HIV: glossario

Glossario approssimativo su HIV e AIDS.

Siamo consapevoli che queste spiegazioni non siano abbastanza esaustive ma cerchiamo di coprire i termini di base associati alla lotta all’HIV; per trovare maggiori informazioni, anche se non sotto forma di glossario, rimandiamo alle associazioni nazionali LILA e Anlaids o alle pagine del ministero della sanità riferite a HIV e AIDS.

Queste, comunque, sono le parole che usiamo più di frequente anche riferendoci a HIV di Bugliano, il virus di fantasia che trattiamo nei nostri racconti.


Bug chaser

Una sottocultura prevalentemente gay, in cui persone HIV negative cercano deliberatamente di contrarre il virus HIV tramite rapporti sessuali non protetti con partner HIV positivi non in terapia antivirale.

Tante sono le motivazioni ipotizzate per questo fenomeno fortunatamente isolato, una delle più accreditate è una concezione travisata di “libertà sessuale”: essere HIV positivi toglierebbe le inibizioni perché verrebbe meno l’ansia e la paura del test.

Oppure un senso distorto di appartenenza, la falsa percezione di essere accolti:

L’AIDS è l’unico posto in cui ti accettano anche se entri senza bussare.

La citazione qui sopra arriva dal film “Una gelata precoce, del 1985.

Nota degli autori:

Le storie presenti nel sito PlusBrothers prendono spunto dalla fantomatica “fratellanza positiva” ma è ovvio che noi siamo fermamente contrari a qualsiasi gesto di irresponsabilità o autolesionismo: l’educazione sessuale non si impara dai porno, né tanto meno dai siti contenenti storie di fantasia. Noi facciamo riflettere sullo stigma, sì, ma insegnare l’educazione alla sessualità e affettività non è nostra competenza.


Conversione

La “conversione” è una serie di sintomi simili a un’influenza che indica la prima fase dell’infezione da HIV, volgarmente chiamata in inglese “fuck flu” (influenza del sesso), compare solitamente dopo 10-14 giorni dall’esposizione al virus. Poiché non sempre l’organismo reagisce scatenando febbre o altri sintomi, non può essere automaticamente considerata un indicatore per capire se si è positivi, né si può supporre di non averlo contratto perché il corpo non abbia avuto alcuna reazione.

Il passaggio da HIV negativo a positivo, o sieroconversione sintomatica o meno, è il momento in cui la carica virale (quantità di virus nel sangue) è più alta aumentando in modo rilevante la possibilità di trasmetterlo ad altri pertanto l’unico modo per essere certi di avere o meno l’infezione e curarsi in tempo, è eseguire un test HIV.

Nella comunità di fantasia PlusBrothers viene chiamata “febbre del passaggio”.

Fonte: Sieroconversione su wikipedia


Gifter

Nella sottocultura bug chaser, il gifter (o gift giver) è il “donatore” che trasmette l’HIV a chi lo chiede, evitando di assumere i farmaci antivirali che bloccherebbero la trasmissione del virus.

Onde evitare ulteriore omofobia e stigma verso le persone con HIV, ricordiamo che sebbene cercando in Internet sembra pieno di gente che ne parla e se ne vanta, l’infezione volontaria è un buon 99% di fantasia.

E infatti quando si presenta un caso limite, come Valentino Talluto, ne parlano i giornali.

Nel contesto della comunità PlusBrothers, il ruolo di GIFTER è molto ambito ma solo in pochi ne hanno diritto perché richiede grandi responsabilità.

“Gifter” è anche un soprannome scherzoso di Alessandro, il creatore di molti contenuti per il sito Internet e la pagina Facebook PlusBrothers. Sieropositivo sì, gay sì, donatore sì, ma quello che regala e trasmette lui è solo qualche racconto di fantasia positivo a chiunque voglia leggerlo!

Nella realtà è in terapia da anni e non ha alcuna intenzione di nuocere al compagno né ad altri.


Non rilevabile

Si dice che una persona HIV positiva ha la carica virale non rilevabile, quando le analisi riscontrano una quantità di virus inferiore a 50 copie per millilitro di plasma (la parte liquida del sangue), risultato ottenibile grazie alle terapie antivirali impiegate per la cura dell’HIV. Se il paziente è sotto farmaci e con la carica virale stabilmente non rilevabile da almeno sei mesi, diversi studi scientifici nel tempo hanno dimostrato che si azzera anche la probabilità di trasmettere il virus ad altri per via sessuale in quanto se non si replica nel sangue, l’HIV non si replica neanche negli altri liquidi biologici.

