Fare i conti col passato

Fare i conti col passato non è sempre facile specie quando si è cresciuti con genitori abusanti, ChaserNucleus e Hunter lo sanno fin troppo bene e ora si trovano da soli ad affrontare i ricordi più dolorosi della loro esistenza. Soltanto così riusciranno a lavorare insieme…


Hunter: scaricato come un mp3.

Con la mia partenza per bugliano, tutto immaginavo tranne una situazione come questa: venir emarginato a causa di un tatuaggio ed essere mandato di nuovo in America praticamente a calci nel culo, per una non precisata missione insieme a una specie di marziano.

Poi giusto per non farsi mancare niente, la ragazza che amo fin dall’adolescenza mi ha lasciato via messaggio in chat: “Mi spiace Hunter, ma per te non c’è più tempo e spazio. Tatiana.” Anche volendo, com’è possibile lavorare in queste condizioni? L’agente Floyd Turnpike era stato chiaro: “non possiamo più permetterci di fallire, adesso”. Vorrei chiamarlo per metterlo al corrente dei nuovi sviluppi… E se anche la fine della mia relazione facesse parte del piano?

Solo chi ha provato sa come si sta a venir scaricati in questo modo e tagliati fuori dalla vita di chi fino a un minuto fa ci considerava al centro del proprio mondo.

Nella sua ultima comunicazione, Tatiana era fredda come la morte e appena le ho risposto chiedendole spiegazioni mi ha bloccato su qualunque applicazione di messaggistica e social network. Forse ha ragione mio papà Benjamin: sono troppo ingenuo e credo a ogni stupidaggine basta che una ragazza mi guardi con gli occhi dolci.

Qualche psicologo della domenica si è inventato pure che io sia così legato a una “donna virtuale” perché mi ha cresciuto una coppia gay e mi manca l’affetto di una madre. Parlano così soltanto perché non hanno mai conosciuto la mia! E dopo, come si permettono di considerare Tatiana una persona virtuale? Non hanno visto la nostra passione riaccendersi dopo 17 anni di lontananza, quando l’ho colta di sorpresa durante il Freddie Mercury Tribute Concert. Meglio lasciarli perdere tutti.

Nucleus, il mezzo alieno, si è lasciato usare come sfogatoio e quando ho finito di piangergli sulla spalla mi ha voluto dare una svegliata: “anch’io non ho la mamma e la sto cercando, eppure muovo il culo. Mica sto qui seduto a guardare il nulla. Cosa dici se facciamo un patto? Non ho intenzione di lavorare con un rammollito che si piange addosso, su di te ha ragione Adri. Non è da noi positivi Biohazard comportarci così! Forza, scorpione! Dimostra che sei degno del nostro HIV!”

Come, nostro? Mai ha accennato al proprio status prima di adesso ma avere lo stesso virus è già un bel passo avanti per tentare almeno un’amicizia con lui. Floyd Turnpike mi aveva promesso che lavorando insieme a Nucleus avrei acquisito di nuovo la fiducia del campusIBUOL e, forse, anche di Tatiana. Devo solo capire se l’alieno ha in mente di scaricarmi in mezzo alle radiazioni o se ci muoveremo in piena sicurezza.

“Facciamo così, Hunter: io ti do una mano a rintracciare chi ti ha dato il virus, in cambio mi aiuti a cercare mia madre biologica. Cosa dici?”

I legami di sangue, nel bene e nel male, non possono essere modificati: il gifter è uno solo, la mamma anche! Con la differenza che quest’ultima non la scegli, invece almeno in teoria nella comunità PlusBrothers, da quanto ho capito, puoi decidere liberamente da chi farti aggiornare lo status. Evidentemente io sarò tra i pochi positivi Biohazard orfani di gifter e più passa il tempo meno mi sento a mio agio in queste condizioni.

Sono felice di sapere che Nucleus ha il virus grazie a Turnpike.

“C’è un’altra cosa però, Scorpio.” Neanche ho avuto il tempo di tranquillizzarmi, che il nuovo collega mi ha lanciato una notizia bomba: “Adri è il mio gifter di secondo grado, è stato lui a rendere positivo Floyd per cui gli devi portare rispetto, anche se ti sta antipatico”.


