Riunione straordinaria del CSI

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Il CSI – Consiglio Studentesco IBUOL – ha indetto una riunione straordinaria per definire alcune questioni urgenti sul destino del Campus. Il rettore ha espresso un’intenzione poco piacevole in merito e inevitabilmente si è scatenato il panico fra i residenti…


Sono cose che accadono

Così si è espresso il magnifico -stronzo- rettore Ganni, a proposito di quanto accaduto: “sono cose che succedono!” Come se il tentato suicidio di due persone fosse da ritenersi un evento di routine. Ovviamente noi del consiglio studentesco non possiamo accettare una simile presa di posizione, tanto più che Falco e sono dei nostri amici e per difenderli siamo disposti a tutto.

Come si fa a sminuire una situazione del genere, specie se a farlo è chi si tiene sul letto una bambola gonfiabile? Abbiamo ascoltato con attenzione l’ultima puntata del servizio Bugliano Cold, l’unico podcast indipendente a raccontare la verità su quanto avviene al Campus; il Segugio ha promesso di farci sapere maggiori dettagli sulla bambola e noi siamo qui ad attendere poiché se i nostri amici hanno provato a togliersi la vita, la colpa è solo di chi dalla propria posizione di potere vuole stabilire cosa sia giusto o sbagliato e si permette di giudicare ciò che facciamo sotto le lenzuola.

Stando così la situazione, possiamo solo rispondere a tono al magnifico, per così dire, Umberto Ganni: una bambola gonfiabile sul letto? Sono cose che accadono, non c’è nulla di male, perciò abbiamo il sacrosanto diritto di vederla e Lei non ce lo può negare.

Signori, si chiude!

Arrivato all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno. Neanche il tempo di soccorrere Siria e Falco, che già il rettore aveva messo l’annuncio in bacheca:

“Il Campus IBUOL verrà smantellato entro la fine di agosto 2022 e dal prossimo anno accademico le lezioni ed esami verranno svolti solo on line con qualche leggera novità: la facoltà di scienze mediche e criminologiche verrà sostituita da medicina olistica e astrologia, grazie al laboratorio di stregoneria applicata istituito al posto di quello di scienze”.

Decisione presa da un giorno all’altro? C’entra qualcosa il presunto vaiolo delle scimmie che vorrebbe competere con HIV nostro? Sospettiamo di no, certo la questione della bambola e il dramma dei tentati suicidi avrà fornito a Ganni un’occasione d’oro, ma secondo noi lui ce l’ha in mente da tempo. Almeno da quando il nostro ha discusso la propria tesi di laurea sugli anagrammi riportando come esempio il nome del rettore stesso:

“Umberto Ganni —> non merita bug”.

Che un virus possa decidere le sorti di un uomo potente, al rettore non è andato giù e chiudere il campus probabilmente è una maniera efficace di dimostrare chi comanda, esibire i muscoli come di solito fanno i deboli.

Se non può avere il virus nel proprio sangue, nessun altro ha diritto di ottenerlo; meglio eliminare le opportunità di incontro fra positivi e negativi, fare lezione on line, e risolto il problema dato che l’obbligo di antivirali e non ha funzionato.

A poco è servito che HIV correggesse il tiro e fornisse al magnifico rettore un anagramma diverso che potesse garantire all’uomo una lieve speranza:

“untore in gamba —> a Umberto Ganni”.

Noi però abbiamo intenzione di lottare fino in fondo, se abbiamo indetto una riunione straordinaria e urgente è perché HIV da solo non può reggere tutto il casino che è successo; ha bisogno di noi, anche di chi è negativo.

Riunione straordinaria

In sala break, al tavolo grande, ci siamo trovati in pochi ma vogliamo comunque portare avanti la protesta perché gli assenti, contattati in chat, hanno espresso con più di una reazione favorevole tutta la volontà di fare ostruzionismo contro i potenti che vogliono sfrattarci e anche dovessimo trovarci alla fine solo in due vale la pena tentare. Chi mai potrà contraddire Bulsara Solari Mercury e ? Anzi in tal caso saremmo in quattro, visto che il nostro virus ha diritto di opinione e voto quanto noi; e se ci si mette anche Freddie con HIV suo, ci troviamo in sei.

I primi a darci l’OK sono stati , e rispettivi virus, ancora in ospedale ad assistere Falco e Siria; vista l’urgenza non ci siamo fatti scrupoli ad avvertirli immediatamente inviando anche una foto dell’annuncio perché crediamo sia fondamentale per loro avere la certezza di un piano B, qualora lo smantellamento dovesse concretizzarsi.

Possiamo fra l’altro comunicare un’anticipazione importante: il podcast Bugliano Cold vorrebbe parlare di questo problema nella prossima puntata dopo che abbiamo fatto conoscere il nostro malessere al Segugio ma, in proposito, Floyd Turnpike ci ha risposto con un messaggio perentorio: “se Bugliano Cold vuole rimanere anonimo gli conviene non intromettersi perché ho capito chi si nasconde dietro a Sega e, se parlerà, io farò lo stesso.”

