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La discesa

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La BPSE Bugliano Positive Space Explorer conclude la propria discesa verso il pianeta Terra, arrivando senza imprevisti alla stazione spaziale di Bugliano. Benvenuto ChaserNucleus!


Scaldiamo i motori!

Qui è ChaserNucleus, dalla Bugliano Positive Space Explorer! I motori si sono accesi alle 22:30 del 13 marzo 2022 con Tatiana e HIV di Bugliano ai posti di comando.

Ore 22:40: si sente un colpo sui finestrini; temo che qualcosa sia rimasto incastrato ma è solo il mio Genitore Uno, Atomicus, che vuole salutarmi. Ultimo addio? No, mai paura, se riesco a trovarla ti porto la tua Loredana qua su!

Ore 22:59: conto alla rovescia. Cinque! Quattro! Tre! Due! Uno! Ho controllato il computer di bordo, tutto regolare, do l’OK a Tatiana e decolliamo alle 23 in punto.

Ore 23:15: Tutto tranquillo; mentre Tati e il virus stanno controllando il computer di bordo e le condizioni meteo su Bugliano, io sto leggendo un libro. Non mi hanno affidato alcun incarico allora perché no? Rileggo “l’orologiaio”, la prima storia del super eroe serial killer PozDrinker.

Ore 23:35: Tatiana sta parlando con l’agente Floyd Turnpike ma lui sta poco bene, non sarà in grado di venirci incontro quando atterriamo alla stazione spaziale!

Per adesso il sogno di conoscere Floyd in persona è svanito e mi dispiace, lui è stato per un breve periodo mio docente quando l’università SMUOL Space and Mars University Of Life ha sperimentato con successo il primo collegamento interplanetario con la facoltà di criminologia in America e l’agente Turnpike teneva dei corsi lì. A venirci a prendere ci sarà un altro amico di Tatiana che si chiama Adri. Profiler come Floyd ma soprattutto gifter. Visto il ruolo, promette bene!

Atterraggio

Ore 23:50: piano piano, iniziamo a scendere. Si vede in lontananza la Terra! Ci sono degli aeroplani in cielo che abbiamo la tentazione di buttare giù perché sembrano quelli apposta per lanciare bombe e, in giro per il mondo, ci sono persone a cui piace sparare contro le altre. Tatiana mi chiede di colpirli con le mie radiazioni ma non mi sembra il caso di mettermi in mezzo ai conflitti altrui. Non importa se ho un genitore umano, se la vedano tra loro!

Ore 23:55: la BPSE sta scendendo sempre più velocemente, mi sento stanco e chiudo il libro appena sento il computer di bordo annunciare: “Positive Space Explorer sopra Bugliano!”

Ore 23:59: ci siamo, adesso è incarico del virus stabilizzare l’astronave finché tocca terra ma io ho paura: sopravvivrò qui? Potrò nutrirmi usando le radiazioni oppure dovrò abituarmi al cibo umano? Come funziona la vita nel nuovo mondo? L’altra parte di me però è felice, devo scoprire quel me stesso che il mio genitore con le antenne non mi ha mai voluto permettere di esplorare. Il me stesso bug chaser, per esempio; Tatiana non sarà l’unica positiva umana di Bugliano, spero!

Ore 00:00 del 14 marzo: Missione compiuta, discesa terminata!

Eccoci finalmente arrivati, mi aspettavo gli applausi e le telecamere come fanno quando si chiude una importante operazione dalla Terra allo Spazio invece qui è tutto silenzio. Soltanto un umano alto quasi due metri e in divisa da poliziotto si avvicina, mi guarda e mi urla: “NUCLEAR!”

Discesa finita, ora che succede?

Non abbiamo antenne da aggrovigliarci reciprocamente come gesto di saluto, allora mi adeguo al comportamento degli esseri umani visti migliaia di volte nei video su Internet: allungo la mano e, quando l’altro me la stringe, metto subito in chiaro i ruoli: mi chiamo ChaserNucleus.

Lo sconosciuto si presenta come Gifter Adri cogliendo la mia provocazione ma ignora platealmente il saluto di Tatiana.

“Che stronzo”, lo rimprovera lei. “Saluti il mio ragazzo e io chi sono?”

“Voglio conoscere prima il mio collega, a te penso dopo!”

Allora forse è di lui che parlava Floyd Turnpike riferendosi alla lotta contro i serial killer? Adri annuisce e, inaspettatamente, mi abbraccia.

“Oh, scusami tanto, Nuclear! Cioè Nucleus, non ricorderò mai il nome giusto ma è colpa di questo medaglione che porti!” Nell’abbracciarci, gli stemmi che indossiamo al collo si sono scontrati uno con l’altro provocando un suono metallico: il suo Biohazard e il mio Radioactive.

Tatiana non dice una parola ma sorride maliziosa, ha capito di non poter essere la mia gifter e a questo punto con lei ho rinunciato definitivamente a un contatto diverso dalla danza, devo solo trovare il modo di fare il primo passo verso il collega per ottenere il mio nuovo status.

“Bene ragazzi, andiamo al CampusIbuol siete stanchi e dovete riposare! a stretto giro di posta l’agente Turnpike vi darà le dritte su come gestire la vita quotidiana da adesso in poi.”

Mezzi a motore

Non vedo l’ora di lavorare accanto a Floyd e Adri, adesso però mi tocca salire su questo mezzo a motore che loro chiamano auto. “Esistono anche altri modi”, mi spiega Tatiana; “purtroppo oggi è tardi ma eventualmente nei prossimi giorni ti facciamo vedere l’autobus. Avanti, sali!”