ChaserNucleus: Voglio la mamma!

La cultura marziana non è un paradiso come i terrestri la immaginano. Se loro si lamentano di come gli uomini trattano le donne, gli omosessuali, o i loro simili nati in un territorio diverso dal proprio, noi su Marte siamo peggiori: il maschio dominante di ogni tribù è l’unico ad avere voce in capitolo su tutto, compreso quando e se una femmina deve riprodursi. Potrei raccontare tante di quelle oscenità che metà basta, e anch’io prima di conoscere gli umani Biohazard e il loro HIV, ero contento del mio futuro: alla morte di papà Atomicus, sarei stato il nuovo maschio alfa della tribù Radioactive e riproduttore per almeno una quindicina di marziane.

Era questo il motivo per il quale papà pretendeva gli fossi incondizionatamente fedele e approfittava dei suoi problemi di vista per lavorare il meno possibile: più che un figlio ero uno schiavo e me lo facevo andar bene soltanto con l’obiettivo di arrivare a essere capo tribù il più presto possibile.

“Un dittatore! Noi sulla Terra li chiamiamo così. Pongono e dispongono della popolazione finché hanno fiato e per buttarli giù ci vuole sempre una guerra. Hai mai pensato di ammazzarlo?”

Da noi i conflitti non ci sono mai perché non vengono permessi! Nessuno uccide nessuno, ma chi si oppone alle regole viene costretto ad assumere sostanze che impediscono la riproduzione e l’attività sessuale e con queste prospettive chi si azzarda a resistere? Io ero avvantaggiato dalla disabilità di Atomicus, certo, avrei potuto annientarlo quando volevo; però così facendo avrei perduto ogni occasione di scoprire chi fosse mia madre, poiché da tempo sospettavo non appartenesse alla mia specie.

“Ma allora tu, come hai fatto a ribellarti e fuggire? Hai sfidato la sorte?”

Tutto è iniziato quando la Space and Mars International University Of Life ha tenuto una conferenza sui crimini della Terra e c’era Floyd Turnpike come relatore; era ancora negativo all’epoca e ha condiviso il proprio sogno di ottenere il virus HIV su cui si chiacchierava tanto, un ceppo in grado di vivere emozioni assieme all’essere umano e anche risolvere i crimini. Per merito di quel convegno ho conosciuto il Mondo Positivo e mi ha assalito un impellente desiderio di farne parte.

Da allora mi son messo a cercare informazioni sugli uomini e così ho scoperto di esserlo, in parte, anch’io. A quel punto mio padre non ha più potuto mentirmi, io sono figlio di Atomicus e Loredana.

Hunter ha ascoltato con pazienza il mio racconto: Atomicus, nel suo ruolo di maschio alfa, ha impedito qualsiasi mio contatto con lei e neanche i genitori di mamma volevano saperne di me: hanno imposto alla figlia di scegliere o loro o i marziani, così a papà non è sembrato vero di portarmi via per farmi suo.

“Perdonami Nucleus. Ma se tuo padre è manipolatore come racconti, sarà stato capace di dirti una cosa per un’altra. Hai mai pensato che tua madre potrebbe averti buttato via dopo essersi accorta delle tue antenne? Fossi in te eviterei di cercarla tanto, potresti essere deluso! Credimi, al tuo posto vorrei mantenere nel pensiero l’immagine di una mamma affettuosa e attenta, e stare alla larga dal mondo reale”.

Tocca a Hunter raccontarmi la sua storia e a me di starlo a sentire. Come ha fatto a sopportare anni di abusi! Io mi sono sempre ritenuto sfortunato perché stavo sempre occupato con le faccende domestiche e a fare da accompagnatore a papà dove le sue antenne e la tecnologia non l’aiutavano. Ma povero ragazzo! Prima di conoscere i suoi due padri era all’inferno e a mandarcelo aveva pensato la donna che più doveva amarlo.

“Soldi, Nucleus. Lei non faceva un cazzo da mattina a sera e io dovevo guadagnare andando a letto con qualunque maiale accettasse di farmi salire nella propria macchina. Ho vissuto vent’anni pensando che il mio gifter fosse uno di loro ma adesso ho inizio ad avere dubbi.”

