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Festa del papà: biologico, adottivo, virale

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Festa del papà, o del “genitore uno” —> “untore genio”, insomma di chiunque a Bugliano sia responsabile di almeno una generazione biologica o virale. Quale occasione migliore per inaugurare SUB, Società Uomini Buglianesi?


Società Uomini Buglianesi

19 marzo, festa del papà. Abbiamo deciso di ufficializzare oggi la nostra nuova società in esplicita concorrenza col CSI – Consiglio Studentesco IBUOL perché loro sono tutte donne e hanno sempre impedito a noi maschi di partecipare; in più abbiamo scelto il nome “SUB” come risposta a chiunque usando questa sigla non intende la persona che si immerge in acqua con le bombole ma l’uomo sessualmente ricettivo, quello che subisce detto anche “passivo”, “submissive”.

Siamo consapevoli che senza di noi nessuna generazione biologica e virale della comunità esisterebbe. Hanno poco adesso, le donne positive del CampusIbuol, da prenderci in giro considerandoci o rmai superflui. Ma il primo virus chi gliel’ha dato?

Festa del papà: concorrenza, ma senza litigare

Almeno evitiamo di scatenare conflitti oggi che è festa, tutto sommato anche se ci prendono in giro noi ai nostri figli biologici e discendenti virali vogliamo un gran bene perché è comunque grazie a loro se il virus può riprodursi! Per il momento in società siamo in quattro e ognuno di noi ha voluto condividere la propria esperienza di padre biologico, adottivo o virale e faremo il possibile per stare uniti per far fronte alle grandi difficoltà del campus. Il gruppo SUB non è disposto a subire, né dai propri discendenti né tanto meno da chi vuole perseguitarci!

Padre biologico e virale

Sono io, Freddie. Oppure Zach Nolan, se preferite il mio nome buglianese.

Gli ultimi sei mesi della mia esistenza hanno ripagato con gli interessi i decenni in cui ho dovuto fingermi morto e nascondermi, tanto che se potessi tornare indietro rifarei le stesse scelte compreso l’annuncio della mia vera identità in occasione dei trent’anni dal mio addio ufficiale al mondo come “Freddie Mercury”.

Prima la vita pubblica, poi la malattia, e dopo ancora la segregazione a causa del presunto mitomane, a un certo punto ne ho avuto abbastanza delle regole imposte dal mio sedicente medico per cui appena ho capito di essere padre non ce l’ho fatta più e ho rischiato tutto per tutto.

Mi spiace perché il dottor Raymond Still è morto e non può più controbattere, ma sono convinto che fosse stato solo per lui io non avrei avuto mai occasione di incontrare Tatiana! Se non sono impazzito in trent’anni di confinamento forzato è perché dentro di me sapevo che il bello doveva ancora venire e difatti, appena ho capito chi fosse mia figlia ho iniziato a seguirla a distanza, anche a costo di farle paura ma alla fine ci siamo conosciuti ed è stato come se fossimo uniti da sempre.

L’istinto, la chimica, il DNA, mi sono dato un sacco di spiegazioni salvo poi comprendere cosa ci fosse fra noi: è l’HIV ad aver guidato me da lei, e lei da me!

Sarà impossibile recuperare i 34 anni in cui nemmeno sapevo della sua esistenza, ma sono felice di essere vicino a Tatiana mentre ha realizzato il suo sogno di andare su Marte! Il fidanzato che si è trovata lì non mi piace più di tanto ma cerco di accoglierlo ugualmente perché è questo, che dovrebbe fare un padre.

A farmi star tranquillo è che il virus non ha mai preso posizione contro l’alieno per cui non ho altra scelta. Essere papà biologico e virale vuol dire accettare che il mio HIV è lo stesso di Tatiana e se lui è favorevole a una decisione di lei io devo prenderne atto, senza far discussioni. Reggerò per quanto? Le spalle mie sono grosse a sufficienza? Sarà il tempo a dirlo!

