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Siria e HIV: mancata simbiosi

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Solitamente quando due individui litigano, la responsabilità si attribuisce sempre a entrambi; ma se uno di loro è l’HIV, la colpa viene data solo a quest’ultimo; peccato che, invece, non sia affatto vero!


Esame di inglese

“Devo darle una pessima notizia!” Il professore di inglese mi chiama in aula docenti, dalla sua voce e sguardo è palese che io abbia combinato qualcosa di grave; ma cosa? Io ho sempre adorato l’inglese e non è certo il prof. Ryan John a sminuire le mie competenze, mai glielo permetterò.

Chiude la porta e mi rendo conto che non siamo soli: accanto a lui c’è Giulia, mia ex amica conosciuta ancora quando stavo a Bergamo. Dal momento in cui l’ho rivista qui al CampusIbuol ho fatto sempre il possibile per evitarla e adesso perché è qui, perché l’insegnante mi costringe a incontrarla?

“Purtroppo devo invalidare l’esame a entrambe, poiché i vostri elaborati sono uno la fotocopia dell’altro. Non so chi ha copiato chi allora a scanso di equivoci tutte e due siete respinte!”

Fosse la prima volta, quella ragazza dice di volermi bene poi ruba le mie creazioni; l’ha fatto a suo tempo a Bergamo vincendo un concorso grazie a una mia foto, e l’ha rifatto oggi.

Senza alcuna esitazione mi avvento su di lei e, a occhi chiusi, le stringo la gola; non lotta però, sembra quasi si lasci strangolare per farsi punire, forse si è rassegnata al proprio ennesimo fallimento… Ma il collo è troppo duro sotto le mie dita e il corpo ormai inerte non accenna ad accasciarsi al suolo.

Provo un intenso dolore alle mani a forza di stringere però nulla, Giulia è sempre in piedi di fronte a me. Il suo egoismo e meschinità sono più forti anche della morte! Neanche la soddisfazione di cadere, vuol darmi.

“Lei è pazza, signorina Siria!” Il professore osserva me, poi il corpo della ragazza sempre in piedi come una statua; vorrebbe spostarlo. “Cosa dobbiamo fare? Vuoi che nascondiamo tutto, vero? Questo è solo un tragico incidente!” Dal “lei” è passato al “tu” e la cosa mi infastidisce, ma di fronte a un cadavere posso solo accettare la complicità di quell’uomo, a qualsiasi costo. Annuisco. “Bene, bene, Siria, bravissima ragazza; se da oggi in poi sarai molto carina con me, Giulia risulterà fuggita da Bugliano volontariamente e tu verrai ammessa al master avanzato di lingue con 110 e lode! D’accordo?”

Mai avrei pensato che l’HIV potesse farmi comodo ma se Ryan John non è sotto profilassi pre-esposizione né usa il preservativo, potrei trasmetterglielo senza troppi scrupoli.

Risveglio

“Ehi! Siriona! Siriona ti svegli?” La voce di un uomo mi induce ad aprire gli occhi… Ho ancora le mani strette alla colonna del letto! Respiro profondamente, come sono solita fare se ho bisogno di calmarmi; da sempre ho l’abitudine di tenere incensi e candele profumate, però stavolta l’odore non c’è! Non sono nella mia stanza.

Sarà stato uno dei miei soliti incubi mentre mi trovavo a letto con qualcuno? Ma quando mai, dalla volta in cui Giulia a Bergamo mi aveva fatto un’improbabile dichiarazione d’amore l’intimità col mio fidanzato dell’epoca era finita e alla fine l’avevo lasciato. Anzi, per quanto la mia carica virale HIV ultimamente fosse bassa, rifiutavo qualunque occasione di rapporto intimo per paura di poter contagiare qualcuno; in effetti il valore in quel periodo era lontano dal rischio AIDS, ma anche dalla soglia di Non Rilevabile.

Allora come adesso, faccio il possibile per ignorarlo ma l’HIV resta il mio più grande nemico e anzi sono convinta sia lui a sollecitare gli incubi notturni, anche se nessun medico a Bergamo o a Bugliano ha mai confermato né smentito quest’ipotesi. Adesso però, dove sono?

Rivelazione sconvolgente

Più penso, più respiro l’odore di questa stanza, meno ricordo quanto è accaduto stanotte! Sono certa di aver mangiato una pizza con Tatiana, Adriano e la dottoressa Evelyn Sloan ma poi? Credevo di esser tornata nel mio letto, accanto alle mie compagne Alison e Camilla che solitamente si coricano presto.

“Non sto scherzando Siria, stai veramente toccando il fondo. Portarti via e darti il mio HIV contro la tua volontà era necessario, questione di vita o morte.”

Steve, figlio di… Come avevo fatto nel sogno con Giulia, mi avvicino all’uomo tendendo le mani verso il suo collo. Ma come! C’era il badge del campus, e il medaglione biohazard stemma dei PlusBrothers. Perdonami Adri, ti avevo scambiato per un altro. Ma di ieri sera non ricordo granché. Dimmi almeno cos’è successo!

