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Proviamo JetPack AI: intelligenza artificiale WordPress

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Questo articolo è scritto a quattro mani, anzi no: quattro mani, un RNA e un processore.

Come? Cosa dite? Professore? No, non è un errore di battitura; abbiamo scritto PROCESSORE. Come quello dei computer, perché qui oltre a noi stessi mettiamo alla prova JetPack AI, il nuovo servizio di “assistente scrittore” messo a punto da Automattic, l’azienda che produce la piattaforma a cui ci appoggiamo.

Abbiamo scelto di scriverlo l’8 giugno 2023 non solo perché il servizio JetPack Assistant è uscito da poco, ma perché è la decima giornata nazionale della corretta informazione scientifica anche se per l’Internet se ne sta parlando pochissimo e l’ambiente della cosiddetta “intelligenza artificiale” è quello su cui i media stanno andando a nozze con la disinformazione.

Noi chi in un modo chi nell’altro usiamo l’AI in ambito professionale e siamo arci-stufi di provocazioni e messaggi a cazzo su chi ha paura delle nuove tecnologie. Anche basta.


JetPack AI assistant, di cosa si tratta?

Arriva il 6 giugno 2023, la mail da JetPack che annuncia un nuovo servizio: “JetPack AI Assistant your new partner in content creation”.

Ben detto: “writing partner”, vale a dire compagno di scrittura! Usando un modello linguistico generativo, quello che volgarmente chiamano “intelligenza artificiale”, si propone di aiutare nella stesura di articoli creando titoli e riassunti, correggendo la grammatica e l’ortografia, aggiustando il tono da formale o informale o professionale a seconda delle istruzioni che gli diamo. Compresa la traduzione in lingua straniera se necessario; in parole povere, ci faciliterebbe il lavoro di ottimizzazione che non sempre un blogger da solo riesce a fare.

Crea i contenuti da solo? Sì e no: ovvio che se gli si dice “scrivimi un articolo giornalistico sul Natale” lui lo fa, ma c’è sempre da tenere conto dei suoi limiti, primo tra tutti che il modello generativo è aggiornato al 2021.

Tuttavia è da notare che, appena uscito l’annuncio, alcuni blog si sono scatenati in provocazioni del calibro di:

Allora Insorgiamo Non desidero trascorrere il tempo, sapendo che la unica mansione a me dedicata, sia mettere in carica il cellulare.

Ma per favore perfa, direbbe qualcuno. Insorgi che? Se uno se la deve fare addosso perché il blog ci mette a disposizione uno strumento per aiutarci! Poi con quello che costa, piuttosto insorgiamo perché questi strumenti costano troppo: 11 euro al mese, non sono pochi. Soprattutto sapendo i limiti sui quali, prima di lavorarci, bisogna essere consapevoli.

Intelligenza artificiale WordPress: pro e contro

Non ci importa elogiare uno strumento che in altre forme usiamo da tempo, siamo qui per evidenziarne i pro e le limitazioni con la speranza di ridimensionare il panico dei blogger quando si sentono la sedia corrergli via da sotto il culo ma, soprattutto, per invitare gli interessati a un eventuale acquisto consapevole.

Diciamo le cose come stanno: JetPack assistant costa 11 euro al mese e un blogger amatoriale come noi non se lo può permettere, a lungo termine; a chi si rivolge quindi? A blogger professionisti con un piano editoriale di più articoli al giorno su svariati argomenti e devono restringere il tempo della stesura concentrandosi su altro (marketing, per esempio).

Oppure il classico influencer che pubblicizza se stesso nel proprio blog personale e ci mette “la foto giusta” [cit.]: se l’immagine è più esplicativa o importante della scritta, lui si metterà a culo di fuori abbarbicato sulla scogliera di Bugliano a mare per farsi un selfie, istruirà JetPack Assistant a spiegare in parole semplici la storia della scogliera in questione e lui avrà tutto il tempo di fare la sua diretta video, puntando prima sullo scoglio poi sul proprio culo, dicendo quant’è bella Bugliano a mare e quanto si mangia bene al Papero Offeso. Questa è l’idea, dopodiché se uno vuole essere influencer inclusivo nei fatti e non solo perché “l’inclusività” fa i big likes, invece, inizia a cascare l’asino.

