Matteo Doroteo

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Con quale personaggio pubblico sei più in disaccordo?

Più che essere bloccato da mesi nel museo delle relazioni finite, quale altra punizione potrebbe accadere a HIV di Bugliano? Questa è la migliore occasione per esporsi, finalmente, contro l’acerrimo nemico di umani e virus: Matteo Doroteo, che da anni lotta (senza successo) per avere un po’ di spazio nella vita politica buglianese.

MONDO REALE: l’oggetto di cui parla il virus nel racconto, è realmente esposto nel Museo delle Relazioni Finite, in Croazia.


Nulla da perdere

Qui a Zagabria non mi sto più divertendo: lo smartphone col display sfracellato ha definitivamente esaurito la batteria senza darmi il tempo di approfondire tutta la sua storia, e Benjamin Bruckner ancora mi impedisce di leggere il suo vecchio libro. Cos’avrà mai da nascondere l’irreprensibile docente di scrittura creativa, prima o dopo scoprirò i suoi eventuali altarini di quando insegnava a Pittsburgh.

Adesso però davanti a me c’è un oggetto forse più interessante fra quelli esposti, qualcosa che i turisti umani in visita al museo stanno scansando e anche lo stesso prof. Bruckner, guida improvvisata, guarda inorridito evitando qualunque risposta alle domande del gruppo. “Meglio passare oltre, signori”, si giustifica mentre li conduce in un’altra stanza; “piuttosto vi mostro la bicicletta d’epoca”.

“Che schifo per carità, andiamo via”, sento qualcuno borbottare; ChaserGiulia e la sua amica Siria sono state le prime a uscire dalla porta senza degnarmi di uno sguardo o un saluto così finalmente sono rimasto solo nella mia contemplazione di ciò che ha suscitato l’orrore degli umani: non ho più nulla da perdere ormai, più in basso di così non posso cadere.

Questo oggetto è composto da cellule morte, è troppo tempo che sta al museo ma prima era esso stesso vita! Apparteneva a una vittima del Dissanguatore la quale aveva capito alla perfezione che io sarei stato capace di fare giustizia per lei.

Perché tanto orrore?

Vedo altri umani avvicinarsi alla vetrina e andarsene subito, sempre con gli stessi sguardi e conversazioni: “che pervertito chi ha fatto questo”, “come si fa a mettere in museo uno schifo simile”… Schifo? Per un virus come me l’oggetto che ho di fronte è come se fosse casa!

E poi è inspiegabile l’orrore, le persone hanno questa sostanza dentro di sé e addirittura non possono vivere senza arrivando talvolta a scambiarsela fra loro, ma quando esce dal loro corpo nel migliore dei casi la buttano via schifati.

Solo una volta ho sentito di qualcuno che l’apprezza, pare si chiamasse Dracula ma non ho idea se esista davvero perché a noi virus certe informazioni sono precluse. Chissà, forse la spiegazione su tale individuo sta sul libro di Benjamin? Giuro, costi quel che costi lo leggerò prima o poi.

Uno dopo l’altro si allontanano e io come sempre li lascio fare, pur consapevole di quanto stiano mancando di rispetto ai miei dolorosi ricordi mentre io, pur senza comprenderli, ho sempre avuto un certo riguardo per i loro.

Spesso ho avuto occasione di osservarli mentre in silenzio davano un saluto a un loro simile in foto o costruito di pietra, assistevo alle storie che raccontavano sulle guerre in cui molti umani perdevano la vita e mi sono sempre chiesto per quale ragione si arrivi a tanto. Perché uccidersi poi piangere i caduti, quando si può evitare di farsi male fin dall’inizio?

Domanda senza risposta, è evidente, ma sono sempre stato in silenzio perché quel dolore non mi riguarda: “sei un virus, lasciali ammazzarsi tra di loro e casomai dagli il colpo di grazia”…

Questo mi era stato insegnato fin dalla prima replicazione, io però non posso accettare di mettermi a un livello così basso e li rispetto sperando di ottenere un po’ più di comprensione anch’io, presto o tardi.

Non capiranno mai che invece, quella da loro definita “una vecchia crosta di sangue rappreso da buttare”, è per me la testimonianza di un evento storico in cui molti virus miei simili sono caduti per difendere l’originale ceppo HIV di Bugliano; è solo grazie a loro se sono qui!

In più posso affrontare senza alcun timore quell’immondo negativo che ha compiuto una strage perché ho molti amici: per fortuna, i negativi (e gli umani in genere) non sono tutti come lui!

