I PlusBrothers e le nuove sfide

Far diventare i PlusBrothers da semplice scherzo a lavoro di dominio pubblico?

Concretizzando quest’idea eravamo consapevoli di doverci mettere continuamente in discussione per inventare sempre nuove storie di fantasia mantenendo vivo l’entusiasmo e la costanza nel pubblicare gli articoli, malgrado le circostanze personali o lavorative non sempre favorevoli che talvolta causano il famigerato “blocco dello scrittore”.

Ma se già questo non bastasse, a sollecitare lo spirito di avventura arrivano anche delle opportunità da cogliere al volo, nuove sfide che inducono alla riflessione. Per cui tocca fermarsi un attimo onde evitare di agire impulsivamente vanificando mesi, se non addirittura anni, di lavoro.


PlusBrothers e le paure iniziali

Quando nel 2019 abbiamo iniziato coi primi PlusBrothers disponibili per pochi eletti su Facebook, neanche lontanamente pensavamo di metterli a disposizione del pubblico.

Parlare di un tema complesso come l’HIV in un contesto di fantasia poteva suscitare grandi perplessità e critiche pesanti, in pochi lettori avrebbero capito le nostre intenzioni, avevamo pure alcuni presunti amici a scoraggiarci: “la gente non capirà, vi accuseranno di sponsorizzare comportamenti sessuali irresponsabili”, e così via. Invece siamo ancora in piedi e anzi vogliamo crescere.

Nuove sfide: problemi tecnici

Tutto è iniziato domenica 27 marzo 2022 quando ci siamo messi a controllare alcuni aspetti tecnici del sito web. Semplice cambio di un componente, operazione da pochi secondi in teoria ma alla fine ha causato un errore che ha mandato in blocco la piattaforma per l’intera giornata. Santo subito a chi ha inventato le copie di sicurezza! Però intanto abbiamo dovuto rinunciare all’articolo sul compleanno di Alison Grant. Pazienza, i nostri racconti sono per la maggior parte indipendenti dalle date e Ali potrebbe festeggiare gli anni quando vuole.

Social network ambiente poco adatto a noi

In una discussione con un amico abbiamo convenuto che sì, i social network specialmente Facebook ci danno traffico ma il pubblico di queste piattaforme è poco idoneo a un lavoro come il nostro perché, di fatto, le persone leggono solo i titoli degli articoli e questa tendenza è andata crescendo, rispetto al 2016 anno in cui “MySocialWeb” ha pubblicato il contenuto da noi appena menzionato.

le persone condividono prima di leggere, quindi giudicano prima di aver ascoltato.

Appunto. Giudicano dall’anteprima senza avere la minima accortezza di approfondire cos’hanno davanti ed è forse questo il motivo per cui molti nostri amici hanno voluto scoraggiarci.

In effetti c’è qualcuno che ci ha accusato di sponsorizzare i bug chaser, la sottocultura di persone intenzionate a prendere l’HIV di proposito. Casi molto rari nel mondo reale per quanto in Internet se si va in cerca è pieno, in tal caso però è tutta gente che lavora di fantasia.

Di fronte a queste poche ma tanto rumorose accuse allora, ci siamo chiesti: se credono di poterci giudicare senza averci letto o ascoltato, noi per cosa scriviamo? Tanto meglio considerare l’idea di affidarci a reti sociali più indirizzate a chi ama l’approfondimento e la ricerca.

Medium, la terra promessa?

Ci è stato consigliato di avventurarci in una piattaforma chiamata Medium in cui numerosi scrittori condividono materiale su vari argomenti più o meno tecnici, avremmo potuto grazie alle funzioni del servizio pubblicare lì i nostri articoli e renderli visibili a un numero più vasto di lettori. Peccato che informandoci meglio abbiamo appreso la chiusura di medium Italia nel 2017, e allora ecco la nuova sfida: let’s go international!

Mondo positivo in inglese, su medium, o dove?

