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Niente sconto virus al Papero Offeso

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Il Ristorante il Papero Offeso aveva promesso uno sconto per chi è in simbiosi con HIV di Bugliano. Ma a causa di un errore commesso da quest’ultimo, l’offerta è decaduta forse per sempre.


A mali estremi, estremi rimedi

L’AIDS, un’arma. Una soluzione estrema da mettere in campo soltanto qualora non ci sia altro da fare. Quella è una condizione che porta un umano al punto di non ritorno nella maggior parte dei casi perciò mi sono ripromesso di non utilizzarla mai e poi mai, soprattutto come punizione. Che rimanga una prerogativa del mio antenato cattivo, quello che non guarda appartenenza, nazionalità o consenso. Gli basta che il proprio bersaglio sia un essere umano, e quello ci si accanisce fino a quando la sua vittima non respira più.

La vita però non smette mai di sorprendere e, per quanto all’inizio non ci credessi, è piena di imprevisti anche per noi virus: tutto mi sarei aspettato, tranne di far fronte a un gruppo di criminali e dover salvare una loro vittima da se stessa.

Proprio così, sto parlando di Luca. Il caro, vecchio amico che insieme a quella negativa di Jessika Filibui gestiva il ristorante Papero Offeso. Negativo anche lui inizialmente, ma del tutto favorevole all’integrazione nella vita sociale tra umani e virus. Finché un giorno è accaduto l’impensabile: mi sono ritrovato nel suo corpo da un momento all’altro senza nemmeno comprenderne la ragione. La situazione partita con la massima tranquillità, poi, è degenerata a tal punto che ho dovuto risolverla nel peggior modo possibile.

Insolita conversione

Lui non aveva in mente la conversione in quel periodo, tra il ristorante e il suo gruppo musicale non gli restava molto tempo da dedicare alla ricerca del gifter giusto, invece proprio la sua band l’ha portato fuori strada.

Cosa aspettarsi da un complesso che si fa chiamare BugQueen, con la scusa dell’unione tra “bugliano” e “queen”? Luca era il frontman e al resto della band è venuta l’idea: rendiamolo positivo così lo avviciniamo a Freddie in ogni modo possibile. Solo che, da negativi, come potevano? Il compleanno di Luca era alle porte e dovevano agire in fretta: non c’era il tempo di chiedere al Gifter Adri, suo grande amico, di provvedere; c’erano un sacco di complicazioni a cui far fronte: mettere tutti d’accordo a stretto giro di posta sarebbe stato impossibile, allora che fare?

Una provetta con me dentro rubata al laboratorio della IBUOL, un’iniezione e risolto il problema. “Solo un integratore che ti farà cantare meglio”, così aveva detto il batterista e Luca, ingenuo nel suo amore per la musica, si era fatto pungere senza esitazioni.

Inutile nascondersi e prendersi in giro, all’inizio sono stato anche felice di avere la simbiosi con lui e gli permettevo di fare tutte le imitazioni di Freddie possibili, era perfino riuscito a monopolizzare il palco del Papero Offeso mandando all’aria tutti i concerti neomelodici di Jessika. Finché il vero Freddie giustamente se l’è presa: “mandate via il mio clone vi prego, questo palco un giorno sarà mio! Queen o no, mi esibirò per voi”. La carriera di Luca come cantante era finita ancora prima di iniziare, per me Freddie originale aveva la priorità su chiunque altro anche se prendendo le sue difese avrei infranto il sogno di un ragazzo.

Come per qualunque positivo alle prese con un errore o un pericolo, ho usato il solito approccio; sul più bello che partiva la musica e Luca doveva cantare, io gli causavo mal di gola, febbre, o svenimenti. Il batterista e il chitarrista della band non ne potevano più e, non capendo il motivo dei continui malori, insistevano per portare l’amico da un medico di loro conoscenza il quale gli ha fatto credere di assumere una cura a base di vitamine.

Nulla di più falso! Il sedicente dottore gli stava iniettando sangue positivo. Fresco, appena estratto dalle vene dei miei amici. “Un giorno avrai l’onore di assaggiare questa sacra medicina direttamente dalla fonte e canterai come Freddie davvero”, gli era stato promesso e Luca ogni settimana era lì, in quell’ambulatorio, a farsi iniettare e dare istruzioni su come comportarsi coi positivi del campus per ottenere la loro, la nostra, fiducia.

Più e più volte ho tentato di farmi dire chi fosse il medico e chi i suoi complici, ma niente da fare: avevamo perso la capacità di comprenderci a parole tra noi due pur avendo io mantenuto la possibilità di agire sulle sue difese immunitarie. Ora mi si spieghi, cosa cazzo dovevo fare con Luca? Era irrecuperabile, ormai il dissanguatore aveva preso il controllo della sua mente e l’AIDS è stato l’unico modo per poter allontanare quell’ingenuo dal giro in cui era entrato.

Errore di valutazione

Mea culpa, o come diavolo si dice. Ho pensato a me, a Luca, al campus, ma non ai danni che il mio estremo provvedimento avrebbe causato all’intera Bugliano e ai miei stessi alleati. La Pro Loco ha chiuso tutte le iniziative sul libero Eros, le farmacie si sono riempite di preservativi e profilassi pre-esposizione, in tutta Bugliano si è generato il panico e la città da allora è tappezzata di cartelli con l’alone viola “AIDS se lo conosci lo eviti”. Poi come se questo casino non bastasse, la campagna elettorale dell’opposizione è tutta fondata sulla sierofobia.

Impossibile tornare indietro da qui, ora anche il Papero Offeso ha deciso di non volermi più fra gli invitati e Jessika è arrivata ad allestire una sala “per soli positivi” in modo da isolare tutti. Così, giusto per non perdere clienti. Anzi, ogni positivo che entra, paga per due: lui, e me. Niente più sconto virus, e io non posso protestare, devo solo prendermi tutte le responsabilità e cercare un modo per venirne fuori.

Antivirali omeopatici

Ora Luca è seguito dal dottor Giorgio Mantrugiani che gli somministra antivirali omeopatici e nonostante le varie combinazioni provate la terapia sembra non dare alcun risultato; anche qui però sono io a decidere cos’è bene per Luca e adesso è meglio che stia fermo dov’è, in ospedale. Non avrà di sicuro miglioramenti, ma neanche peggioramenti; ho io le sue difese sotto controllo e lo lascerò libero se e solo se finalmente sceglierà di confessarmi l’identità del vero dissanguatore.

Quando riprenderanno gli sconti virus al Papero Offeso? Non lo so. Fino a che non riuscirò con o senza aiuto umano a mettere il killer fuori gioco, è meglio tenere il profilo basso ed evitare qualunque pubblicità. Il Papero Offeso di per sé non ha colpa se Luca si è messo a cantare in un gruppo di cretini, io da parte mia posso solo tentare di farlo uscire dai guai, dove nessun suo amico umano è mai riuscito.


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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