Sloan, il medico #girasugo

Su Internet è pieno di signore #girasugo che dispensano cure e prescrizioni mediche al Popolo del Web; noi al #CampusIbuol invece abbiamo la prima dottoressa che a studenti e insegnanti fornisce consigli da girasugo!

[A cura di: Evelyn Sloan]

Mi chiamo Evelyn Kayla Sloan e sono un medico… No! Così sembra che stia rivolgendomi ad un gruppo di alcolisti anonimi; portate pazienza con me perché sono abituata a lavorare in prima linea coi virus e i loro umani, non a scrivere sull’internet né tanto meno a cucinare, come invece mi è toccato fare ultimamente.

A chiedermelo è stato Raymond Still, mio caro amico di lunga data; secondo lui c’era bisogno di una cuoca per il campus dell’università IBUOL e all’inizio ho pensato ad uno scherzo: io, americana e soprattutto una frana ai fornelli, dovevo preparare la pizza napoletana a un gruppo di persone che nemmeno conoscevo? Ho accettato solo per estrema fiducia nei suoi confronti!

Ray era negativo e mi ha dato il virus con un’iniezione, ma tecnicamente è il mio gifter oltre ad essere stato il mio supervisore durante il tirocinio prima in America poi qui a Bugliano, come potevo dubitare di lui?

Durante la mia febbre del passaggio gli ho giurato solennemente che avrei fatto il possibile per portare avanti la comunità virale quindi appena lui mi ha dato un incarico, per quanto insolito, ho detto di sì. A maggior ragione perché gli restavano pochi mesi di vita, in più ho sfruttato l’occasione per prendermi una vacanza con mio marito e venire qui a Bugliano per far visita a nostra figlia Tatiana, e così è stato!

Anche se, alla festa per Isaac Newton del 25 dicembre ho dovuto mentirgli in uno dei suoi momenti più difficili: Ray non ha mai saputo che ho lasciato negativo Kevin. Ecco, sebbene quell’uomo sia mio marito, non merita il mio prezioso virus, e anche se fa il galletto in giro dichiarandosi l’illustre gifter Kevin Brown, in realtà è una scatola vuota. Un elettrone! E più tardi lo scopre, meglio è. Già qualcuna delle sue presunte “conversioni” ha voluto sfruttare le mie competenze mediche per sapere come può essere possibile un test negativo anche dopo l’incontro con Kevin, e per me è stato facile convincerli di avere tutti il gene portatore di immunità all’HIV. Qualche parolone, le analisi del sangue falsate, e si infrange per sempre il sogno di un bug chaser! Ah, sì, in più mio marito non sa che ho sempre aggiunto un rinforzino inibitore del virus in ogni suo pasto e bevanda da quando l’ho sposato ed ero ancora negativa. Altri dettagli no, meglio non dirli perché non vorrei scioccare Tatiana, che lo adora.

Adesso che Raymond è morto però, sono stanca di nascondermi e voglio svelare il segreto sul nostro lavoro di squadra che ha fatto nascere e crescere HIV di Bugliano! Still si è preso tutti i meriti ed io glieli ho lasciati perché è stato lui nel 1991 a portare qui Freddie Mercury quando l’intera umanità l’ha dato per morto; a quel tempo ero una semplice studentessa universitaria al secondo anno di medicina, solo nel 1995 Ray mi ha chiamato qui a Bugliano per svolgere il tirocinio con lui. Ma nel momento più significativo del nostro progetto il grande scienziato non c’era, fatalità era andato a fumarsi una sigaretta quindi si è perso l’attimo in cui il virus HIV ha per la primissima volta comunicato con un essere umano, e quella persona ero io!

HIV nostro dal vetrino su cui lo stavo analizzando si è avvicinato alla mia mano, così nonostante avessi guanti, mascherina e tutte le protezioni di questo mondo gli ho detto CIAO! Tra noi da lì è stato un crescendo di nuovi gesti, emozioni ed incomprensioni che ci hanno portato a distanza di anni ad essere inseparabili; eravamo già in simbiosi io e il virus prima di farlo entrare nel mio corpo! Non lo nego, per qualche momento ho avuto pure la tentazione di iniettarmelo da sola, ma come potevo tradire così il mio capo?

