Somebody to love – qualcuno da amare

Dal reale: il 12 novembre 1976 esce il singolo Somebody to love dei Queen, tratto dal quinto album “a day at the races”. Composto al pianoforte da Freddie Mercury e registrato per mezzo di sovraincisioni, sembra un coro gospel e parla di una persona che si rivolge a Dio per trovare l’amore.

Da Bugliano: il virus sente la canzone Somebody to love e si spaventa. Le sensazioni descritte nel brano sono uguali alle sue! Ma come faceva Freddie a saperlo e raccontarle così bene, se tra loro due ancora non si conoscevano?

[A cura di: HIV di Bugliano]


Somebody to love

In questi giorni non sono mai uscito perché nel #CampusIbuol c’erano i tecnici del suono, o così li ha chiamati il rettore; insomma dei tizi che hanno installato gli altoparlanti in ogni stanza! Ma se ancora non posso usare il telefono preso al Day One, mi si spiega l’utilità di un lavoro simile? La risposta è arrivata stamattina quando anziché il solito ripetitivo suono della sveglia è partita Somebody to love dei Queen.

“Anybody find me, somebody to love.” “Qualcuno mi trovi una persona da amare.” Un ritornello che conosco da tempo ma a cui non ho mai fatto troppo caso perché quando molti anni fa il disco uscì nei negozi, io ero ancora ostaggio nella grotta di Paura e Stigma, determinato a vendicarmi degli esseri umani; figuriamoci se mi interessava di Freddie Mercury e della sua voglia di amare!

Oggi invece mi sono trovato a cantare anch’io. Sarà forse che nella stanza di Tatiana e Adriano la musica c’è sempre, per quanto loro fossero abituati a portare le cuffie; ma ora con le casse audio appese al muro i Queen sono stati un richiamo irresistibile così in pochi minuti io e i ragazzi siamo andati giù in sala comune, davanti ai distributori automatici.

Off limits

Ahinoi, le macchinette sono fuori uso! Nessun led acceso o segnale acustico, i pulsanti non danno segni di vita e manca pure un cartello che indica il disservizio. Adriano prova a smanettare coi bottoni, Tatiana sullo sportello chiuso, ma per far prima le suggerisco dei numeri da premere ispirandomi alle iniziali di Somebody to love con l’alfabeto internazionale: “s b t l” = “19, 2, 20, 12”. Non è la prima volta che la salvo da un guaio utilizzando questo sistema e qualcosa è accaduto anche oggi: appena lei preme l’ultimo numero della combinazione, lo sportello scatta! “Sei pazza”, la ha rimproverata Adri. “Se il rettore vede che abbiamo violato i distributori?” Già, quel ragazzo non è in grado di vedermi o comprendere i miei suggerimenti e pensa sia tutta opera di Tatiana. Dannazione a lui e il suo lavoro da poliziotto!

Qualcosa cade nel cassettino dove solitamente arriva la merenda e i ragazzi sono svelti a tirarlo fuori immediatamente, pronti a dividersi la colazione tanto sognata eppure qualcosa non va per il verso giusto: questa non è una merendina, sembra un pacchetto ricavato dai ritagli dei quotidiani incollati con lo scotch!

Ora ce l’ha in mano Adri che, prudente, si avvia all’uscita: “Sia mai che è una bomba”, si giustifica invitando Tatiana a seguirlo; io sono sempre con lei e ci mettiamo nel piazzale fuori dal #CampusIbuol dove gli studenti fumatori sono soliti inquinare l’aria e sento a ripetizione la canzone “find me somebody to love” anche dagli altoparlanti esterni! Però il coro gospel dei Queen in questo momento assume un’eco inquietante, quasi come se arrivasse dall’oltretomba. Si preannuncia morte?

Non lo dico perché è la mia prediletta e sono il suo virus da quand’è venuta al mondo, ma se Tatiana si impunta su qualcosa lo ottiene a costo di fare una strage! Sprezzante del possibile pericolo ha preso il pacchetto dalle mani di Adriano e senza alcuna precauzione ha staccato il nastro adesivo da un lato, srotolando lentamente quella improvvisata merendina artificiale; ho paura per lei, cerco di rassicurarla che non l’avrei abbandonata neanche nella morte e Adriano è già pronto col telefono fra le dita per chiamare i soccorsi qualora fosse stato necessario.

Finalmente la colazione artificiale è aperta, nessuna bomba o veleno; solo una scritta:

Canterei col sesso del re gentile. – Sa6ta6na6.

La sigla finale è la firma del bontempone che ha confezionato lo scherzo nelle chat a Halloween, lo so bene; qualcuno parla di un killer dissanguatore ma io ci credo davvero poco perché nessuno qui al Campus è morto, almeno che io sappia!

“HIV, questo messaggio è per te”, mi incoraggia Tatiana; “probabilmente sono anagrammi e ti ci puoi divertire.”

“Canterei col sesso del re gentile.” Guardo più volte la frase, ripetendola di continuo ma il testo di Somebody to love mi toglie la concentrazione:

Ogni giorno cerco e cerco e cerco
Ma sembra che tutti vogliano umiliarmi
Dicono che sto impazzendo
Dicono che ho il cervello pieno d’acqua
Dicono che non ho buon senso
Non mi è rimasto nessuno in cui credere…

Qualcuno mi trovi qualcuno da amare!

Chi lo sa, un collegamento ci dev’essere fra questo brano e la frase dei quotidiani! “Re gentile”, ma se Freddie si faceva chiamare regina? Al momento, forse ha ragione il testo di Somebody to love, ho il cervello pieno d’acqua – ammesso che noi virus ne abbiamo veramente uno.

Anche Tatiana non riesce a individuare la soluzione dell’enigma e lo passa di nuovo in mano a Adri; aiutaci profiler, se puoi! Almeno trova le parole chiave poi all’anagramma pensiamo noi, anzi penso io!

HIV di Bugliano

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