Un selfie con HIV di Bugliano?

Tempo d’estate e di eventi; per partecipare alla sagra dell’alpaca sono arrivati da fuori Bugliano centinaia di turisti da tutto il mondo e con loro è un classico anche la maleducazione verso la natura, i monumenti, i cittadini più fragili ma soprattutto nei confronti del nostro virus. HIV di Bugliano non sa più come far capire a un gruppo di presunti americani che lui non vuole farsi selfie con nessuno, tanto meno con loro!


Turisti a Bugliano: che scocciatura!

Meno male c’è il Consiglio Studentesco IBUOL a risolvere certe scocciature perché altrimenti io da solo non saprei come gestirmi col turismo straniero in visita a Bugliano; Tatiana e Freddie hanno poco da chiedermi un aiuto se poi devo fare tutto io. “HIV, ci sarebbe da scrivere i biglietti per l’accoglienza. HIV, ci sarebbe da suggerire il messaggio di benvenuto per chi alloggia all’Hotel Panorama. HIV, dovresti far salire a Freddie la febbre perché così evita i selfie”… Grazie tante, in questo modo riesce a scamparla lui ma tocca subirli a me. Begli alleati umani ho trovato!

E che cazzo! L’ho sempre detto, bisogna che un giorno mi metta di buona volontà e impedisca il funzionamento a tutti i poli positivi dei campi elettrici e magnetici presenti nell’intera Bugliano. Voglio vedere quanto ancora vanno avanti questi umani negativi a fare i forti se devono sfruttare solo la propria energia.

Proprio adesso che avevo deciso di passare l’estate a guardare serie tv, no. Tutti i positivi del campus mi chiedono di presentarmi ai turisti. Neanche si rendono conto della sierofobia che c’è in giro! Cosa dico loro? “Ciao mi chiamo HIV e sarò la vostra guida per Bugliano?” Quelli scappano e fanno pure le recensioni negative sui social!

Lamentele per il caldo

Pazienza se non si respira, se il sole scotta, se bisogna portarsi via borracce piene d’acqua per l’intera giornata; gli umani vivono tutte queste sensazioni io al contrario sono fortunato e non soffro, ma di riflesso mi tocca sentire ogni loro lamentela.

Quando un mese fa ho saputo dal corpo insegnanti che dovevano arrivare gli stranieri, insieme al fidatissimo prof. Benjamin Bruckner mi sono impegnato a studiare in biblioteca la storia recente e antica di Bugliano in modo da non sfigurare con chi arriva da fuori; le mie capacità con le lingue mi sono d’aiuto per farmi capire da chi non parla italiano o dialetto buglianese, eppure qualcosa è andato storto lo stesso.

Domande inopportune

Essendo lui ad accompagnarmi, hanno tutti pensato fosse il prof Bruckner a spiegare i monumenti, non io; come sempre Tatiana, Freddie e gli altri mi dicono fai questo fai quello, poi quando c’è da mettersi sul campo io devo sempre essere invisibile: “sei un virus”, mi dicono. “Lascia spazio agli umani tra umani”.

Questa volta però non abbiamo fatto il giro per il centro di Bugliano, piuttosto ci siamo fermati fuori mura e con un gruppo particolarmente affamato abbiamo sostato alla gelateria Solari, una delle più rinomate qui a Bugliano.

Solari, sì, proprio quella famiglia colpita da due casi di omicidio irrisolto: la povera Maria Sole nel 1988 e di recente anche Lorenzo Solari, il mio amico sacrificato nel volo Bugliano Parigi; a gestirla c’è Fabio junior di cui non mi fido per niente, ma i turisti hanno voluto fermarsi lì e ce li ho portati.

“Signor Bruckner sono morte davvero delle persone qui a Bugliano? Il dissanguatore esiste o è una leggenda?”

Nessuno di noi ha voluto rispondere alla turista impicciona, tanto meno Adri che la ha guardata malissimo come se volesse ucciderla con gli occhi e lei ha insistito: “e la storia dell’HIV, qui si dice che tutti siano sieropositivi e addirittura il virus parli.”

Eccomi qui! Mi sono messo proprio di fronte a lei, le ho anche parlato ma niente. Non mi ha sentito. Negativa, cosa pretende?

Dopo però guarda caso, è inciampata sui propri tacchi altissimi finendo tra le braccia di Ben Bruckner. Chissà perché. E lui premuroso come al solito l’ha soccorsa. Niente di grave, solo la recita di chi in un modo o l’altro vuole prendere di mira qualcuno per provarci.

Gli americani

Qualcuno ritiene solo gli umani stranieri maleducati, invece tutto il casino è arrivato da persone provenienti al massimo da trenta chilometri rispetto a Bugliano, o poco più in là; un gruppo di discreti ed educatissimi signori che parlavano solo inglese, invece, ascoltava senza intervenire tutto quanto Benjamin avesse da spiegare sui monumenti di Bugliano. D’obbligo la sosta al Papero Offeso per l’aperitivo, ci siamo fatti due drink con tanto ghiaccio e siamo ripartiti, coi nuovi arrivati dietro di noi.

“Siamo americani”, si è presentato uno. “E arriviamo da Pozburgh”.

Sicuramente c’è stato un errore di scrittura o lettura perché benjamin e io ci siamo guardati: esiste Pittsburgh e anche il prof con suo figlio sono originari di lì, ma Pozburgh? Sarà forse come Bugliano, che per il mondo negativo non esiste?

“Proprio così”, è intervenuta una persona. “La mia famiglia però è qui a Bugliano e ne ho approfittato del giro turistico per pagare meno il viaggio.”

Appunto. Sempre i soliti. Questo Pozburgh però continua a non suscitarmi alcun ricordo e chiedo in giro. “Quella è la parte positiva della città Pittsburgh”, ci ha spiegato il turista. “A proposito io sono Michael”.

Neanche riesco a presentarmi, concentrato come sono sul suo atteggiamento schivo verso Benjamin; è palese che si conoscono, nessuno dei due però vuole incontrare lo sguardo dell’altro.

“Deduco che sei positivo, Mikey”, è stata la reazione di Ben appena finalmente l’ha guardato. “E non mi dici niente. Ci siamo sposati per cosa? Dovevo essere io il tuo gifter, stronzo!”

Non ho comunque seguito tutto quello che è successo dopo, perché ero intento a sfuggire agli obiettivi di smartphone e macchine fotografiche. “L’HIV che parla”, borbottava qualcuno; “questo dobbiamo vederlo per forza!”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: