Volo Bugliano Parigi: sacrificio necessario

Un virus dovrebbe considerare normale uccidere, ma HIV di Bugliano ha giurato a se stesso e al mondo che nessuna vita umana sarebbe finita per colpa sua. Con le dovute eccezioni…


Cambiare strategia

Dopo la morte di Valentino più nessuno qui al CampusIBUOL fino a oggi ha pianto la perdita di un caro amico, e questo è merito della sintonia che si è creata fra me e i poliziotti umani. Malgrado io sia sempre rimasto dietro le quinte ho anticipato meglio possibile ogni mossa del dissanguatore finché ha capito quanto sconveniente sia uccidere, ma forse proprio perché ha smesso di seminare morte è diventato più imprevedibile e pericoloso. Sempre ammesso che si tratti di un individuo solo, cosa su cui ho tante perplessità.

Inizialmente fregarlo era semplice, ogni qual volta lui programmava di tagliare la gola a uno dei miei amici io mi mettevo in mezzo e guarda caso il killer si trovava sempre a bocca, anzi a lama, asciutta perché facevo in modo che qualunque incontro reale tra positivi e negativi fosse un fiasco. Pazienza per le chat, tutt’ora possono mandarsi messaggi sporchi quanto vogliono ma di persona nessun positivo col ceppo Biohazard è mai stato libero di trasmettere senza il mio consenso, anche se un bug chaser glielo chiede pregando o addirittura lo paga.

Tutto bene fino a quando uno dei miei umani più fidati si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato e quando l’ho scoperto era già troppo tardi: a quel punto mi son visto costretto a dover scegliere chi salvare, consapevole che tanto il dissanguatore aveva il culo coperto.

Se solo l’amico mio fosse stato più accorto invece di perdere la testa! Impossibile gestirli quando si fanno coinvolgere dai sentimenti per i loro simili. Lui si è inguaiato con una persona negativa fra l’altro, senza chiedersi la ragione per cui il suo amore non volesse accettare una conversione in piena regola. Mai fidarsi delle scatole vuote. Chi ha intenzione di tenersi il segno meno per l’intera esistenza, ha sempre un secondo fine e io l’ho imparato da tempo.

Su questo ho cercato più volte di metterlo in guardia ma non c’è stato verso, mi ha incatenato coi suoi farmaci antivirali e questi sono i risultati: lui è morto bruciato e il killer dissanguatore è ancora in giro.

Dopo tutto quel che è successo inizio a chiedermi quanto l’amore sia una strada percorribile. Se proteggere chi si ama consente di lasciar libero un assassino, a questo punto è meglio agire alla maniera dei virus! Mi metti in pericolo? Ti mando in AIDS e sei morto! Stop!

Il fuoco non perdona

Ho sempre pensato che noi virus abbiamo una fortuna: vedere e raccontare anche gli incidenti dove nessun umano sopravvive, grazie alla simbiosi con chi ha visto la tragedia da fuori o addirittura ha partecipato ai soccorsi. C’è pure stato un caso dove col mio aiuto un assassino è finito in prigione anche se aveva ammazzato chiunque potesse risalire a lui. Una delle sue vittime era un gifter con due discendenti virali confermati, l’omicida non lo sapeva, e io tramite loro ho potuto impedire all’ennesimo delinquente di farla franca. Io ero il testimone oculare degli omicidi e loro no, ma sono riuscito a istruirli per essere convincenti come se avessero assistito di persona a ogni evento.

L’incidente di pochi giorni fa però è stato un trauma anche per me. Ho già volato su un aereo, sono accaduti anche molti imprevisti durante i voli ma vedere uno dei miei più cari amici aggredito dal fuoco è un’esperienza che mi accompagnerà finché sarò in vita, cioè, probabilmente ancora per tanti millenni.

Solitamente se è alto il rischio di morte intervengo subito sul corpo del mio umano facendolo svenire o provocandogli altri sintomi ma in quella situazione era impossibile, il fuoco controllava ogni sua cellula ed era mille volte più distruttivo dell’AIDS!

Povero amico mio, ho provato a dargli energia fino a che sono arrivati i vigili del fuoco sperando potesse farcela a raccontare qualcosa ma è riuscito a dirmi solo: “Perdonami HIV!” Poi ha perso i sensi e in pochi minuti se n’è andato. Era inutile costringerlo a resistere ancora visto quanto stava soffrendo e in quelle condizioni nessuno poteva più aiutarlo, nemmeno io.

Tutto sommato comunque, familiari e amici erano in grado di riconoscerlo: l’incendio aveva in parte risparmiato il suo inseparabile medaglione col Biohazard anche se del nome si leggeva solo “A L S” e non sono tanti i positivi con lo stesso ceppo virale ad avere queste iniziali.

A portarlo via è arrivato un tale anche lui col biohazard, non so se poliziotto o pompiere, che mi ha permesso di dargli un ultimo saluto e non gli sarò mai abbastanza grato per questo. I colleghi lo chiamavano all’ordine perché bisognava prelevare quello insieme agli altri corpi ma lui è rimasto lì fino a quando io gli ho dato l’OK per spostarlo! Biohazard è garanzia di solidarietà, tra loro lo sanno ed è noto anche a noi virus. Poi se i negativi non lo capiscono il problema è loro!

Bugliano Parigi: sacrificio necessario

Devo ammetterlo, il disastro avrebbe potuto essere molto peggiore se non fossi intervenuto io: di fronte a un’emergenza so come ci si comporta, si tenta di salvare più vite possibili o almeno di non perderne troppe e questa era una condizione a dir poco estrema.