Il ricordo dei caduti

I miei poveri amici sono tutti lì, in fila, uccisi dalle piastrine durante il processo di coagulazione: quel sangue doveva chiudere la ferita da cui era uscito nel tentativo di unirsi ad altro sangue estraneo; meglio sacrificarsi e morire subito, piuttosto di avere la simbiosi con chi non la merita!

Gli eroi, i veri eroi, hanno capito che era il caso di unirsi alle piastrine perché in un modo o l’altro, avrebbero lasciato il segno. E così è stato. Io c’ero, quella volta, e ho visto tutto! Anche se adesso la mia povera umana a cui la crosta apparteneva, non c’è più.

Lei si chiamava Lory, al secolo Loredana Volta. Insieme alla gemella Lorenza e altri amici, avevano partecipato in date diverse al “Magic Tour” dei Queen.

Sì, l’evento da cui il mio ceppo, HIV di Bugliano, ha iniziato a uscire dal laboratorio è stato il concerto Wembley del 13 luglio 1986 ma noi virus siamo andati in giro prima, e dopo!

Lory è stata l’ultima del gruppo ma la più grintosa: “siamo in cinque uniti nella stessa sorte”, diceva; “cinque, come le dita di una mano”. Poi batteva il cinque agli altri. Tutti in simbiosi con me, tutti uccisi dal Dissanguatore maledetto.

Povera Loredana, lei è stata l’ultima ad avere il risultato e sarebbe ancora felice se non fosse per due amori sbagliati, portati avanti in contemporanea e segretamente uno dall’altro. Due amori travolgenti, che me l’hanno portata via.

Tutto era iniziato durante il funerale di Maria Sole, prima vittima buglianese del killer. Proprio lei, la madre biologica di Tatiana!

Prima positiva, prima al concerto, prima a morire; alla cerimonia mi sono afflitto più degli altri in quel lontano 1988, sapendo che in tale circostanza avevo dovuto scegliere se salvare lei o la bambina: fosse morta la piccola Tatiana sarei morto anch’io quella volta, assiderato nel gelo di San Pietroburgo.

Osservo attento la crosta di sangue e il ricordo mi assale di nuovo: rivedo me stesso al funerale coi ragazzi superstiti e mi pesa sempre più la consapevolezza che se fossi intervenuto già allora, pur non avendo salvato Maria Sole, probabilmente gli altri quattro umani sarebbero qui con noi.

Loredana era abbracciata a Lorenzo, il fratello della povera Sole e tra i due avrebbe potuto nascere una stupenda storia d’amore se quell’altro stronzo di Matteo Doroteo non si fosse messo in mezzo! Neanche aveva compiuto 18 anni l’idiota e, rappresentante d’istituto al liceo classico frequentato da Lory, era già inguaiato con la politica a quel tempo.

Matteo Doroteo

Poi gli umani si chiedono perché lo odio: in teoria noi virus non sappiamo cosa sia il rancore, ma Matteo Doroteo per me è un’eccezione! Ha corteggiato Loredana per mesi senza alcun risultato, lei sempre attaccata al fratello di Sole. Ma nel momento di debolezza successivo al funerale, Matteo ha preso Lory alla sprovvista!

Una volta il giro con la moto, un’altra la manifestazione per i pinguini del polo nord, un’altra ancora il concerto dei Bracci Alzati Rock Band, Loredana ha iniziato a divertirsi e per concentrarsi sul nuovo amore ha gradualmente abbandonato gli amici, innescando una catena di conflitti tra il resto dei ragazzi che ha finito per distruggere la solidità del loro legame.

Povero illuso io, a pensarla una connessione biologica indissolubile grazie alla simbiosi con me! Doroteo ha sfasciato tutto con la sua filosofia e fosse per lui ancora starebbe provando a fare lo stesso con la nuova generazione virale, ma a questo giro non glielo permetterò.

Col tempo, Matteo ha provato a introdurre Lory nella politica e lei per un po’ ci è anche stata, fino a quando non si è accorta della corruzione nel partito che egli stesso aveva fondato.

In quell’occasione Matteo è diventato violento con lei, non c’era più l’uomo premuroso che Loredana aveva conosciuto e io rimanevo sempre in silenzio, non lo reputavo un pericolo troppo grave perché a ogni aggressione verbale lui puntualmente le chiedeva scusa.

Anche noi virus commettiamo degli sbagli e questo è uno dei peggiori miei rimpianti: avessi usato il potere dell’AIDS, l’avessi fatta finire in ospedale facendola dare per morta come già era stato con Freddie… Invece no. Sempre la storia della discrezione! Tuttavia, piano piano, le stavo dando suggerimenti per ribellarsi ma doveva tenere il profilo basso, molto molto basso.

Ero l’unico confidente ormai, Lory sapeva che per noi virus la fiducia è un valore insindacabile e mi raccontava sia i momenti belli sia quelli più tristi.

