Il posto sbagliato

Internet è grande e spesso accade che le persone, sfogliando una pagina dopo l’altra, si trovino nel posto sbagliato. Molto spesso ne prendono atto e passano oltre, certe volte invece si possono involontariamente commettere danni. Poi c’è pure chi sa di provocare problemi e se ne approfitta per business. Ecco: questi ultimi non vogliamo essere noi.


Quanto è importante l’educazione digitale!

Sia per lavoro sia nel quotidiano impegno per questo sito web, ci siamo scontrati con una particolare sigla: SEO. Search Engine Optimization, non è altro che quell’insieme di regole e strategie utilizzate dai creatori di realtà web più o meno a pagamento, per ottimizzare i propri contenuti nei motori di ricerca. Noi che ci sporchiamo le mani lo sappiamo, ma sicuramente per molti utenti poco esperti in materia dietro il signor Google c’è l’omino che mette su le informazioni una per una, probabilmente se così fosse il web sarebbe ancora più incasinato, ma intanto la realtà è diametralmente opposta.

A decidere cosa farci o non farci vedere quando cerchiamo, è un algoritmo. Un sistema automatico e come tale ha bisogno di essere guidato. Dal fantomatico omino -anzi gruppo- nell’azienda creatrice del motore stesso, ma un grande contributo è dato da noi creatori. Per cui, se vogliamo che la nostra pagina compaia nei primi risultati dovremo starle quotidianamente appresso e individuare le parole chiave giuste e non solo, perché nel corso del tempo anche l’algoritmo cambia adeguandosi alle nuove possibilità studiate dai motori e, soprattutto, da chi abusa delle varie strategie SEO apprese nei corsi presenti in internet; sì, esiste anche chi per arrivare primo imbroglia! Nel nostro caso specifico, per esempio, ci piacerebbe avere la prima posizione sotto la ricerca “mondo positivo” ma ce la siamo messa anche via, perché sapendo quanto covid c’è nel mondo, ci sembra più opportuno che i primi risultati riguardino il virus reale in questione.

Ci è già capitato una volta e ci è bastato: dopo un lutto abbiamo cercato informazioni sulla malattia di cui è morta la persona che amavamo, e nel primo risultato di Google c’era un libro che vendeva rimedi sedicenti “alternativi”, insomma un personaggio che pretendeva di curare patologie molto complesse usando il bicarbonato di sodio. Per fortuna a noi questa cosa è nota, sappiamo che l’autore del volume ha pagato uno strategist SEO per ottenere tale posizione nei motori, ma se fosse accaduto a una persona malata o un suo parente inesperto di tecnologia e false notizie? Neanche vogliamo immaginare cosa sarebbe accaduto.

Ecco perché riteniamo importante l’educazione digitale nelle scuole e non solo, sarebbe fondamentale garantire che chiunque acceda a Internet sia capace di distinguere le notizie recuperate, ma allo stesso tempo vorremmo che Internet rimanga comunque libero, poiché se qualcuno “dall’alto” inizia a valutare cosa sì e cosa no, può diventare pericoloso. Facendo un po’ di fantapolitica, se un governo decidesse che da ora in poi in rete bisogna aprire blog solo su fatti reali, noi chiuderemmo i battenti subito. Allora, si agisca sull’incentivo alla conoscenza, piuttosto che sui divieti!

Educazione sessuale e pornografia

Vogliamo fare gli ipocriti? Meglio di no; anche a noi, come a tanti, è accaduto di imbatterci in materiale porno, scritto e no. Anche là bisogna però distinguere, c’è chi lavora meglio e chi peggio; ma vogliamo guardarci intorno? Anche lì i contenuti di maggior successo sono quelli dove si arriva all’estremo: dalla degradazione verbale a quella fisica, prestazioni maschili e femminili al limite del sovrumano, insomma totalmente al di fuori della realtà. Inclusi i bug chaser. Persone che trovano erotico ricevere malattie sessualmente trasmissibili, e i gifter che si divertono a passare virus in giro.

Sinceramente su questo non abbiamo una posizione netta “pro o contro” perché dove si lavora con la fantasia si può andare ovunque, a condizione ovviamente che a venir illustrate siano esperienze di adulti consenzienti. I rapporti non consensuali -tra adulti e con minori o animali- NON devono mai e poi mai essere intrattenimento, quelli sono reati e come tali vanno perseguiti. Ma per il resto, la fantasia di chi scrive o recita non dovrebbe essere limitata, esattamente come non lo è quella di un libro dove lo scrittore racconta i peggiori omicidi di questo mondo. Ci sono pure storie dove il killer non viene mai preso, quindi, cosa vietiamo? I libri del genere noir? Un racconto, immagine o video porno dev’essere lo stesso: te lo godi fin che ne usufruisci, poi chiuso quello, torna il mondo reale con le relative regole.