A questo punto ci domandiamo da quale parte stia l’irreprensibile Turnpike, speriamo di sbagliarci ma da quando c’è lui i problemi al Campus sono aumentati e stiamo monitorando la situazione per fermarlo in tempo qualora venissimo a sapere che sta dalla parte del rettore, o del killer addirittura, sempre ammettendo che non sia la stessa cosa.

Disperarsi non serve

Come volevasi dimostrare. Chi piange e si strappa le vesti di fronte a ogni problema? Camilla, Giulia, Elias, . Sempre loro: i negativi. Ormai è scientificamente provato, non c’è niente da fare! Neanche possiamo sfruttare la loro disperazione per cercare di impietosire Ganni, perché continuando a comportarsi così lo innervosiscono ancora di più; lui almeno è negativo e s’incazza ma questi cosa fanno? Strillano e frignano ma poi quando c’è da muovere le chiappe è sempre meglio che provvedano quelli con più esperienza, e più virus.

Ancora non hanno capito che se vogliono la devono guadagnarsela, e piangersi addosso in questo modo non li aiuta di sicuro perché il virus rifiuta di entrare nel corpo di un frignone, tirare su il morale a chi è negativo nello spirito non è compito suo.

Il piano B

Siamo convinti che nessuno smantellerà il campus, visto quanti scheletri ha il rettore nell’armadio; poi il laboratorio con tutti i materiali chimici e biologici in esso contenuti non potrà mai essere trasferito così facilmente da un posto all’altro e Ganni deve saperlo per forza. Se fosse qui il povero nessuno azzarderebbe simili proposte, si volterà nella tomba solo all’idea di cosa sta succedendo.

La dottoressa , sostituta di Raymond e madre umana dell’autentico HIV di Bugliano, ha già occupato il laboratorio anche fuori dall’orario lavorativo dormendoci addirittura.

Come d’abitudine i negativi hanno provato ad approfittarsene proponendo di piazzarsi lì coi sacchi a pelo per contribuire all’occupazione, noi però non siamo nati ieri e capiamo perfettamente dove vogliono arrivare quindi abbiamo rifiutato l’idea: mal che vada si mettano a dormire qui in sala break e non rompano le scatole più di tanto perché a noi servono soltanto i loro nomi, che abbiamo già provveduto a inserire nei voti favorevoli al nostro piano di riserva.

Ci siamo organizzati con una missione in più fasi: inizieremo offrendo la colazione al rettore, e la sua tazza di caffè gli farà casualmente perdere i sensi. Quando ciò accadrà, gli porteremo via le chiavi dalla tasca e uno alla volta andremo a casa sua per vedere la bambola, questa prima parte dell’operazione è molto complessa e Floyd Turnpike ha promesso di aiutarci… Speriamo bene.

Finita la prima, salvo imprevisti, la seconda fase è quella in cui l’aiuto dell’HIV è fondamentale: dovrà impedire che i suoi colleghi conservati nelle celle frigorifere del laboratorio deperiscano durante il trasferimento dall’attuale sede in Viale Gagarin, a Via Nureyev dove ci sarà il nuovo campus o, almeno, il laboratorio.

Proprio così: se andranno in porto i progetti distruttivi di Umberto Ganni, ci sposteremo nell’ormai dismesso Hotel Vladimir, situato in via Nureyev e chiuso per pregiudizio parecchi anni fa della cui demolizione nessuno ha mai voluto farsi carico.

Il vecchio proprietario ha dovuto lasciare Bugliano perché l’albergo da lui sempre gestito nel rispetto delle normative vigenti, è stato bersaglio di numerosi attacchi incluso un incendio doloso e la firma di ogni azione era sempre la stessa: “Bugliano pulita”.

Da quanto si è appreso l’anonima organizzazione criminale ha colpito quello specifico hotel per omofobia, e russofobia:

  • la struttura si chiamava Vladimir, senza però aver nulla a che fare col regime russo; Vlad Sokolov era il defunto fratello di Anton, il gestore; che colpa ne hanno se sono nati a San Pietroburgo?
  • Rudolf Nureyev (Rudol’f Nureev) era un grande ballerino. Russo, gay, morto di AIDS!

Tanto è bastato a un gruppo di delinquenti probabilmente ancora a piede libero, per mettere a ferro e fuoco l’attività di un uomo innocente che però noi adesso rimetteremo in piedi. Il signor Anton sa già tutto ed è ben lieto di autorizzare il restauro, a patto che ci siano i fondi!

Questa è la terza fase per la quale abbiamo due possibilità: Benjamin Bruckner vuole usare i soldi guadagnati dai libri del suo e allievo Anthony, organizzando eventualmente anche una manifestazione di beneficenza pro-campus; abbiamo ragione di credere che anche la Pro Loco VisitBugliano si attiverà per noi ma l’ultima, ultimissima spiaggia sarà il denaro proveniente da un eventuale ricatto a Umberto Ganni, se non vuole che diffondiamo tutti i suoi segreti.

E se invece il campus rimane dov’è? Meglio così: Benjamin ha già in mente di trasformare il defunto hotel Vladimir in Hotel Rudy, luogo rivolto principalmente agli amanti dell’arte e la cultura. Ci abbiamo guadagnato comunque un posto in più dove scambiarci HIV … Cioè, scambiarci idee e studiare!

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