Anch’io se è per quello! Noi biohazard non diamo il virus senza consenso e qualora accada una conversione imprevista, è un caso eccezionale. Ogni positivo col nostro ceppo sa di esserlo e trasmette solo a chi lo chiede, perciò devo aiutare Hunter a capire cosa con lui sia andato storto.

“Io più di te! Bisogna bloccare la catena di sommerso. L’inconsapevolezza genera HIV tendenti a sviluppare aggressività e io soprattutto in adolescenza ero violentissimo. Anche il gifter di papà Benjamin non sapeva di essere positivo. D’accordo lui non c’è più ma le analisi nostre parlano chiaro: a convertire me, è stata la stessa persona che ha trasmesso l’HIV al defunto Paul. Non credo che la dottoressa Sloan abbia preso un abbaglio, che dici?”


Hunter: Fare i conti col passato

Hotel Montgomery, Chicago. Quando uno sbrigativo agente Turnpike mi ha consegnato biglietti aerei e mappa della destinazione, ero riluttante. Va bene, “Montgomery” è un cognome parecchio diffuso ma casualmente è quello di mia madre. Lo stesso che avevo io alla nascita: James Montgomery, prima di diventare Hunter Novotny Bruckner e io, alle coincidenze, credo poco.

Chiamiamola paura o sesto senso, ma in questi giorni di permanenza abbiamo sempre evitato di consumare la colazione in albergo, preferendo farci una passeggiata a piedi e mangiare qualcosa al volo. Ero convinto che Nucleus non vivesse senza radiazioni, invece si è fatto fuori di quelle colazioni dolci e salate, da far invidia a chiunque!

“Piove a dirotto”, mi ha annunciato stamattina appena ci siamo alzati. “E non penso che Floyd ci paghi il taxi per girarci mezza città! Una settimana di relax è più che sufficiente, smettiamo di fingerci turisti e iniziamo a lavorare sul serio!”

Il mio amico e collega ha in mano un tablet con tutte le istruzioni della nostra missione: “Punto uno, conoscere i gestori ed essere gentili con loro”.

Mah, chissà quale faccia hanno? Direi che li abbiamo evitati alla grande! E se non vogliamo portare a casa un fallimento facendo incazzare Floyd, forse forse è meglio sbrigarci.

Scendiamo nella grande sala colazione e veniamo accolti da un brusio poco rassicurante: chiunque seduto a tavola, abbandonava il proprio piatto e osservava i movimenti dello strano essere con le antenne. “Mangiate pure, non mordo mica!”

Povero Radioactive, sta subendo lo stesso bullismo che ho vissuto io quando a scuola la madre della fidanzatina che ho avuto prima di Tatiana, ha reso pubblico il mio status positivo senza il mio consenso. E noi dovremmo essere gentili se i titolari dell’hotel permettono scene come queste?

“Forza scorpio, non prendertela con questi negativi! Il vero Biohazard ignora chi lo degrada. Perciò sediamoci e facciamoci portare un’abbondante colazione!”

Sembra che Nucleus conosca la struttura meglio delle proprie antenne! Platealmente, mi afferra una mano e come fossimo una coppia gay consolidata ci aggiriamo tra i tavoli. Solo il suo sguardo sicuro mi impedisce di reagire ai sussurri altrui, fino a quando ci fermiamo davanti a un tavolino rotondo con due sedie una di fronte all’altra e apparecchiato con eleganza, a differenza degli altri. “Il solito posto”, così l’ha chiamato lui ma, pur confermandomi di essere un cliente abituale insieme a un’altra persona, non ha voluto rivelarmi altro.

Vorrei parlargli ancora, chiedergli come mai ci siamo seduti in un posto che ha tutta l’aria di essere prenotato a qualcuno di importante ma è come se per lui non esistessi: continua a digitare sullo smartphone e vedo soltanto che invia faccine del cuoricino, il biohazard, coppiette innamorate. Con chi starai flirtando, amico!

Il teatrino continua così, fino a che gli arriva un messaggio vocale e lui alza il volume per farmelo sentire: “Ehi Nuclear! Di’ pure allo scorpione che tra i due litiganti il terzo gode. Sempre se ti va di essere il terzo!”