A patto che si conosca, però, il mondo reale. Noi autori di questo sito web siamo adulti, maggiorenni, vaccinati e sessualmente educati perciò abbiamo netta la distinzione tra fantasia e desiderio:

  • Fantasia: qualcosa che produce emozioni o eccitazione ma NON è realizzabile nel concreto, finché si fantastica si può volare ovunque.
  • Desiderio: ciò che, al contrario della fantasia, è possibile concretizzare nella vita reale.

In pratica: non succede nulla se per scherzo o in certi contesti di intimità si dice “ti do il virus” poi la cosa nasce e muore lì; però se uno dice “voglio darti il virus” e smette di prendere le medicine antivirali apposta o il partner sessuale negativo chiede REALMENTE all’altro di sospendere le cure, lì significa che qualcosa è andato decisamente storto.

Ma se non hai una educazione sessuale adeguata ti mancano gli strumenti per capire il confine tra desideri e fantasie perciò succede il disastro. Le tue conoscenze in materia saranno fondate su quanto leggi nei siti o senti dagli amici, e finire sulla cattiva strada diventerà pressoché inevitabile, a partire dal desiderio di commettere violenza sull’altra persona fino ad arrivare… Non osiamo immaginare dove.

Quante volte sentiamo questo discorso: “l’educazione sessuale arriva dai porno”, ecco, non è così che dev’essere! Quel tipo di materiale non è creato a scopo educativo. E chi vuole vietare l’educazione affettiva e sessuale a scuola nonché proibire la pornografia sta facendo dei danni enormi perché farà in modo che le persone crescano con una mentalità distorta.

Al posto sbagliato

Noi non siamo educatori, non ne abbiamo alcuna competenza per cui ci limitiamo a inventare storie contro la sierofobia eppure malgrado la nostra posizione sia spiegata ovunque, tutti i giorni ci troviamo a subire critiche: “ma storie come le vostre convincono i giovani che essere sieropositivi è bello”… No, no, siete nel posto sbagliato. Purtroppo ci pensano già da soli, a questa convinzione tant’è vero che in Italia i casi di HIV e malattie sessualmente trasmissibili, sono in aumento. Tutto perché la Profilassi pre-esposizione non è una terapia rimborsabile, è difficile farsela prescrivere e non ci sono strutture disponibili in tutta Italia, l’educazione sessuale è fondata più sul “non fare” che sul “come fare”, spesso e volentieri anche i medici sono propensi a giudicarti piuttosto che a consigliarti, però è più facile prendersela coi due autori amatoriali che inventano un mondo di fantasia, vero?

Il Mondo Positivo è esattamente come quello di ciechi dove l’essere umano vedente è catapultato nella trama della serie “See”, o in quello zombie di “the walking dead” o simili. Non è colpa nostra se esistono persone convinte per esempio che la saga di Matrix sia un documentario, noi scriviamo fantasia consapevoli di quanto facciamo, se non la sapete riconoscere ponetevi qualche domanda!

Suscita comunque dispiacere l’altro lato della medaglia: oltre alle critiche a cui ormai siamo abituati, ci accade talvolta pure di avere qualcuno a chiederci aiuto o consigli perché sieropositivo o consapevole di aver rischiato l’HIV in qualche modo; in tal caso rispondiamo con tanta o poca cortesia a seconda della domanda. Ma provvediamo immediatamente a dirigere le persone nel posto giusto: associazioni LGBT, centri di malattie infettive, realtà dedite alla lotta all’AIDS ma qualcuno lo spediamo pure affanculo, se serve.

Per certe esigenze, noi, piaccia o no siamo il posto sbagliato anche se comunque, più volte, condividiamo le nostre esperienze -anche di autori- con realtà impegnate nell’educazione soprattutto quella digitale perché noi, in un mondo positivo… Cioè volevamo dire, in un mondo MIGLIORE, crediamo davvero. E anche coi nostri due miseri centesimi, vogliamo dare un aiuto alla causa e possibilmente anche trovare noi uno spazio di confronto perché nessuno nasce imparato, neanche HIV di Bugliano sebbene abbia notoriamente i super poteri. Figuriamoci noi, che siamo umani.

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