Una nuova famiglia per Hunter

Ancora ospite dell’Hotel Montgomery, Hunter ha capito di avere una famiglia più grande di quanto si aspettasse. Ma qualcosa, ancora, gli manca…


Nascondere la tensione

“Hunter, figliolo, ci sei? Pronto? Mi senti?”

Quale scusa trovo per evitare il terzo grado di papà Benjamin? Quella del telefono scarico o l’assenza di campo ormai è diventata una storia poco credibile. Mi mancano lui e papà Michael, ma in pochi giorni la mia vita si è rivoluzionata e non saprei da dove iniziare a raccontarglielo.

“Ehi, guarda che se non mi dici cos’hai, prendo il primo aereo! Sai che ti trovo dappertutto. Chicago o Pittsburgh o anche su Marte, se voglio.”

Forse è una battuta, forse no, ma faccio finta di niente: ChaserNucleus ha una vita già difficile per conto suo e aggiungergli le attenzioni di mio padre adottivo non mi sembra il caso.

“Piantala Hunter, tu non stai bene è inutile che continui a dirmi il contrario. E quello che non mi racconti tu, lo scopro dal nostro HIV. Non scordarlo mai!”

Cos’ho fatto io di male per meritare tutto questo! Chiudo la telefonata come al solito, a questo punto davvero stavo meglio quando non avevo una famiglia tra i piedi.

“Che porcate stai dicendo Hunter!” Nucleus, accanto a me, si è messo a urlare: “cazzo l’unica famiglia che ho è un padre abusante e tu hai non uno, ma tre padri che ti amano, più una figlia e degli amici, si può sapere cosa ti manca?”

Voglio il nome di chi mi ha dato il virus. Chiedo troppo, forse? Quel legame indissolubile, esclusivo, che si crea tra un gifter e un bug chaser quando si scelgono l’un l’altro. La sintonia che nasce al momento della conversione e dura fino alla morte, se non oltre. La mia appartenenza al ceppo Biohazard sarà anche ufficiale, ma non so comunque la provenienza del mio HIV e questo vuoto nessuno potrà colmarlo.

Nucleus è fortunato invece, sarà anche alieno ma il suo gifter è Floyd Turnpike e non può lontanamente capire cosa provo io, quando per tutti sono rimasto il povero ragazzino costretto a far soldi offrendo il proprio corpo al primo pervertito che capita ed esposto a virus provenienti da chissà dove.

“Però l’hai sempre detto tu! Non avresti conosciuto Michael e Ben, se non ti fossi fermato nel loro quartiere. Nessuno si sarebbe preso cura di te, chissà dove saresti; tutto sommato nel male c’è anche il lato positivo sei tu che non lo vedi!”

Magra consolazione! Intanto però il ceppo HIV Biohazard mi è arrivato sicuramente da qualche perverso, segno che così pulita quella comunità in fondo non è e stavolta indagherò, che gli altri vogliano o meno.

Informazioni riservate

Ho ancora in tasca l’archivio USB consegnatomi da Kelly Hunter quando sono andato al negozio dei tatuaggi; quel giorno mi ero limitato a inviare il materiale contenuto nella memoria a Turnpike senza darci nemmeno un’occhiata e anche adesso ho troppa paura di leggere i documenti, perché Kelly ha voluto farmi ripiombare nel passato in modo così drastico?

Grazie a Tatiana prima e Nucleus poi, la vecchia storia adolescenziale con Callie Leeson aveva una pietra tombale sopra e dopo vent’anni quella donna è riapparsa nella mia vita, anche se con un altro nome? Chi le ha dato il diritto?

“Ha ragione tuo padre”, mi affronta Nucleus aprendo un documento sul suo computer. “So bene che è una realtà difficile, ma tanto se scappi prima o poi ti insegue e ti piomba addosso più violenta che mai.”

Fosse semplice! Alloggiare nell’hotel proprietà dei miei genitori biologici e scoprire di aver avuto una figlia dalla prima ragazzina che ho amato, farebbe cascare il mondo in testa a chiunque. Mi disgusta l’idea di consultare quei dati, non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di un latitante del crimine organizzato e con l’identità modificata solo per fuggire ai boss o alla polizia. Non oso immaginare cosa possa aver fatto quel porco a mia madre, forse lei mi ha sempre odiato perché sono venuto al mondo da una violenza e non ha potuto abortire? Certe mostruosità vorrei non conoscerle.

“Lascia perdere la spazzatura ammesso che ce ne sia, scorpione! Pensiamo alle cose belle. Per esempio che hai un fratello biologico e virale. Cosa ne pensi?”

