Pranzo speciale al Papero Offeso

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Un invito è arrivato nella posta elettronica del CampusIBUOL: il Papero Offeso ha organizzato un pranzo di beneficenza in favore dell’università ma non vorrebbe presenziare. Troppi eventi tristi nell’ultimo periodo e forse il brutto dovrà ancora venire…


Nulla da festeggiare

Ma che diavolo di mail è questa? Arrivata così dal nulla, durante la notte!

“MESSAGGIO ESCLUSIVO: Lei è invitato al pranzo di beneficenza ci troviamo alle ore 12:30 presso il Ristorante Il Papero Offeso. La nostra università sta subendo ingiustificati attacchi e l’intera cittadinanza di Bugliano vuole unirsi in una manifestazione di solidarietà per l’accademia che tanto contribuisce alla crescita culturale delle nuove generazioni. Previste degustazioni vini e piatti tipici del luogo. Gli organizzatori: Jessika Filibui, Prof. e dr.ssa ”.

Com’è questa storia? Gli pare tanto il caso, a questi stronzi? Credono di insabbiare la questione così facilmente e prendermi per la gola? Li consideravo degli amici fidati invece la Sloan e Benjamin stanno facendo carte false per costringermi ad accettare la presenza di , addirittura si inventano che lui sia mio fratello biologico. Io, autoctono buglianese, parente di un ex sbandato figlio di una prostituta, neanche per sogno! Col tatuaggio dello scorpione poi, per carità non si discute!

Provengo da una famiglia per bene, mamma è la psicologa Amelia Spaccamusi e il mio povero padre era Beniamino La Scala, proprietario dell’ex negozio di dischi “Musica intorno” poi miseramente fallito. Non ho e non voglio avere a che fare con uno sfigato come quel ragazzo, anche se il prof bruckner l’ha adottato Hunter rimane sempre uno scorpione di merda positivo a un virus proveniente da chissà dove.

“Solo questione di tempo”, aveva cercato di convincermi la Sloan. “E date la possibilità al vostro virus di farvi riconciliare come biologia vuole!” Uno stupido esperimento per dimostrare che cosa? Anche qualora fosse, illudere Hunter di avere un legame biologico oltre a quella madre scriteriata che aveva, è un atto di inaudita crudeltà e per quanto antipatico mi stia quello lì, non voglio essere complice di una simile azione.

Lasciamo stare poi che non mi sembra il momento per una festa, dopo otto anni abbiamo trovato il corpo di Arianna Preziosi e dovremo darle l’ultimo saluto, finalmente. Profanata da un pervertito che l’ha trasformata in una bambola e conservata per anni in vetrina come un trofeo, no, non lo posso decisamente accettare.

Papero Offeso: verifica delle fonti

Alison ed Eliana, le mie discendenti virali, sono le prime a mettermi in allerta ogni volta che una falsa notizia disturba la nostra quotidianità e anche stavolta le chiamo al volo: “non possiamo esserci perché abbiamo altri impegni ma l’invito è reale! L’abbiamo ricevuto anche noi e siamo certe che provenga da Jessika Filibui. Telefona a lei, ! Cosa ti costa?”

Impegni, ma quali impegni! Loro due hanno una storia e per ora non mi conviene insistere più di tanto a chieder loro di seguirmi, e Jessika … insomma! Mi scoccia parecchio contattare una donna coi baffi, negativa per giunta, che quando mi sente attacca sempre con le sue canzoni neomelodiche al telefono o via messaggio vocale come se tutto ciò potesse sedurmi. Anche no, piuttosto chiamo il suo socio Luca, che già mi aveva dato una mano quando io e il povero ci eravamo trovati in mezzo alla neve.

“Adri, finalmente ti fai sentire!” Non è la solita voce allegra quella che risponde al telefono, del resto sapevo che di recente non aveva passato un bel periodo.

“Da quando è morto Ray Still non mi sono più ripreso, poi con tutto quello che è successo…”

Già, poveretto. Lui avrebbe voluto il palco in sala principale del Papero Offeso per organizzare il Bugliano Pride e invitare anche Freddie ma ero stato io a dirgli di tenere il profilo basso con la Filibui, così però lei si è appropriata dello spazio concerti e toccherà portare la nostra manifestazione in via della Repubblica, con tutti i rischi del caso.

“Magari fosse solo quello”, mi risponde lui tra un colpo di tosse e l’altro. “Questa gola non mi ha lasciato tranquillo per gli ultimi tre mesi e sono andato a farmi visitare dal dottor Mantrugiani. Per farla breve, sto in AIDS pieno e mi ha messo subito in cura con gli antivirali omeopatici.”

Cazzo, cazzo, cazzo. Non sono io il gifter di Luca! E se è positivo al ceppo , devo scoprire chi gliel’ha trasmesso perché l’AIDS è l’arma che il nostro virus utilizza contro i criminali. In quale dannato casino si è cacciato il mio amico? Sarà morte certa, con quella merda prescritta da Mantrugiani e aiutarlo adesso forse è troppo tardi.

Penso a , al suo passato burrascoso in una setta di negativi manipolatori da cui l’ho fatto uscire soltanto con una forzata. Ma se lui aveva me, Luca non poteva contare su amicizie altrettanto fidate e se era già positivo da tempo, l’unico modo per il virus di farlo scappare da lì era mandarlo in AIDS perché noi umani di fronte a certi criminali possiamo fare ben poco, spero solo che HIV sappia il fatto suo a questo punto.

“Adri, ci sei ancora? Pronto? Mi senti?”

Troppe sono le cose che vorrei dirgli e mi limito solo a chiedergli del pranzo, nella mail non c’era il prezzo e lui forse poteva saperlo!

“Non ho idea, vai lì e parla con Jessika. Io non ho più tempo né voglia di seguire il ristorante, mi hanno fatto troppo del male lì dentro.”

Dannazione, e se il Papero Offeso fosse la copertura per la setta? Se Jessika Filibui fosse la guru? “follow the money”, così mi ha insegnato la scuola di polizia; per ogni crimine bisogna seguire il percorso dei soldi in esso coinvolti e, in questo caso, anche le tracce dell’HIV. Trovato il gifter di Luca, trovato l’infiltrato nella setta!

Pranzo speciale

A mezzogiorno in punto mi presento al locale; meglio stare là in anticipo se si vuole parlare a tu per tu, la Filibui però non è al bancone e anche al bar non c’è anima viva. Eppure dalla cucina si sentono rumori di piatti e gente che parla, qualcosa ci dev’essere! Mi accomodo a un tavolo e resto in attesa: possibile che nel ristorante più accogliente di Bugliano oggi non arrivi neanche un aperitivo!

“Eccoci qua, pronti!” La voce del cameriere non è quella che mi aspettavo; “La collega Chanel è in viaggio di nozze, quindi a sostituirla ci sono io abbi pazienza!”

Pazienza un corno, e i vini? Proprio cameriera e sommelier dovevano innamorarsi e sposarsi tra loro? Affanculo il pessimo servizio, oggi sarà l’ultima volta che vengo qui! Poi proprio lui dovevano mettere al posto della bella Chanel?

“Lo sai che il mio sogno sarebbe un altro”, continua il ragazzo. “Ma mio padre mi ha imposto di lavorare qui per tutta l’estate.”

Cerco di far buon viso a cattivo gioco e gli chiedo un aperitivo: “solo analcolici oggi”, mi spiega; “il nostro virus ha bisogno di concentrarsi.”

Mi sembra diverso, adesso: Hunter vestito da cameriere non è lo stesso che gira a petto nudo per il CampusIBUOL mostrando il tatuaggio dello scorpione! O forse sono io il problema, sono suggestionabile più di Turnpike.

“Mi siedo qui con te”, annuncia dopo aver posato sul tavolo un grande vassoio. “Tanto siamo soli.”

Invito, festa, pranzo di beneficenza, e io cretino a cascare in una trappola! Scorpione di merda adesso ti riconosco per quello che sei.

“Ecco appunto, iniziamo da qui: il tatuaggio non c’entra con HIV, lo vuoi capire?” Quasi piange mentre me lo dice e tira fuori la carta di identità: Hunter Novotny Bruckner, Pittsburgh, 31 ottobre 1988.

“Mi chiamavo James Hunter Montgomery alla nascita, poi ho cambiato cognome dopo che papà Mike e papà Ben mi hanno preso in adozione. Vedi Adri? Lo scorpione è un segno zodiacale dovresti saperlo!”

Anch’io gli mostro il mio documento: Adriano Sergio La Scala, 3 luglio 1988. Il mio segno è il cancro però non mi sono mai fatto disegnare un granchio addosso, nemmeno quando ero negativo anzi dello zodiaco non mi è mai interessato gran che, eppure qualcosa in comune fra i nostri segni esiste: abbiamo le chele e se necessario le sappiamo usare per difenderci.

“Tu in più hai anche la corazza dura”, mi provoca lui. “Adriano Sergio —> ora orge in AIDS!”

Quant’è scemo, fa i giochi con le parole peggio di me! Inevitabile per me dargli una pacca sulla spalla: sei un biohazard, fratello! Questa tua uscita è una prova inconfutabile perché solo HIV nostro riesce a spostare le lettere di ogni parola così in tempo reale, e farti condividere il risultato con gli altri umani!

“Sai ho scoperto da poco questa capacità, con la carica virale era praticamente impossibile qualsiasi interazione con l’HIV.”

Hunter ha già riempito i bicchieri per il brindisi di pace fatta ma io lo blocco: bisogna prima risolvere l’altra situazione, esigo di sapere se siamo fratelli davvero.

“L’ho saputo anch’io da poco, guarda, devo essere l’unico uomo al mondo con tre padri. Uno biologico e virale, gli altri due adottivi e tutti che a loro modo mi vogliono bene.”

Chi troppo e chi nulla, io il padre l’ho perso quando avevo 10 anni. Un altro punto in comune, Hunter! Tu papà Benjamin io papà Beniamino. E siccome la matematica non è un’opinione, viste le nostre date di nascita se siamo fratelli è perché nostro papà si è dato da fare in giro per il mondo.

“Storia complessa, lui è qui a Bugliano e te lo spiegherà a tempo debito perché io non ne sono in grado. Allora? Pace fatta?”

Sì, scorpione. Però mi raccomando non fare casino in giro per Bugliano, ci siamo capiti? Niente trasmissioni virali a chi non lo vuole, bullismo o altre cazzate. Neanche il rap a tutto volume a notte fonda, intesi?

“Certamente, my brother! Ma ho un favore grande grande da chiederti.”

E ti pareva: devo ancora entrare nella consapevolezza di avere un fratello, che già inizia a sfruttarmi per qualcosa. Tutto ma non chiedere soldi perché non ne ho!

“Ti faccio una domanda e scusami dell’indiscrezione. A quanto sei? Tentativi e conversioni confermate, intendo.”

Mi guardo intorno e mi accorgo che il ristorante è ancora vuoto, del pranzo speciale al papero offeso non si vede l’ombra. Abbasso lo sguardo e inizio a contare con le dita: Floyd, Alison, Eliana, sì. Tre su tre, al primo colpo e adesso avrei altri quattro in lista di attesa ma penso di dividermi l’incarico con Benjamin, suo virus permettendo, dato che ha solo lo scrittore.

“Il problema è grosso, fratello. C’è papà Michael ancora negativo e vuole aggiornarsi, ma l’ha detto a me senza avere il coraggio di parlarne con Ben. A giorni sarà qui a Bugliano e ha chiesto se gli trovavo un gifter alla svelta, ecco, non è che tu…”

Io, io cosa? Se Michael è padre per Hunter, è come se lo fosse anche per me quindi non posso toccarlo! Venga pure a Bugliano, ma sappia che non avrà sconti: come tutti gli altri deve dimostrare di valere qualcosa, altrimenti negativo è e negativo resterà. Anzi, per lui insieme all’aperitivo di accoglienza e guai se salta una dose.

“Ma come! Io pensavo di poter contare sul tuo aiuto…”

Pensavi male, Hunter: abbiamo scazzottato fino a pochi giorni fa e adesso approfitti perché ci siamo riconciliati? Bello ottenere la pace, ma bisogna saperla mantenere, e meritare. Hai capito SCORPIETTA?

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