Halloween: a un passo dal dissanguatore

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Silenzio stampa per una settimana: qui al Campus gli impegni sono stati molti, anche Bugliano Cold ha spento i riflettori perché abbiamo sperato di porre fine a un incubo: il killer che da decenni terrorizza Bugliano, sembrava avere i giorni contati grazie a continui appostamenti e agenti infiltrati nei luoghi più impensabili. La cattura pareva questione di ore! Addirittura abbiamo ritenuto di poter effettuare un arresto senza precedenti durante la notte di Halloween con tutto il clamore mediatico che ne sarebbe conseguito. Invece purtroppo non è andata come ci auguravamo a causa anche della nostra negligenza, sì, è il caso di ammetterlo: ormai siamo abituati agli imprevisti, il Dissanguatore è stato più furbo di noi… ce ne faremo una ragione pure questa volta! Ma quando lo prenderemo, la pagherà per questa, e per tutti i crimini commessi dal 1988 in poi.


Freddie: primo Halloween da uomo libero

Quello del 2022 doveva essere il mio primo Halloween da persona libera, dopo troppi anni in cui ho dovuto fingermi morto. “Il mitomane ha i giorni contati”, me l’aveva garantito; “siamo sulle sue tracce! Lo arrestiamo poi via libera a festeggiare tutti assieme!”

Bisognava solo pazientare, attendere il 31 ottobre mattina e le istruzioni sui dettagli dell’evento sarebbero state comunicate via chat, mail o addirittura nella bacheca a muro in sala break.

Nulla di tutto questo però si è avverato, anzi quando sono sceso per la colazione la sala break era transennata. Stessa condizione per il Buongiornissimo Café e stava chiuso pure il Bugliano Salad, dove fra l’altro avevo anche festeggiato il mio compleanno. Già, quel famigerato 5 settembre in cui mi ero persino convinto di aver ucciso qualcuno.

Allora per stemperare l’ansia e lo sconforto, ho preso l’unica decisione adatta a un musicista come me: rifugiarmi a suonare il pianoforte fino a quando mi ha interrotto l’ultima persona che avrei voluto incontrare. L’unica in grado di sconvolgermi la giornata.


Rachel: alleanza di sangue

Licenziata in tronco dalla Pro Loco a poche ore dalla festa di Halloween. Questa è stata la mia sorte! Devo però ammetterlo: nel male di una simile situazione, ho recuperato la mia identità e posso farmi chiamare col mio vero nome al posto di quel “Manuela Alamari” che non ho mai accettato fino in fondo. Io sono Wilson anche se del cognome appartenuto allo stronzo di mio padre, mi vergogno: la figlia del dissanguatore? Tutto vero salvo prova contraria.

Sperando di aiutarmi a recuperare il posto, il mio fedele virus si è pure addossato la colpa per una mia pessima battuta rivolta alla signora Filibui del Papero Offeso: “sicuri che il sangue usato per il dolce, sia effettivamente di maiale o nutria? Con la guerra che gli animalisti fanno a questo locale, io avrei qualche sano dubbio…”

Ma nessuno ha creduto al mio HIV e solo questa innocente domanda è bastata al fondatore della Pro Loco per cacciarmi! Quella fatidica sera aveva organizzato una cena a cui erano invitati i suoi amici del Campus oltre a noi della Pro Loco.

L’occasione era speciale in quanto l’autista del campus, , aveva appena ricevuto il test positivo al ceppo e Tatiana era la sua orgogliosa . Poi caso ha voluto che tutto ciò accadesse pochi giorni prima di Halloween e il Sanguinaccio sia da decenni, che dico SECOLI, un dolce tradizionale del Papero Offeso in questo periodo dell’anno.

Sul momento tutti hanno sorriso e c’è stato il brindisi per Raul con annesse congratulazioni ma appena la festa è finita, Adri e mi hanno presa per le braccia e portata via a forza accusandomi di aver vanificato un’indagine sotto copertura in corso da mesi. Mi hanno anche insultata per la mia relazione col prof. di inglese Ryan John, sostenendo che sto corrompendo quell’uomo per estorcergli informazioni. Ma se neanche ho idea di cosa stiano parlando!

Sono rimasta sola a piangere tutto il fine settimana fino a quandola scorsa notte un sogno mi ha fatto rivivere un episodio risalente all’infanzia. La mia , avvenuta in tenerissima età!

Mi sono svegliata con la determinazione giusta. Se volevo tentare di riacquisire un minimo di stima da parte di tutti, avrei dovuto cogliere l’opportunità al volo e parlare col mio Gifter nell’unico luogo in cui nessuno ci avrebbe disturbati: l’aula di musica.