Padre biologico

Qui è Floyd Turnpike, agente dell’FBI trasferito da Chicago a Bugliano per l’indagine sul killer dissanguatore che ha ucciso la mia compagna Arianna Preziosi e di recente ha cercato di ammazzare anche nostro figlio Riccardo.

Fra me e Ricky non c’è mai stato un buon rapporto, lui però sa benissimo che darei la vita per salvarlo qualora ce ne fosse bisogno e glielo ho ribadito oggi prima di venire alla riunione.

E in quanto al virus, quello è stato il mio regalo per il suo diciottesimo compleanno ma non è come qualcuno pensa; io sono stato negativo fino a pochi giorni fa e se Riccardo non lo è più, il merito è del compianto Raymond Still, è stato lui a iniettare a mio figlio l’originale HIV di Bugliano. Quindi forse i conflitti sono dovuti alla mia negatività? Mi auguro che da ora in poi la situazione possa cambiare!

Padre adottivo

Sono Benjamin Bruckner, è soltanto pochi giorni che sto qui a Bugliano e non molti al Campus sapevano che io avessi un figlio adottivo. Quando tu hai l’HIV, il ragazzo di cui ti prendi cura anche, e senti parlare di un omicida seriale che dà la caccia ai positivi, sicuramente non ti viene da presentare tuo figlio all’universo mondo!

Chi ha seguito “Queer As Folk” già conosce Hunter, o meglio, l’ha conosciuto adolescente quando io e mio marito lo abbiamo accolto in casa perché vendeva il proprio corpo. Ha contratto così il virus e appena possibile io e Michael abbiamo preso provvedimenti affinché avesse le migliori medicine, col risultato che ora anche Hunter come me è non rilevabile.

Adesso ha quasi 34 anni e sta a Pittsburgh con mio marito, ma quando gli ho mostrato le foto del campus ha insistito e probabilmente verrà qui, io però sto cercando di dissuaderlo per via del serial killer …E non solo.

Padre virale

L’idea di sentirmi chiamare “padre” fino a stamattina non mi aveva sfiorato, comunque sono Adri. Il profiler, il primo Gifter della comunità! La mia conversione risale a ottobre 2021 per merito di Raymond Still che mi ha iniettato in vena il sangue di Freddie Mercury.

Sinceramente io reputavo il mio essere un bug chaser come una semplice fantasia perché ero sessualmente represso oltre ad avere un’eterna paura degli aghi, più di là non potevo andare e mai avrei immaginato la determinazione del prof!

Ho faticato molto ad accettare il nuovo status per cui ho bloccato anch’io il virus come ha fatto Benjamin insieme a suo figlio, fino a quando con la morte di Raymond non ho avuto scelta: o mi decidevo, o la comunità si sarebbe estinta rapidamente per mancanza di replicazioni virali.

Il mio capo Floyd Turnpike è stato il primo test positivo confermato, e lì ho avuto una enorme soddisfazione perché non avrei dovuto provvedere a lui così in fretta. Ufficialmente la mia primogenita doveva essere Alison Grant, la nipote di Raymond che però saputa la notizia di avere un fratello di virus, anziché prendersela con me è stata felice, anzi felicissima.

Lei è uscita dalla febbre in questi giorni e farà il test ufficiale il 27 marzo suo venticinquesimo compleanno, ma la notizia che ho oggi è un’altra.

Come detto, l’idea di essere padre biologico o adottivo non mi ha mai sfiorato; sto imparando ultimamente cosa significa avere dei discendenti virali e quanto sia forte il legame con loro. Ma da oggi dovrò mettermi in discussione per l’ennesima volta, perché Alison mi ha detto che il suo ciclo questo mese è saltato e di solito è regolarissima.

Un figlio biologico? Possibile? Che almeno sia virale altrimenti non saprei cosa farmene!


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Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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