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Se Bugliano chiama, Marte risponde

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Da qualche giorno è partita la missione su Marte della Bugliano Positive Space Explorer, e oggi Tatiana vuole darci le prime notizie.


Ambientarsi su Marte

Eccoci. Direi che per me e HIV non è stato eccessivamente difficile ambientarci, la nave spaziale in cui siamo arrivati fin qui è dotata dei migliori sistemi per farci sopravvivere; temevo che il virus patisse l’assenza di gravità, o i ritmi diversi, la temperatura di un pianeta per nulla ospitale invece per fortuna s’è ambientato molto meglio di me!

Tutto sommato ho abbastanza scorte di cibo, Marte è sempre stato il mio sogno e quando Floyd Turnpike mi ha chiesto di partecipare a una missione urgente sul pianeta io non ho esitato a partire, anche se mio padre ha cercato in ogni modo di fermarmi; povero Freddie, ha appena scoperto che sono sua figlia biologica e già ho dovuto lasciarlo fino a data da destinarsi. Turnpike però è stato inflessibile anche con lui: la mia partenza sarebbe stata per il bene di tutti.

Resilienza

Da qui è impossibile comunicare anche via radio, l’unico col quale posso confrontarmi è il mio virus che sta mostrando una resilienza enorme e cerca di proteggermi come può dal freddo, alzandomi e abbassandomi la temperatura corporea a seconda delle necessità. Osservo continuamente dalla mia postazione il suolo del pianeta, riportando al computer di bordo qualsiasi anomalia e stanotte mi era quasi sembrato di intravvedere un’ombra in movimento però probabilmente ero stanca, così ho pensato fosse un sogno.

Oggi invece è capitato di nuovo: l’ombra si è fatta sempre più grossa, distinta, e mi ha raggiunta!

Il virus però non ha fatto una piega e io mi sono fidata di lui poiché se HIV di Bugliano sa anticipare i pericoli sulla Terra probabilmente mi proteggerà anche da quelli marziani, se no vorrà dire che moriremo entrambi e pazienza, almeno ho realizzato uno dei miei più grandi sogni: viaggiare nello spazio!

Presenze estranee

“Tu sei chi?” Sento una voce, un po’ più metallica rispetto a una persona “normale” però le sembianze non sono molto diverse da quelle di un giovane uomo sui trent’anni; ha soltanto il collo un po’ più corto e due antenne al posto delle orecchie, non riesco per ora a vedere altro.

Mi accorgo del suo sguardo insistente e vorrei fuggire, ma come si fa? “Tu femmina umana”, mi ripete. “Tu molto carina sai?”

Oh, grazie! Se anche i marziani mi fanno i complimenti vuol dire che lo merito! Sento che tocca la parete dell’astronave con un pugno: “Dai, bella, esci e vieni con me!”

Corteggiamento inatteso

No! No! Mi spavento e mi giro dall’altro lato, dandogli la schiena e lui di tutta risposta apre gentilmente la porta. Già mi vedo morta soffocata, senza ossigeno e senza gravità, ma mi sento sollevare tra le braccia.

Nessuna violenza nei movimenti dello sconosciuto, anzi, mi porta con sé come fossi un peso leggerissimo, tanto da farmi sentire sicura e cullata! Chiudo gli occhi e probabilmente ho preso sonno tra le sue braccia, perché quando li riapro sono su un letto.

Sì, è un letto come quelli umani, o forse è stato portato su da uno di loro? Chi può saperlo, fatto sta che il marziano adesso mi si è avvicinato e senza dire una parola ha iniziato a leccarmi il tatuaggio del biohazard che ho sul collo.

“Dai, Adri, piantala, vorrei dormire!” Credo sia tutto un sogno, perché la sensazione che provo per le attenzioni dell’estraneo è identica a quando Adri si comporta allo stesso modo; ma mi è sufficiente girarmi per notare che non è il mio compagno del CampusIbuol, è proprio un tizio con le antenne che sta dedicando anima e corpo al mio biohazard!

E adesso? Se vuole la mia verginità cosa faccio? Neanche Adri se la può permettere, visto che ho promesso a HIV che l’avrei affidata al mio primo autentico bug chaser.

Sembra che questo ragazzo con le antenne mi voglia mangiare il disegno, non si sposta da lì e mi preoccupo: chissà se la sua lingua contiene sostanze radioattive o qualcosa di peggio, ma non c’è modo di opporsi e l’unica è lasciarlo fare; se gli dico “no” insiste di più, dirgli di sì è controproducente per cui spero solo che si stanchi; al massimo se rientrando a Bugliano avrò qualche succhiotto, potrò raccontare all’universo mondo di aver subìto il corteggiamento di un alieno!

Da Marte a Bugliano: incomprensioni

“Negativa”, mi sussurra all’orecchio. “Sono proprio fortunato ad aver trovato te!”

Il mio HIV non reagisce, non comprende cosa stia succedendo, io neanche! L’extraterrestre è sempre al mio fianco e ha smesso con la lingua, stavolta si sta divertendo a giocare con le dita sul mio collo. Non solo sul tatuaggio ma preme pure sui linfonodi! Mi sta facendo male!

Continuo a dirgli di no, sortendo l’effetto opposto e cerco di allontanarmi.

Solo quando mi vede alzarmi dal letto, si avvicina e mi chiede scusa: “neanche ho fatto la presentazione io sono Nucleus. ChaserNucleus.”

“Tatiana!” Anch’io gli dico il mio nome. Certo, avrei potuto presentarmi come Bulsara, però figuriamoci se qui su Marte si pongono il problema del nome russo o no! Turnpike era stato chiaro, l’unico modo per liberarmi dal dissanguatore e il bullismo anti-russo in una volta sola era andarmene per un po’!

“Finora non ho avuto una femmina negativa come te”, continua Nucleus. “Sei la prima che ho e voglio tenerti qui.” Ancora una volta HIV non ha alcuna reazione, evidentemente vuol capire le intenzioni di questo essere. “Io però ho una casa, ho degli amici, devo studiare…”

“E io sono positivo ma voglio cambiare status. Capisci, vero? Sai cosa vuol dire?”

Intuisco che rispondergli “sì” o “no” lo confonde, pur non avendone chiara la motivazione; mi limito perciò ad alzargli il pollice in segno di “OK”. Non l’avessi mai fatto, s’è avvicinato e ha iniziato a mordicchiarlo! Nucleus, cosa fai?

“Non bene”, mi risponde ritraendosi dalla mia mano. “Per farmi diventare negativo io devo farti uscire sangue.”

Indico nuovamente il biohazard e stavolta gli urlo: sono positiva, Nucleus; HIV è con me, capisci?

“Allora sei negativa, Tatiana. Io positivo perché HIV non mi vuole!”

Accidenti a te, Nucleus. Ti ho appena conosciuto e già mi fai tenerezza, ma il tuo linguaggio ancora mi è estraneo. Fammelo imparare perché mi piacerebbe capire un po’ di più del tuo pianeta!

“Tu gifter Tatiana, io chaser Nucleus. Ci capiamo?” Il suo dito percorre di nuovo il disegno sulla mia pelle. Chissà cosa mi ero immaginata sulle dita dei marziani, mi figuravo il film E.T. l’extraterrestre col dito che si illuminava. Nulla di tutto questo invece! Il polpastrello è normalissimo e caldo come la mano di Adri.

Sono l’unica umana. Con un ragazzo carino, malgrado le antenne e la sua maniera insolita di chiamare gli status: positivo chi è senza virus, negativo chi ce l’ha. Ho esaudito il desiderio di una vita, partecipare a una missione spaziale e ora mi trovo col mio primo bug chaser proprio su Marte. Non posso perdere quest’occasione, la mia verginità sarà sua! Ho deciso, stanotte è quella buona. Vieni Chaser Nucleus, a te penso io!


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DISCLAIMER

Le storie ambientate nel “Mondo Positivo” sono opere di pura fantasia e non rappresentano fatti o persone reali. Gli autori, attivi da tempo nella lotta a HIV e AIDS, utilizzano queste narrazioni per contrastare lo stigma legato all’infezione.

Si sottolinea che tali racconti non incoraggiano comportamenti dannosi per la salute ma la finalità è sensibilizzare sulla prevenzione educando al rispetto per le persone che vivono con l’HIV.


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