La posta del culo flash: creatori digitali?

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Come si definiscono le persone che producono contenuti in rete? A casa nostra, creatori digitali; ma la posta del culo la pensa in modo diverso.


Chiamare le cose col loro nome

Il nostro approccio con la realtà non è mai cambiato e quando ci troviamo di fronte a una situazione, cerchiamo di chiamarla sempre col suo nome: quando uno ha la testa fra le nuvole, non è “rincitrullulito” come dicono i personaggi del film Bambi; s’è preso una sbandata! Stop!

Allora, se noi allestiamo uno spazio web dove condividere storie cosa siamo? Blogger, cazzo. Blogger. Esattamente come i vari ferragnez della situazione solo che loro hanno più visite, e soldi, di noi. Eppure non ci sentiamo sminuiti, né tanto meno falliti, per questo.

Fin dall’inizio ci è importato poco di contare i visitatori, perché noi più del numero guardiamo i risultati e quando ti accorgi di un visitatore passato dall’articolo semi-serio che parla di puntura sul culo al sito italiano sulla profilassi pre-esposizione da HIV, la soddisfazione è enorme.

Non è scontato che quel lettore utilizzerà davvero la profilassi anti-HIV, dire “noi abbiamo contribuito a un’infezione in meno” non è opportuno e forse è pure da megalomani, ma è una soddisfazione maggiore rispetto ad avere cento visite da persone rimaste qualche secondo e che poi se ne sono andate.

La posta del culo: creatori digitali a voi?

Sì, creatori digitali a noi. A noi che abbiamo avuto un’idea, condivisibile o no ognuno poi decide per sé. A noi che investiamo il nostro tempo e passione per portarla avanti; creatori digitali grandi o piccoli non vogliamo sminuire chi ha lavorato sodo per potersi definire con quella parola ma se permettete, non ci stiamo chiamando medici o psicologi senza averne la competenza e non siamo insegnanti laureati all’università della strada. Amiamo scrivere contenuti di nostro pugno e vogliamo, pretendiamo, di essere rispettati come tali.

Ci sono creatori digitali molto più bravi e coraggiosi? Senz’altro, noi li seguiamo e in qualche modo impariamo da loro. Soprattutto quando si tratta di documentarsi su eventi o tematiche reali perché non possiamo né vogliamo scrivere senza conoscere.

Alla posta del culo però evidentemente prude, perché qualcuno si è risentito dopo che abbiamo categorizzato la pagina Facebook del Mondo Positivo come “creator digitale” quando, a suo dire, bastava “blog personale”. Formalità, perché salvo la posta del culo e poco altro, di “personale” su questo sito c’è pochissimo: non vogliamo che la gente si concentri su di noi come persone, ci dissociamo dal cosiddetto attivismo performativo.

Secondo la posta del culo è una questione di rispetto per chi si è impegnato e sacrificato: “anch’io suono la chitarra e i miei amici si divertono però non mi farei mai chiamare chitarrista”.

Infatti non ci siamo definiti scrittori né autori o peggio “influencer” e non vogliamo che qualcuno ci dia questo appellativo. Ma creatore, a eccezione del nome dato alla divinità cristiana, è un termine generico che vuol dire tutto e niente.

Abbiamo le prove che sia stata la divinità a creare il mondo? No, eppure la si chiama “creatore” anche se non si ha fede; noi invece ci siamo e, nel nostro piccolo, ci impegniamo anche facendo sacrifici perché nel nostro Mondo Positivo crediamo e come. Piace a noi e piace ai nostri lettori.

Ah, sì, la posta del culo pensa che noi non abbiamo diritto di chiamarci creatori digitali perché non mostriamo la faccia nel blog.

Quanto fa tenerezza sentirsi accusare di “non mostrare la faccia” dagli stessi che si presentano con vasi di fiori, bandiere russe, personaggi dei super eroi o gattini. A noi mostrarci non interessa perché vogliamo che gli altri non si concentrino su chi scrive, ma sul contenuto; i virus non guardano sulla faccia i loro umani, perché voi dovreste guardare noi?

Al netto dei vostri giudizi comunque siamo creatori digitali lo stesso e, sapendo di avere la faccia come il deretano, non ve la mostreremo perché è dal culo che escono i nostri testi. Quindi mettetevela via.

8 commenti su “La posta del culo flash: creatori digitali?”

  1. La chiusura di questo post mi ha fatto scompisciare dalle risate!!! (Sì, arrivo fino alla fine di un post quando mi suscita interesse)

    Non ci rimetti la faccia (di culo) e non va bene; inserisci elementi personali (es. foto, articoli, storie, …) e comunque c’è gente che ha da ridire perché o spammi troppo oppure parli troppo, che tu sia comune mortale o influencer. Insomma, come fai sbagli. Tanto vale sbagliare con stile, con o senza faccia (di culo).

    Buona giornata!

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    • E noi ci divertiamo a prenderli in giro.

