Stop ai botti, devo concentrarmi!

Nel Comune di Bugliano i virus hanno gli stessi diritti delle persone, ma quando le esigenze virali si scontrano con una tradizione millenaria come quella dei botti, il discorso cambia…

[A cura di: HIV di Bugliano]


Anche gli ultimi giorni dell’anno non riesco a rilassarmi; vorrei unirmi ai festeggiamenti dei miei amici umani cercando di capire le loro tradizioni ed integrarmi a tutti gli effetti nel loro ambiente, invece ancora una volta devo lavorare! Ero tanto curioso di conoscere i botti e forse lanciarne uno anch’io invece proprio questi mi stanno ostacolando in un lavoro già complesso.

Da tempo in tutto il #CampusIbuol è noto che io sia appassionato di anagrammi e ne abbia risolto più di qualcuno, stavolta però non sento tutta questa voglia di essere solidale perché ad aver bisogno è un NEGATIVO col quale per forza di cose non potrei comunicare direttamente, ma in più non vede e gestisce la vita in modo diverso rispetto alle altre persone.

Meno male non devo far tutto da solo, Tatiana e GifterAdri sono i miei riferimenti per parlare con questo Antonio e ci stiamo mettendo d’impegno.

Vi chiedo però per cortesia se riuscite a mettere il silenziatore a questi dannati botti perché non riesco a concentrarmi su quanto mi stanno dicendo, né tanto meno sul messaggio che ho davanti scritto in un alfabeto a me completamente sconosciuto. Mi dicono si chiami “Braille” ma guardando quelle che loro definiscono lettere, ho l’impressione si tratti di un percorso a ostacoli pieno di palloni uno vicino all’altro migliaia di volte più grandi di me e per fortuna sono fermi se no resterei schiacciato!

Antonio scorre un dito sulla collezione di palloni – puntini, come li chiama, e legge a voce alta il contenuto del foglio:

“Test ancora fedeli, o no?” Adri e Tatiana me lo ripetono, poiché mio malgrado non mi è possibile percepire la voce dei negativi… Per ora. Può essere un enigma, o è semplicemente una domanda? Provo a concentrarmi sulle parole, e per il momento niente di fatto. Mi è comunque sufficiente la sigla Sa6Ta6Na6 in coda al messaggio per capire che non si tratta di una burla!

Io sono l’unico a sapere che Mark Wilson, il professore suicida in carcere, è indubbiamente estraneo ai messaggi inquietanti con la stessa firma rinvenuti nel distributore automatico o nelle chat ma non ho gli strumenti per affrontare da solo il vero autore, né tanto meno li hanno GifterAdri e Tatiana i quali si ostinano a ritenere il killer un pericolo scampato; invece davanti a un soggetto così astuto come il dissanguatore, è bene imparare ad anticiparlo perché combatterlo corpo a corpo significa essere arrivati troppo tardi, decretando la propria condanna a morte. Umani, animali o virus che si sia. Ma mi è ignoto il motivo del suo nuovo modus operandi: che senso ha mandare un messaggio a un negativo e sequestrare il suo cane quando in realtà l’assassino vuole prendere di mira i positivi, anzi in realtà cerca me?

Adesso capire cos’ha in mente quel bastardo è questione di vita o morte; di nuovo mi sforzo di concentrarmi sul messaggio tentando di spostare le lettere e formare gli anagrammi.

BOOM! Un’altra volta i botti, sul più bello che avevo individuato la prima parola chiave. “Il cane”. Tatiana prende un foglio e scrive il testo eliminando le due parole.

“Test ora f de o no”, questo rimane. Insensato per me! BOOM! Botti e ancora botti, concentrazione zero, e Adri ride: “Dai HIV, è facile. Un modo per dire volgarmente rubare, è fottere. Provaci!”

