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Ultimo Natale per Raymond Still?

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Bugliano, 25 dicembre 2021. Mentre i cristiani celebrano il Santo Natale, qui al CampusIbuol abbiamo avuto altri pensieri: Raymond Still celebra la sua ultima festa.


La malattia di Raymond Still

Ho dedicato la mia intera esistenza a salvare gli altri e mai avrei pensato di trovarmi a combattere per me stesso! Quando ho dovuto io fare i conti con un male incurabile, quelle che avevo davanti nel mio studio non erano più le statistiche sulla sopravvivenza dopo una diagnosi infausta ma tonnellate di sale versato in una ferita aperta; “sei mesi”, c’era scritto. Nelle condizioni come le mie non sarei arrivato a dicembre. E invece eccomi qui!

Malgrado le disgrazie però, tutto sommato il 2021 è andato abbastanza bene: sono stato vicino a Zach Nolan, anzi Freddie, quando ha rivelato la propria vera identità senza che ci fossero grosse conseguenze (per il momento), oltre a farlo vincere la sfida natalizia whamageddon; sono riuscito a concludere con successo un importante studio sul virus HIV che ora è pronto a essere ufficializzato in tutto il CampusIbuol grazie al mio fidatissimo e prezioso allievo Adri, il primo a partecipare attivamente alla mia ricerca.

Certo, Freddie e sua figlia Tatiana possiedono il virus originale, ma il mio amato studente otterrà fra non molto dei privilegi che per ora agli altri non concedo.

Passeggiata di Natale

La mattina di Natale mi sentivo particolarmente bene così Adri e Tatiana hanno voluto portarmi a Marina di Bugliano per mostrarmi il mare d’inverno. Maledizione a tutti, sono fissati che questo sia il mio ultimo anno e non prendono in considerazione la mia voglia di vivere; se fallirà la scienza almeno voglio provare con la forza di volontà a distruggere la malattia!

In giro si dice che “l’erba cattiva non muore mai”, ci sarà una ragione sì o no?

Verso mezzogiorno Tatiana ha chiesto di andare in bagno e Adri ha dovuto attenderla fuori, purtroppo allo stabilimento balneare ancora non hanno accolto le regole di inclusività per cui esistono bagni maschili e femminili ben distanziati così nel frattempo io e lui abbiamo approfittato per mettere in chiaro alcune questioni sul futuro.

Ora che il mitomane dissanguatore è deceduto, Adri può liberamente compiere il proprio destino e diventare un gifter a tutti gli effetti. “E se vado in AIDS?” Mi ha chiesto. “Sospendere i farmaci per alzare la carica virale e poter trasmettere a qualcuno è pericoloso!”

Tempo al tempo, ragazzo; un passo alla volta. Adriano è grande e grosso, ma quando si prende le paranoie sembra l’ultimo dei rammolliti. “In più sono un poliziotto! Se do il virus a qualcuno che poi ha rimorsi e mi denuncia?” Di nuovo, sta’ calmo. Corri troppo! Devi ancora trovare la simbiosi con HIV di Bugliano…

Sul più bello, Tatiana ha interrotto la conversazione uscendo di corsa dal bagno: “Dobbiamo andare, siamo in ritardo! Svelti!”

Senti chi parla, è stata mezz’ora abbondante e noi quasi avevamo tempo di sequenziare l’ennesima mutazione dell’HIV anche senza strumentazione.

Pranzo a sorpresa, festa di Isaac Newton

Al ritorno è stata lei a guidare la mia auto perché io iniziavo a sentirmi stanco; già ero preparato alla solita minestrina in brodo per poi andare subito a letto, mai mi sarei aspettato la sorpresa che mi avevano preparato!

Due tavole erano allestite nella sala dove facciamo colazione tutti i giorni ai distributori automatici, e appena mi sono affacciato un lungo applauso mi ha accolto! Ammazza quanto ben di dio c’è nei piatti, alla faccia della mia dieta ancora più rigida da quando mi sono ammalato; ma a lasciarmi perplesso è la disposizione dei posti: su un tavolo solo tre, sull’altro sei! E i nomi parlavano chiaro. Ray Still, Alison Grant, ChaserCamilla sul tavolo contraddistinto dal segno meno. Invece su quello col segno più, insieme ai nomi di Tatiana, Adri e Freddie, c’era un posto vuoto a capo tavola più un nominativo che conosco fin troppo bene e che, da quanto potevo saperne fino a quel momento, non doveva stare lì.

“Buon natale!” Una donna si è alzata dal proprio posto ed è corsa ad abbracciarmi forte. Anche Tatiana si è unita all’abbraccio chiamandola MAMMA! “A te, gifter Ray, e alla mia piccola grande bambina virale, buon compleanno di Sir Isaac Newton, o Natale se preferite!”

La dottoressa Evelyn Sloan, finalmente celebriamo la nascita di Sir Isaac insieme dopo tanti, tantissimi anni. Quanto è cara, sono stato io ad aver permesso a lei e l’agente Kevin Brown di adottare la piccola Tatiana nel 1998; ho iniettato io il virus a Evelyn solo dopo esser stato certo di quali origini biologiche avesse la ragazzina di cui si prendeva cura, ma di suo marito non sapevo assolutamente!

Sei diventata una gifter senza dirmelo, Evelyn?

“Della tua autorizzazione mi importava fin là, anche Kevin voleva un legame biologico con la nostra piccola e io gliel’ho dato!”

