Ostaggi della neve

Come ogni anno arriva l’inverno; ma per qualcuno, la neve, è molto più che un disagio o una consuetudine…

[A cura di: HIV di Bugliano]


Essere NON RILEVABILE, impossibilitato a replicarmi, mi ha lasciato con un sacco di tempo libero per osservare la vita degli umani senza farmi notare. Non mi sono mai azzardato a chiedere spiegazioni sui loro comportamenti, ma oggi sono costretto a farlo perché mi trovo in una realtà sconosciuta e che mi fa paura.

Al momento non sto a Bugliano, sono a Scivolate sull’Oglio – paese confinante – per capire se davvero questo luogo è così pieno di insidie come raccontano al #CampusIbuol. Il mio ospitante, GifterAdri, sospetta che il killer dissanguatore abiti qui e ha deciso, dopo diverse settimane dal suo risultato positivo, di farmi partecipare ad una missione a suo dire fondamentale per il nostro futuro insieme. Ed allora eccomi, non potrei dire di no a un poliziotto! Per quanto mi sia difficile capire le sue vere intenzioni: quando si è accorto che Tatiana riusciva a parlare con me, quasi la considerava impazzita; dopo essere risultato positivo al test mi ha riempito di maledizioni, e ora che riusciamo finalmente a capire il reciproco linguaggio chiede il mio aiuto? Mah!

Quando l’automobile si ferma inizio a guardarmi intorno e sono davvero spaesato. Tutti gli spazi che gli umani solitamente percorrono a piedi o coi loro mezzi più o meno motorizzati, si sono riempiti di una strana sostanza morbida e bagnata. Non riesco bene a capire di che si tratta perché queste creature, alcune più piccole altre meno, volano e si appoggiano una accanto all’altra fino a fare gruppo; sono fredde, per cui mi viene da pensare stiano tutte morendo e la cosa mi sta preoccupando non poco. Da dove sono arrivate? Chi le sta uccidendo?

Forse sono i miei amici e fratelli in sciopero contro i veleni assunti dagli umani per non farci riprodurre? E allora perché nessuno sta rivendicando nulla, né ha appeso cartelli con scritto “fatemi tornare rilevabile e trasmissibile” o affini? No, non mi stanno invitando a raggiungerli, non possono essere loro che manifestano per difendermi, questo pare un suicidio virale di massa: alcuni rimangono dove sono, altri si spostano, altri ancora vengono portati via da alcuni mostri guidati da un umano, che fanno un rumore terribile e li buttano da un lato. Io comunque sono concentrato sul mio ospitante e senza invito non ho alcuna voglia di unirmi agli altri, non mi hanno mai attirato le manifestazioni di massa tanto più se ne ignoro la motivazione!

Gli uomini liberi però si stanno comportando in modo singolare verso queste povere vittime: alcuni si coprono da testa ai piedi coi loro vestiti quando le vedono cadere dall’alto, altri ancora se le buttano addosso! Forse sarà un modo anche quello per uccidersi? Prendere i virus morti e lanciarseli sperando di assorbire il loro RNA? Mah, questi esseri umani non sanno quello che vogliono!

Sempre ammesso che quelli siano virus poi! Al momento nessuno mi ha dato la spiegazione sulla natura di queste leggerissime entità volanti e sono letteralmente in panico perché addirittura adesso c’è il vento a farle muovere, stanno coprendo anche l’auto di Adri! E se ci prendono in ostaggio? Sono dappertutto. Sulle porte, sui finestrini, sulle gomme, la macchina quasi non si vede più e supplico il profiler di andarcene prima di finir male.

Di tutta risposta però, lui perde la pazienza: “Vogliamo lavorare sì o no? Ho l’impressione che tu mi stia nascondendo qualcosa.” Ammetto che la simbiosi con lui è ancora difficile, è passato troppo poco tempo dal test positivo e mi ha imprigionato da subito coi suoi maledetti farmaci inibitori ma vorrei aiutarlo ugualmente perché impari a fidarsi di me una volta per sempre; il dissanguatore ha già ucciso Maria Sole, la mamma della mia Bulsara… cioè di Tatiana e non posso permettere a quel mostro di provocare altre morti.

Posso soltanto seguire Adri mentre cammina in mezzo agli oggetti volanti ghiacciati che cadono dall’alto e mi invita a guardare: “Forza, HIV! La telefonata anonima parlava di una donna morta seppellita in questa zona, ma qui non c’è niente! Tu riesci a vedere sotto la neve?”

Dannazione a me che pensavo a chissà cosa: è banalissima neve, io però finora non l’avevo mai vista scendere e adesso ci sta travolgendo! Chi si sarà inventato poi questa faccenda della donna morta? Sto continuando a vedere gente passeggiare e bambini giocare, qualora ci fosse un cadavere ci sarebbero auto della polizia ovunque!

“Hai ragione tu, virus”, si rassegna il profiler. “Mi sa che è meglio andarcene perché a telefonarmi sarà stato qualche bontempone con tanta voglia di prendermi per il culo.”

Arriviamo all’auto e stiamo per chiuderci al riparo, quando d’improvviso da sotto la macchina salta fuori una creatura rotonda e che si muove rimbalzando. A vederlo sembra quasi un disco di plastica, un giocattolo che qualche bambino ha smarrito in mezzo alla neve; Adri si china sperando di raccoglierlo ma l’oggetto emette una risatina e salta un paio di metri più avanti! L’unica è lanciarci all’inseguimento.

Mannaggia se avessi coinvolto il mio amico volante Air force, sarebbe riuscito a catturare il mostriciattolo in pochi secondi invece così abbiamo finito per girare tutto il centro storico di Scivolate correndo dietro a questo affare. “Lo vedi virus, dobbiamo essere più furbi di lui imparando ad anticiparlo. Questo è un killer spietato, sempre ammettendo che sia uno solo!”

E meno male che sarei io a nascondere qualcosa? Mi sa tanto che Adri ne sappia una più del diavolo! Per il momento non c’è alcun morto, abbiamo un robot saltatore ad inseguirci e siamo bloccati in mezzo alla neve in un paese che non conosciamo senza possibilità di chiedere aiuto.

Lascio perdere la diffidenza nei confronti del mio ospitante e accetto l’unica decisione possibile: chiuderci in auto per non morire assiderati e Adri cerca di mettere in moto. A questo punto inseguiamolo con un mezzo a motore e se lo investiamo pazienza! L’auto però non si vuole accendere, ed intanto la neve continua a cadere; poi come se non bastasse il robot è scomparso, lasciando una serie di impronte rotonde nel terreno; se solo fossimo in grado di seguirle!

Una, due ore, una giornata… Le abbiamo provate tutte fra me e Adri per chiamare i soccorsi ma niente. La linea telefonica dell’auto sembra danneggiata e anche la centralina! Siamo soli, al buio, probabilmente spiati da un killer… In cerca di una soluzione disperata, cerco di guardare meglio il terreno dove il disco saltellante aveva lasciato le proprie tracce; sembrano dei percorsi netti, delle lettere… Sì, già! Sa6Ta6Na6. Hai ragione GifterAdri, ci sta inseguendo ed è più in gamba di noi. Addirittura più forte di me.

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