Scrivere in inglese su Medium, e portare il mondo sierocapovolto fuori dall’Italia? Bella idea ma anche qui abbiamo dovuto scontrarci con un ostacolo insormontabile: come molti lettori sanno, uno di noi autori è non vedente. Non sarebbe un problema di per sé ma ci siamo trovati a fare i conti con l’editor di Medium che a differenza di quello presente qui in WordPress non rispetta le linee guida sull’accessibilità del web – evitiamo i tecnicismi, per carità! Allora le abbiamo provate tutte anche usando Markdown, linguaggio che già impieghiamo per scrivere i nostri post soprattutto quando ci troviamo in mobilità coi telefoni o tablet, però niente da fare: la persona priva della vista era costretta ogni volta a chiedere aiuto all’altra per la formattazione, per salvare la bozza in Medium, perché le intestazioni non erano giuste malgrado il codice formalmente corretto, e così via; così abbiamo rinunciato perché lavorare insieme non vuol dire dipendere uno dall’altro a causa delle barriere architettoniche! Nel 2022 non è più accettabile.

Soluzione sito multilingua

Un’altra prova è stata quella di montare WPML un meccanismo di traduzione in inglese nello stesso sito italiano dei PlusBrothers in modo da lavorare in parallelo fra le due lingue. Niente, anche qui errore tecnico che ha bloccato la piattaforma, e in più i contenuti extra – glossario e parole chiave – presenti nel nostro blog per essere compatibili con WPML richiedevano dei componenti a pagamento che non ci possiamo permettere economicamente.

Quindi, l’unico rimedio è usare WordPress in altra piattaforma, poco male! Avevamo pensato anche a Wattpad ma come interfaccia non ci piace, ci sono troppe barriere architettoniche pure lì.

Le parole sono importanti

Ora che abbiamo trovato la quadra dal punto di vista tecnico, resta risolvere il problema delle parole: “bugliano” è una località impossibile da usare nelle storie internazionali perché “bug lì ano” è un gioco di parole in lingua italiana, anche se “bug” è un soprannome attribuito all’HIV in gergo americano specie in una certa sottocultura; per cui dobbiamo inventarci il nome di una città fittizia che sappia rendere un doppio senso col “bug” e un nome di città quantomeno realistico.

Abbiamo provato diversi city name generator e preso ispirazione da un utile articolo su come inventare nomi di città fantasy, ancora non siamo contenti delle nostre conclusioni ma è solo questione di tempo perché la più accreditata è far alloggiare i PlusBrothers internazionali a BugTown, città fittizia incontrata in alcuni giochi su Guerre Stellari almeno così risulta da alcune ricerche in rete.

Ma la fatica più grande sarà quella di reinventare parzialmente le storie poiché non possiamo giocare con gli anagrammi come facciamo in italiano. Vorrà dire che HIV di Bugliano diventerà “HIV from Bugtown” e avrà altre capacità anziché quella di risolvere enigmi con le lettere, il problema è relativo.

E no, questo non è uno scherzo d’aprile! Vogliamo mettere in piedi la piattaforma internazionale a lungo termine. Per luglio 2022? Prima? Dopo? Azzardiamo di avere già un paio di post per il 26 agosto 2022, nostro terzo anniversario! O almeno proviamoci.

Abbiamo sbagliato tutto

Sia per lavoro o divertimento, costruire un blog è un’esperienza impegnativa che porta con sé molti errori e noi abbiamo sperimentato in prima persona cosa vuol dire sbagliare organizzazione del materiale.

Gli standard dei siti in WordPress non corrispondono perfettamente all’attività che abbiamo messo in piedi perché se le nostre sono storie coi personaggi che interagiscono fra loro, la maggior parte dei blog è concentrata su immagini, video, guide o recensioni; ma proprio da alcuni autori specializzati in WordPress ci siamo trovati a metterci in discussione su un errore.

Nella sua guida all’uso di tag e categorie su WordPress, Tiziano Fogliata afferma:

Se ogni volta che scrivi un articolo crei nuovi tag e se sul tuo sito WordPress il numero di tag creati è uguale o superiore a quello degli articoli pubblicati, probabilmente stai sbagliando qualcosa.

Ecco, appunto, non diciamo altro. Per questo è dal 10 aprile che ci siamo fermati con le pubblicazioni delle storie e siamo qui a fare le pulizie di primavera!

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