Wordle e il mistero dei quadretti

Wordle: il mistero dei quadretti

Per qualsiasi umano normale questo è un gioco, ma quando sei in un contesto dove gli enigmi servono al nemico per darti la caccia, può succedere di tutto…

[A cura di: HIV di Bugliano]


Ultimamente sono impegnatissimo. La mia laurea in enigmistica avanzata non è più un segreto e ora per ogni stupidaggine vengono tutti a chiedere: “HIV fammi le parole crociate, risolvimi i Sudoku”, non so quanti NEGATIVI abbiano interpellato GifterAdri, Tatiana o altri positivi per ottenere dritte su quesiti più o meno complessi.

Ovviamente rifiuto di aiutarli quando sono i sierofobici che fanno di tutto per allontanarmi salvo poi aver bisogno di me trovandosi in difficoltà in un gioco. Oggi invece è stata un’urgenza perché mi ha chiesto aiuto Alison Grant, la giornalista nipote di Raymond Still, lo scienziato con cui sono in debito perché è l’unico umano ad aver creduto in me fino in fondo; per scrivere un articolo più veritiero possibile su dei misteriosi messaggi trovati sui social, Alison preferisce informarsi e verificare le fonti – anche se troppi nella sua categoria non lo fanno più, tipo Tracy Romeo quella del gossip che… Lasciamo perdere.

In effetti questo enigma è difficile perché sono diverse righe da cinque quadratini gialli, verdi e bianchi ciascuna senza una apparente logica.

Wordle 213 4/6
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E questo è uno, ma sono giorni che in giro continuano a postare simili disegni. Il numero iniziale è progressivo, il secondo cambia da 1/6 a 6/6, e i quadrati su ogni schema hanno colori e posizioni differenti. Forse non si rendono conto che se fuori Bugliano sono abituati a combattere i Poteri Forti o al massimo il mio collega imbecille Corona, qui dobbiamo vedercela con uno spietato killer dissanguatore che usa proprio gli enigmi per annunciare la prossima vittima o, almeno, per metterci paura.

Inutile nasconderlo, Tatiana e Adri sono terrorizzati: se anziché Sa6Ta6Na6 ora il criminale ha deciso di firmarsi Wordle? Ma più che le parole ora conta interpretare una linea alla volta per capire se il disegno abbia un senso compiuto o se è frutto del caso. Anzi, del caos.

Ho preso il primo, quello che inizia con “wordle 213 4/6”.

La riga iniziale ha 3 quadrati verdi e due bianchi. Il verde è il colore usato solitamente dagli umani per dire OK, tutto regolare, si può procedere. Il dissanguatore ha scelto tre vittime fra di noi?

Il bianco non so, anche quello può essere un OK ma l’ho visto anche quando si arrendono: “alzo bandiera bianca”, dicono. Forse il killer ha incontrato qualcuno particolarmente difficile da uccidere e ha pensato che è meglio lasciarlo in pace.

Sulla seconda riga i quadrati si alternano. Bianco, verde, bianco, giallo, bianco. Il giallo è usato per attirare l’attenzione; rappresentano un conflitto? Forse la vittima lo ha messo in difficoltà. Ma se almeno avessi qualche indizio! Ho come l’impressione stia parlando di PozVale, ancora però non riesco a capire in quali termini. Povero Valentino, grosso com’era poteva stendere chiunque con uno spintone.

La terza linea ha un quadrato verde, tre bianchi in mezzo e uno giallo alla fine poi la quarta ha cinque verdi; ora le lacrime di Adri sono eloquenti: inutile per lui nascondere il dolore, la morte di Valentino ormai è palese anche se nessuno ha trovato il corpo! Com’è sempre stato chiaro che quei due si volessero un gran bene pur fingendo di odiarsi da quando erano adolescenti e ancora negativi. Come sono complicati questi umani, mi è tutt’ora difficile capire perché quando amano facciano sempre di tutto per nasconderlo a se stessi.

Adriano, il grande profiler, ora se la prende con me perché gli ho fatto notare la sua omofobia interiorizzata: “Che cazzo dici, HIV! Stiamo parlando del dissanguatore o di me? O forse pensi che abbia ucciso io Valentino?”

In qualche modo è colpa tua se ha preso l’HIV da estranei e pure se è morto, sì. Perché se vi foste fidanzati subito anziché prendervi in giro, adesso potevi essere tu il suo Gifter e lui sarebbe ancora qui tra noi.

Per fortuna Tatiana interviene ogni volta a sedare le discussioni fra me e il profiler. “Dite quel che volete, ma non capisco i numeri progressivi! Perché il primo schema è Wordle 213 4/6 e il secondo ha scritto 214 3/6?”