Fantastico, Adri ci ha aperto le porte e siamo saliti senza problemi nel veicolo. Io accanto a lui e Tatiana dietro. Qui non si fa il conto alla rovescia e anche se un display mostra un sacco di informazioni, è stato sufficiente al Gifter infilare una chiave su una serratura per far accendere il motore. Tutto è nuovo qui dentro, e mi colpisce un particolare: alla mia destra ho una specie di lingua che si tira e si allunga ma, per quanto io provi a spostarla, lei appena tolgo la mano si rimette al proprio posto facendomi ripetere il lavoro daccapo.

Ancora più inspiegabile è la risata di Tatiana dietro di me: “non dirgli niente Adri, prima o dopo se ne accorgerà da solo!”

Maledizione, cosa succede? Improvvisamente una luce si accende davanti al mio posto, seguita da un suono ripetitivo e fastidioso. Una, due, tre volte, il rumore continua senza sosta! Un tormento che mi sta facendo vibrare le antenne in modo incontrollato. Fatemi scendere, sarà l’allarme radiazioni, colpa mia!

“Nuclear, le cinture! Perché non te le metti? Vuoi che ti arresto?”

Questa volta è Adri a non tenersi dal ridere! Lo guardo meglio e mi rendo conto di una lingua anche dalla sua parte ma a differenza di quella alla mia destra, l’altra è bloccata su di lui, come a legarlo. “Si chiamano cinture di sicurezza”, mi racconta. “E se non te le metti, la macchina suona. Servono per proteggersi.”

Mah, una profilassi pre-esposizione o preservativo per l’auto? Fosse così, non vorrei indossarle perché sono un chaser e tutto ciò per me non ha decisamente alcun senso. Ho due positivi a portata di mano che potrebbero darmi il loro virus e mi devo mettere le protezioni? Per carità!

“Quanto sei preso male, la cinghia ti salva la pelle in caso di incidenti stradali ma l’HIV non c’entra! Aggancia questa cazzo di cintura altrimenti il cicalino non la smette più!”

Di solito sono un ottimo osservatore, in quel momento però ero concentrato sul medaglione di Adri e non ho fatto caso a quando si è infilato la cintura. L’unica è provare! Afferro la cinghia alla mia destra con le dita e la tiro. Finalmente è lunga abbastanza e a forza di guardarmi intorno, mi accorgo di una fessura in cui dopo vari tentativi riesco a infilare il gancio.

“Ecco, vediamo se ci arrivi”, Adri sta prendendosi ancora gioco di me. “Agganciare la cintura è un po’ come il contatto fra il gifter e il chaser. Tatiana gli hai spiegato come funziona o devo fargli il disegnino?”

La ragazza, dal sedile dietro, gli mostra il mio libro di PozDrinker e sospira rassegnata. “Vedi profiler, Nucleus è meraviglioso però coi libri che legge ha una cultura limitata! Dammi retta, stasera fagli il disegno perché gli mancano le basi.”

In effetti è vero, non ho alcuna esperienza con la sessualità né marziana né tanto meno umana per cui forse hanno ragione loro sulla mia cultura, ignoravo perfino le cinture di sicurezza perché da noi non si usano, ma a differenza degli abitanti della Terra che sanno tutto del mondo poi sono sierofobici, io so alla perfezione come si trasmette l’HIV.

L’auto si ferma in un grande parcheggio e tutti noi scendiamo. Ci incamminiamo lungo un viale, fino ad arrivare a una porta che Adri sblocca con una tessera magnetica. Per me la delusione però non tarda ad arrivare, perché Tatiana velocemente si separa da noi senza un saluto. Che le è preso, un attacco di gelosia?

“Lei è disgustata dal cartello che ha visto qui all’ingresso, non temere le passerà.”

Parte male il mio arrivo sulla Terra, temo di non esser più capace di esplorare l’ambiente con gli occhi e soprattutto le antenne. Prima ho cannato con le cinture, ora col cartello? Mi guardo indietro e vedo scritto a caratteri cubitali: “Anthony Flynn a Bugliano“. Per la miseria, questo è l’autore di PozDrinker!

“Sì, sì, è lui, due ragazze del nostro consiglio studentesco hanno organizzato un incontro con lo scrittore per il 15 marzo e c’è anche la possibilità di avere un autografo. Ci vieni? Parlerò anch’io insieme a Flynn ma se preferisci stare con Tatiana sei libero!”

Scherzi? Lei faccia quel che vuole, noi andiamo all’evento perché i nostri medaglioni scontrandosi hanno deciso al posto nostro e dobbiamo seguire cosa dice il destino, sarai tu il mio gifter!

“Ahimè non subito perché ho una conversione in atto; ma visto che lavoreremo insieme da oggi in poi, prendiamocela con calma e conosciamoci meglio che possiamo. Piuttosto, se mi vuoi come gifter dammi un privilegio anche tu, non chiedo molto. Posso chiamarti Nuclear?”

Quello è un nome fastidioso che mi ha dato Turnpike per prendermi in giro, ma chissà perché detto da Adri sembra invece un complimento.

“Se Floyd ti chiama così, posso farlo anch’io perché prima di essere il tuo gifter io sono il suo! A proposito non è potuto venirti a prendere lui perché ha appena ricevuto il test positivo. Due linee belle nitide!”


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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