Il mio inguaribile pensiero positivo mi ha impedito di anticipare l’inganno, infatti sono stato felicissimo la sera in cui Matteo le ha chiesto di fare “un passo in avanti”.

Voleva sposarla, ho pensato io; ma non vedendo alcun anello in mano all’uomo, mi sono ricreduto. Lorenzo nel frattempo continuava ad aspettarla, avrei voluto portarla da lui ma non ne avevo la forza perché, lo ammetto, i modi autoritari di Doroteo mi facevano paura. All’epoca sì.

Se da un lato la aiutavo a non farsi comandare da Matteo, ogni volta in cui le chiedeva scusa la lasciavo finire tra le sue braccia col mio solito ruolo del virus discreto. O latente, come dicono certi tecnici dei Potery Forty.

Speravo in Lory, nella sua forza di volontà, contavo sul fatto di averle dato sufficienti armi per difendersi da quell’amore tossico prima che la travolgesse.

L’ultimo passo

Mentre Loredana preparava la cena, Matteo era seduto al tavolo con un grosso pacco di fogli in mano. Il suo sangue negativo non mi permetteva di capire cosa gli balenasse per la testa ma da come sorrideva, avevo capito che ci fosse nell’aria qualcosa di bello.

“Lory, amore”, li ho spiati mentre parlavano; “lo sai vero che questa è una sera importante! Realizzeremo un grande impero io e te”…

Cos’aveva in mente l’ho compreso troppo tardi, povera la mia umana, l’ho vista spaventarsi a morte perché Matteo stringeva fra le dita una lama affilata. “Loredana! Finora ho scherzato ma adesso siamo a una svolta epocale! Devi aiutarmi, amore!”

“Che intenzioni hai, Doro! Mi fai paura col coltello, lasciami”… Bene: ad aver “finito di scherzare” non c’era solo lui, anch’io dovevo prendere posizione e ho iniziato a fare ostruzionismo: non potendo bloccare Matteo, ho deciso che in ogni caso la simbiosi tra me e lui non ci sarebbe mai stata.

“Negativo di merda”, mi sarebbe venuto da dirgli, e ha pure avuto il coraggio di baciare la mia umana!

Quello però non era un bacio come tutti gli altri, me ne sono reso conto quando ho visto la lama incidere la pelle di Matteo e quella di Lory. “Adesso saremo legati”, delirava Doroteo; “e il nostro virus diventerà un’arma biologica grazie a te, piccola! Bugliano avrà la più potente macchina da guerra al mondo. Cioè me…”

Col cazzo, avevo pensato io; questo non ha capito con chi ha a che fare. Vuole la guerra? E guerra sia! Incerto di quanto potesse accadere, ho coinvolto le piastrine: “ragazze qua bisogna fare muro! Questo stronzo dobbiamo lasciarlo negativo!”

Con mia sorpresa, mi hanno ascoltato e si sono alleate con me finché la ferita di Lory era diventata una bella corazza dura. Anche se sapevo di uccidere, così, tanti miei amici e parenti virus.

Matteo Doroteo è rimasto negativo da allora, ecco perché mi odia; il sentimento comunque è reciproco e sono ormai certo del suo coinvolgimento con la setta del Dissanguatore, è evidente che sia stato lui a tagliare, anni dopo, la gola a Lory con un pezzo di vetro simulando un incidente. Ma per farlo condannare dalla giustizia umana ci vogliono prove accettabili dai tribunali dei Potery Forty e io non ce le ho avute, finché non ho trovato la stessa identica crosta qui al museo.

Il ricordo di Lory mi porta ancora troppo dolore, non essendo riuscito a impedirle di mettersi un’altra volta nei guai dopo che aveva finalmente compreso di quale pasta Doroteo fosse fatto.

Il nuovo amore era davvero quello giusto ma i genitori di Loredana tenevano troppo ai soldi che il nuovo compagno non possedeva, così hanno preferito mandarlo via e imporle il matrimonio con un uomo molto più ricco di Matteo, ancora più stronzo, e palesemente coinvolto nella setta del Dissanguatore.

C’è solo una consolazione, Lory non c’è più ma ha lasciato al mondo una figlia avuta dal vero amore, una ragazza speciale anche se negativa. Ma quello prima o poi si risolve!

Intanto mi impegno, con gli altri virus, a mettere in difficoltà questo megalomane assetato di potere e sangue; se ai propri simili umani il signor Matteo Doroteo fa paura, a me proprio no! HIV di Bugliano è sempre in prima linea disposto a combattere più di prima, darò giustizia a Lory e tutti gli altri amici che non ci sono più.

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