Non so risponderle, perché a me importano di più i quadretti:

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Sul 213 e 214 non saprei ma certamente i numeri 4/6 e 3/6 corrispondono alle righe. Uno ne ha quattro e questo ne ha tre. La prima con due blocchi verdi e tre bianchi, la seconda con quattro verdi e un bianco, la terza tutti verdi. Ma perché i bianchi sono messi così? Al secondo, quarto e quinto posto nella prima riga e al secondo posto in quella successiva? Neanche l’ombra di un giallo stavolta! Vuoi vedere che il criminale ha intenzione di colpire un positivo nel sonno? Allora anziché farli dormire per proteggerli, dovrò rendere i miei (pochi) amici umani iperattivi e invulnerabili, ammettendo di riuscirci! Non ho idea se sarò capace di compiere un simile miracolo.

“Gifter! Guarda! Ci sono riuscito!” C’è Antonio fuori dalla nostra stanza, quello è un caro ragazzo ma, oltre a essere negativo, quando ha in mente di rompere le scatole non si fa problemi a battere il bastone sulla porta urlando. “Guarda! Ce l’ho fatta al primo tentativo!”

Quando si sente chiamare Gifter, Adri si mette in modalità orgoglio e accetta da chiunque le richieste più strampalate e questa volta non è differente: apre la porta e lascia entrare Antonio, che tiene il suo bastone con una mano e il tablet nell’altra.

Il nuovo arrivato si siede fra Adri e Tatiana, e lo vedo manovrare con le dita sul vetro del dispositivo elettronico; vorrei chiedergli come riesca a muoversi in una superficie così scivolosa priva di segnali da toccare con cui orientarsi, ma so perfettamente che fino a quando è negativo non posso avere una conversazione diretta con lui. Allora mi limito a osservarlo, mentre il tablet parla con voce propria e legge: “Wordle. 214, 1/6. Cinque quadrati verdi”.

Il ragazzo sembra assolutamente tranquillo di fronte al disegno anzi è addirittura orgoglioso! Così non mi creo scrupoli e non se li fa neanche Adri: “Senti, negativo di un bug chaser. Il mio HIV vuole sapere che cazzo è questo Wordle e già che ci sei, spiegalo anche a me e Tatiana perché questi disegni non promettono nulla di buono.”

Antonio si copre gli occhi con la mano; per un momento ho creduto piangesse per Valentino, ma non ci è voluto molto a capire che stava ridendo! “Ammazza! Voi positivi siete peggio dei complottisti”, ci prende in giro. “Wordle è un gioco diventato virale negli ultimi giorni sui social! Vedete il numero iniziale, significa che è pubblico su Internet da 214 giorni e ho indovinato al primo tentativo su 6 disponibili. Chiaro così?”

Prima o dopo questi umani mi diranno perché devono paragonarsi a noi virus quando inventano le cazzate e le mandano in giro; comunque Antonio con pazienza ci ha raccontato che in questo gioco devi indovinare una parola di cinque caratteri, e quando una lettera risulta indovinata nella giusta posizione il quadrato diventa verde ma se è presente nella parola e inserita nel posto sbagliato, il colore è giallo.

“Ti stai prendendo gioco di me ragazzo, ma non potrai mai ingannare il mio HIV. Lui mi sta chiedendo come fai a distinguere i colori se non li vedi.”

In realtà a me non verrebbe mai in mente una domanda simile ma Adri ha imparato ad attribuirmi le responsabilità per tutte le volte in cui si comporta in modo inopportuno di propria iniziativa; presto o tardi mi vendicherò! Antonio si sta mordendo le labbra e trattiene l’incazzatura, ma stavolta avrebbe ragione ad insultare perché al contrario del laureato in criminologia che lavora all’FBI, a me per capire la faccenda dei colori è bastato guardare il tablet con attenzione, per cui ho evitato al povero ragazzo di perdere la pazienza: lui ha un sistema che invece di dirgli i colori gli indica lo stato della lettera: corretta, assente o posizione sbagliata.

Il silenzio è pesante nella stanza, Adri e Tatiana non riescono a dire una parola; ne avessi la possibilità spiegherei io al ragazzo che non si deve preoccupare di loro perché fanno tanto i forti e poi si perdono in uno stupido giochetto on line facendo confondere anche me. Ma è lui a trovare il coraggio di parlare per primo:

“Io… Spero di non aver creato problemi con questo gioco. Ho scoperto poco fa Wordle per non vedenti e mi piace condividere i miei risultati sui social network! Scusate, avrei dovuto almeno avvertire.”

No, non ci hai messi in difficoltà. C’hai solo spaventati a morte. Adesso vai tu dalla nipote di Raymond e le fai capire che Wordle è un gioco e col dissanguatore non c’entra niente se no, qua, succede un casino.

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