Il brindisi

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non ha più la febbre e la sua amica Gloria ha deciso di organizzare una piccola festa con una grigliata e un brindisi. Ma non tutto andrà come previsto…


Ferragosto 2021.

La febbre è solo un ricordo e Gloria ha deciso di presentarmi un suo amico con la scusa di una grigliata qui a casa mia. Lei a suo dire lo fa per il mio bene, sapendo quanto da bambina sono stata infelice desidera vedermi con una famiglia o almeno un fidanzato amorevole accanto e arriviamo molto spesso a discutere a causa di questo.

Ormai ho finito le scuse per evitare le presentazioni con quell’Adriano di cui tutta Bugliano parla, ho esaurito l’energia per ripetere a Gloria che a me sono sufficienti lei e il virus come compagnia; la ragazza però è cocciuta e si è presentata a casa mia assieme a lui.

“Tati, oggi non scappi! Siamo a ferragosto e una grigliata in compagnia non ha mai ucciso nessuno”.

Ammazza! Alla IBUOL International Bugliano University of Life ogni studentessa ha perso la testa per lui, ma io finora l’avevo solo intravisto da lontano e non mi sembrava nulla di eccezionale; adesso però, che si è avvicinato e mi ha stretto la mano, ho capito tutto!

Amore a prima vista?

Alla fine non posso definirlo “bono” come raccontano Gloria e le altre, ma Adriano è affascinante. Non ha bisogno di dire una parola, ha lo sguardo e la stretta di mano capaci di trascinarti anche dove non vuoi. Sì, probabilmente se me lo chiedesse potrei anche starci; “colpo di fulmine” lo chiamano alcuni, ma io sono convinta sia qualcos’altro anche se non saprei come definirlo.

Disinvolto, lui appoggia una mano sul fianco a me e l’altra a Gloria. “L’imbarazzo della scelta”, lo sento dire a mezze labbra e la mia amica gli lancia un’occhiata, lui però scuote la testa: “Io penso alla griglia, se avete preparato la carne datemela che esco e accendo il fuoco! Per il resto arrangiati, Glo! Non voglio saperne.”

Quale resto? Non c’è tempo per le domande, perché l’ultimo arrivato si avvicina al frigorifero. Ammetto, fosse stato un altro non gli avrei permesso di entrare nella mia cucina ma per lui ho sentito immediatamente una fiducia inspiegabile.

Non mi riconoscevo più, fino a un quarto d’ora prima avrei voluto scomparire e in quel momento invece stavo aiutando un emerito sconosciuto a preparare la griglia! Me la sono sempre cavata da sola ad accendere il fuoco, ma con lui sembravo aver fatto squadra da subito!

Il brindisi

“Tati, vieni in cucina, lascia col fuoco; lui s’arrangia!” Era ormai chiaro che loro due avessero pianificato qualcosa e addirittura l’ho creduta l’ennesima sorpresa della mia migliore amica, sempre capace di stupire me e il virus con un pensiero o un regalo inaspettato.

Così, non ho alcuna esitazione quando Gloria mi chiama dentro; ed eccola presentare sul tavolo due bicchieri. Uno di coca semplice, l’altro di coca e rhum. “Ho pensato al tuo HIV, a lui l’alcool fa male! Facciamo un brindisi alla nostra amicizia prima che entri il fuochista?”

Le bevande zuccherate prima di pranzo non sono un’abitudine per me, ma accetto comunque volentieri. Bella fresca, con la sete che avevo, la coca mi scende in gola con tutte le sue bollicine e osservo Gloria gustarsi il rhum, finché improvvisamente inizio a sentirmi le vertigini. “Dai, su”, mi esorta preoccupata; “non fare così, è tutto a posto!”

Quella frase in apparenza rassicurante, per me ha sempre annunciato l’inizio di un enorme casino chiunque fosse a rivolgermela.

1994: Tutto OK, davvero?

Sola, con la febbre alta, stesa su un lettino in mezzo al corridoio di un ospedale dove nessuno parlava la mia lingua. Così mi ritrovai a sette anni nel Paese che avrebbe dovuto accogliermi. La signora Hall se ne era andata di corsa lasciandomi nelle mani di un dottore e un’infermiera molto gentili almeno loro! Lei poi, Carol, sapeva pure qualche parola di russo e pensai che forse non era andato tutto perso. Rimase con me un po’ di tempo ma, dovendo occuparsi anche di altri, per farmi passare la giornata in compagnia mi portò persino un cane!

Bill, anche lui abbandonato, ma sul più bello che stringemmo amicizia un signore vestito da poliziotto arrivò a portarselo via.

“Non fare così, tutto a posto”, disse Carol sentendomi piangere ma io, rimasta sola ancora una volta, continuai a guardare le persone al di là di una porta a vetri: erano i dottori che cercavano di salvare un uomo pieno di sangue, evidentemente senza riuscirci perché più tardi lo portarono via sotto un lenzuolo bianco.

Io vidi tutto, e nemmeno Carol fu in grado di tranquillizzarmi su quanto fosse accaduto. Forse nonostante il suo lavoro di infermiera, la morte era incomprensibile anche per lei; come avrei potuto capire io?

Venni spostata in una stanza più tranquilla dove finalmente presi sonno, ma al mio risveglio vidi che la bambola Anna era accanto a me; com’era possibile, se, accompagnandomi qui, la signora Hall non me l’aveva lasciata portare? Compresi tutto quando Carol iniziò a dire, in russo, che mi voleva bene; era lei, la mia mamma allora?

Forse avevo anche un papà, c’era anche Doug, l’altro dottore ad accarezzarmi una guancia e avrei scommesso che quei due fossero innamorati, da come si guardavano! Sognare non costava niente e mi sentii per qualche secondo avvolta dal loro caldo abbraccio. Forse ce l’avevano fatta, la signora Hall era un brutto incubo da cui i miei nuovi genitori mi avevano salvata!

2021. Tatiana, ci sei?

“Ehi, Tatiana, sei con noi?”

Sono in due a chiamarmi e fatico a capire di non essere più nel 1994. Quelli non sono Doug e Carol! Devo essere svenuta, perché mi trovo stesa sul letto con una mano fasciata mentre Adriano mi tiene sollevati i piedi e Gloria mi ha schiaffeggiato su una guancia. “Tati, forza, resta qui!”

Mi fa male la mano, però non ho la più pallida idea su come mi sia ferita; dal bruciore che sento deve essere un taglio molto profondo e sotto la benda sto sanguinando copiosamente. Per fortuna non ho altri dolori e mi sollevo ancora intorpidita: l’odore della griglia è ormai affievolito, stai a vedere che hanno mangiato senza di me? Che stronzi! Li vedo allontanarsi ancora una volta, sicuramente custodi di un segreto impossibile da decifrare

Mi guardo intorno, quella è indubbiamente la mia stanza da letto eppure c’è qualcosa di insolito, che stona. Qualcosa di spaventoso. Adriano e Gloria stanno discutendo in cucina e lui la rimprovera ad alta voce. “Avresti potuto ucciderli con quella roba! Lei, e il virus. Gliel’hai estorto con la violenza, non si fa così!”

Allungo la mano verso il comodino e impugno quell’oggetto inquietante: era un coltello sporco di sangue. Del mio sangue. La mia migliore amica voleva uccidermi? E perché? Dovrà rispondermi adesso, mentre le punto la lama alla gola.

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