Spostato lo schermo davanti ai miei occhi, Nucleus mi costringe a guardare le foto di due esami del DNA. Non capisco molto ma sono sufficienti i nomi scritti a sconvolgermi: il mio e quello di una persona da me conosciuta, e odiata nel profondo fin dal primo attimo in cui l’ho vista.

La resa dei conti

No, basta. Non voglio sentire altri discorsi, devo parlare con mio padre biologico e fargli sputare l’intero stagno di rospi che sicuramente ha in gola. Tanto fa il buono e il simpatico, poi è uno stupratore seriale? Con quale coraggio? Lo prenderò a pugni come già più volte ho affrontato mio fratello senza nemmeno sapere che lo fosse.

“Ehi, che succede?” Il signor Montgomery mi accoglie nella hall col solito sorriso. “Hai litigato col tuo amico marziano?”

Annuisco e gli chiedo di spostarci in uno spazio più riservato: dobbiamo parlare di una faccenda complicata e non voglio che altri sentano. Continuo a osservarlo nei suoi movimenti, ho quasi paura quando mi accompagna in un piccolo ufficio e chiude la porta. “Qui dentro siamo al sicuro!”

C’è solo una sedia e una scrivania con un vecchio PC nella stanza e Liam mi propone di accomodarmi, ma io rifiuto categoricamente; cammino avanti e indietro per l’ufficio senza mai distogliere lo sguardo dall’uomo che, nel frattempo, ha acceso il computer.

Anche lui ha lo stesso archivio di dati presente nella mia chiavetta USB e nel portatile di Nucleus, forse queste informazioni non sono riservate come Floyd o Kelly mi volevano far credere?

“Hunter! Ho aspettato questo momento per anni, lo sai?”

La mano di Liam sulla mia spalla è abbastanza per farmi esplodere: urlo, urlo con quanto fiato ho in gola. Sembra che quel contatto abbia innescato il mio odio represso e gli scarico addosso tutte le parolacce del mondo, la rabbia che ho portato avanti e nascosto per tutti questi anni sta venendo fuori in una volta sola.

Le corde vocali mi scoppiano a forza di urlare, mi fermo solo quando sento la porta aprirsi: “Liam! Ma ti pare il caso di tenere questi delinquenti nella nostra struttura? Ho appena chiamato la polizia!”

Ci mancava solo lei, la strega. Sempre a nascondere la sua vera natura sotto i vestiti eleganti. Rita Montgomery non ha più il sorriso della signora che porta i dolci, ora di fronte ho nuovamente il volto della donna che mi ha messo al mondo per poi vendermi come giocattolo a mezza Pittsburgh.

Le sirene stanno già in avvicinamento e io non arretro di un passo: chi se ne importa, mi vengano pure a prendere gli sbirri se credono, non ho più da perderci né da guadagnarci! Le mie mani sono sempre più vicine a Rita e nessuno sembra intenzionato a fermarmi. Neanche Liam, che in apparenza sta aspettando gli eventi come se non lo riguardassero.

Presa di coscienza

“Hunter! Ehi!” Non riconosco la voce che mi chiama, né il luogo in cui mi trovo. Capisco solo di avere una mano fasciata. “Come ti senti?”

Mal di gola e di testa, un dolore fortissimo a una mano. E soprattutto non ricordo più nulla di quanto sia accaduto: c’era grande agitazione alla reception dell’albergo, forse c’è stato anche uno sparo ma poi? Ricordo vagamente di aver litigato con qualcuno e basta.

“Temevo di non riuscire a salvarti, mio piccolo criminale! Ho avuto paura per te!”

Chi c’è? Mi guardo intorno e non vedo altre persone accanto a me, riconosco però il letto della mia solita stanza; forse ho sbattuto la testa e ho le allucinazioni, altrimenti non si spiega come mai sento le voci!

“Non potevo lasciarti aggredire il tuo gifter. Lo stavi per colpire a un occhio, ti rendi conto?”

Mi giro da un lato, poi dall’altro; sono lucidissimo, non è un sogno, accendo anche la luce e allungo le braccia. Niente, neanche Nucleus è con me. Dov’è andato? Esci fuori, testa di cazzo che hai ucciso il mio partner se no ti spacco il muso! Fatti vedere, avanti!

“Conosci solo questo linguaggio, Hunter? Facciamo così: o smetti con la violenza o finisci in AIDS fulminante e in pochi mesi muori; se è questo che vuoi, basta dirlo e provvedo subito!”