Io e lui abbiamo un legame biologico, un’alleanza di sangue, di certo non mi manderà via! E come potrebbe chiunque altro dire no a quando chiede loro un favore! Avrebbe solo dovuto farmi da garante con la Pro Loco, nulla di più.

“Ti prego, gifter”, l’ho supplicato con gli occhi pieni di lacrime; “non è che potresti…”

Mi ha guardata malissimo e per poco non lasciava cadere il coperchio del pianoforte sulle mie dita: “Rachel, allora tu non hai capito! Io e te ufficialmente non ci conosciamo! Estranei! Chiaro? Vattene via, lo dico per te!”

Ancora lacrime, che però non gli hanno fatto cambiare atteggiamento; “mio padre mi ha raccontato sai Freddie”, ho insistito; “mi ha parlato di quando mi hai tenuta fra le braccia. Quasi come se fossi stato tu a mettermi al mondo…”

“Rachel! Non avrei mai voluto. Ti ho portata via dai vetri che cadevano ma il virus no! Mi sono ferito per salvarti, maledizione a me dovevo aspettare i dottori…”

Freddie però non aveva alcuna intenzione di starmi a sentire! Dovevo convincere i poliziotti a darmi ascolto, con la parola o anche usando il mio corpo, fosse stato necessario. Adri specialmente, se teneva alla sua amica avrebbe accettato di parlare con me per forza.


Adri: indagine in pericolo

Cazzo, cazzo, e di nuovo cazzo. Ce l’avevo in pugno! Ancora un paio di giorni e si sarebbe incastrato con le proprie mani. Il tale in questione era uno degli operativi nella setta del Dissanguatore perché ormai è assodato: a metterci in pericolo non è una sola persona, il sangue di noi positivi fa gola a troppi e una sola provetta è arrivata a costare quasi centomila euro su un sito illegale che però non sono riuscito a far chiudere. A terrorizzare il mondo è un autentico gruppo criminale organizzato con complici anche all’estero, molto difficile da eradicare e noi ce la metteremo tutta a qualsiasi costo.

Poi comunque HIV di Bugliano non ha prezzo e chi glielo attribuisce non lo fa certo per il bene del virus!

I delinquenti pieni di soldi, arrivano a finanziare l’università e l’alloggio nel campus ai propri adepti. Manovalanza senza diritti, poveri ragazzi spesso con problemi familiari ed economici, che poi si trovano coinvolti in un guaio più grosso di loro.

Una situazione simile è accaduta a Enola Gay, o Eleonora come più di qualcuno la conosce; quando l’ho trovata incastrata nelle sabbie mobili era traumatizzata a tal punto da non parlare per giorni. Sì, sarò onesto: me la sono portato nella mia stanza per non lasciarla sola a superare la paura e sperando che parlasse nel sonno. Avrei potuto cogliere l’occasione e darle il virus però io non sono così: non si trae vantaggio delle persone fragili! A meno che…

A forza di silenzi a un certo punto non ne potevo più e gliel’ho detto: “se mi parli del dissanguatore io ti do il virus. Dimmi quello che sai, chi voleva ucciderti in palude”.

Lei non mi ha fatto nomi, è sempre rimasta in silenzio ma sparsi in giro per il Campus durante questi giorni mi sono trovato un sacco di post-it, con delle indicazioni geografiche. Ho girato in lungo e in largo per Bugliano finendo anche da Alberto il Porchettaro dove inevitabilmente ho fatto le scorte di porchetta per l’inverno, ma poi gira e gira, l’ultimo biglietto portava al Papero Offeso e faceva riferimento alla cena col sanguinaccio.

Chi ha osato mettere in discussione una tradizione secolare buglianese? Gli animalisti forse, ma loro con lo stile di vita non violento che tramandano, è difficile si mettano a fare affari con una setta come quella del Dissanguatore.

E guarda caso servivano il dolce in questione proprio il giorno della festa per la conversione di Raul! Sono riuscito a individuare seduto a un tavolo un cliente che godeva particolarmente del sanguinaccio, ha chiesto più porzioni a Jessika Filibui finché non ne è rimasto più. Non l’ho assaggiato io, né Floyd Turnpike, nessuno di noi ha potuto averne una fetta almeno per prelevare un campione. E come se non bastasse è arrivata anche Rachel, a fare domande inopportune e riderci su…

Alla fine però non ce la diamo per vinta e la nostra squadra al completo è operativa in borghese, anzi in costume, per la notte di Halloween. Siamo in allerta, sperando di cogliere almeno uno degli adepti in flagrante. Meglio evitare di dire le ultime parole famose.

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