Spiando la conversazione tra il mio amico ora deceduto e il suo amore, avevo capito che non sarebbe stato l’unico positivo in viaggio. “Non posso farlo tesoro mio”, spiegava durante la telefonata. “Se schianto l’aereo moriamo tutti e per te non ci saranno più le risorse che cerchi né da parte mia, né da loro.”

E a questo, la scatola vuota negativa rispondeva: “chi se ne importa, se non potrete essere miei non vi avrà nessun altro. Mi arrangio io con l’aeroplano tu stai fermo dove sei!”

Intuivo alla perfezione di chi stesse parlando e ho preso immediati provvedimenti per salvare gli altri biohazard. Il mio amico era diventato un complice del dissanguatore! Mi aveva tradito? Impossibile per me accettare un simile affronto ma gli volevo bene e prima di usare il metodo AIDS desideravo cercare una spiegazione diversa.

Traditore e pieno di antivirali, in quel momento non potevo più fidarmi di lui ma dovevo superare l’ostacolo pur di evitare lo schianto. Anche sfruttando il mio brevetto di volo ottenuto allenandomi con un cigno, fosse stato opportuno! Tutto regolare, il segno negativo del pilota non mi ha impedito di comprendere i comandi trasmessi da e verso la torre di controllo, e per fermare l’aereo ho provato a far svenire il mio amico augurandomi che il malore avrebbe costretto il volo a ritardare, senza accorgermi che l’attentato era già in corso. Anzi probabilmente il mio ex alleato aveva compreso la mia strategia e studiava il modo migliore per mettermi in difficoltà.

Il quadro dei comandi era letteralmente impazzito, qualcuno a distanza stava cambiando la rotta. L’ho creduto un burlone intenzionato a costringere i passeggeri a un giro turistico di Bugliano, chi poteva immaginare cosa stesse davvero accadendo! La nuova rotta si fermava proprio nella zona del CampusIBUOL e soltanto un miracolo ci avrebbe salvati.

Il pilota ha provato a lanciare un SOS perché quello non era ancora il momento di decollare ma nessun umano aveva più il controllo dell’aereo. Anche quando tentavo di interagire io col computer di bordo ogni operazione è stata inutile: poteva solo finire in un modo e l’unica speranza era il male minore, precipitare in una zona sufficientemente isolata.

Sentivo la disperazione del mio amico Biohazard, si era reso conto di essere stato coinvolto in una situazione più grande di lui? L’aereo stava prendendo faticosamente quota ma non aveva controllo, cadere era solo questione di tempo e io vedevo il mio ex alleato mentre digitava febbrile sullo smartphone malgrado ogni regolamento ne proibisse l’utilizzo in volo. “C’è troppo da perdere, per favore fermati!” Ho intercettato queste sue parole sullo schermo prima che lui svenisse. Un virus non rilevabile come il suo è lento, bloccato, riceve i miei segnali almeno mezz’ora di ritardo così neanch’io ho potuto evitare l’incidente programmato da chissà quando e chi.

Nel male comunque, siamo precipitati in un campo abbandonato; mi piacerebbe raccontare che è stato merito del mio brevetto di volo, invece sono onesto con tutti i buglianesi: a evitare di cadere sopra l’università è stato il pilota che ha dimostrato un sangue freddo invidiabile, seppure negativo. Chissà se il Comune di Bugliano lo onorerà come merita!

La sopravvivenza del ceppo biohazard

“Siamo i più forti, i più grandi, siamo i Biohazard!” Decisamente fuori luogo l’entusiasmo del tizio che poco prima aveva raccolto i corpi delle povere vittime e ora camminava spedito a braccetto con una ragazza verso l’uscita dell’aeroporto. Li avevo salvati interferendo con la loro sveglia sul comodino e l’ora legale, ma non mi pareva assolutamente il caso di ritenersi tranquilli perché se il dissanguatore è tanto vigliacco da sabotare un aereo a distanza e goderci pure, chissà a quanto arriverà la prossima volta!

Abbiamo deciso di non tornare subito al campus, rifugiandoci in un bed and breakfast poco distante. Quello dove va il sindaco Buggiani con l’amante, per capirsi! E per quanto la vacanza fosse ormai annullata era meglio affrontare la nostra nuova consapevolezza in un posto dove nessuno ci avrebbe chiesto informazioni scomode.

“Io ancora non ci credo”, mi dice la ragazza Biohazard. “Come cazzo hai fatto a capire che non dovevamo salire sull’aeroplano?”

Anche se mi ha tradito e ora è morto, non me la sento di deludere il mio povero amico: colpa del tuo gifter, ragazza mia, lui si è dimenticato di aggiornare la sveglia e avete dormito un’ora in più!

“Di solito provvedi tu quando la tecnologia non ci viene incontro”, è la risposta sarcastica di lui. “HIV, non ce la stai raccontando giusta.”

Dovrei ammettere con loro di aver fallito! Come spiego di aver fatto uccidere un loro fratello virale per salvare loro e tutto il campus!

“A L S”, riflette la ragazza. “Io ho già un articolo pronto a proposito dell’incidente. Facciamo come abbiamo detto, gifter, sei d’accordo?”

“Col cazzo”, si arrabbia lui. “Dovevo conoscere Andrea Lorenzo Solari con la scusa di una vacanza francese all’insegna delle conversioni, e il nostro virus ha deciso di ammazzarlo. Affanculo, HIV! Fai sempre di testa tua. Ci hai rubato un testimone fondamentale!”

Gifter André, il gemello della defunta Maria Sole. Dal lontano 1988 non sono mai riuscito a comprendere le sue intenzioni. Vendicare la morte di sua sorella diventando complice del killer?

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