La comunità PlusBrothers

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A Bugliano, comune in provincia di Pisa inventato come pagina satirica sui social, vive una comunità altrettanto di fantasia chiamata PlusBrothers, il cui nome deriva da un’assonanza coi Blues Brothers per indicare il senso di fratellanza, l’importanza della musica nella loro vita quotidiana, e soprattutto il segno Più, riferito alla positività all’HIV – il virus che a differenza di quello antagonista e reale, è uno dei migliori alleati per i suoi umani.

Oltre al nome, anche la località non è stata scelta a caso; Bugliano risulta un luogo evocativo perché in alcuni contesti della realtà gay, “Bug” è un appellativo con cui viene definito il virus HIV e il gioco di parole “bug lì ano” è arrivato pressoché immediatamente.

Raccontiamo le storie dei personaggi che in un modo o nell’altro fanno parte o hanno conosciuto la comunità, alcuni di nostra creazione e altri liberamente ispirati a storie tratte da libri o serie TV già esistenti.

I Personaggi

Ognuno ha il suo ruolo e lo conosceremo tramite le sue parole, nelle varie storie che lo riguardano.


protagonisti

La gerarchia

Come in tutte le comunità, anche i PlusBrothers di Bugliano hanno la loro gerarchia i cui livelli devono essere rispettati alla lettera; nessuno può avanzare per raccomandazione di qualcun altro o corruzione! Si ispira molto liberamente alla Sicilia narrata da Leonardo Sciascia all’interno del libro Il giorno della civetta

La scala sociale, partendo dalla posizione più alta alla più bassa, è divisa così:

  1. . Il grado massimo, ambizione di tutti ma privilegio di pochi. Trasmettere è una missione, e sanno prendersi l’onere di seguire passo passo chi riceve il virus da loro, affinché possa diventare gifter a sua volta e ingrandire la comunità. Paragonandoli a Sciascia, sono senza dubbio gli uomini. Un solo divieto per loro: non entrare in contatto diretto col sangue di un negativo – umano o animale che sia. Anche i contatti fisici coi negativi indipendentemente dal sangue sono ridotti al minimo, eccetto quando finalizzati a un percorso verso la trasmissione virale.
  2. Positivi. Hanno il virus ma dipendono dal loro gifter, trasmettere importa relativamente: se succede OK, altrimenti pazienza. Paragonati a Sciascia, mezz’uomini. Non puntano in alto, ma sanno fare anche il bene e prendersi certi impegni. Anche per loro vige il divieto di non toccare il sangue negativo.
  3. Non rilevabili: hanno il virus ma lo “incatenano” coi medicinali bloccandone la trasmissione. Nella comunità sono trattati come chi si vanta di possedere abbigliamenti firmati, salvo poi indossare delle evidenti contraffazioni. Nella gerarchia di Sciascia, ominicchi. “Bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi”. A loro i contatti senza secondo fine coi negativi non sono vietati ma non è un privilegio, anzi.
  4. , o semplicemente Chaser. Negativi bramosi di integrarsi nei PlusBrothers ottenendo il virus, alcuni però sono invadenti e vengono emarginati ancora di più. Paragonato a sciascia, un chaser insistente potrebbe essere un “pigliainculo”: senza prospettive, eccetto la sottomissione.
  5. Negativi. Sono sicuri di essere senza il virus; vengono discriminati dalla comunità ma per farne parte devono meritarlo, non tutti ci riescono: chi ha un carattere difficile deve faticare più degli altri a guadagnarsi il virus, se commettono violenza invece ne sono completamente esclusi.
  6. Sommersi. Convinti di essere HIV negativi pur non avendo effettuato mai un test, disprezzano e insultano i positivi considerandoli esseri inferiori ma trasmettono inconsapevolmente un ceppo virale arrivato da chissà dove, rischiando di compromettere quello della comunità. Volendoli paragonare a Sciascia, “” e “quaquaraquà” sono molto simili. “Dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere”.

Le regole

Ogni gerarchia che si rispetti, ha le proprie regole di convivenza civile e soprattutto finalizzate a raggiungere il grado più alto; i PlusBrothers non sono da meno, e ce ne sono per tutti. Più si sale di livello, più si hanno responsabilità.

Regole generali.

  • La musica è essenziale per la comunità. Mai sottovalutare le canzoni, che influiscono bene o male nella vita quotidiana.
  • HIV di Bugliano è un’entità fisica e giuridica con diritti e doveri pari a ogni altro cittadino, compreso il voto.
  • Il virus gioisce e soffre esattamente come la persona che lo ospita; di conseguenza, emozioni o comportamenti spiacevoli, possono condizionarlo e renderlo aggressivo.
  • Virus e animali domestici possono convivere, l’importante è rispettare le loro esigenze garantendo le attenzioni che entrambi chiedono.
  • Maleducazione, violenza e prevaricazione non sono ammesse nella comunità. Nulla può giustificare aggressioni, furti, violenze sessuali e omicidi.
  • L’HIV non parla il linguaggio umano, interagisce però attraverso i testi delle canzoni in sottofondo nelle varie circostanze e, in casi estremi, con giochi di parole specialmente anagrammi.

Per i negativi

  • Nulla è dovuto. Il virus è un regalo e come tale va accettato, non preteso.
  • Discriminare i positivi non è un’opzione, anche se da questi ultimi ci si sente emarginati. vietata anche nei media e nelle istituzioni.
  • Divieto assoluto di utilizzare oggetti comuni: per i negativi è obbligatorio avere stoviglie, lenzuola e asciugamani monouso.
  • Il ceppo virale della comunità è quello di Mercury. Non apprezzare l’artista in oggetto, comporta espulsione immediata.
  • Anche se la scelta è reciproca, l’ultima parola su trasmettere o no, spetta sempre al positivo.
  • Il Comune di Bugliano distribuisce opuscoli informativi, preservativi e perciò ogni negativo ha tutti i mezzi per rimanere tale. Non avvalersene, significa aprire consapevolmente la porta al virus.

Per i positivi.

  • Nei referendum, elezioni politiche, assemblee condominiali… il voto di un positivo vale due, includendo anche il virus.
  • La simbiosi tra HIV e ospitante è la base della convivenza, perciò è necessario che le due entità imparino a conoscersi e confrontarsi per tutto il tempo che ritengono sia opportuno senza forzare la mano.
  • Il legame tra donatore (gifter) e ricevente (chaser) è indissolubile, quindi le due soggettività devono scegliersi con attenzione.
  • Ogni Gifter ha il dovere di stare vicino al proprio Chaser in tutto il periodo fra il primo incontro e il risultato positivo, premurandosi di offrire anche servizi extra (inclusa colazione a letto) se richiesto, ragione per cui è severamente vietato averne più di uno in nello stesso momento.
  • Fidarsi del proprio Gifter. Qualora ciò non accada, si è obbligati a prendere le pillole che impediscono la trasmissione virale (inibitori).
  • Non farsi dare virus provenienti da fuori Bugliano. Sono pericolosi e possono contaminare il ceppo originale della comunità… E di Freddie Mercury.
  • Divieto assoluto di trasmettere senza consenso, peggio ancora se con l’inganno o la violenza. Positivo e Negativo devono essere perfettamente consapevoli l’uno dell’altro.
  • Contatti fisici coi negativi: solo se finalizzati a una conversione a breve o lungo termine, sono consentiti. Se per qualunque ragione si entra in contatto col sangue di un negativo o un animale è obbligatorio usare i guanti, altrimenti occorre un periodo di quarantena che varia a seconda della quantità di sangue: nessun positivo deve sporcarsi le mani col DNA di un negativo o un animale.
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