Il primo passo falso

Un passo falso capita a chiunque, anche a chi è abituato a farla franca per una vita intera ma cosa succede quando Floyd Turnpike deve arrestare un amico fidato?


Un amico traditore

Prima o poi questo momento sarebbe arrivato, lo sapevo benissimo; avrei preferito gestire la situazione a Chicago fra me e gli altri colleghi senza far sapere niente a quella povera ragazza, l’avremmo fatto passare come ennesimo poliziotto caduto in servizio invece l’impulsività di Nucleus ha cambiato i piani.

“Tornatene su Marte, alieno di merda!” Ho compreso al volo la reazione di Tatiana quando ha saputo la notizia, d’altronde l’agente Kevin Brown era l’unico uomo che fin da bambina l’aveva amata e Nucleus non doveva esprimersi così! “A Kevin manca il più”, ecco io probabilmente le avrei parlato in modo diverso. Non importa se in quel momento Nucleus voleva proteggerla, era spaventato e ferito ma ha provocato un casino che dovrò mettere a posto io e non so fino a che punto sarà possibile!

In passato l’agente Brown era un caro vecchio amico cresciuto con me alla scuola di polizia tra gli anni 80 e 90, la nostra fiducia reciproca era tale che gli ho fatto da testimone quando ha sposato Evelyn Sloan, e alla fine è stato il primo a cui ho confidato di essere un bug chaser. Ho anche sperato che fosse lui a darmi il virus il giorno in cui la moglie avesse deciso di trasmetterglielo però non c’è stato verso, ogni volta che tentavo di chiederlo per lui ed Evelyn c’era sempre qualcosa di meglio da fare.

Certo, guardandomi indietro è andata bene così perché ora il mio gifter e allievo Adri è una persona per la quale metterei la mano sul fuoco anche di più rispetto all’amicizia con Kevin, ma pensando a ieri sera mi sto convincendo che avrei dovuto agire molto, molto prima e forse avrei evitato di cacciare Nucleus e Tatiana in un guaio più grande di loro.

Due più due porta quattro

Ahimè sì, è matematica, e io ho avuto “due più due” sotto gli occhi per anni senza mai voler vedere il quattro. “Sono soltanto coincidenze”, dicevo ogni volta che indagavo insieme ai colleghi su una persona positiva all’HIV morta dissanguata con la giugulare recisa, e guarda caso in quei giorni Kevin era in ferie o in malattia. Nessuno dei miei superiori voleva più di tanto considerare l’idea di un omicida seriale perché la sierofobia dilaga da sempre ai piani alti dell’FBI e le vittime erano quasi tutte persone ai margini della società. Prede facili per quel tipo di assassini, ma io ero talmente sicuro che Kevin non fosse il dissanguatore! Aveva la moglie col virus e la figlia idem, quale bisogno c’era di procurarsi con la forza l’HIV da estranei?

Poi Evelyn ha sempre sostenuto che il marito era positivo e la conversione era scivolata via senza febbre o altri sintomi, anche su questo non ho mai dubitato poiché sicuramente un medico specializzato in malattie infettive come lei conosceva tutti i modi per limitare o addirittura impedire un cambio di status troppo violento. Solo quando a inizio 2022 il povero Valentino è scomparso senza più tornare, la dottoressa si è sentita in colpa e mi ha detto la verità sul marito: non gli ha mai dato l’HIV e il test che gli ha mostrato come conferma era un falso positivo creato a tavolino.

Cosa c’entra lei con quel povero ragazzo brutalmente ucciso, e soprattutto Kevin da solo può aver ammazzato e fatto a pezzi un energumeno come PozVale? All’inizio ho dato poco peso anche a questo, ma dopo aver visto la ferita da coltello sulla mano di Nucleus e seguito il suo vago racconto mi tocca accettare l’evidenza: se non è il serial killer, comunque Kevin c’entra qualcosa.

Un passo falso

Nucleus, il mio primo allievo del master interplanetario in criminologia che finalmente doveva combattere con me sul campo; se l’ho chiamato qui per aiutarmi a proteggere Tatiana e Freddie è merito della sua forza fisica e mentale: fino all’altra sera ero sicuro al cento per cento che nessuno sarebbe stato capace di fargli del male con armi da fuoco, da taglio o altro invece oltre alla coltellata ha avuto anche segni di avvelenamento. Se solo mi raccontasse cosa cazzo ha mangiato mercoledì scorso a cena! Ho riflettuto per l’intera giornata sull’opportunità di rimandarlo su Marte con un provvedimento d’emergenza, però facendo così darei al dissanguatore campo libero un’altra volta.

“Ho sbagliato tutto, Floyd! Potrai perdonarmi?” Il mio allievo con le antenne vuole strapparsi la fasciatura e io, onde evitare altri rischi, gliene applico una di ancora più stretta. Vuoi proprio far infezione, Nuclear! Sta’ fermo una buona volta!