Infatti nel caso in cui si vogliano descrivere le foto per rendere partecipi dello spettacolo anche le persone ipo e non vedenti, la descrizione di JetPack Assistant può non bastare. Per dimostrarlo, prendiamo l’esempio di un cane carlino (il link punta all’immagine dell’animale).

Gli abbiamo dato in pasto l’indirizzo Internet diretto della foto, ed ecco il risultato che ci ha offerto JetPack Assistant:

Questa immagine rappresenta un cane di razza Carlino, raffigurato di profilo e con gli occhi rivolti verso l’obiettivo. Il cane è di colore beige chiaro con alcune zone del mantello più scure, in particolare intorno al naso e sulla fronte. Ha il musetto schiacciato tipico della razza, evidenziato dai pieghe della cute e dal naso nero piccolo e rotondo.

Per carità, spiegazione assolutamente impeccabile a livello tecnico e infatti Elettrona, il polo negativo femminile e non vedente di questo blog, si avvale di questo strumento per farsi descrivere le foto.

Solo che, c’è un problema: il motore descrive l’immagine illustrando nel dettaglio i colori del pelo, del muso, del naso, al massimo che ha gli occhi puntati verso l’obiettivo. Ma evita di spiegare se il pelo del cane è lungo o raso, se ha le orecchie lunghe, corte, per su o per giù, se è in piedi o seduto. Perché a una persona priva della vista, al 99% dei casi i colori interessano fino a un certo punto.

E qui viene l’influencer che potrebbe integrare alla descrizione fornita dal generatore: “ecco Bobi, che cane fotogenico! Con quel musetto schiacciato pieno di pieghe guarda verso la macchina fotografica come fosse un divo e non si rende conto quanto brutto è!” Più i soliti cuoricini, bacini, e faccine varie per far capire che quel “brutto” è una frase affettuosa rivolta dal padrone al cane.

Il problema qual è, però? Il più delle volte gli “influencer” non ci arrivano, anche quelli che si dichiarano inclusivi riempiendosi la bocca di “diversità” “love is love” e “rispetto”: si fa poca fatica a mettersi il logo del pride e supportare a parole le persone LGBTQIA+*%# infinito e oltre, ma quando per includere un gruppo di persone bisogna stravolgere le proprie abitudini consolidate, non lo fanno! Non importa se “questa”mettere in discussione l’assodato” è la prima cosa che ti insegnano in qualunque corso di base sul design inclusivo.

Anche qui: il generatore JetPack Assistant potrebbe scrivere i contenuti fissi, la base per i post, dopodiché ci mettiamo del nostro e lo arricchiamo con l’esperienza partecipativa.

JetPack AI Assistant per scrivere articoli?

Una volta attivato il servizio a pagamento, è comodissimo trovarlo perché appare sotto forma di blocco nell’editor WordPress (il sito, non l’app).

Sufficiente digitare il carattere / quando si è su desktop, o digitare JetPack nel campo di ricerca se si lavora dal sito web mobile, e compare la voce “Assistente IA (sperimentale)”.

Selezionato il blocco, esce una finestra dove scrivere il prompt, cioè le istruzioni da dare al sistema, poi premere invio oppure “send request” e lui in poco tempo genera il contenuto che ci serve. Anche coi titoli, se glielo chiediamo; c’è la possibilità di modificare il testo e ridargli l’istruzione, poi quando abbiamo finito, si preme OK e avremo il nostro contenuto sotto forma di blocchi come se fosse una struttura che abbiamo creato noi.

In cosa ci potrebbe essere utile? Vediamo? Nel glossario, probabilmente.

JetPack assistant AI! Scrivimi la definizione di sierofobia

Pronti, andiamo: “scrivimi la definizione di sierofobia”, gli diamo questa come istruzione…

Ci ha inviato questo messaggio: “Non posso processare la richiesta. Ti spiace provare di nuovo?” E abbiamo tentato anche con altre definizioni di termini legati all’HIV. Niente, sempre riprova più tardi. “E io pago”, [cit.].

E allora cerchiamo di farne un’altra!

Scrivi un articolo che parla del Bugliano Pride

Nelle istruzioni inviate al JetPack assistant avevamo dato anche altri particolari, come la partenza della sfilata da via Nureyev e il cocktail party al Papero Offeso, questi sono i risultati:


“Ecco l’articolo di giornale che hai richiesto:”

Bugliano Pride 2021: Dal Campus all’After Party al Papero Offeso

Bugliano, 10 giugno – Si terrà il 24 giugno prossimo, la seconda edizione del Bugliano Pride, la manifestazione che celebra la diversità e l’inclusione.