Nei PlusBrothers, chiunque sia NON RILEVABILE viene preso in giro come se si vantasse di indossare un vestito firmato, mentre in realtà sta sfoggiando una palese contraffazione comprata a basso costo in Internet.

Fonte: Non rilevabile non trasmissibile


Profilassi post-esposizione

La profilassi post esposizione è una terapia farmacologica impiegata in caso di rischio accertato di contrarre l’HIV: violenze sessuali, incidenti, o contatti sessuali consenzienti con persone HIV positive accertate ma con la carica virale alta.
In caso di esposizione, affinché la PPE sia efficace, la persona deve recarsi al pronto soccorso o reparto infettivi entro le 48 ore dall’evento a rischio, la profilassi post esposizione deve essere assunta per 30 giorni.

Fonte: Profilassi post esposizione


Profilassi pre-esposizione

La profilassi pre-esposizione, o PreP, è una terapia farmacologica indicata per le persone HIV negative, ad alto rischio di contrarre HIV. In Italia si usa principalmente il Truvada; non elimina totalmente il rischio, ma lo riduce in modo sostanziale.

FONTI:

Al momento la ricerca scientifica sulla profilassi sta andando avanti, e stanno studiando addirittura una pillola digitale per monitorare l’aderenza al farmaco, e anche la possibilità di assumerla ogni tot mesi tramite iniezione.


Sierocoinvolto

L’HIV è entrato a far parte della vita di ciascuno, anche solo sotto forma di pregiudizi e paure; per questo non ha più senso ormai dividere il mondo in “positivi” o “negativi”, essere sierocoinvolti significa avere la consapevolezza che l’infezione non guarda in faccia nessuno e ogni persona dovrebbe contribuire, nel limite del possibile, a fermare l’epidemia informandosi e soprattutto contrastando lo stigma sociale verso chi è positivo, perché spesso la discriminazione uccide più dell’infezione stessa. Ognuno di noi è sierocoinvolto, positivo o negativo che sia!

Fonte: Siamo tutti sierocoinvolti – campagna Arcigay


Sierodiscordante

Si dice di una coppia in cui uno dei partner vive con l’HIV, l’altro no. Scherzosamente anche “coppia magnetica”.


Sierofobia

La sierofobia è la paura, discriminazione e stigma nei confronti delle persone che vivono con HIV le quali si trovano costrette spesso a tenere la propria condizione sotto silenzio per evitare di avere ripercussioni lavorative, sociali, affettive e addirittura in ambiente sanitario – non è la prima volta che un medico o dentista rifiuta di curare un paziente con HIV.

Complice la narrazione tossica portata avanti dai media, la percezione della società rimane generalmente uguale ai primi anni 80 quando di HIV e AIDS si sapeva poco, anche se attualmente l’efficacia delle terapie impedisce la trasmissione sessuale di HIV abbassando la quantità di virus nel sangue, e blocca di conseguenza lo sviluppo della sindrome AIDS.


Sommerso

Si dice di chi ritenendo di non essere a rischio, è sessualmente attivo con più partner senza alcuna precauzione ed evita di sottoporsi al test HIV.

Inconsapevole di averlo contratto, non segue alcun trattamento farmacologico per il virus mantenendo una replicazione virale alta e continuando a trasmetterlo senza saperlo, oltre a rischiare egli stesso di aggravare le proprie condizioni di salute fino a morire.

Nella comunità PlusBrothers, “sommerso” è il peggior insulto che si possa dare a qualcuno – potrebbe equivalere a vigliacco, codardo.


Status

Status, o stato sierologico, è la presenza o meno del virus HIV nel sangue: status HIV positivo, o status HIV negativo.


Stealthing

Termine inglese che tradotto suonerebbe “cogliere di sorpresa”, “attacco furtivo”. Lo stealthing è quando durante un contatto sessuale, l’uomo si sfila il preservativo senza il consenso della persona che è con lui (LGBT+ o etero) o quando il preservativo viene manomesso affinché si possa “casualmente” rompere.

Si chiama “reverse stealthing” quando invece la donna mente sull’assunzione di contraccettivi per via orale o sfrutta il seme maschile, tramite preservativi usati o altri sistemi, per restare incinta a insaputa del partner.

Fortunatamente sono casi limite, ma nel contesto dell’HIV lo stealther è, oltre a chi si sfila il preservativo di proposito, la persona che dice il falso sulla propria condizione HIV o sull’assunzione di terapie che bloccano la replicazione del virus; reverse stealthing anche da parte di chi afferma di assumere profilassi pre-esposizione o di avere già il virus, e pretende di evitare il preservativo.

Fonti:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: