Il Papero Offeso, ai tempi di Luca

Tempo di lettura: 10 minuti

Qual è il tuo ristorante preferito?

A dir la verità a Bugliano non è che ce ne siano tanti degni di nota; il ristorante Papero Offeso è quello più celebre per la sua cucina tradizionale, gestito da Jessika Filibui.

Ma Adri, il profiler, ricorda bene i tempi in cui Jessika era la vice e a tenere la baracca c’era Luca. Pace all’anima sua!


Adri: quando c’era lui…

Quando c’era lui… No, no, nessuno sta manifestando nostalgia verso un certo regime totalitario; dico solo che nel tempo in cui il mio amico Luca Piero gestiva il Papero Offeso, non avrebbe mai permesso che qualcuno nascondesse, o addirittura servisse ai tavoli, carne umana!

A questo punto davvero chi se ne importa della caccia al tesoro con le uova di legno, mio padre e gli eventi di festa; io devo far chiudere il ristorante il più velocemente possibile! “Farò a pezzi nutria Orietta”? Davvero pensi di spaventarmi? Prima devi passare sul mio cadavere chiunque tu sia!

Salvo Segapiedi e Salvo Mondo già se n’erano andati col materiale prelevato dal recinto distrutto, io invece mi sono attardato qualche minuto in più a guardare quella che era stata la culla della mia nutria.

“Adri, no”, Hunter prova a consolarmi. “Per quanto stronzi quelli del Papero, non avrebbero mai toccato una nutria col microchip come la tua! Fidati profiler”!

Sono ancora in lacrime sulla spalla di mio fratello che, invano, cerca di farmi ragionare: “tu non piangi per Orietta, Adri. Ti conosco! Hai altro, in mente.”

In effetti Hunter ha ragione: sto pensando al Papero Offeso e chi lo gestiva prima della imbecille attuale; che il mio amico Luca sia morto di AIDS perché il virus ha voluto così, non mi quadra decisamente!

Sono legato al mio HIV, e altrettanto conoscevo Luca come le tasche mie quindi facciano tutti bere questa storia ad altri ma io, se per un po’ ho lasciato perdere, adesso voglio approfondire perché secondo me la morte di Luca è collegata a quella di un altro mio amico, Valentino.

“So chi sono questi pezzi di merda”, Greta è di nuovo a fianco a me; sguardo fiero, stretta nella sua giacca di pelle artificiale, si gira di 180 gradi e corre via dalla palude. “Seguitemi”, urla a me e Hunter. “Non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo parlare con Alexandra, e subito!”

Resto perplesso, la sindacalista però sembra sicura del fatto suo. Cosa mai potrà sapere quella scorbutica spagnola che fa le pulizie!


Alexandra: licenziata dal Papero Offeso

Ora basta, non ho più da guadagnarci né da perderci; ogni qual volta io abbia espresso il mio desiderio di lavorare nell’investigazione c’è sempre stato qualcuno a dissuadermi perché sono “la colombiana arrivata da chissà dove”, certi hanno addirittura insinuato che fossi un’ex corriere della droga.

Mi chiamo Alexandra, all’anagrafe Maria Alejandra Gutierrez; vivo a Bugliano ormai da quando ero ragazzina e l’università IBUOL era la mia ambizione: fare il corso di criminologia e scienze mediche per poi iniziare il master in profiling. Lo stesso dell’agente Adriano La Scala, forse l’uomo che ho ammirato di più in tutta la mia esistenza ma conosciuto solo nei media o, ultimamente, visto di sfuggita quando veniva al Papero Offeso dove ero solo “quella delle pulizie”.

“Fai la gavetta”, mi sentivo dire queste parole da chiunque: prima dal rettore dell’università che mi ha proposto dei vantaggi qualora gli avessi concesso certi favori, poi da Rocco De Rocchis gestore della Pro Loco e del locale Buongiornissimo Café.

L’unico ad appoggiarmi in tutto e per tutto era lui, Luca Piero. Defunto ex titolare del Papero Offeso, la cui morte è stata la gioia di Jessika Filibui. Perfida donna arrivista che s’è appropriata del locale guardando solo ai soldi e demansionandomi: se Luca mi permetteva di stare in cucina e aiutarlo nella preparazione dei piatti o a servire i clienti, Jessika mi ha declassato a pulire i gabinetti.

Sia al Buongiornissimo sia al Bugliano Salad mi hanno licenziato gli altri, sempre con le solite frasi: “Alex, ci spiace, non sei adatta”. Parlo troppo, faccio domande, sono curiosa. Ma sono una detective, cazzo! Cosa pretendono? Le pulizie dovevano essere una copertura ma quelli non mi hanno mai consentito di andare oltre.

