La posta del culo flash: e se la carica virale si alza?

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Insomma! Basta girare l’occhio e arriva la posta del culo. Puntuale come le campane a mezzogiorno.

A voglia le associazioni a mostrare le evidenze scientifiche e noi a girare i video ai nostri amici, stavolta la posta del culo è arrivata di persona: “oh dio, sì, carica virale non rilevabile, U=U e rapporti senza rischio ma se il virus decide di alzarsi? Mica te lo dice!”


Se il virus si alza

La prima risposta uscita dal cu… dal cuore è “HIV si alza quando mi alzo io sempre ammesso che abbia voglia di tirarmi su dal letto” oppure “se sapevo che oggi incontravo te e le tue stupidaggini, io e il virus saremmo rimasti volentieri sotto le lenzuola.”

Poi la razionalità prende il sopravvento e gli si risponde a modo: impossibile sbagliare, U=U è un’evidenza scientifica dimostrata da anni e la carica virale dell’HIV non può passare da non rilevabile a migliaia di copie così da un minuto all’altro senza motivo, l’HIV non è come noi umani capaci di farci venire il brutto umore all’improvviso soltanto leggendo qualcosa in Internet. Casomai è il virus a sopportarci e farà una enorme fatica a comprenderci!

La posta del culo: carica virale sempre sotto controllo!

“Ma come faccio a fidarmi! Se la carica virale si alza e io non lo so! Io vorrei sempre averla sotto controllo per essere sicuro!”

Allora facciamo così: il prossimo brevetto all’università di Bugliano sarà il virus monitor. Con lo stesso principio del saturimetro si applica al dito (i maschi si chiederanno quale dei 21), e lui darà secondo per secondo in video, Braille o voce i valori della carica virale in diretta prima, durante e dopo un contatto intimo più o meno occasionale.

Costo dell’operazione? 999 euro al secondo.

Nei racconti di fantasia stiamo pensando di introdurre un apparecchio simile però nel mondo reale non esiste, per cui bisogna anche smetterla con questa inutile sfiducia verso la scienza e la medicina (per favore nessuno venga su questo blog a mandare commenti contro questa o quella pratica medica perché sarebbe il posto sbagliato).

Superstizioni sì, U=U no?

Quelli che credono ai sette anni di sfortuna quando si rompe uno specchio, sono gli stessi a non credere al fatto che una persona con HIV in terapia è impossibilitata a diffondere il virus. Le loro paranoie sono più forti degli studi scientifici e pensano che il miglior metodo di prevenzione sia tenere a distanza una persona HIV positiva.

Dopo, però, vanno a letto con mezzo mondo “perché si fidano” di chi non si è mai fatto un test in vita sua e che diffonde il virus senza saperlo e poi te li trovi al reparto infettivi come “late presenter”, vale a dire in AIDS conclamato dopo dieci-quindici anni di positività inconsapevole con tutte le possibili conseguenze del caso. Non c’ero, e se c’ero dormivo; poi il problema è la nostra carica virale che potrebbe avere la giornata storta e alzarsi. Ma dai!

Sarebbe anche ora di finiamola perché fino a che si scherza, noi ci stiamo anche; ma siamo nel 2023 e vorremmo che si avesse un po’ più di fiducia nei progressi scientifici, gli stessi progressi che ci permettono di avere Internet.

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