“Ovvio. Abbiamo mangiato con Tatiana ed Evelyn poi ti abbiamo portato nel laboratorio di scienze e per fortuna è andato tutto bene!”

Simbiosi con l’HIV?

Laboratorio? Sì, penso di ricordare l’odore del disinfettante e qualcuno che mi diceva di chiudere gli occhi, poi il nulla cosmico.

“Ho dovuto ipnotizzarti per farti l’iniezione, Siria, ma non ti ho sfiorata. Neanche volendo potrei avere rapporti con te al momento, perché il tuo HIV estraneo rovinerebbe il mio.”

Ok, dopo esser stata drogata sotto ipnosi mi resterebbe solo da buttarmi giù da un palazzo ma così facendo darei l’ultima, definitiva, soddisfazione all’HIV che non sta aspettando altro.

E secondo me pure quella egoista di Giulia godrebbe vedendomi cadere, pare che lei e il virus si mettano d’accordo per rovinarmi l’esistenza! Quanto vorrei aver usato il preservativo quella maledetta sera tanti anni fa, l’unica follia della mia vita e che ho pagato cara. Almeno da sieronegativa avrei soltanto dovuto gestire Giulia e le sue pare, ora ci manca solo questo Adriano presunto mio amico che però mi ha messo in chissà quale guaio.

“Devi fidarti, piccola, io non ti ho inoculato droga. Nella siringa c’era solo il sangue di… Ecco, fra positivi possiamo dircelo: c’era il sangue di Freddie Mercury”.

Sì, certo, Freddie. Quando Tatiana mi raccontava che lui era ancora in vita non ci credevo, finché non l’ho incontrato in sala Break durante una riunione del Consiglio Studentesco IBUOL; ci siamo parlati davvero poco e fatico a dargli confidenza viste le immagini orribili che mi sono rimaste impresse dagli ultimi video dei Queen, mi pare impossibile vederlo in forma come sta nell’ultimo periodo; gli impostori sono sempre dietro l’angolo, non posso permettermi di rischiare. Sia mai che il dissanguatore di cui si parla tanto si nasconda proprio in lui!

“Avanti, piantala con le paranoie! Dai modo al mio virus di annientare il tuo e vedrai, insieme all’intruso sparirà anche tutta la rabbia che hai dentro perché se sei così è tutta colpa di quell’HIV e chi te l’ha trasmesso!”

Sii serio, Adriano, dovrei pensare che un virus sia più buono dell’altro? Tu non me la racconti giusta.

“Siria, aiuta me e il mio virus a farti guarire da ogni risentimento. Dimmi chi cazzo te l’ha passato, ammesso che tu lo sappia!”

Marco. Inizialmente si era presentato con questo nome, mi ha agganciato in un locale dove ero andata con un’amica di vecchia data, Serena. Mi sembrava un cavaliere d’altri tempi e ho avuto fiducia senza pormi il problema della prevenzione, e poi…

“Quindi non eri sotto Prep, giusto? Stavi senza alcuna difesa e lui ti ha portato via la negatività. Maledizione Siriona quale occasione persa, avrei voluto farlo io.”

Già, quand’è successo non esisteva la profilassi farmacologica pre esposizione, almeno non qui in Italia. L’unico modo per evitare l’HIV era il preservativo, che lui naturalmente s’è guardato bene dall’utilizzare. Secondo il medico che mi seguiva a Bergamo, quasi sicuramente Marco non sapeva di essere positivo io invece non sono convinta, anzi credo ne fosse cosciente e mi abbia portato a letto apposta per farmi diventare come lui.

“Mah, di solito chi è positivo assume dei farmaci e questi gli impediscono di trasmettere… Quelli che prendi anche tu! Piuttosto, ricordi qualcosa in più di lui? Un segno particolare?”

Bello, maledettamente bello, e con una cicatrice su un occhio. Poi, ecco, come posso dirtelo… Aveva un tatuaggio che rappresentava uno scorpione, all’altezza del cuore; e sulla coda della bestia era scritto il nome “STEVE”. Per quello ho pensato che fosse bisex, in internet ho letto qualcosa in merito a HIV e i tatuaggi con gli scorpioni o i segni di rischio biologico uguali al tuo medaglione. Per questo penso, sono convinta, che lui l’abbia fatto di proposito. Forse quello STEVE è l’uomo che l’ha contagiato? O come dici tu, convertito?

“Completamente fuori strada, tesoro. Hai detto Steve? Siriona, piccola mia, quello non è un nome, ma una sigla! STEVE significa Seduco, Trasmetto, Entro, Vengo, Esco.”

Più che essere uscito mi ha scaricata, anzi, chi l’ha più visto? Però il disegno dello scorpione è davvero difficile da dimenticare perché quando Marco era a letto sembrava che l’animale dipinto sulla sua pelle fosse vivo, muovendosi a ogni respiro dell’uomo.