Allora ha ragione la dottoressa Sloan, il virus HIV parla e questa è la prima volta che riesco a sentirlo!

“Me lo impedivi tu con quei cazzo di farmaci, finché hai la carica virale azzerata io sono impossibilitato a comunicare e aiutarti in qualsiasi modo.”

L’ennesima certezza che mi crolla sotto i piedi: per vent’anni i miei due padri hanno insistito a farmi accettare gli antivirali, e da quando sono stato a Bugliano nessuno me li ha più fatti prendere. Quindi significa che sono in mano a un virus che può decidere sulla mia vita o morte quando vuole?

“Senti ragazzo. Mi hai odiato per anni e io ti ho sempre voluto bene lo stesso, non ti basta? Forza, il tuo gifter ha bisogno di te, sbrighiamoci e scendiamo che per chiarire fra noi due avremo tempo ancora un’intera vita.”

Famiglia biologica e virale

In pochi minuti sono nella hall. Degli altri clienti non c’è più l’ombra, anche la signorina al bancone se n’è andata via; soltanto Liam è seduto su uno dei divanetti e sta firmando delle carte, una scena decisamente surreale. Cosa è accaduto, non sarò mica stato io a combinare tutto questo casino!

“Siamo liberi, Hunter, ed è solo merito tuo. Avrei dovuto ammazzarla prima ma capisci, sporcarsi le mani con un simile individuo non vale la pena.”

Oh cazzo, ho ucciso la mia madre biologica? C’era lei oggi, ero con Liam quando è arrivata e poi? Vuoto. Mi sono ritrovato sul mio letto e con l’HIV come unica compagnia.

“No, ragazzo mio, è stato uno sbirro a sparare. Voleva colpirti ma mi sei svenuto fra le braccia e il colpo ha centrato Rita alla schiena. Incidente, chiamiamolo così!”

Era sua moglie eppure Liam non sembra affatto arrabbiato né addolorato per averla perduta, anzi.

“Riciclaggio di denaro sporco, figliolo. Io ho dovuto sposarla e venire in questo cesso di albergo perché ero sotto ricatto. Ora possiamo tornarcene a Bugliano, Nuclear ha già preso il primo aereo e il nostro è domattina. Missione compiuta in tempi record, Floyd sa già tutto!”

Noi, il nostro aereo, cosa significa? Credevo solo che la missione fosse trovare i documenti al negozio di tatuaggi e mandare i dati via e-mail.

“Magari! Quella era la parte facile, la vera sfida era conquistare la fiducia di Rita e farla parlare, ma voi avete fatto di meglio. Tu, Nuclear, e HIV nostro.”

Femminicidio, solo questo mi viene in mente. Un poliziotto ha sparato a una donna con la complicità del marito e i piani alti l’hanno permesso? Cosa c’entravamo io e Nucleus, perché tirarci in mezzo a questo schifo?

Mio malgrado sto iniziando a unire i punti e davanti a me trovo un disegno disgustoso: il mio gifter non può essere che Liam, mio padre biologico! Ha dovuto sposare Rita perché ricattato? Sarà stato uno dei troppi sporchi ad aver abusato di me, più ci penso e più vorrei scomparire dal mondo per la vergogna.

Come no, certo, è lui! Nel lontano 2002 vivevo in strada e ho avuto un cliente mascherato da super eroe che non ha mai detto una parola né si è fatto vedere in volto, limitandosi solo a lasciarmi i soldi e correre lontano. Halloween 2002, mio quattordicesimo compleanno. L’ennesima notte di violenza e dolore a cui ero sottoposto fino a quando ho conosciuto papà Mikey e papà Ben.

Mi sono rassegnato ormai, l’idea di avere tre padri si è rivelata una delusione. Meglio perdere anche gli altri due, HIV ti prego se mi senti ancora è il caso che mi aiuti a morire prima possibile.

“Hunter! Non è come pensi, ti stai sbagliando di grosso!” Indifferente alle mie proteste, Liam mi prende la mano e la stringe forte. “Sì, è vero, sono il tuo gifter e anche tuo padre. Ma non ti ho nemmeno sfiorato, non so chi fosse l’uomo mascherato che racconti. Ne parleremo quando saremo a Bugliano insieme a Kelly e vostra figlia Joleen, ma la situazione è molto più complessa di come credi. Abbi fiducia in me, cosa dice la regola?”

‘Fidati del tuo gifter’, questa è una raccomandazione fondamentale per ogni Biohazard che si rispetti. Però quale fiducia posso avere, se si è presentato come Liam Montgomery e in realtà si chiama Bruno Maggio?

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