La posta del culo: non siete normali!

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Cari gay, non siete normali. Fatevene una ragione.

Questa frase di cui non citiamo l’autore per non offrirgli ulteriore visibilità ha riempito i media social e tradizionali dell’estate 2023 ma il personaggio in questione l’ha fregata alla Posta del Culo.


Merda fa soldi

Era un proverbio di campagna nelle zone del Veneto: “merda fa schei” (soldi) riferito al fatto che le feci umane e animali erano -e sono!- un ottimo fertilizzante. Maleodorante di sicuro, impossibile aprire le finestre se abiti in una zona dove si concima in quel modo, ma probabilmente è meno nocivo di certi materiali inquinanti che si spandono nell’aria.

In senso metaforico invece la sporcizia generata dall’essere umano a livello artistico o letterario, fa tanti soldi e poi la puzza inquina e come!

Se il mondo non ti si fila cos’è che devi fare? Sparala grossa contro le cosiddette “minoranze”, facci magari un libro, dallo ai contatti giusti e aspetta. Se poi finisci nelle classifiche grazie alle visualizzazioni chi se ne importa se uno clicca sul tuo libro per parlarne male, importante è che sei sulla bocca di tutti!

Il grave è che, ogni volta, sono loro a fare più baccano e successo mentre noi oppositori a certi approcci violenti continuiamo, seppur negativamente, a dar loro visibilità e alcuni addirittura auspicherebbero il divieto di certi libri.

Noi come blogger siamo contrari a tutto questo: la libertà di espressione ha due facce e se vogliamo il diritto di scrivere contenuti a favore LGBT, contro lo stigma su HIV e quant’altro, dobbiamo accettare che in giro ci siano anche persone e media di pensiero opposto.

Nel contesto artistico/letterario, a questo facciamo riferimento; perché se lavori per lo Stato e giuri sulla Costituzione non devi poter parlare in un certo modo! Pensalo anche, parlane al bar, ma se scrivi libri del genere e li rivendichi, sei incompatibile col tuo giuramento.

Come se un medico si prendesse in diritto di sparare alle persone malate terminali senza che questi ultimi abbiano scelto alcun protocollo di fine vita. Perché, tanto, dice il dottor Morte, “devono morire lo stesso e se gli sparo la sanità risparmia”.

Grazie al cavolo, e tu così col giuramento di Ippocrate fai il giuramento di Ipocrita.

Ci domandiamo com’è possibile che i vecchi e nuovi media cadano sempre nella stessa trappola? Indignarsi è giusto sicuramente, e doveroso di fronte a certa violenza verbale però lo “squadrismo” di inondare un libro con le recensioni negative senza averlo letto, o semplicemente facendo la ricerca, lo fa schizzare in classifica regalando soddisfazione erotica a un autore che neanche gli editori si erano filati. Sarà anche una persona con cui non siamo d’accordo ma, a livello di visibilità, si è dimostrato più furbo di noi e ci ha usati.

A maggior ragione perché ci sono individui che considerano questi “primi posti in classifica” come un boom di vendite in pochi giorni quando è questione di algoritmo che manda in alto i prodotti più visualizzati, col risultato che i cosiddetti “avversari” godono doppio e si sentono autorizzati a volare ancora più in alto con le, chiamiamole, “provocazioni”. In Internet li chiamano “troll” ma la vita reale funziona allo stesso modo.

La posta del culo: non siete normali!

Questo ce lo siamo sentiti dire un sacco di volte dagli odiatori quando non sanno come argomentare sul nostro conto; chi per l’omosessualità, chi per la disabilità, condizioni ovviamente diverse e che non sono paragonabili una con l’altra ma, in comune, hanno il fatto di non essere state scelte; siamo nati così, e così restiamo.

E no, non puoi sceglierti di essere omosessuale o etero; non siamo comunque sessuologi e lasciamo questi discorsi a chi ha più competenza di noi.

