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Occasione persa

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Occasione persa. La sintesi di quanto accaduto a ChaserGloria che, evidentemente, è nata con la sfortuna addosso.


Incazzata col mondo

Tutti si domandano come mai io sia incazzata col mondo. Si lamentano perché se a lavoro sorrido sempre, nella vita privata rispondo male e tengo il muso. Però il sorriso è il mio dovere in ufficio, altrimenti che receptionist sarei? Già le centrali nucleari non sono ben viste, ci manca solo avere una segretaria scorbutica…

Per non parlare di mio marito Solferino che vuole sempre comandare la mia esistenza, prima o poi lo manderò al diavolo! Povera nullità, lui crede di essere un grande scrittore ma ogni editore l’ha liquidato cordialmente con un “Ci faremo vivi noi”, per poi sparire nel nulla.

Se sapevo che celebrare il matrimonio venerdì 17 aumentava la sfortuna, scappavo subito! Già a ferragosto mi è andata male, ora anche il 14 novembre 2021 è stata l’ennesima occasione persa.

Peccato, perché oggi 16 novembre papà compie gli anni e io volevo portargli un bel regalo, una sorpresa che attende da trent’anni come minimo.

Occasione persa

Lui non ha idea che io conosca i suoi desideri più intimi, anzi l’anno scorso per un periodo ha persino smesso di parlarmi dopo aver scoperto il sito “Appuntamenti Virali” nella cronologia del mio computer. Pure in quel caso fu una grande occasione persa, avrei dovuto vedere il mio possibile gifter quella sera e guarda caso a papà si bloccò il PC fisso, così gli prestai il mio portatile e dovetti annullare l’incontro.

Ma il giorno successivo lui si infuriò dicendomi che ero la sua delusione assoluta perché pur non essendo mio padre biologico mi ha amato da sempre come una figlia e non avevamo più niente da dirci finché io fossi stata una bug chaser.

Neanche racconto la difficoltà nel dover scegliere tra papà e il segno positivo, alla fine però ho deciso di mantenere il rapporto con mio padre anche se ero cosciente che prima o dopo la fame di virus mi avrebbe fregato di nuovo; se solo quella Tatiana smettesse coi tira e molla e decidesse di non cercarmi più una volta per sempre, sono anni che di tanto in tanto litighiamo e mi urla dietro che ha chiuso con me, e alla fine ci mandiamo scuse, abbracci baci e amiche meglio di prima perché il polo positivo ha sempre bisogno di quello negativo e viceversa, è fisica. Semplicemente un principio della fisica.

Però la serata di domenica 14 novembre è stata clamorosa: io, papà e Tatiana nella stessa stanza ma lei ha deciso di svenire! Ogni volta che per me si prospetta l’opportunità di avvicinarmi all’autentico HIV di Bugliano, quella ragazza deve sempre sentirsi male; o finge, oppure… No, non posso pensare al suo virus che la voglia allontanare da me!

Quante discussioni ci sono state fra noi su questo, me lo domanda in continuazione: “Gloria, perché vuoi il mio virus, sei ossessionata, non è qualcosa che voglio condividere con gli altri, è una situazione solo mia…”

Poverina, forse nemmeno è stata resa consapevole di una verità che invece io ho saputo appena l’ho incontrata alla IBUOL. Tatiana Brown, appena comparso il suo nome nella piattaforma on line dell’università ho fatto ricerche sul suo conto. Vorrei dirle quello che ho appreso, ma sono combattuta. Forse è meglio lasciarla convinta di aver ereditato il virus da una coppia di tossici russi che l’hanno messa al mondo e lasciata al proprio destino!

E ora, sono più decisa che mai a ottenere il suo HIV, costi quel che costi. Sapendo le origini di quel virus devo portarlo a casa e condividerlo in un modo o nell’altro col prof. Mark Wilson, mio adorato padre adottivo e insegnante, canzonato da chiunque come “vuoto a perdere”.

Non ce ne sarà, un’altra occasione persa; se non è stato per il 16 novembre 2021, sarà per il 2022 ma il regalo ti arriverà, prof Wilson. Promesso. Nel frattempo, accontentati dei miei auguri e del fatto che ti voglio per sempre bene.


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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