Vorrei evitare di dirla, ma la frase che mi esce è la seguente: “Sono il cane da…” E quella parola assai volgare con la f e le due t. No, no, no! Una frase simile è un’allusione all’abuso nei confronti dell’animale e ci metterei, cosa? L’RNA? Sul fuoco: : il nostro avversario non cerca questo!

BOOM! BOOM! BOOM! Tre botti uno in fila all’altro e l’impresa di concentrarsi si fa dura, però ancora insisto. Se non è il verbo all’infinito provo a coniugarlo. Sì, qui alla IBUOL ho imparato molto bene la grammatica italiana e ne vado fiero, la so meglio degli umani sicuramente. Tolgo le parole: “Fo t t o il cane”.

“es ora de n”, mi resta. BOOM! BOOM! BOOM! Botti, in continuazione. “Sederona”! Appena Adri fa capire ad Antonio la parola da me trovata, al ragazzo scende una lacrima: “In effetti la chiamo sempre così, la mia sederona Ester chissà dov’è…” Ma non ci siamo ancora, “f o t t o il cane sederona” non ha senso. Escludendo l’abuso sessuale, per quale ragione il killer dovrebbe dare un simile annuncio dopo aver già rapito Ester? In questo caso uno direbbe “ho portato via”, “ho preso il cane”, con qualche richiesta di riscatto o condizione per tentare di riaverlo!

“Maledizione HIV, stai diventando un profiler più bravo di me!” Da quando è risultato positivo è la prima volta che Adri mi fa un complimento, speriamo non sia l’ultima. Ma intanto questo “es ora de n” continua a lampeggiarmi davanti. BOOM! BOOM! BOOM! Ancora botti: “e se andrò”, “era denso”, “da sereno”, ma con quelle combinazioni non trovo mai qualcosa di utile.

Eppure quelle due lettere all’inizio mi suggeriscono un indizio, Es! Quanto sono scemo, se invece risolvo l’enigma daccapo prendendo la parola Ester da tutta la frase?

“Test ancora fedeli o no”, se tolgo “ester” rimane “t ancoa fedli o no”.

BOOM! BOOM! BOOM! Questi maledetti botti mi hanno completamente deconcentrato e non ce la faccio più, sono minimo quaranta minuti che sto fermo su questa stringa e fuori si continua a sentire BOOM! BOOM! BOOM! Avessi possibilità di affrontare come si deve quel negativo del rettore, maledizione a lui che lecca i piedi al sindaco e permette queste tradizioni dannose per chiunque. Se è così adesso non oso pensare cosa accadrà a mezzanotte, per quell’ora dimenticatevi che io possa lavorare per voi quindi regolatevi di conseguenza tutti quanti!

“t ancoa fedli o no”, le lettere sono lì a guardarmi impietose e Tatiana mi incoraggia come può: “T an i o no, hai la parola Antonio davanti e nemmeno te ne accorgi.”

Hai ragione piccola, sono proprio morto; se non ci foste voi due… Sento che siamo alla fine e resisto, devo comportarmi da virus forte quale penso di essere.

“Test ancora fedeli o no?” Tatiana e Adri scrivono nuovamente la frase su un post it bianco togliendo le due parole: “Antonio”, “Ester”. “Coa fedl”, le ultime lettere rimaste…

“Antonio ed Ester” … Sì, porca di quella dannatissima miseria, “Antonio Falco ed Ester”! Dietro alla frase si nascondevano i loro nomi! Adri, se puoi porta via questo ragazzo chiudilo da qualche parte perché già gli manca la vista, è negativo, e se il dissanguatore l’ha preso di mira è un guaio. Speriamo solo che questi maledetti botti non ci abbiano fatto perdere tempo prezioso per salvare Ester. Troviamola! E se le è accaduto qualcosa di grave, l’amministrazione comunale e chiunque ha sponsorizzato questa rumorosa tradizione si porterà sulla coscienza il povero cane guida per sempre.

Il vostro HIV di Bugliano

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