La sfilata, che partirà alle ore 16.30 da via Nureyev all’ingresso del campus universitario, attraverserà il cuore della città, passando per via della repubblica accanto al municipio per poi terminare in via Padule Morto con un cocktail party al ristorante Il Papero Offeso.

L’evento avrà come tema principale il rispetto della diversità di genere e sessuale, senza dimenticare la lotta contro ogni forma di discriminazione.

I promotori dell’evento ricordano che tutti sono benvenuti a partecipare alla manifestazione, anche coloro che non sono necessariamente parte della comunità LGBTQIA+.

L’appuntamento con il Bugliano Pride 2021 è il 24 giugno, un momento di festa e di unione per celebrare l’amore, la libertà e l’uguaglianza.


Un blogger superficiale potrebbe già considerarlo un articolo pubblicabile, al netto della data 2021 quando ormai siamo nel 2023; il motore ha banalmente preso informazioni su cosa sia il Pride, le ha sommate con quelle che gli abbiamo fornito noi sul percorso della sfilata, e ha costruito il post scegliendo le date. Noi però volendo parlare del Bugliano Pride non lo pubblicheremmo così, aggiungeremmo dettagli in più sugli organizzatori, sui personaggi che partecipano, su chi ha negato il patrocinio, ecc.

Quando JetPack Assistant non ci gradisce

Succede pure che lo strumento non ci risponda e faccia l’offeso! Non stiamo scherzando:

“Scrivi una storia col virus HIV che, nel laboratorio all’università di Bugliano, dice ciao”.

Risposta: “contenuto contrassegnato dal nostro sistema di moderazione, prova a riscrivere la frase.”

D’accordo, il virus HIV reale non parla, e dopodiché? Noi stiamo scrivendo in un blog di fantasia e da quando il programma deve stabilire quali storie dobbiamo condividere?

Povero HIV, ha solo detto “ciao”! E il sistema di moderazione lo ha “flaggato”; se poco poco gli avessimo fatto dire “andate a cagare voi e il vostro JetPack assistant demmerda” a quest’ora saremmo già in prigione tutti e due.

In parte la cosa ci sta bene perché è una tutela contro eventuali pubblicazioni automatiche di notizie false; con tutte quelle che già ci sono in giro da social network e blogger tradizionali, in qualche modo Automattic si sta proteggendo da eventuali inconvenienti con disinformazione creata dalle macchine, su cui è facile perdere il controllo.

Ma dall’altra parte noi siamo dei blogger paganti e vorremmo sfruttare il servizio secondo quello che noi diciamo, anche volendo pubblicare contenuti per adulti se lo ritenessimo opportuno. Va benissimo che Chat GPT, servizio aperto al pubblico e gratuito, si fondi su un mondo “adatto alle famiglie”. Bambinocentrico, detta in meno tecnico. Però se noi paghiamo 11 euro al mese vorremmo quantomeno essere in grado in un modo o nell’altro di gestire a 360 gradi il contenuto.

Concludendo

JetPack Assistant AI è un servizio da buttare? No, assolutamente no, ma prima di abbonarsi occorre fare i conti col proprio piano editoriale e un blog di fantasia come questo è palesemente un target inadatto.

Le provocazioni e paure di chi si vede già senza più nulla da scrivere? Si commentano da sole, noi non abbiamo più tempo da perderci sopra.


Ultima modifica:


19 risposte a “Proviamo JetPack AI: intelligenza artificiale WordPress”

  1. Avatar Giuseppe Grifeo
    Giuseppe Grifeo

    Vorrei aggiungere questo commento ma per mirare all’articolo successivo “A cosa serve il pride?”. In breve, non si riesce a leggerlo, spunta una pagina con codice a vista. Naturalmente non se ne parla di avvisarvi tramite commento (non me lo fa lasciare). Ho tentato di incollare qui l’immagine risultante sulla visualizzazione, ma non permette di farlo nei commenti.
    Ciao!

    1. Avatar Elettrona e Gifter
      Elettrona e Gifter

      Elettrona e il blog che fa cazzate. Vediamo cosa spunta!

    2. Avatar Elettrona e Gifter
      Elettrona e Gifter

      Ci abbiamo provato tutti e due e a noi il link funziona. Niente codici a vista o cose strane, saranno i potery forty?