Orientamento e gusti

Spesso quando si parla di gay vs. etero immaginando lo scenario di uno che ci prova, la risposta più gettonata è: “no, io ho altri GUSTI”.

Sbagliato perché l’orientamento è l’attrazione sessuale verso uno o l’altro individuo mentre “i gusti” vanno oltre.

Cerchiamo di spiegare con la massima semplificazione prossima alla banalità. Supponiamo che esistano solo “omo ed eterosessuale” senza contare tutto il resto dalla bisessualità in avanti:

“Sono etero” o meno tecnicamente “mi piace la fregna” è l’orientamento, i gusti invece approfondiscono quale tipo di donna ti piace.

Mi piacciono le more piuttosto che le bionde, le alte o le basse, o andando ancora più in là “quelle intraprendenti” o “quelle remissive”.

Potrebbe anche succedere di conoscere una donna perfettamente compatibile coi propri gusti fisici e caratteriali, ma poi non combinarci niente di sessuale perché è una persona transgender (nata biologicamente uomo) e a quel punto sta all’etero in questione comportarsi e declinare civilmente o lasciarsi andare alla transfobia.

Giusto per precisare: la fobia arriva quando si genera la violenza, il rifiuto è qualcosa che invece nel contesto delle relazioni può assolutamente starci. Anche nel caso dell’HIV che qui trattiamo.

Nessuno deve sentirsi obbligato a una relazione che non vuole, altrimenti a questo punto uno direbbe che se il gay rifiuta le avance di una donna è misogino o peggio ginecofobico, invece non è così; inutile lottare sul consenso e poi accusare chi non vuole amarci perché non gli piacciamo, qualunque motivo sia.

Se uno non gradisce le donne basse cosa deve fare? Obbligarsi a stare con una alta un metro e un barattolo solo per non essere accusato di qualche fobia? Si rispettano i gusti, e l’orientamento sessuale, delle persone che ci stanno intorno e questo vale per gli etero, i gay, e tutte le sfumature possibili.

Obbligare un uomo gay di stare con una donna o viceversa, è violenza. Punto. Non se ne discute più.

Normalità? Cosa vuol dire?

Inutile prenderci tanto per il culo: rispetto alle persone LGBT, quelle etero sono la maggioranza; rispetto a quelle con disabilità, quelle con tutti i sensi, il fisico e i neuroni funzionanti sono la maggioranza e questo è un dato incontrovertibile.

Quindi, per gli omofobi, “la normalità” significa essere eterosessuali? Non proprio, e non solo; per questi individui “normale” vuol dire omologato, che di conseguenza si sforza di combattere chi non pensa e non vive come lui.

Eppure “normalità” è un concetto così soggettivo! Diamo per vero che sia “normale” il comportamento della maggioranza. Perfetto.

Quanti siamo nel mondo? Circa otto miliardi; dell’intera popolazione mondiale, in quanti sono poveri? Perché vivono in zone climaticamente sfavorevoli, perché economicamente non possono permettersi molto, per vari motivi. Allora secondo il concetto di “normalità” la povertà dovrebbe essere normale! Quindi? Per quale motivo, se fosse “normale”, una persona civile dovrebbe auspicarne la fine?

Dato il loro solito inneggiare alla “natura” quando farneticano, la nominiamo pure noi: la natura non prevede discoteche, né ospedali, né ville… Per cui se sei un politico omofobo puoi dare l’esempio seguendo natura e vivere in una caverna poi, se ti ammali, schiatti.

In quanti paesi al mondo vengono rispettati i diritti umani in genere? Probabilmente il mondo occidentale e pochi altri, per cui secondo il concetto che lega “normale” a “maggioritario”, la normalità imporrebbe la violazione dei diritti umani.

Anormali no, ma la diversità non va nascosta

Dire a qualcuno che “non è normale” lo mette in condizione di inferiorità: non segui “gli standard” che io ti impongo, quindi non ti voglio garantire i miei stessi diritti: se sei come sei è responsabilità tua e te la sbrogli accettando di essere emarginato.