Tatiana sapeva tutto e non mi ha detto niente? Ho cercato di chiamarla in disparte ma lei, ignorando me e i suoi genitori, si è seduta al proprio posto seguita subito da Adri che le si è accomodato accanto.

L’unico a non proferir parola era Freddie, palesemente imbarazzato dalla presenza di Evelyn e Kevin.

Dopo il pranzo

Abbiamo mangiato per due ore abbondanti intrattenendoci con le chiacchiere sulla vita del campus, ciascuno però evitava di parlare della mia salute; anch’io non volevo tirar fuori l’argomento e ho preferito concentrarmi sulle ragazze del mio tavolo, ChaserCamilla e Alison Grant, che avevano già finito di sparecchiare.

Lei, la mia adorata nipote Alison. Come me, non ha mai protestato quando bisognava togliere i piatti dai tavoli, pur conoscendo la regola da me stesso introdotta: i negativi all’HIV hanno le stoviglie monouso e fanno le faccende di casa, i positivi hanno il servizio di piatti elegante e possono rilassarsi a tempo indeterminato.

L’unica ad aver brontolato e risposto male per tutto il pranzo è stata Camilla specialmente verso Adri, a suo dire colpevole di averle fatto perdere a tradimento il gioco whamageddon dopo un lungo corteggiamento fallito; “è stato il minimo sindacabile per lei”, la prendevano in giro Tatiana e Adri insieme. La trattavano male perché negativa? Non proprio, con quel carattere impossibile non avrebbe mai ottenuto una vera simbiosi col virus!

Ho cercato di calmarla e spiegarle che HIV ha dei sentimenti ancora più profondi rispetto a noi umani e a quel punto è intervenuta Evelyn Sloan: “Inutile che ti scaldi tanto Camilla, sapessi quanto ha sofferto lui quando Tatiana adolescente aveva le sue crisi, povero HIV! Ma la ha tollerata senza annientarle le difese immunitarie perché loro due sono nati e cresciuti insieme.”

La scelta

Non ne potevo più e stavolta sono stato io a tirar fuori il discorso sulla mia salute: hai proprio l’intenzione di rovinare la mia ultima festa, Camilla? Io sono il gifter di Adri e ho il pieno diritto di decidere in prima persona quando, se, e soprattutto a chi lui può dare il virus. Anzi, lasciamogli l’onore, adesso voglio che sia lui a scegliere la sua prima bug chaser.

“Ma raccontala a qualcun altro! Tu, un Gifter? Dai, su!” Camilla si è messa a ridere sguaiata. “Va bene che oltre a Newton, il Natale celebra uno partorito da una donna vergine. Se vogliono a quella storia credano pure, ma che un HIV negativo come me e te abbia reso positivo qualcuno è a dir poco una bufala.”

Meglio evitare di spiegarle oltre, questa mancanza di rispetto alla religione altrui mi ha fatto perdere la pazienza; l’ho invitata a uscire e ho estratto dalla mia borsa un grosso cubo di cartone col logo della VisitBugliano, la pro loco della nostra città. Vieni qui Adriano, e apri la scatola! Senza danneggiarla però, mi raccomando.

Mentre Camilla, ostinata, è rimasta seduta ignorandomi platealmente, il mio allievo mi ha raggiunto in silenzio e si è posizionato proprio di fronte alle ragazze, ancora intente a guardarsi male una con l’altra.

Senza l’aiuto di coltelli o forbici, Adri ha iniziato a staccare il nastro adesivo dal bordo del pacco da me imballato appositamente per creargli difficoltà, finché Camilla ha preso il proprio coltello di plastica appena usato e unto di cibo: “Gifter Adri, lo so che ti serve una mano, facciamo insieme?”

La lama era troppo vicina alla mano del profiler, che si è tirato subito indietro. “Anche no, negativa! So dove vuoi arrivare, non mi taglierai con questo coltellino inutile!”

Decisamente la situazione ha preso una brutta piega. Vincendo la stanchezza, ho fatto sparire tutti i coltelli e posate da entrambi i tavoli, nel frattempo Adriano è riuscito da solo ad aprire lo scatolone rivelando un’altra confezione più piccola con una scritta inequivocabile: ‘For your HIV’.

“Wow, un regalo per il mio virus!” Proprio così, profiler. Aprilo quando sei da solo nella tua stanza, al massimo con Tatiana perché dovrete dividervi il contenuto, prima o poi.

“Ma fate attenzione perché se lo usate male può essere pericoloso”, è intervenuta Evelyn Sloan. “Sarò io a occuparmi di tutto questo e insegnarvi come funziona quando Ray non… quando Ray, insomma…”

Una lacrima le è scesa sul volto e ha interrotto la frase; poco potevo fare, per consolarla! Anche Alison stava piangendo in silenzio, ed è in quel momento che si è materializzata la scena da me tanto attesa: Adri le ha appoggiato una mano sulla spalla attirandola a sé, e in pochi minuti era seduta accanto a lui al tavolo dei positivi.

“Grazie, zio Ray, del regalo!” Mia nipote mi ha sorriso indicando il profiler che le teneva una mano posata su un ginocchio, io però di nuovo ho dovuto assumere il ruolo dello zio negativo: Ali, ragazza mia, te lo sei meritato col tuo grande lavoro durante questo 2021 ma ricorda. Non dire virus, finché non ce l’hai nel sangue. Segui il tuo gifter, fidati di lui e iniziate questo percorso insieme. Buona fortuna!


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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