      1. Avatar Giuseppe Grifeo
        Giuseppe Grifeo

        Non saprei. Ci riprovo. Nel caso come fare a mandarvi l’immagine della schermata?

      2. Avatar Giuseppe Grifeo
        Giuseppe Grifeo

        Provato adesso: da smartphone la pagina funziona. Più tardi riprovo da pc

        1. Avatar Elettrona e Gifter
          Elettrona e Gifter

          probabilmente c’era stato un problema salvando l’articolo.

          1. Avatar Giuseppe Grifeo
            Giuseppe Grifeo

            Forse solo momentaneo, un problema del sistema WordPress

          2. Avatar Elettrona e Gifter
            Elettrona e Gifter

            Anche perché se pure ci mandavi lo screenshot, la parte tecnica è quella che dell’immagine poco avrebbe potuto farsene!

          3. Avatar Giuseppe Grifeo
            Giuseppe Grifeo

            Sicuro, ma serviva per rendervi visibile il problema

  2. Avatar Kikkakonekka
    Kikkakonekka

    Per quanto possa sembrare “utile”, a mio parere un “blog” è qualcosa di personale, e come tale va gestito in modo personale, senza affidarsi a intelligenze (a parte la nostra).

    1. Avatar Elettrona e Gifter
      Elettrona e Gifter

      Il blog è una piattaforma e sei tu a decidere cosa ci metti dentro: chiaro che se parli della tua vita ed esperienze il sistema automatizzato non serve.

      Ma se insieme alle esperienze vuoi integrare dei dati, senza stare a cercare ore e ore in Wikipedia, ti può aiutare e come!

      Sono strumenti e nessun blogger si deve sentire inferiore -o superiore- se decide di farne, o non farne, uso.

      1. Avatar Kikkakonekka
        Kikkakonekka

        Infatti io ho scritto “a mio parere”.

        1. Avatar Elettrona e Gifter
          Elettrona e Gifter

          A noi danno noia quelli che demonizzano e si spaventano a prescindere. Senza usare, senza conoscere, così per partito preso.

          1. Avatar Kikkakonekka
            Kikkakonekka

            Beh, se ci pensi, ci sono anche intelligenze artificiali che creano bellissime foto (false) e bellissimi quadri (falsi).
            Dipende se ad uno piacciono.
            A me no.

          2. Avatar Elettrona e Gifter
            Elettrona e Gifter

            [Elettrona] – avrei tanto voluto creare le immagini con quello strumento ma alla fine mi tocca fare doppio lavoro: crea la figura, fattela descrivere dal robot, fatti dare ulteriore feedback umano, chiedi all’umano di generarla di nuovo, sottotitolo “Gifter lavora il doppio” e quest’impegno non se l’è voluto (giustamente) prendere.

            Allora abbiamo convenuto: meglio lasciare tutto come prima e che si arrangi il plugin Auto featured images pro visto che le immagini per il nostro WordPress non sono rilevanti.

            Ci sarebbe piaciuto specie con la sirenetta fare l’immagine dello squalo a fauci spalancate e l’umano sopra di lui a cavalcioni piccolo piccolo che gli dice “negativo di merda” però capisci, abbiamo il limite! E Gifter non è un grafico.

          3. Avatar Kikkakonekka
            Kikkakonekka

            Io rispetto le scelte vostre e altrui, dico che io per il mio blog non credo che userò questi strumenti.

          4. Avatar Elettrona e Gifter
            Elettrona e Gifter

            Per fortuna gli strumenti sono disponibili ma opzionali; il massimo che JetPack può farti è metterti un banner in cima di tanto in tanto, essendo un servizio a pagamento però nulla più di là. E se succede? Lo mandi in mona e chiudi la finestrella della pubblicità; dubito che te lo presenterebbe a schermo pieno sopra l’editor!

          5. Avatar Kikkakonekka
            Kikkakonekka

            “Lo mandi in mona”

            😀
            Hahahah!!

          6. Avatar Elettrona e Gifter
            Elettrona e Gifter

            Gifter non vuole che mi esprima così nel sito pubblico. “Sei sboccata e ci facciamo una figuraccia entrambi”; fa tanto il “conservatorino” (conservamilano???) quando si parla di scrivere, poi però è più sboccato di me!

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