cercato di portarmi in mezzo alle radiazioni, dal suo punto di vista voleva offrirmi il pranzo; all’inizio ho rifiutato, lui però non si è arreso e a digiuno mi ha fatto spogliare per poi buttarmi a forza dentro il lago della centrale atomica.

Solo il contatto con la radioattività e la vicinanza di Nucleus mi hanno permesso di ottenere la risposta che da sempre cercavo: il questore non è il mio vero padre! La mia sopravvivenza a una prolungata esposizione alle radiazioni è la prova palese che io non sia umana al 100%.

Mamma non può più raccontarmi la verità, l’unica informazione che ho avuto da Nucleus è il nome del suo (nostro?) padre biologico. Atomicus.

Da ora in poi quindi, mi ritengo orgogliosa di chiamarmi Enola Gay “Lola” Atomicus. Basta solo capire se il mio vero genitore biologico è d’accordo, dopodiché vado di corsa all’ufficio anagrafe del Comune di Bugliano sperando di non dover passare per l’ufficio complicazioni affari semplici.


Risposta della redazione

Cosa dire, siamo contenti per te, cara Enola Gay. Oppure Lola se preferisci. Per quanto riguarda Atomicus non girano voci piacevoli su di lui, su questo però parla coi conduttori di Bugliano Cold.

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