Già ribadito in altro post che non entriamo nella discussione sui figli, ma questa cosa che “biologicamente non puoi quindi non hai diritto di”, nel 2023 non ha senso perché è un concetto pericoloso, molto pericoloso. Poi uno sulla procreazione assistita in varie modalità la pensi come gli pare, a noi non interessa sapere chi dei nostri follower pensa cosa, è proprio questo sbandierare la “natura” che ci schifa.

Sarebbe come dire: “la carrozzina è contro natura, se non muovi le gambe fattene una ragione! Non puoi pretendere di andare in giro come gli altri!”

“Tu non ci vedi! Il dito indice misura pochi centimetri, fattene una ragione, fa brutto vederti muovere un bastone lungo un metro e mezzo come prolungamento del dito, o peggio che usi un cane sfruttato per i tuoi comodi! Accetta che non vedi e fatti accompagnare da un altro o stai a casa”. Anzi no, perché anche l’accompagnatore umano sarebbe un occhio in affitto quindi contro natura anche lui.

E il sangue, donare e ricevere sangue altrui… neanche discuterne!

Cosa dire infine dei virus: gli antivirali sono contro natura! Sei diventato HIV positivo da un rapporto sessuale non protetto? Hai seguito il tuo istinto, “la tua natura”, allora che l’HIV segua la sua!

Nel Mondo Positivo in cui il virus è amico e alleato degli umani, il ragionamento non fa una piega; ma qui siamo nel mondo reale e neanche ci si dovrebbe tanto scherzare.

A questo punto anche le guerre fanno parte della natura: competizioni per il territorio, per il cibo o l’accoppiamento, la pace è qualcosa che abbiamo inventato noi e che la società civile ha portato avanti; società civile che, in natura, non c’è! Allora secondo quella filosofia dovremmo considerare normale anche la guerra.

Parlare di “diversità” è invece un altro concetto perché non è assoluto, e soprattutto è reciproco: se io sono diverso da te, tu allo stesso modo lo sei da me, partendo dall’aspetto fisico, l’orientamento sessuale e i gusti (sessuali, musicali ecc).

La diversità reciproca è quindi una cosa di cui va tenuto conto e, se pur essendo “diverso da te” voglio avere gli stessi diritti e doveri tuoi, devo rispettare le mie esigenze e le tue! Banalmente, se a Tizio interessano i libri polizieschi e a Caio quelli storici, non possono pretendere di stare insieme nello stesso padiglione di una mostra letteraria se la storia e il crime sono dislocati in zone diverse.

Negare la diversità o nasconderla è un errore perché si rischia di mettersi in difficoltà e acuire dei conflitti altrimenti risolvibili con la semplice comunicazione.

Portiamo sempre l’esempio del nostro blog la cui scarsa grafica probabilmente sarà oggetto di una prossima posta del culo:

sarebbe stato bello un mondo in cui tutto si possa fare ognuno coi propri mezzi ma la tecnologia ha i suoi limiti e, ancora, certi “miracoli” non si possono fare; nel nostro caso, nascondere che “la parte tecnica” del sito web è priva della vista, ci avrebbe fatto confezionare una figuraccia da incompetenti! Dire la verità allora non ci è costato nulla e se un giorno avremo la possibilità di migliorarci va bene, se no amen.

Stessa cosa col coming out in ufficio del polo positivo: caldo atroce, tre ventilatori addosso, colleghi che si lamentavano dell’aria. Problema: la vecchia terapia alzava, come effetto collaterale, la temperatura del corpo allora il caldo percepito era più alto di quello reale.

“Spegni i ventilatori!” “No, volete che svengo? Non ce la faccio”. Perché, per come, alla fine parlarne è stato l’unico modo per consentire agli altri di capire una esigenza differente e comportarsi di conseguenza. Impariamo a conoscerci e non alzarci i muri addosso, impareremo a rispettarci.

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