      Se ci si racconta a cu … aperto (scegli tu se cuore o culo) la gente è pure venuta a dirci “avete scambiato il blog per una seduta di psicoterapia?”

      No. Ma siamo stanchi di un mondo in cui si racconta solo quello che si vuole sentire!

      A certi ha dato fastidio “il cambiamento positivo” – https://www.plusbrothers.net/cambiamento-positivo-hiv

      “certe cose non vanno raccontate” ah no? Troppo abituati ai gattini, loro!

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      • E vogliamo parlare di chi ti sabota o tenta di farlo perché “il paese è piccolo, la gente mormora” (gente = io)?
        Che continuassero a vedere i video dei gattini, senza offesa per questi ultimi, chiaramente, che sono bellissime creature.

        C’è dell’altro che voglio evidenziare in queste rotture di c…. (Qua decidete voi, se il cazzo, il cuore, il culo, …): persiste ancora il pregiudizio secondo cui chi crea dei contenuti digitali:
        1) non abbia un c… da fare (laddove ci si giostra con tanti altri aspetti della realtà – primo lavoro, gestione della casa e dei suoi abitanti, altro);
        2) ci metta due secondi (sì, certo, come no!);
        3) non lavori come si lavora con una zappa o in miniera (come se svolgere professioni diverse dallo zappatore o dal minatore significhi sminuire questi due lavori);
        4) stia sedutə tutta la giornata davanti al PC per divertimento (culo, schiena e occhi ringraziano per quanta salute si perde davanti a uno schermo).

        In Italia, soprattutto al Sud, a mio parere stiamo ancora indietro su tanti aspetti, nondimeno sulla validità del lavoro che c’è dietro la creazione di contenuti digitali. Sapete quante persone hanno pensato che in DAD i/le docenti non abbiano fatto un tubo? Certo, ne avevamo tutto il diritto perché il lavoro in DAD non era regolamentato, almeno non all’inizio, ma personalmente mi sono fatta un culo così insieme alle mie ex classi che hanno dato davvero tanto a livello di contenuti digitali e non solo. Un’alunna, per esempio, creò un itinerario dell’Irlanda del Nord a tema “Game of Thrones”, un gruppo organizzò una simulazione di dialogo in aeroporto usando TikTok, un’altra alunna un ppt sul concetto di muro sia dal punto di vista storico e “fisico” sia a partire da quattro canzoni di “The Wall” dei Pink Floyd, quindi un muro “invisibile”.

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        • I pregiudizi, siamo abituati a viverli e anche se ci stancano proviamo a ribattere con la gentilezza perché NOI non siamo come LORO.

          “Non puoi essere cieca, scrivi troppo bene in italiano e fai pochi errori di battitura! Non puoi avere un blog!”
          “Non puoi essere sieropositivo altrimenti non scherzeresti”.
          “Come fate a essere amici da anni una etero e un gay senza innamorarvi e soffrire? Chissà se un giorno vi sposerete e lui torna ”sulla retta via.””

          Noi non corrispondiamo allo stereotipo in cui parte della società vorrebbe ingabbiarci e questo li manda in crisi! Il paese è piccolo, la gente parla, anche se non si tratta di paese piccolo abbiamo anche noi i nostri parlatori a vanvera e ci siamo sempre difesi coi nostri mezzi.

          Abbiamo un profondo rispetto per i lavori manuali e fisici, anzi guai se non ci fossero zappatori muratori elettricisti ecc. Però non sono le uniche persone che lavorano, a noi dà fastidio sapere quanto si dica male dei giovani, poi.

          Perché c’è qualche diseducato che fa danni, allora tutti i giovani non sanno fare niente – quando sappiamo alla perfezione che di solito a far danni sono i vari mutaforma dai 40 anni in su:

          prima sono esperti di calcio, poi di virologia, poi di geopolitica, di fisica, geologia, per passare alla medicina legale, i poveri cristi morti col pullman per loro sono stati vittime del vaxxxino azzazzino perché l’autista ha avuto un malore causato dal suddetto.

          E noi muti, perché se parliamo ci escono solo improperi.

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  2. In certi casi il silenzio è la soluzione migliore. Un silenzio che dice “fatevi i fatti vostri”, “Parla pure, ché tanto io non cambio per te”, “Non spreco il mio tempo a spiegarmi, a chiarire, a giustificarmi con chi non vuole ascoltare ragione” e altro, fino al liberatorio vaffanculo in casi estremi.

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    • la cosa imbarazzante è doversi continuamente giustificare: per alcuni addirittura la nostra esistenza, altri perché ci chiamiamo in un modo e non in un altro che vogliono loro, e che guarda caso sminuiscono sempre.

      Il Mondo Positivo non è il classico blogghetto personale dove ci si racconta la propria vita sotto forma di diario; ci sono delle storie che abbiamo creato, delle idee, anche discussioni accese tra di noi.

      E quindi anche se non stiamo 24 ore su 24 al pc a spaccarci la schiena, vogliamo essere rispettati come blogger e creatori digitali!

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