Almeno una soddisfazione per lui ci voleva. E sì, Ray sosteneva di non essere intenzionato a diventare positivo per timore che il coinvolgimento personale con HIV suo potesse distrarlo nel lavoro, la realtà invece è che il virus era affezionato a me, per quanto Ray fosse stato il primo a trovare il modo di insegnargli l’interazione con gli umani. Al mio capo comunque devo molto, non fosse stato per lui mai avrei avuto occasione di conoscere e adottare Tatiana mia! Anzi, diciamo pure che senza Raymond probabilmente lei sarebbe morta in mano ai delinquenti dell’orfanotrofio… Nemmeno vorrei pensarci!

Ed invece è diventata una bella e brava ragazza, studiosa e appassionata, anche lei in perfetta sintonia con HIV suo. Proprio in occasione dell’11 febbraio giornata mondiale delle donne nella scienza io e Tatiana abbiamo preso una decisione importante: ora che Still mi ha lasciato carta bianca sulla facoltà di scienze mediche e criminologiche, siamo intenzionate a rinnovare tutta l’attrezzatura del laboratorio inaugurando anche un’area dedicata all’astronomia e l’esplorazione dello spazio, grandissima passione di mia figlia; allargheremo la biblioteca garantendo la conservazione di ogni documento cartaceo o digitale archiviato, useremo di più l’Aula POSifunzionale per eventi accademici piuttosto che ambiente ricreativo ed in quanto a me, come detto, una volta a settimana non sarò più medico specializzato in HIV e AIDS ma mi occuperò della pizza made in Bugliano!

Gentilmente il Papero Offeso ha messo a disposizione la propria cucina ed il forno, ma soprattutto le abilità culinarie di Jessika Filibui la quale mi ha insegnato a far filare la mozzarella, come unico compito in cui secondo lei avevo bisogno di supervisione. L’addestramento è durato due mesi e mezzo con lei a guardare il proprio smartphone mentre io tiravo la pasta e alla fine ci mettevo sopra il sugo.

La scelta del materiale filante è stata oggetto di discussioni infinite perché lei voleva il latte vaccino, io preferivo la bufala, con tutti gli equivoci tra italiano e inglese possibili e immaginabili. “Sei medico e credi che il vaccino sia una bufala?” Questa è stata una delle insinuazioni più gravi di Jessika fino a che non potendone più le ho detto che me la sarei cavata da sola: “Parla solo di quel che conosci, Evelyn! Sei medico? Vai a curare i tuoi malati e lasciami in pace!”

Proprio quella là dice a me che non conosco la cucina; e lei quanto sa di HIV, i malati chi sarebbero? Mia figlia, io, GifterAdri, il nuovo arrivato Riccardo Preziosi, Freddie di Bugliano… Siamo tutti positivi e non ci risulta di star male; per di più se basta un test negativo per definirsi sana, Jessika Filibui è la prima a dover tacere visto che passa metà del giorno a grattarsi violentemente il culo.

Appena la mia presunta capo cuoca se n’è andata via, io ho finalmente tirato fuori la ricetta lasciatami da Raymond. Al posto del lievito tradizionale usato da Jessika, ho fatto la pizza con un altro ingrediente su cui io e Still abbiamo lavorato per anni: uno stimolatore virale, un attivatore che permette a HIV nostro di replicarsi senza fatica e senza, soprattutto, far danni; il virus nostro è addestrato e mai nessuno è andato in AIDS durante i nostri esperimenti! Anzi, mia figlia è riuscita a rafforzare il proprio corpo oltre al virus e adesso è una vera lottatrice pronta ad affrontare le nuove sfide della scuola Scienze mediche e criminologiche.

La prima pizza con l’attivatore è andata all’inconsapevole GifterAdri il giorno del Blue Monday e ora attendo di capire gli effetti, la crescita della nostra comunità è perfettamente in linea col piano operativo: Ray ha convertito me e Adri, lui trasmetterà il virus alla nipote di Ray, Alison Grant. Poi quando lei avrà il suo test positivo si vedrà.

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