Puntura sul culo per prevenire HIV

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Non è un acchiappa-click, pratica da noi condannata a prescindere. Casomai è un click a chiappa visto che la puntura sul culo potrebbe diventare un nuovo metodo per prevenire HIV.


Profilassi e tempi tecnici

Parlando di prevenzione farmacologica all’HIV il tempo è essenziale, poiché se da un lato è giusto sfruttare al massimo i tempi tecnici di ogni sperimentazione e verifica, dall’altra parte gli ostacoli burocratici hanno come conseguenza più gente che là fuori contrae l’infezione.

La profilassi pre-esposizione (PrEP) in versione farmaco orale è arrivata in Europa nel 2016 – 2018 in Italia -, quando in America era commercializzata dal 2012; senza contare che il sistema sanitario nazionale italiano la rimborsa da fine aprile 2023 e, al momento in cui scriviamo, neanche in tutte le regioni quando invece in Europa questo sistema di prevenzione è accessibile a tutti da anni, sia a livello economico sia con le campagne informative.

E mentre in Italia ancora si fa fatica ad accettare la profilassi come pillola, in America nel 2023 sono due anni che esiste la long acting Prep.

Nome commerciale “Apretude”, principio attivo Cabotegravir, è prodotto dalla casa farmaceutica ViiV. Non avendo competenza dal lato medico e tecnico evitiamo di mettere lingua su questioni legate a effetti collaterali, funzionamento, e così via; però sappiamo che la modalità di assunzione è diversa: al posto delle pastiglie da prendere ogni giorno o in occasione dei contatti a rischio, la persona si fa fare una puntura sulla chiappa di culo ogni due mesi.

Noi qui ne parliamo perché la commissione europea il 15 settembre 2023 ha approvato la commercializzazione di questo medicinale e per l’Italia c’è da aspettare 60 giorni perché il prodotto venga classificato dall’agenzia italiana del farmaco.

La puntura sul culo

Indubbiamente la gestione della vita si alleggerisce, infatti la ricerca su HIV si sta orientando in questa direzione anche per i pazienti già positivi ma il problema è dato dai costi altissimi.

Cosa succederà, vedremo un futuro pieno di HIV negativi che per non prendersi il virus si faranno pungere il culo ogni due mesi? Chi può dirlo, ma lo stato dell’arte – mille euro a puntura – non è ottimale per un’accessibilità su larga scala. Ora è in mano tutto ad Aifa e alla casa farmaceutica ViiV Healthcare, che detiene il brevetto. Verrà fatta domanda per renderlo rimborsabile? Per averlo in Italia bisognerà aspettare che scada il brevetto del principio attivo? Noi non sappiamo cosa sperare, perché ogni ausilio o medicina utile e comoda, costa sempre un botto e se la possono permettere in pochi.

Vale sempre il solito discorso: nessuno venga qua a intavolare discussioni sul modello di “siamo comandati da BigParma” (un super mega prosciutto che ci finisce in testa, ovvio!) perché le stroncheremo sul nascere.

Abbiamo comunque una mezza certezza: dovessimo solo guardare ai soldi, lasciare che uno diventi positivo e pagargli i farmaci antivirali, allo Stato costerebbe meno ed è quanto le istituzioni hanno fatto fino a maggio 2023 prima di dare il via libera alla PrEP rimborsabile, e in qualche modo lo stanno facendo ancora evitando campagne informative diffuse in tutti i canali mediatici, riguardanti la prevenzione. Salvo, dopo, scatenare l’inferno mediatico davanti alle persone contagiate da Valentino Talluto e piangere i morti come Stefania Gambadoro, tanto basta “dargli all’untore” poi cala il sipario fino alla prossima volta e ci si lava la coscienza.

Nostro malgrado poco possiamo fare, a eccezione di mettere più persone possibili a conoscenza della profilassi; anzi, tutte le informazioni e aggiornamenti sono reperibili sul sito PrEP in Italia i cui gestori ne sanno molto, molto più di noi. Nel frattempo attendiamo lo sviluppo degli eventi ma una domanda ci sorge spontanea: e se facessimo come a Bugliano? ATePrude, rispetto ad Apretude, costa molto meno. Scherziamoci su!

Apretude? A te prude!

Il mondo reale non si discosta molto da quello finto, con personaggi discutibili che iniettano acqua fresca spacciandola come cura “alternativa”, si fanno pagare spropositi – e dopo la colpa è sempre di BIG PARMA…

Nel Mondo Positivo funziona così. La International Bugliano University Of Life ha stipulato una convenzione con l’azienda farmaceutica americana Med Usa.

Specializzata per lo più nei Medbed e la cura della pelle, fiutando il mercato della profilassi anti-HIV, Med Usa ha realizzato il suo farmaco PrEP somministrabile via iniezione intramuscolare. Ateprude.

Costa niente e viene assunto con una puntura sul culo almeno una volta a settimana; la convenzione entra in vigore nel Campus IBUOL il 3 ottobre quindi non ci sono ancora le prove che i nostri volontari siano rimasti negativi. Sappiamo però che passano ogni notte a grattarsi (o farsi grattare) le chiappe del culo. D’altronde Ateprude non ha il bugiardino, basta il nome!

A proposito, “il bugiardino” è un messaggio subliminale già di per sé:

“il bugiardino”? —> “ridi, Bugliano!”

Per il mondo reale aspettiamo cosa succederà con Apretude. A Bugliano con Ateprude, invece, esistono già le campagne di boicottaggio in cui hanno addirittura coinvolto un bambino.

Ma il culetto è mio, è mio perciò. La puntura, no no no!

Facciamo così: sguinzagliamo i potery forty della canciel chiulture e il polliticaly korrekt, perché in questo mondo reale dove la profilassi viene ostacolata è inopportuno dire “il culetto è mio perciò la puntura no.” Pippo Franco torna nel 1980 e cambia la canzone! Te lo dice la legione della teoria giender!

A maggior ragione perché il culetto è mio la puntura me la fò! Ogni modo è lecito per difenderlo! Uomo donna, gay etero o altro che sia! Scherziamoci su.


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