“Scorpioni maledetti, adesso chiamo la Sloan che ti dia alla svelta la seconda dose! E stai in astinenza sessuale fino a che non ti si alzerà di nuovo la febbre. Intesi?”

Sorelle di virus

Oh no, la febbre! Di nuovo? Ricordo quando accadde qualche settimana dopo l’incontro con Marco. Un’influenza così lunga, solo in seguito ho capito che era la… Come si chiama, conversione. Ma perché dovrei farmi un’altra puntura? Sempre il presunto sangue di Freddie o qualcos’altro?

“Freddie è via, adesso; deve fare delle commissioni; useremo il sangue di sua figlia! Tatiana, con cui siete amiche, se non sbaglio. Io e lei siamo già d’accordo anche per altre iniezioni, se ancora l’incazzatura cronica non ti passa.”

Sorelle di sangue, e di virus. Lei spesso me ne ha parlato ma ho sempre avuto paura all’idea, legarmi a una persona grazie all’HIV anche no.

“Te l’ho detto! Hai in corpo un virus pericoloso, e la faccenda dello scorpione me lo conferma. Non è come il nostro HIV di Bugliano che darebbe la vita per difendere i suoi umani; dobbiamo sconfiggere il tuo ceppo antagonista con ogni mezzo perché gli scorpioni e i biohazard sono due comunità in lotta da secoli. Non ci credere, se ti dicono che i virus HIV sono tutti uguali! Raccontano questa bugia per consentire agli scorpioni di aver rapporti coi biohazard e viceversa.”

Ancora fatico a capire questa storia dei due ceppi, ma devo ammettere che rispetto a ieri sera e stanotte mi sento un po’ meno nervosa di quanto sono sempre stata; forse ha ragione Adri, c’è una lotta nel mio sangue e il bene sta vincendo sul male?

“Vedi cara, ieri sera io e Tatiana abbiamo dovuto levarti Giulia dalle mani se no la strangolavi! La conosco dalle medie e so quanta sierofobia ha in testa quella ragazza, ma ti pareva il caso di usarle una simile violenza? Sarò franco: non fosse per quanto voglio bene a tuo padre, ti avrei cacciata dal campus”.

Oh, dannato Giuda! Allora il sogno non era tutto falso! In effetti ho visto Giulia avvicinarsi al mio portatile, incustodito in biblioteca mentre ero andata in bagno. E le ho messo le mani sul collo ricordandole quando ha rubato la mia foto a Bergamo… Ma non volevo farle del male, solo spaventarla! Quella è terrorizzata dall’HIV, poi però se vuole fregarmi i dati personali appoggia il culo dove mi son seduta io fino a dieci minuti prima; sierofobia quando le comoda, evidentemente.

Poi mio padre? Quanto mi pesa chiamarmi Siria De Rocchis, figlia di Rocco – ex infermiere nonché uno fra i fondatori della Pro Loco VisitBugliano. A volte vorrei nascondere la mia identità perché nel bene e nel male, ogni mia scelta incide anche sulla sua reputazione.

Mi scende una lacrima, pensando a quanto vorrei condividere con papà i miei ultimi accadimenti. Vorrei chiedergli consigli, ma non c’è mai, è sempre in pro loco! Almeno quando lavorava in ospedale aveva i turni e, giorno o notte, a qualche ora potevo parlargli…

“Siriona mia, perdonami, io Tatiana e gli altri Biohazard vogliamo essere la tua seconda famiglia anche se ci siamo comportati male nei tuoi confronti. Per HIV nostro, il consenso è importante ma ieri sei uscita di testa per cui abbiamo dovuto muoverci con l’ipnosi. Ora però vogliamo che tu sia lucida, cosciente, e durante l’iniezione guardi Tatiana negli occhi. Così siamo sicuri che l’HIV di Steve sparirà da te!”

Pazzesco, sembra l’idea dell’esorcista col demone! Cos’altro posso fare? Solo accettare quel che viene; Adri mi prende per mano senza curarsi che io fossi in mutande e reggiseno, e assieme raggiungiamo il laboratorio dove Tatiana e la Sloan sono già pronte con siringhe, lacci emostatici e disinfettanti.

“Sei pronta, Siriona? Io starò accanto a te mentre le signore qui procedono. Poi penseremo a Giulia! Credimi, quella è una bug chaser insaziabile, la sierofobia è soltanto apparenza.”

E tu ti vai a fidare di una come quella, che fa tante scene di amicizia poi appena le dai fiducia ti porta via anche l’anima?

Adri si mette a ridere, la conosce fin dalle medie e se n’è pure innamorato! A pensarci bene però il ragionamento non fa una piega: quando lei anni fa mi ha chiesto di darle il virus praticandosi un taglio su una mano, io non ho avuto il coraggio e se è vera la storia delle comunità coi tatuaggi, alla fine è andata meglio così. Se Giulia vuole impadronirsi dei miei lavori è forse perché le manca l’HIV! Daglielo, Adri, speriamo di migliorare un po’ tutte e due.


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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