Anzi quando sono rimasta incinta dell’uomo che amavo, ho fatto di tutto per nasconderlo inventandomi una storia per mettere in cattiva luce il rettore e cominciare una rivoluzione, alla fine però c’è stato poco da fare: sono stata costretta ad abortire e mandata di nuovo con spazzoloni e disinfettanti a pulire i cessi.

Quindi, con la scusa di dover tornare in Colombia per motivi familiari, mi sono licenziata e ciao ciao Papero Offeso! Adesso poi che anche Adri sa bene cosa Jessika Filibui facesse in cucina, devo solo giocare le carte giuste per poter lavorare finalmente con lui.

Alla titolare non è sembrato vero quando le ho detto da un giorno all’altro che me ne sarei andata e mi ha chiesto di restituirle le chiavi del locale, io però me ne sono fatta una seconda copia e sono pronta a scoperchiare ogni segreto; basta solo mettere fuori il cartello “chiuso per ferie” e attendere il momento giusto! Tanto, Jessika è in vacanza alle Maldive e i due sommelier ancora devono tornare dal Brasile quindi io e l’altro ex cameriere abbiamo campo libero.


Hunter: preservativo bucato

“Preservativo bucato! Ciao Gifter!” Nell’euforia di ascoltare quel messaggio audio che attendevo da tempo, non mi sono reso conto dei miei auricolari con la batteria completamente scarica; senza fili, comodi, però capaci di mettermi nei guai se la connessione cade nei momenti meno opportuni.

“Ah, così sei un gifter”, Adri mi batte il cinque invece Greta scuote la testa senza dire una parola; “fratello cosa è, la tua millesima conversione e non mi dici niente? E dalla voce mi sembra anche di conoscerla! Sono invidioso!”

Il gioco si sta facendo più difficile e io non ho più intenzione di tenere Adri all’oscuro della situazione: “io e la ragazza delle pulizie abbiamo un lavoro insieme”, gli spiego. “Alexandra ci sta aspettando al Papero Offeso! E preservativo bucato vuol dire banalmente che la capo non c’è e possiamo comportarci come vogliamo.”

“Basta che non ci costringi a rubare”, mi avvertono Adri e Greta; “perché altrimenti lo sai come va a finire.”

Annuisco piano e gli sorrido, mentre imbocchiamo insieme Via Padule Morto; finalmente ci siamo! Cartello di chiusura, porta sbarrata, ma all’interno si riesce a vedere una debole luce. Tempo di chiamare Alex. “C’entra anche Luca”, informo Adri appena sento la porta scattare dall’interno. “Finalmente potrai conoscere la ragione per cui il tuo amico si è allontanato da te.”


Alexandra: l’uomo dei sogni

Eccolo qui, bello come il sole, accompagnato dai miei complici; nel suo metro e 90 non incute più paura anzi appena lo faccio entrare assieme agli altri, mi tende la mano. Una stretta calda, amichevole… Disponibile. Un sogno che forse si sta avverando ancora prima di quanto pensassi.

“Ciao Alexandra!”, è la prima volta che sento Adri salutarmi col sorriso; l’ho sempre scansato mentre lavoravo come addetta delle pulizie ma, ora che la Filibui non mi comanda più a bacchetta, posso togliermi la maschera da ragazzina villana e piena di sierofobia.

“Grazie di esserci”, riesco solo a dirgli; la timidezza mi blocca le parole in gola e lui si mette a ridere: “sembri una fan in delirio davanti al suo idolo, non trattarmi come fossi Freddie Mercury!”

Sono paonazza e non so davvero cosa rispondere, meno male Hunter mi viene in soccorso: “dai Alex, non esser la solita! Cosa volevi dirci?”

C’è anche Greta con loro e la abbraccio forte, ci siamo sempre comprese tra noi e la invito nel bagno delle donne. “Non vogliamo sapere cosa fate lì”, Adri scherza malizioso con Hunter ma io faccio loro segno di seguirmi: sono sempre stata io ad accertarmi che in bagno ci fossero sempre assorbenti e il cestino fosse vuoto, perché ogni qual volta la Filibui si fermava fino a tardi, casualmente era pieno di profilattici usati.

“Neanche uno ne hai salvato?” mi chiedono Adri e Hunter, col cestino vuoto e pulito fra le mani; “se davvero Jessika porta gli amanti qui dentro, i profilattici potrebbero…”

Mi metto a ridere: l’amante fisso della Filibui sa bene come comportarsi e quando finisce di usare i preservativi, li svuota nel gabinetto e li lava pure. “Peccato non sia possibile riutilizzarli”, interviene Greta; “perché se li pulisce come l’ho visto fare io…”

Le appoggio un dito sulle labbra: silenzio Greta, adesso è inopportuno parlare di ambiente! Senza più ascoltarla né aggiungere altro, apro l’armadietto degli assorbenti. “Roba da signore”, sospira Hunter, “forse è meglio che noi uomini ce ne andiamo!” Io però so perfettamente ciò che voglio: “dovrei parlare con te, Adri”, finalmente ho la possibilità di avere accanto a me l’uomo dei sogni che, però, come sempre si tira indietro: “non hai mai capito niente”, gli dico; “e meno male che sei un profiler! Tu esci con Greta, Hunter; fai la guardia dalla porta, che qui dentro pensiamo noi.”

Rimasta sola col poliziotto mi asciugo le lacrime, che per la prima volta posso versare senza più vergognarmi. “Sono stata io a dipingere quell’uovo per te, Adri, catturare mamma nutria era l’unico modo per avere la tua attenzione.”

Untore e aria fritta, o pizza. —> Farò a pezzi Nutria Orietta.

Costruire un simile anagramma, offensivo comunque lo giri, mi è costato molto sacrificio ma sapevo che chiamandolo Untore e toccandogli la nutria prediletta l’avrei come minimo fatto incazzare. E così è stato.


Adri: i segreti di Luca

La pistola di ordinanza è pronta sulla mia cintura. Carica. Stringo le dita sull’impugnatura e distolgo lo sguardo da Alexandra; “lacrime da coccodrillo”, penso mentre cammino avanti e indietro per il bagno. Fermo, Adri, fermo… Una sfida impossibile mantenere il controllo in questa situazione!

Neanche il virus potrebbe impedirmi di fare la cazzata questa volta: una bella ragazza come lei, mi provoca da mesi e poi scopro che ha ucciso la mia nutria? Ora che siamo soli nel bagno delle donne potrei…

“Il mio… Il mio gifter”, la sento parlare mentre si china in avanti appoggiandosi all’armadietto degli assorbenti. Sta davvero giocando col fuoco e io mi giro verso la porta. Devo uscire da lì prima possibile! Alex però è più svelta e si è slacciata i bottoni dell’uniforme. “Guarda profiler, guarda!”

Conto fino a dieci per non allungare le mani sul corpo che fino a quel momento avevo sempre solo immaginato: dannazione alla mia carica virale azzerata, sto perdendo un’occasione d’oro per colpa di una stramaledetta corsa a piedi andata in vacca!

“Io ti volevo mostrare questo, non i miei seni!” Le sue dita sfiorano un tatuaggio all’altezza del cuore: un segno biohazard, bello grande, sicuramente fatto diverso tempo prima. “Non ho mai voluto chiederti di darmi… Ecco, non so…” Lei scoppia in un pianto disperato senza mai togliere la mano dal disegno; “lo vedi profiler, tu di me non hai mai capito…”

Sembra sincera, maledizione! Ho parlato coi peggiori serial killer e una bella ragazza come quella mi mette in crisi? Provo per quanto possibile a rassicurarla, davvero non so cosa dire di fronte alla sua palese disperazione.

“Ho scritto io l’anagramma sull’uovo! Perdonami! NUTRIA Orietta è con me, Adriano, scusami…” Ancora una volta mi tiene sulle spine finché io, senza più scrupoli, la prendo per i fianchi e la giro a peso morto verso di me: “guardami negli occhi, bug chaser assatanata e repressa. Se le hai fatto qualcosa…” La pistola è sempre lì, pronta all’uso.

“Cazzo come devo dirtelo! Io non sono una… NON! SONO! UNA! BUG CHASER!!! Non più…” Ora sta urlando disperata, gli occhi pieni di lacrime dritti verso di me. “Mamma Orietta è viva e anche i suoi cuccioli, ascoltami se vuoi che ti porti da loro!”

Ha il tatuaggio, scrive anagrammi, ha parlato di gifter. Tre indizi fanno una prova: “da quanto tempo sei positiva Alex, perché lo nascondi? E soprattutto, chi te l’ha trasmesso!”

Quella, in realtà, era l’unica informazione di mio interesse; un altro Gifter aveva preso la negatività e verginità di Alexandra prima che potessi farlo io. E da quanto si sapeva, era riuscito anche a metterla incinta. Troppo, per me.

“Lui non c’è più, Adri. Loro non ci sono più! Gifter Luca. Ora capisci? E se è morto è stata solo colpa mia. Lui, Valentino e Arianna. Tre generazioni di gifter perse e solo perché io non ho fatto attenzione”.

Altro che verginità, negatività e gravidanze; qui lo shock è veramente troppo e senza dire una parola, metto le mani nell’armadietto degli assorbenti senza sapere neanch’io per quale ragione. Tiro fuori un pacchetto dopo l’altro, ce n’erano una decina e tutti sigillati nessuno poteva nasconderci dentro segreti!

Alla fine eccolo lì, un pacchetto di assorbenti aperto da cui ne mancava uno solo; all’esterno della confezione era attaccato un adesivo con una data e un codice QR. “Inquadralo Gifter…Cioè profiler””!

Ormai è chiaro che Alexandra stia prendendosi troppa confidenza con me; “è stato Luca ad avere l’idea del qr, la Filibui non l’avrebbe mai scoperto. Ma tu sì, Gifter, leggilo, è una cosa per te. Io e l’amore mio abbiamo deciso di nasconderlo qui, dopo aver buttato via l’ultimo panno prima che io restassi incinta.”

Ecco cosa voleva dire quella canzone, “Luca era gay e adesso sta con lei”. Riesco a stanare i peggiori serial killer e capisco meno di zero sui miei amici! Ero così convinto gli piacessero i maschi!

“L’avessi saputo, Alex”, ora sono io ad avere rimpianti. “Ti avrei messa sotto protezione, non avresti abortito mai! Avrei fatto carte false per salvare il figlio di Luca, ma tu…”

Non ho dimenticato il giorno in cui, al Buongiornissimo Café, Alex aveva confidato di essere incinta dal rettore Umberto Ganni. Quale ragione avevo per non crederle! Poi era stata così sgarbata con me!

“Lo capisci Adri”, lei insiste e io la prendo tra le braccia senza più esitazioni. “Profiler, ho decretato la loro morte per il mio orgoglio! Volevo proteggere Luca invece ho condannato lui e nostro figlio! Ho voluto usare la gravidanza sperando di sputtanare Ganni per la chiusura del campus, volevo farlo finire in galera e invece”…

Per l’ennesima volta, cerco di tenerla calma: “coraggio, Alex; Luca non ti vorrebbe vedere così. E neanch’io! Dobbiamo combattere per la verità, tutti assieme”. Di nuovo lei appoggia il dito sul codice QR! Non c’è più nulla da fare con gli assorbenti, prendo dalla tasca il coltellino che tengo sempre con me, e taglio l’etichetta dalla confezione.

Ci vuole poco per inquadrare il codice tramite il mio smartphone, e la prima cosa a comparire è un messaggio: “questo contenuto si autodistruggerà in 24 ore”. Pochi secondi di attesa, un conto alla rovescia, e finalmente ecco apparire una serie di brevi messaggi audio.

“Ehi! Adri! Amico mio! Sono innamorato!” Le prime note vocali erano tutte dello stesso tenore: “l’amore mio in vacanza”, “l’amore mio ammalato”, furbo il ragazzo: usava la parola “amore”, di genere maschile, per non citare mai il sesso della persona fortunata.

In seguito però la voce e l’umore cambiavano: “Adri, sono un gifter; il mio amore è positivo ma, non so se ho fatto la cosa giusta, vuole nasconderlo, dobbiamo nasconderlo e nasconderci al mondo…”

Ma perché! Cosa ci sarà stato di male! L’avessi saputo, per quale motivo non mi ha mandato quei messaggi direttamente!

“Adri, sono controllato, il Dissanguatore controlla me e anche te, se puoi, io, devo proteggere il mio gifter, e i miei discendenti virali, tutti e due, aiutami… Ma stai attento a sopra, sopra di te”.

Me lo stava facendo capire, povero Luca! Si stava pericolosamente avvicinando alla setta del killer. Voleva farsi giustizia da solo. “Adri, non crederci”, diceva un altro messaggio; “il Papero Offeso non è più quello che sembra, non sono andato via io, mi hanno licenziato!” Di questo già ero a conoscenza, ma le volte in cui invitavo Luca a non arrendersi, lui diceva sempre che il suo destino era segnato.

“Siamo nei guai, Adri! Tu sei il gifter di… Di chi ha ucciso Valentino. Sai, è stato Vale a darmi… A darmi il virus, poco prima di morire”.

Vorrei chiudere l’applicazione, le lacrime silenziose di Alexandra però sono un motivo sufficiente per proseguire con l’ultimo messaggio, stavolta scritto: “Valentino era da solo, anche la sua gifter era morta dissanguata. Arianna… Arianna Preziosi. Il killer dissanguatore li ha uccisi entrambi e ora tocca a me morire! Sono in pericolo ma voglio io decidere come e quando, ho preso un immunosoppressore e mi sono indotto l’AIDS! Io, Adri, ti ho sempre voluto bene… Proteggi Alexandra, aiuta nostro figlio, ti prego, comportati come se il virus gliel’avessi dato tu… Addio, e ricordati di me, del tuo amico Luca ogni tanto. Fai attenzione amico mio all’agente Floyd Turnpike, non è quello che sembra…”

Infatti Luca. Tranquillo. Floyd Turnpike presto si accorgerà di non aver mai avuto un gifter, né il virus.

Rispondi