Mi alzo, lo prendo a cazzotti, sfracello il suo smartphone su per il muro? Col coltello in mano vorrei avvicinarmi a lui e troncargli le sue dannate antenne, ormai la verità è sotto i miei occhi. Tatiana ha scaricato Adri come ha fatto con me, e ha scelto di provarci col marziano! O molto probabilmente quei due si divertivano già prima che io arrivassi al CampusIBUOL.

“Noi biohazard non siamo violenti, ricordalo!” Continuano a martellarmi in testa le parole di papà Ben, della dottoressa Sloan e ultimamente anche di Turnpike. “Finché non conoscevi il tuo ceppo poteva anche starci, adesso no!”

Stavo meglio prima, una sana rissa a chi mi metteva i piedi in testa dopodiché ero quello rispettato da chiunque. Nessuno più mi chiamava “l’infetto” o altri appellativi peggiori; e ora? A quale scopo trattenersi, qual era l’alternativa a subire tutte le angherie dell’universo?

Sto considerando di correre ai tavoli e istigare un po’ di gente a menarlo al posto mio. E poi a Floyd potrei dire che un gruppo di negativi l’ha picchiato a causa del suo medaglione col segno Radioactive… I passi di un uomo e il rumore dei piatti però stroncano sul nascere il mio proposito.

“Nuclear! Bentornato! Da quanto sei qui?”

Tra loro si abbracciano come due vecchi amici e osservo lo sconosciuto: sicuramente è uno dei titolari, indossa una divisa col logo della struttura e quattro tatuaggi Biohazard. Uno su ciascuna mano, e due sul collo. Wow! Cosa tiene questo, quattro gifter? Beato lui!

“E chi è il ragazzo, il tuo nuovo flirt? Non mi dire che tu e Ryan vi siete lasciati! Ti aspettavo in questi giorni con lui.”

“Questo è il mio collega, non c’è niente tra noi”, gli risponde Nucleus. “E Ryan, sì, tutto bene per quanto si possa dire così di un segno negativo. Ha avuto un contrattempo e il capo mi ha assegnato un altro partner, con Hunter c’è solo un rapporto di lavoro. Tutto qua.”

“Peccato, il mio programma era di trasmettere a entrambi! Da stasera avevo preparato una suite a tuo nome, Nuclear, ed era pianificato un super dopocena con me e la mia signora. Ma vedo dal vostro badge che siete già nella stanza 610. A proposito come siete presi? Status, intendo.”

Nucleus gli mostra il medaglione biohazard e quello Radioactive, io mi limito a segnare un “più” con le dita ma vedendolo interessato a sapere di più sul mio HIV, cambio discorso: la nostra stanza è una discarica, se possiamo andare nella suite riservata ci farebbe una cortesia immensa.

“Io sono Liam. Liam Montgomery. Piacere tutto mio! Per la suite non preoccupatevi, prendo le vostre schede e vi do quelle nuove.”

Non posso nascondere il mio sorriso, quest’uomo ha lo stesso cognome di mia madre ma certamente nessun rapporto con lei.

Trovo parecchio improbabile che in vent’anni quella donna fosse cambiata tanto da accettare un fratello, marito, amante o chiunque fosse… con quattro simboli biohazard sulla pelle. Saputo del mio virus mi aveva letteralmente cacciato di casa accusandomi di volerglielo trasmettere, una sierofobia così potente è difficile da sradicare. A meno che… No, non può essere stata una bug chaser in incognito.

Appreso che anch’io alla nascita mi chiamavo Montgomery, Liam si è spostato da Nucleus e ha abbracciato me. “Senti ragazzo, vado a chiamare la mia signora e vi faccio portare i suoi dolci appena fatti. Volete?”

“Fidati Hunter”, mi incoraggia Nucleus. “La signora Rita fa delle torte meravigliose. Ogni volta che vengo qui, tutte le mattine ho il bis garantito e volendo pure il tris”.

Rita? Anche mia madre si chiama così, Rita Montgomery. E poi non devo credere alle coincidenze? A non farmi scappare correndo da qui a Marte, è solo la fiducia verso Floyd Turnpike. Non è il mio gifter, lo so bene. Ma abbiamo lo stesso ceppo e questo è abbastanza.

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