“Ho sbagliato, non dovevo aggredire l’agente Brown.”

Pulisco il tavolo dell’Aula POSIfunzionale con un fazzoletto imbevuto nel disinfettante, sia mai che il sangue di un marziano radioattivo e negativo possa nuocere a chiunque venga qui nelle prossime ore.

“Io giuro, non sapevo che avesse un coltello, capisci?”

Meglio non raccontargli di tutti i morti dissanguati rinvenuti in questi anni a Chicago e non solo, rimasti senza colpevole; né tanto meno è il caso di dirgli che ancora sto cercando il corpo della mia povera compagna Arianna Preziosi, probabilmente deceduta allo stesso modo. Preferisco fargli presente solo che se gli umani cattivi fossero tutti riconoscibili, a quest’ora al mondo non ce ne sarebbero più.

“Davanti a Tatiana non potevo dirtelo, ho fatto finta di aver perso la memoria ma dopo la lite con lei sono uscito a piedi per tornare in quel posto, come si chiamava, il papero offeso ed è stato lì che mi ha raggiunto il signor Brown! Credeva fossi scappato da lui, io invece desideravo soltanto rimanere per i cazzi miei.”

Impossibile, non va mai al Papero Offeso quello lì, dice che costa troppo e certamente tu non avevi i soldi per offrirgli una cena o un caffè, Nuclear non me la racconti giusta!

“Ho fatto un passo falso, Turnpike, non dovevo, forse è meglio che…” Lui afferra la bottiglia dell’alcool e gliela tolgo dalle mani appena in tempo. Non è il momento per morire, adesso Nuclear vieni con me e mi accompagni dove sei stato l’altra sera perché il passo falso l’ha fatto Kevin, non tu.

Prendo la radio dalla tasca e, senza esitazioni, chiamo: “Alfa Iota Delta Sigma, ci sei? Passo!”

“Sì, Floyd! A disposizione! Passo!”

“Io e Nuclear siamo in direzione Via Padule Morto. Se puoi seguici a distanza, siamo vicini all’obiettivo! Passo e chiudo!”

Perdersi e ritrovarsi

Ci spostiamo a piedi, ormai è tardi per prender l’autobus e a Nucleus non ho mai spiegato come funzionano i mezzi pubblici; lui si guarda in giro, lo vedo roteare le antenne in ogni direzione, mi chiede dove stiamo andando.

“Ma, credo che il papero offeso sia a sinistra, non a destra! L’altro giorno ho seguito le luci. Le stesse che c’erano il giorno dell’evento.”

Sta sbagliando strada, a destra c’è via del Padule Morto e a sinistra Via della Repubblica, stai a vedere che mi vuole portare al municipio? Conosco il mio pollo e quando le sue antenne si mettono in moto, vuole sempre indicare a noi umani la pista giusta anche quando brancoliamo nel buio più assoluto.

“Dal semaforo giri a sinistra e c’è un parcheggio grande, sbaglio?”

A distanza vedo avvicinarsi la macchina del mio collega sotto copertura. Alfa Iota Delta Sigma sa quando deve farsi notare e quando non è opportuno, così gli ho mandato un “OK” in radio per non spaventare Nucleus che, naturalmente, si era già accorto di lui.

“Qui al parcheggio non so, l’altro giorno ho incontrato il signor Brown e mi ha accompagnato lui! Non so, sono confuso!” Povero chaser alieno, ha le antenne che vibrano quasi a volersi staccare. Lo prendo ancora per mano e proseguiamo lentamente in silenzio, finché in lontananza le note di una canzone lo attraggono e inizia a correre in direzione della musica. No, Nuclear no, vai piano. Calma, calma, ho capito dove mi vuoi portare! Piano, cerchiamo di stare in allerta senza farci distrarre da “Positive Reaction”.

Sono mesi che sto qui a Bugliano sperando di avere un pretesto per una retata in questo postaccio, House In Virginia! Me ne aveva parlato Adri e viste le brutte persone che ci entrano non avevo mai e poi mai acconsentito che andasse da solo.

“Alfa Iota Delta Sigma, chiama rinforzi, passo!”

Dall’auto che ci segue a debita distanza, il mio collega sotto copertura è svelto a comporre un numero telefonico. Bravo, bravo Nuclear, ora segui noi e non fare niente senza chiedermelo. Nessun passo falso, perché se entriamo tutti qui dentro adesso, li cogliamo di sorpresa e li arrestiamo uno a uno!

“Io ho paura, non è che vengano ancora coi coltelli vero?”

Se fai quello che ti diciamo noi, assolutamente no. Anzi se obbedisci a me e Adri, facile pure che a breve saremo i tuoi gifter tutti e due perché è merito tuo se questa notte metteremo fine allo spaccio di droga qui a Bugliano. Gli amici del dissanguatore vengono tutti qui e anche il killer non fosse l’agente Brown, sicuramente arrestandone un pochi faremo loro capire che non ci fanno paura.

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